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Nella sua rubrica domenicale del New York Times, Paul Krugman tenta, invano, di porre le fondamenta teoriche della necessità di una regolamentazione bancaria relativamente ai problemi della JP Morgan. Come sempre con Krugman, ci sarebbe tanto da criticare, ma voglio concentrarmi sulla sua maldestra versione della storia bancaria americana, che non possiede praticamente alcuna verosimiglianza con la realtà.

L’economia Italiana è in contrazione per il terzo trimestre consecutivo, con una recessione che fa sprofondare il paese e aggiunge fuoco alla crisi dell’euro. L’Italia è la terza economia dell’Eurozona e molti la vedono come l’ago della bilancia di un eventuale collasso della moneta comune perché è troppo grande per fallire. Né l’UE né il FMI hanno abbastanza denaro per salvarla. Se il paese va in default, questo probabilmente segnerà la fine dell’euro.