L’ottimismo vola! (Il governo può ristabilire la fiducia degli investitori?)

E’ opinione generalmente condivisa dagli economisti che, per superare la crisi economica, sia necessario, ma anche sufficiente, riportare la “fiducia nei mercati”. Si dice anche che la spesa pubblica, oltre a beneficiare dell’effetto moltiplicatore keynesiano, generi anche qualcosa di analogo per quanto riguarda la fiducia degli agenti economici.

Gli agenti economici, durante una crisi, sono come un esercito in rotta ed il sopraggiungere della cavalleria (l’intervento statale) li rincuora e rinnova la loro volontà di combattere.

Ma funziona proprio così?Mario Rizzo dice di no.


La fiducia degli investitori: una scatola vuota?

di Mario Rizzo

In una recente discussione su Keynes, Roy Weintraub parla di un’idea che ha trovato in Keynes e che potrebbe essere chiamata moltiplicatore della fiducia. Il fatto di spendere in un particolare settore crea fiducia anche negli altri settori perché le imprese che lavorano in questi ultimi possono fare affidamento sulle spese complementari provenienti dal primo. Quindi può aver luogo una generalizzata crescita dei consumi e questa può risollevare l’economia da una recessione.

Quest’idea promossa da tanti keynesiani ha delle gravi pecche. Sotto le appropriate circostanza la spesa può richiamare altra spesa. E allora?

Queste risorse in attesa stanno aspettando che il cielo si rassereni, ovvero, sono la conseguenza di cercare di capire, in mezzo al processo di liquidazione delle risorse nei settori che si erano espansi troppo, quale sia l’area opportuna per nuovi investimenti. Il vero valore di queste risorse non impiegate è dato dal valore della migliore allocazione delle risorse che permettono.

Sarebbe fantastico ovviamente se (1) non ci volesse del tempo per riallocare le risorse e (2) non importasse quali risorse vengono impiegate fintanto che vengono impiegate. Ma ognuna di queste frasi è chiaramente falsa.

Senza dubbio c’è una sorta di fenomeno “prima tu” al lavoro. Le attività economiche sono interdipendenti. Quindi quando un agente tenta di determinare dove allocare le risorse deve anche determinare dove gli altri vorranno allocare le proprie risorse. Più grande è l’incertezza riguardo a questo aspetto e più svantaggi saranno associati all’essere il primo a fare le mosse. D’altro canto, chi muovo per primo ed ha successo raccoglierà anche i profitti più grandi. Questo è un chiaro problema di coordinazione.

Il fatto di stimolare la “fiducia” generale avrà successo nell’alleviare questo problema di coordinazione?

Supponiamo che il governo, attraverso una politica di stimolo fiscale, tenti di stimolare la spesa aggregata. Non può farlo in modo neutrale. Deve spendere in particolari direzioni. E poi i primi a ricevere questi soldi li spenderanno anche loro in specifiche direzioni. In aggiunta, il governo deve rimanere all’interno di un certo recinto dichiarando in modo chiaro quali saranno gli specifici programmi di spesa lungo un periodo di tempo che deve corrispondere all’orizzonte di pianificazione degli agenti economici. Con tassi di interesse bassi, questo probabilmente sarà un orizzonte particolarmente lontano.

Lo stesso Keynes aveva riconosciuto il problema. Quindi aveva raccomandato che la maggioranza degli investimenti pubblici seguissero un direzione coerente e persistente. L’idea è che la fiducia verrà fuori dalla condizione di certezza creata quando gli agenti conoscono il livello e la direzione della spesa per investimenti e possono far conto su di essa per un lungo periodo di tempo.

Ma non viviamo nel mondo che Keynes voleva sia perché non si può contare sul governo per perseguire politiche di lungo periodo coerenti e sia perché Keynes non riconosceva che durante il boom le risorse erano state allocate male.

Nel nostro mondo un agente economico deve occuparsi di diverse condizioni di incertezza contemporaneamente.

  1. Come il sistema politico intende allocare le risorse nel concreto e per quanto tempo?

  1. In quali direzioni vorranno spendere coloro i quali riceveranno un reddito derivato dalla spesa del governo?

  1. Quale struttura sostenibile di spesa, risparmio ed investimento emergerà quando lo stimolo governativo andrà calando?

Gli investitori non investono in astratto o in aggregato; investono in settori specifici. Lo stimolo, per come funziona nel concreto, moltiplica le difficoltà di coordinamento che gli agenti devono fronteggiare. Ora devono predire il comportamento di agenti politici che non devono rispondere alle condizioni di mercato di domanda ed offerta. Che cosa si inventerà di nuovo Tim Geithner? Quali nuove condizioni per il mondo del lavoro Obama o i Congresso decideranno di stabilire. Tutto questo viene combinato nel tentativo di scoprire quali saranno i nuovi equilibri di mercato relativi al set di preferenze sostenibile. La qualità delle informazioni comunicate dai prezzi tende a deteriorarsi. (Roger Koppl ha importanti cose da dire riguardo a questi “big players” qui)

Generare semplicemente la fiducia che il governo spenderà dei soldi su qualcosa per un periodo di tempo indefinito non corregge i problemi strutturali. Ora c’è un doppio problema di coordinazione: la spesa deve essere coordinata con le altre spese ed anche con le preferenze sostenibili di consumatori e risparmiatori.

Ci sono tre tipi di fiducia che qui sono importanti.

La prima (“fiducia nel regime”) viene creata con programmi e politiche stabili. Gli agenti sanno che il governo non introdurrà nuove incertezze o rumore (relativo ai dati economici).. Quindi i prezzi non inganneranno inutilmente. La mancanza di questo tipo di fiducia può essere generato da cambiamenti imprevedibili di politica economica e dallo stimolo di linee di spesa e produzione non sostenibili.

Il secondo tipo di fiducia (“fiducia monetaria”) è un effetto indiretto del soddisfare un aumento nella domanda di detenere moneta (fatto dalle autorità monetarie o dal sistema bancario che aumentano l’offerta di moneta). Questo previene che i prezzi diminuiscano di un certo quantitativo. Quando gli imprenditori temono la deflazione è probabile che trattengano le risorse, ovvero, che non le indirizzino verso specifici impieghi nel mercato poiché non sono sicuro del futuro corso dei prezzi.

Il terzo tipo di fiducia (“fiducia nell’allocazione delle risorse”) è l’effetto della procedura di scoperta degli imprenditori, nel contesto creato dalle due forme di fiducia menzionate sopra, le linee di produzioni migliori, ovvero più profittevoli, alla luce delle precedenti distorsioni, E’ difficile capire in che modo lo Stato possa aiutare in modo diretto gli imprenditori a risolvere questo problema . Il mercato è un processo di scoperta. Specifici mercati richiedono imprenditori che abbiano una conoscenza dei fatti specifica, dettagliata e transitoria e che possano agire prontamente. Non conosco nessuno Stato che sia in grado di farlo.

Ora possiamo finalmente rispondere alla nostra domanda. Può una spesa di stimolo, aumentando la fiducia generale, alleviare il problema di coordinazione che gli agenti economici devono affrontare?

Una spesa di stimolo non aumenterà ma ridurrà la “fiducia di regime”. Le incertezze sui programmi di spesa aumenteranno. La “fiducia monetaria” non sarà modificata dalla politica fiscale. Tra l’altro sembra anche che la deflazione non sia una particolare minaccia ora come ora. Infine l’allocazione delle risorse non è proprio la specialità del governo.

Possiamo vedere che cosa c’è di sbagliato nel moltiplicatore della fiducia keynesiano. Moltiplica gli errori, moltiplica gli ostacoli nella strada delle correzioni del mercato e moltiplica il tempo che ci vorrà perché la vera ripresa avvenga.

Una volta che andiamo oltre il velo di macro-aggregazione, possiamo vedere la complessità dei problemi del mondo reale e quanto la natura delle politiche basate su stimoli economici e moltiplicazione della fiducia sia oltremodo semplicistica.