L’angolo Nostradamus: L’Istituto di Studi ed Analisi Economica

Durante la discussione del DPEF alla Camera ecco un’altra previsione sull’economia, questa volta da parte dell’Istituto di Studi ed Analisi Economica (ISAE)

Il Pil, nel 2009, segnerà una flessione del 5,3% secondo i dati aggiustati per il calendario (-5,2% in termini grezzi). L’Istituto di studi e analisi economica (Isae) nel rapporto “Le previsioni per l’economia italiana” conferma così le stime illustrate in Parlamento nel corso dell’esame del Dpef.
Secondo l’Isae «la fase peggiore del ciclo economico dovrebbe essere stata superata anche in Italia» ma «l’avvio della ripresa avverrà tuttavia con molta gradualità, evidenziandosi nelle cifre medie annue solo a partire dal 2010», quando il Pil segnerà un +0,2%, secondo i dati corretti per il numero dei giorni lavorativi (+0,3% in termini grezzi). Secondo l’Isae, il secondo trimestre del 2009 sarà ancora negativo, ma «un segno positivo nell’evoluzione del prodotto lordo dovrebbe tornare a evidenziarsi a partire dal terzo trimestre».

Quanto al 2010, sulla ripresa dovrebbe influire «il progressivo rafforzamento del commercio mondiale». I provvedimenti decisi dal Governo nella manovra estiva, sempre secondo l’Istituto, «contribuirebbero a dare sostegno alla domanda interna».

Alleluia! La crisi è ai minimi e dal prossimo trimestre si riparte! Prima di stappare lo champagne è forse meglio controllare cosa prevedevano qualche mese fa…

9 Ottobre 2008

Crescita zero per l’economia italiana nel 2008 e l’anno prossimo un modesto +0,2%. Queste le nuove previsioni sull’economia formulate dall’Isae.[..] Questi elementi potrebbero condizionare l’evoluzione europea anche nei primi mesi del 2009; solo nel secondo semestre del prossimo anno si avrebbe un recupero, per la stabilizzazione delle tensioni finanziarie e il rientro dell’inflazione. Il PIL della zona euro aumenterebbe dello 0,5% nella media del prossimo anno, dopo una variazione dell’1,1% stimata per il 2008.[..] Nel mercato del lavoro, le tendenze si prospettano ancora relativamente positive tenuto conto della cattiva congiuntura: nel 2008 l’occupazione aumenterebbe dello 0,9%; nel 2009, la creazione di posti di lavoro rallenterebbe allo 0,3%

Che dite? Rimettiamo lo champagne al fresco?