A chi dobbiamo dare ascolto?

E’ notizia del giorno che secondo il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, il peggio è passato, la crisi è finita e dobbiamo già aspettarci una limitata crescita economica nel prossimo futuro.

«L’economia globale appare sulla via della ripresa dopo aver evitato il peggio, ma il rimbalzo sarà probabilmente lento e rimangono molti rischi».

La diagnosi è del presidente della Federal reserve, Ben Bernanke, secondo cui, «dopo essersi contratta fortemente nell’ultimo anno, l’attività economica sembra essersi stabilizzata, sia negli Stati Uniti che all’estero, e le prospettive per un ritorno alla crescita nel breve termine appaiono buone».

Intervenendo al summit dei banchieri centrali in corso a Jackson Hole, nel Wyoming, Bernanke ha anche sottolineato che «sebbene sia stato evitato il peggio abbiamo ancora di fronte difficili sfide». In particolare, il numero uno della Fed ha osservato che «la ripresa sarà probabilmente lenta all’inizio e la disoccupazione scenderà solo gradualmente dagli alti livelli attuali».

Ma negli anni che anno preceduto la crisi economica, Bernanke, come quasi tutti gli economisti, aveva continuato a negare l’esistenza di una bolla immobiliare e non aveva previsto la crisi che stava arrivando. Altri, come Peter Schiff e tutti gli economisti che seguono la Scuola Austriaca di Economia avevano invece continuato a lanciare allarmi riguardo la bolla immobiliare e le sue ripercussioni sul mercato del credito e sull’economia reale.

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Chi aveva ragione allora? E chi torto? Ed oggi dovremmo dare ascolto a Bernanke oppure a Peter Schiff?