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Il mistero delle coppie marginali – seconda parte

domenica, febbraio 19, 2012 di

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Continuiamo nella lettura del pezzo di Daniel James Sanchez e vediamo come viene stabilito, in un mercato in cui ci sono contemporaneamente tanti compratori e tanti venditori, il prezzo di mercato di beni e servizi. Infine viene presentata la risposta a una domanda molto comune:”perchè abbiamo bisogno di un sistema di prezzi di mercato?”. Non si possono distribuire i beni prodotti secondo un altro sistema?

Concorrenza bilaterale

Ovviamente le dinamiche di mercato reali hanno diversi compratori e venditori. Quindi è importante comprendere come funziona la concorrenza bilaterale.

Con così tanti fattori implicati, la concorrenza bilaterale potrebbe sembrare troppo complicata per essere compresa. Ma non preoccupiamoci; non è così difficile una volta che viene spiegata. Dobbiamo però lasciar perdere i nomi divertenti. I compratori si chiameranno B1, B2, etc. mentre i venditori saranno S1, S2, etc.

Dieci compratori, tutti alla ricerca di un cavallo incontrano 8 venditori, ognuno con l’intenzione di vendere un cavallo.

Questi sono i dieci compratori , con il loro massimo prezzo d’acquisto:

Compratori Massimo prezzo d’acquisto
B1 $30
B2 $28
B3 $26
B4 $24
B5 $22
B6 $21
B7 $20
B8 $18
B9 $17
B10 $15

E questi i venditori, con il loro minimo prezzo di vendita:

Venditori Minimo prezzo di vendita
S1 $10
S2 $11
S3 $15
S4 $17
S5 $20
S6 $21.10
S7 $25
S8 $26

Prima di tutto possiamo dire che, al massimo, solo otto scambi potranno avvenire, perchè ci sono solo otto cavalli da vendere. Quindi solo otto dei dieci compratori potranno acquistare il cavallo.

Inoltre, sappiamo che saranno gli 8 compratori disposti a pagare di più, se ci riusciranno, a comprare i cavalli, perchè possono superare le offerte degli altri due compratori.

Supponiamo che B5  inizi l’asta annunciando che è disposto a pagare $13 per un cavallo. Da dietro di lui arriva un coro di “anche io!”. Tutti gli altri nove compratori saltano di gioia alla prospettiva di pagare un prezzo così basso. Possiamo dire che la quantità di cavalli domandata al prezzo di $13 è 10.

Dall’altra parte, però, soltanto due venditori (S1, e S2) vogliono vendere perchè sono gli unici due disposti ad accettare un prezzo così basso. Possiamo quindi affermare  che la quantità di cavalli offerta a $13 è 2.

Chiaramente al prezzo di $13 la quantità domandata supera la quantità offerta. Questa asimmetria del mercato ha importanti implicazioni.

S1, e S2 possono soddisfare 2 dei 10 compratori. Ipotizziamo di stare per consegnare i cavalli a B2, e B4 per $13. Forse gli altri 8 compratori, ognuno dei quali sarebbe felice di pagare $14 per un cavallo, staranno fermi ed accetteranno di non fare affari, proprio con i due venditori dai quali potrebbero strappare un prezzo migliore?

Inoltre S1, e S2 , che possono vedere chiaramente il gran numero (e lo sguardo desideroso) dei compratori ancora presenti, accetteranno senza colpo ferire di vendere a un prezzo così basso, quando è evidente che possono ottenere di più?

Ovviamente è nell’interesse dei venditori aspettare, così come i compratori saranno spinti dalla loro scala di valori ad offrire di più.

Man mano che il prezzo sale, sia la quantità domandata, che quella offerta cambiano. I compratori vengono progressivamente esclusi, quelli disposti ad offrire di meno per primi. Inoltre, venditori che prima non volevano vendere, piano piano cambieranno idea, quelli disposti a chiedere di meno per primi.

Per esempio, $16 saranno troppi per B10, ma abbastanza per far entrare nel mercato S3; così abbiamo 9 compratori e 3 venditori. A $18, B9 dice “grazie, mi tiro indietro”, mentre S4 invece afferma “ora si inizia a ragionare!”. E abbiamo 8 compratori e 4 venditori.

Quindi l’asimmetria del mercato inizia a venir meno. Tuttavia, finché questa rimane, i rilanci sul prezzo continueranno a susseguirsi. Come Böhm-Bawerk disse:

Fino a quando, tuttavia, i compratori rivali tra loro sono la maggioranza, e questa caratteristica del mercato è ben risaputa, non ci può essere un equilibrio finale. Perchè da una parte i venditori hanno sempre la possibilità, e la tentazione, di avvantaggiarsi dei compratori rimasti a mani vuote e chiedere un prezzo più alto. Dall’altra l’interesse opposto dei compratori rivali è rilanciare le offerte altrui per tagliar fuori i concorrenti.

Un eccesso di domanda (in questo caso un numero maggiore di copratori) è quindi intrinsecamente destabilizzante. Questa dinamica deve quindi continuare fino a quando l’eccesso di domanda scompare.

Ora, che cosa accade se i venditori temporeggiano per spuntare un prezzo più alto? Lo possono fare, ma solo fino a un certo punto.

Se per esempio i venditori pretendono $23, B5 verrà tagliato fuori mentre S6 rientrerà in gioco. Se questo accade, avremo una maggioranza di venditori e quindi un eccesso di offerta.

Una volta che ci troviamo in questa situazione, accadrà l’opposto di ciò che avveniva con una maggioranza di compratori. I venditori in eccesso rilanceranno al ribasso, facendo scendere il prezzo.

L’unica condizione che fa terminare le trattative è quella in cui compratori e venditori sono lo stesso numero, dove “l’offerta è uguale alla domanda.”

Per esempio il nostro mercato potrebbe stabilizarsi a $21,05. A quel prezzo, i cinque compratori disposti a spendere di più comprano i cavalli dei cinque venditori disposti a chiedere di meno. Il mercato raggiunge l’equilibrio.

Il “prezzo di mercato” è il prezzo a cui non ci sono compratori insoddisfatti (eccesso di domanda) che dicono “anche io avrei pagato quel prezzo per un cavallo” e nessun “venditore frustrato (eccesso di offerta) che dica “avrei venduto anche io per quella cifra.” In altre parole non c’è né “carenza” né “surplus”.

Ci sono soltanto compratori e venditori soddisfatti che dicono “quello era un buon prezzo” e altri, rimasti a mani vuote, che affermano “a quel prezzo proprio no”.

La coppia marginale

Dalle considerazioni che abbiamo fatto sinora, possiamo dire che ci sono quattro importanti posizioni sul mercato. Queste posizioni compongono le “coppie marginali”

Le prime due importanti posizioni formano insieme la prima coppia marginale. Forniscono il limite superiore per il prezzo di mercato, quindi chiamiamole “coppia marginale superiore.”

1. L’ultimo compratore

È quello, tra i compratori che riescono a portare a termine lo scambio, disposto a pagare di meno. Se il prezzo continuasse a saliare, sarebbe il primo a tirarsi indietro: questo è ciò che lo rende “marginale” (ai margini appunto). Se il prezzo salisse ad un punto tale da farlo uscire dal mercato, ci sarebbe un eccesso di offerta e quindi un mercato instabile.

2. Il primo venditore escluso

È il venditore che non riesce a piazzare la sua merce ma che, tra gli esclusi, è disposto ad accettare un prezzo più basso. Anche lui è “marginale” perché se il prezzo continuasse a salire, sarebbe il primo venditore a rientrare in gioco. Se il prezzo salisse abbastanza da farlo rientrare sul mercato, ci sarebbe di nuovo un eccesso di offerta e quindi un mercato instabile.

Il limite superiore del prezzo di mercato è quindi determinato dal massimo prezzo d’acquisto dell’ultimo compratore oppure dal minimo prezzo di vendita del primo venditore escluso, il più basso dei due.

Poi abbiamo la “coppia marginale inferiore”

3. L’ultimo venditore

È quello, tra i venditori che riescono a piazzare la loro merce, che ha il prezzo minimo di vendita più alto. Se il prezzo scendesse abbastanza da farlo uscire dal mercato, ci sarebbe un eccesso di domanda e quindi un mercato instabile.

4. Primo compratore escluso

È il compratore, tra gli esclusi, che è disposto ad offrire di più. Se il prezzo continuasse a scendere, sarebbe il primo compratore a rifarsi avanti. Anche qui avremmo un eccesso di domanda ed un mercato instabile.

Il limite inferiore per il prezzo di mercato è quindi determinato o dal prezzo minimo di vendita dell’ultimo venditore oppure dal massimo prezzo d’acquisto del primo compratore escluso, il più alto tra i due.

Nella vita reale, con tantissimi compratori e venditori, questi limiti sono generalmente molto ravvicinati, spesso risultando in un unico prezzo di mercato possibile.

Questo è ciò che intendeva Mises quando scriveva che i prezzi

Sono determinati all’interno di stretti margini: le valutazioni da una parte del compratore marginale e del venditore marginale che si astiene dal vendere e dall’altra dalle valutazioni del venditore marginale e del compratore marginale che si astiene dal comprare.

Non abbiamo spazio qui per estendere l’analisi al caso in cui i partecipanti al mercato possano ognuno comprare e vendere più di un cavallo. Ma come ha dimostrato Rothbard non vi sarebbero differenze sostanziali nell’analisi.

Sono sempre le coppie marginali, come due coppie di sentinelle, a demarcare i confini entro i quali si può formare il prezzo di mercato.

La funzione sociale del razionamento

Perchè è così importante che i mercati siano in equilibrio? Perchè il prezzo di mercato, caratterizzato come è da una competizione di offerte, è così importante? Perchè di tutti i possibili standard da adottare per un razionamento, questo è quello migliore?

Un fattore che determina la possibilità di scambio è quanto direttamente la persona desidera il bene oggetto dell’offerta. Questa quantità non può essere misurata, ma usando l’esperienza,  possiamo percepire una differenza tra una Farmer Frida che vuole il cavallo per arare il suo campo in modo da sfamare la sua famiglia e Polo Pete che lo vuole invece solo per farsi una  cavalcata durante i week end. E possiamo facilmente immaginare come la relativa urgenza del bisogno di Frida in contrapposizione a quello di Pete possa provvedere un incentivo per Frida ad aumentare quanto è disposta ad offrire.

Molte persone sono contente che questa differenza venga colta dal processo di mercato e riflessa nel suo risultato finale.

Ma c’è un altro fattore che determina la possibilità di scambio ed è la ricchezza dei partecipanti al mercato. Ad esempio Jockey Jane, come Pete, vuole anche lei il cavallo per scopi ricreativi. Tuttavia, forse perchè ha più denaro, è in grado di offrire di più della disperata Frida.

Tante persone non vedono di buon occhio invece questo risultato e quindi sono molto critiche del sistema di prezzi di mercato.

Ciò che questi critici però non comprendono è che l’importanza dei prezzi di mercato non è tanto dovuta al fatto che allocano i beni già prodotti in una certa maniera. Sono importantissimi, invece, per il ruolo che hanno nel coordinare ed ottimizzare la produzione futura. Come spiega Mises,

L’allocazione di quanto è già stato prodotto ed è disponibile ai vari individui che lo desiderano è solo una funzione secondaria del mercato. La funzione primaria è invece dare una direzione alla produzione.

Nelle parole di Mises, il mercato si distingue per la “sovranità del consumatore.” I consumatori votano con i loro dollari per dare alla struttura produttiva la forma che meglio soddisferà le loro necessità.

Per esempio supponiamo che Jane e Frida siano imprenditori che stanno cercando di comprare il cavallo per produrre altri beni. Se Jane è in grado di offrire di più di Frida, grazie alla sua ricchezza, ciò indica che i consumatori in passato consideravano Jane una migliore “utilizzatrice di mezzi di produzione” rispetto a Frida.

Votandola con i loro dollari, hanno posto Jane in una posizione di preminenza nel mondo della produzione. Siccome ognuno è prima e soprattutto un consumatore e produce soltanto per essere in grado di consumare, è nel migliore interesse di tutti che i mezzi di produzione siano direzionati verso chi li sa usare meglio per soddisfare i consumatori.

Se invece, contrariamente alle offerte, il cavallo fosse consegnato a Frida invece di Jane, questo sarebbe certo un bel regalo a Frida. Ma se questa diventasse la regola e la sovranità del consumatore venisse gettata alle ortiche, Frida perderebbe, come consumatore, molto più di quanto guadagnerebbe come produttore.

Qualcuno potrebbe obiettare che, nella nostra costruzione precedente, Jane e Frida non volevano comprare il cavallo come bene intermedio. Sia Jane che Frida stavano offrendo denaro per il cavallo come bene finale: Jane per cavalcarlo e Frida per sfamare la sua famiglia. Che cosa c’entra, in questo caso, la superiore ricchezza di Jane con la struttura produttiva del mercato?

Jockey Jane può certamente avere più voti di Farmer Frida nella democrazia del consumatore. Ma se fino ad oggi la sua ricchezza era stata acquisita sul mercato allora il suo livello era una funzione di quanto bene, come produttore, aveva contribuito a soddisfare i desideri dei consumatori.

Più i suoi contributi passati sono stati ricompensati, più lei sarà guidata a massimizzare i suoi contributi futuri. E questo vale per tutti i produttori, anche quelli di cavalli, come Breeder Bill.

Il sistema dei prezzi di mercato che dà a Jockey Jane più potere d’acquisto di Farmer Frida, è lo stesso sistema di prezzi di mercato che guida e permette a Bill e agli altri allevatori come lui di “produrre” cavalli in abbondanza. Non puoi avere l’una senza l’altra, perchè sono la medesima cosa.

Con questo sistema i cavalli (come tutti gli altri beni e servizi) saranno più facilmente abbondanti e ad un prezzo abbastanza basso da permettere sia a Jane che a Frida di ottenere ciò che desiderano. Senza questo meccanismo, i cavalli (come tutti gli altri beni e servizi) saranno invece più facilmente scarsi in numero e molto più cari.

Studiando i mercati reali nella loro complessità è virtualmente impossibile conoscere chi siano le quattro persone  che compongono la coppia marginale per ogni dato prezzo. Chi incarna questi ruoli cambia in continuazione. Ma in ogni caso queste coppie marginali continuano ad esistere e a proteggere in silenzio il confine tra efficienza e spreco, determinando i prezzi che dirigeranno “l’uso dei fattori produttivi verso quei canali che soddisferanno i desideri più urgenti dei consumatori.”

Articolo originale di Daniel James Sanchez su Mises.org

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