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Source link: http://vonmises.it/2012/02/23/ron-paul-verso-una-moneta-libera-parte-seconda/

Ron Paul: Verso una moneta libera (parte seconda)

giovedì, febbraio 23, 2012 di tradotto da

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Se interpretassimo letteralmente la Costituzione, una delle agenzie federali “maggiormente incostituzionali” (qualora esistessero gradi di incostituzionalità) sarebbe la Federal Reserve. La Costituzione non dà nessun potere al congresso per creare un’istituzione del genere e la Fed è la causa principale dei nostri problemi monetari attuali. La presunta legittimità costituzionale deriva da una vaga e creativa interpretazione della clausola dei poteri impliciti.

Funzionando come banca centrale degli Stati Uniti, la Federal Reserve è un anacronismo. Fu creata in un tempo in cui la fede nel controllo dell’economia da parte di Washington D.C. era in crescita ma, da quando ha iniziato i suoi lavori nel 1914, è stata causa delle peggiori depressioni (1929-1939), recessioni (troppe per contarle tutte) e delle maggiori ondate inflazionistiche nella storia della nostra nazione. L’unica cosa utile che svolge, agendo da camera di compensazione tra le banche, potrebbe essere meglio compiuta da camere di compensazione private oppure eliminata del tutto, tramite il trasferimento elettronico dei fondi. Data la sua storia, non c’è, semplicemente, nessuna buona ragione per permettere alla Federal Reserve  il monopolio dell’offerta di moneta e della supervisione del sistema bancario. Eliminare il potere di effettuare operazioni di mercato aperto è essenziale se vogliamo fermare l’inflazione e ripristinare la libertà monetaria.

Un passo del genere potrebbe allarmare qualcuno. Potrebbero esserci preoccupazioni riguardo la sorte delle banconote della Federal Reserve oggi in circolazione; e poi, cosa dovrebbe rimpiazzarle? Per prima cosa, le banconote della Federal Reserve in circolazione dovrebbero essere ritirate e rimpiazzate con altre redimibili in oro, argento o una qualche altra merce. Queste banconote diventerebbero simili ai traveler’s check, oggi redimibili solo in moneta cartacea. Come i traverler’s check, queste banconote non avrebbero corso legale e nessuno sarebbe costretto ad accettarle in pagamento. E, in quanto promesse di pagamento, qualsiasi istituzione emittente non in grado di redimerle come promesso, verrebbe assoggettata alle azioni penali e civili del caso, diversamente dalla Federal Reserve, non è soggetta a nessun controllo.

Riguardo le banconote della Federal Reserve in circolazione, potremmo renderle redimibili in oro una volta definito il “dollaro” come moneta con un determinato peso in metallo. Chiunque volesse redimerle potrebbe farlo, semplicemente, scambiandole alla sua banca con delle monete d’oro.

È importante notare che, se istituissimo uno standard aureo prima di chiudere la Federal Reserve, questo sistema dovrebbe funzionare secondo le linee generali che regolavano quello standard. Come  hanno notato Friedman e Schwartz, è stato l’allontanamento dalle classiche regole del gold standard a far sì che la Federal Reserve causasse il panico del 1929 e la seguente depressione.

Poiché soffriamo degli effetti destabilizzanti del sistema bancario a riserva frazionaria, è imperativo effettuare una riforma di fondamentale importanza. Questa riforma implicherebbe la copertura totale (quindi la redimibilità in oro, argento o altra merce) di tutte le promesse di pagamento a vista, siano esse  banconote o depositi bancari. Gli istituti che non mantengono tali impegni, siano essi persona fisica o istituzioni, sarebbero severamente puniti. Il sistema bancario a riserva frazionaria ha creato il ciclo economico, e per eliminare il secondo, dobbiamo occuparci del primo problema.

Audit e confisca

Crediamo la maggioranza della Gold Commision abbia commesso un errore non chiedendo un comprensivo ed esauriente audit delle riserve auree degli Stati Uniti, da effettuare con cadenza regolare. Forse, quando queste riserve sono sostanzialmente stabili, c’è minore necessità di una procedura simile; ma quando abbiamo variazioni significative  – come avverrà con la nuova coniatura – uno scrutinio attento delle riserve auree del governo è necessario.

Infine, ci sono leggi che danno al Presidente il potere di richiedere la consegna, ovvero di confiscare, in tempo di guerra, oggetti d’oro, monete e certificati aurei posseduti dai privati. Non ci può essere libertà monetaria dove esiste la possibilità di confisca.

Il bilancio

Una delle obiezioni comuni utilizzate contro il gold standard riguarda le dimensioni del governo federale: il sistema aureo ha funzionato nell’Ottocento, ma non funzionerebbe oggi, perchè il governo ha grandemente espanso le sue competenze negli ultimi 100 anni.

C’è un elemento di verità in questo argomento: il gold standard, infatti, non è compatibile con un governo in perenne deficit, che spende oltre i suoi limiti. I governi, per espandere le loro competenze, hanno dovuto sbarazzarsi dell’oro; storicamente, hanno abbandonato la parità aurea durante le guerre, per finanziarle con monete cartacee, e durante gli altri periodi di interventismo crescente (New Deal ad esempio).

Poiché l’oro è una moneta rigida, non piace all’uomo disonesto. I politici, non potendo comprare i voti con i loro soldi, hanno imparato a farlo con quelli del contribuente. Promettono di passare ogni sorta di programma di spesa, se eletti, e pensano di finanziare quei programmi tramite deficit o con la creazione di denaro dal nulla, non con tasse più alte. Nella vigenza dello standard aureo, questi comportamenti irresponsabili provocherebbero immediatamente tassi di interesse più elevati (dovuti all’indebitamento del governo) e disoccupazione. Ma, grazie alle magie della Federal Reserve, questi effetti possono essere rimandati, permettendo ai politici di accusare altri attori economici, attribuendo ad essi colpe inesistenti. Come John Maynard Keynes scrisse tanti anni fa, una persona su un milione sa a chi dar la colpa dell’inflazione.

Lo standard aureo è incompatibile con il finanziamento della spesa pubblica a deficit: è richiesta una riforma fondamentale per imporre il pareggio di bilancio. Potremmo ottenere ciò tagliando le spese – sembrerà sorprendente ma, finora, nessuno ha mai tagliato nulla – al livello delle entrate del governo.

I tagli dovrebbero, invece, essere significativi: qualcosa di simile a quanto fece il Presidente Truman dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, eliminando il 75% dell’intero budget federale nell’arco di tre anni. Una moneta apolitica ed un governo limitato sono necessari per porre termine al periodo di crisi economica.

Come parte del progetto di riforma del bilancio, il governo dovrebbe, alla fine, essere costretto a effettuare i suoi pagamenti in oro o in conti denominati in oro. Non sarebbe più in grado di spendere “denaro” creato dal nulla dalla Federal Reserve.

Tassazione

Per effettuare questi pagamenti, il governo dovrebbe iniziare ad accettare oro come pagamento per tutte le tasse, tariffe e imposte. Come esattore, il governo deve specificare sotto quale forma le tasse possono o devono essere pagate, quindi dovrebbe specificare l’adempimento in oro, argento o certificati denominati in questi metalli. Ciò permetterebbe, ovviamente, di avere un flusso di entrate che consentirà al governo di agire conformemente allo standard aureo vigente.

Ma prima di arrivare a quel punto, non dovremmo avere imposte o tasse sull’oro o sulle monete d’oro. La commissione ha giustamente raccomandato di eliminare tutte le imposte sul capital gain e sulla vendita di nuove monete. Noi vorremmo andare oltre, nell’interesse della libertà monetaria, e chiedere la defiscalizzazione totale dell’oro e dell’argento (e rispettive monete). Questo comporterebbe l’eliminazione non solo delle tasse sul capital gain e sulle vendite, ma anche la fine del trattamento discriminatorio delle monete d’oro negli Individual Retirement Accounts, per esempio. Chi risparmia per la sua pensione dovrebbe essere libero di poter tenere le sue riservep in monete d’oro, senza esserne penalizzato. Altra riforma da implementare immediatamente: richiedere all’IRS di accettare tutte le monete coniate dagli Stati Uniti al loro valore facciale, sia per il calcolo sia per il pagamento delle tasse. Ad oggi, l’IRS accetta le monete d’argento precedenti al 1965, al valore facciale, per il pagamento delle imposte ma al valore di mercato per il calcolo delle stesse. Questa linea di condotta non è giusta, non ha nessuna base legale e dovrebbe essere subito corretta.

Regolamentazione

Insieme alle riforme monetarie, fiscali e di bilancio, un piano comprensivo per dare vita ad uno standard aureo e raggiungere la libertà monetaria richiederebbe diversi miglioramenti alla regolamentazione attuale.

Per esempio, nel settore minerario, la disciplina rende oggi difficile e costoso estrarre oro e argento; dovemmo abrogare queste norme. Tutte le regolamentazioni sulle importazioni, esportazioni, fusioni, coniatura e accumulo di monete d’oro dovrebbero subire la stessa fine.

Ma le riforme più pressanti riguardano le leggi bancarie. Attualmente, non è possibile entrare liberamente nel settore; è cartellizato dalla Federal Reserve e da altre agenzie federali. Una deregulation del sistema bancario, con la possibilità di aprire una banca semplicemente con una firma presso un notabile pubblico, è assolutamente necessaria per ottenere la libertà economica. Tutta la discrezionalità amministrativa va eliminata.

Allo stesso tempo, bisogna rinforzare gli impedimenti costituzionali che proibiscono agli stati di “emettere lettere di credito”. Deve essere chiaro: gli Stati, né direttamente né indirettamente tramite banche nazionalizzate, devono entrare nel business monetario.

Un emendamento costituzionale

Se anche ritenessimo inesistenti, nella Costituzione, legittimazioni del nostro sistema bancario e monetario odierno, abbiamo vissuto con esso così a lungo che un emendamento costituzionale sarebbe necessario per riaffermare l’incostituzionalità dell’attuale regime.

Proponiamo, dunque, il testo seguente come 27esimo Emendamento della Costituzione:

Né il Congresso né gli Stati potranno introdurre il corso forzoso a soddisfazione di debiti privati, né creare una banca o una istituzione che emetta banconote; inoltre, gli Stati stabiliranno monete d’oro ed argento come moneta legale per il pagamento di tutte le tasse e di tutte le tariffe.

Articolo originale di Ron Paul su Mises.org

Tratto dal libro “The case for gold” di Ron Paul (1982)

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