Quando scoppiano le bolle

Nel crash che seguì la bolla dei tulipani, il bulbo Witte Croonen, molto comune, il cui prezzo si era moltiplicato per 26 volte nel Gennaio 1637, video il suo valore ridursi a un ventesimo una settimana dopo.

Dal 1717 al 1720 le azioni della Compagnia del Mississippi, creata da John Law, vennero scambiate da francesi impazziti da un prezzo di partenza di 500 lire fino ad un picco di 10100 lire, prima che Law fosse costretto a lasciare la Francia in fretta e furia e il valore delle azioni della Compagnia non si polverizzassero allo stesso modo delle banconote di carta create sempre da Law.

Nella seconda metà degli anni ’80, le tessere di socio di un golf club giapponese vennero a costare sino a 4 milioni di dollari. Il Nihon Keizai daily costruì addirittura un indice di prezzo (il golf membership price index) che era seguito da vicino quasi come gli indici di borsa. Ma per il 2003, il Keizai golf index era crollato, perdendo il 95% del suo valore e tantissimi proprietari di campi di golf erano falliti.

L’indice Nikkei 225 raggiunse il suo picco a 38957,44 punti il 29 Dicembre 1989, dopo aver moltiplicato il suo valore sei volte durante i dieci anni precedenti. Dopo il crash, perse quasi tutto quel guadagno, chiudendo a 7054,98 punti il 10 Marzo 2009 – 81,9% sotto il suo picco raggiunto vent’anni prima.

L’indice NASDAQ raggiunse il suo picco sopra i 5000 punti alla fine del 1999 e crollò a poco più di 1000 due anni dopo.

Nel 2001, con la Federal Reserve che apriva i rubinetti monetari, il prezzo medio di un acro di terra a Las Vegas era di circa 158mila dollari. Per il terzo trimestre del 2007, il prezzo medio (escludendo le proprietà) raggiunse il suo massimo di 900mila dollari per acro.

Secondo Applied Analysis, nel quarto trimestre del 2011 le vendite di terreni a Sin City sono avvenute a un prezzo medio di 102491 dollari per acro, cioè il prezzo dei terreni di Las Vega è crollato di quasi il 90% dal suo picco nel 2007. Si parla di un ritorno di fiamma ma i costruttori hanno già sin troppe rovine sul groppone e il numero di uffici, negozi e capannoni vuoti è ancora molto alto.

Hubble Smith scrive per LVRJ,

È importante notare come solo il 54% dei trasferimenti di proprietà di terreni durante l’ultimo trimestre sono state transazioni “al valore di mercato” tra parti privati in cui non fosse coinvolto un prestatore. Gli atti compiuti da amministratori fiduciari hanno rappresentato il 32,6 per cento dell’attività complessiva.

Quindi gran parte delle vendite di terra è stato rappresentato da prestatori che cercavano di monetizzare il loro collaterale.

La più grande bolla della storia finanziaria, però, sta ora tirando al massimo le cuciture ed è andata avanti per anni. Si tratta della bolla dei Treasury bond, che rivaleggia ogni mania che il mondo ha mai attraversato.

Prestar denaro al governo americano rende 5 punti base per un prestito di un mese. Se prestiamo a sei mesi, sono 14 punti base. A un anno, 18 pb. Due anni 33 pb, 10 anni 2,22% e prestar denaro per 30 anni al governo degli Stati Uniti, in banconote che la Federal Reserve deprezza costantemente e sistematicamente, rende agli investitori la bellezza del 3,35%.

Come può andare avanti una cosa del genere? Il debitore, in questo caso, deve almeno 15 biliardi di dollari. Il governo ha un deficit annuale di 1,4 biliardi di dollari. Chi dovrebbe gestire il debito ha difficoltà a controllare la sua spesa, quindi i problemi di bilancio persisteranno. Tuttavia lo Zio Sam può farsi prestare denaro quasi gratuitamente.

Il maggior detentore di U.S. Treasury è la Banca Centrale americana. Non si tratta di denaro risparmiato che è alla ricerca del rendimento migliore, ma denaro creato dal nulla con l’unico scopo di comprare quei Treasury a quel tasso, perché non esiste nessun altro compratore che vorrebbe pagare quel prezzo.

Quando alla fine la bolla dei Treasury scoppierà, farà un bel botto.

 

 

Articolo di Douglas French per The Circle Bastiat

Traduzione di Marco Bollettino