Come trasformare la ricchezza di risorse naturali in miseria, parte seconda

Vi sono notizie di ulteriore distruzione di ricchezza in Sud America. E’ dura competere con i Chavez, ma  in Argentina, il Presidente Cristina Kirchner ha annunciato che il suo governo sta espropriando la quota di maggioranza della compagnia petrolifera YPF SA, di proprietà della Repsol YPF di Spagna, la più grande compagnia petrolifera del mondo. Il New York Times ha riportato  da Rio de Jainero,

L’esproprio ristabilirebbe il controllo statale su un importante pilastro dell’economia argentina, ma ha già alimentato crisi diplomatiche con Spagna e Unione Europea. Miss Kirchner ha subito costretto alle dimissioni Sebastiàn Eskenazi da capo esecutivo YPF, nominando due suoi bracci destri, Julio de Vido e Axel Kicillof, alla gestione della compagnia.

 Il governo argentino fondò la compagnia negli anni 20 e la privatizzò negli anni 90. La Kirchner ha dichiarato che riprendersi la YPF significa riappropriarsi di “sovranità e controllo”. Ha detto che il cambio permetterebbe all’Argentina di incrementare la produzione, dopo che il paese da poco è diventato  importatore di energia.

Gli argentini sono sempre stati per gli espropri. A causa dell’imposizione di un prezzo limite e dell’incertezza legislativa, l’offerta non sta tenendo il passo con la domanda. Il governo ha fatto pressioni sull’YPF per aumentare la produzione e ha minacciato di revocargli le concessioni sulle aree petrolifera, ma, purtroppo, i controlli di prezzo rendono un incremento della produzione antieconomico.

In ogni caso, il Ministro dell’Economia del governo Kirschner, Axel Kicillof, ha detto al Senato “ E’ una pratica comune del produttore [o] dell’esportatore quella di contenere la produzione, per avere una chance di ottenere prezzi più alti”

Kicillof ha un dottorato in economia ottenuto all’Universita di Buenos Aires, dove vinse un premio nel 2006 per sua tesi sul famoso lavoro di John Maynard Keynes “ La Teoria Generale dell’Occupazione, dell’Interesse e della Moneta”

Quindi non sorprende il fatto che nella sua testimonianza al Senato, abbia ribadito che “Quando vi è una crisi, la peggior cosa da fare è dire che lo stato è il problema. Lo stato è la soluzione. Quando c’è una recessione o una crisi economica, lo stato diventa l attore chiave per revitalizzare domanda e investimenti.”

Vi è invece già fin troppo governo a rovinare l’Argentina, ma il ministro 40-enne, descritto come “Attraente, ottimo padre, geek e mente dietro l’esproprio della YPF”, ci fornisce il pensiero che sta dietro l’imposizione della Kirschner sulle transazioni con valute estere e l’inasprimento dei controlli sugli importi. Nel suo primo mandato, nazionalizzò i fondi privati delle pensioni e la linea aerea principale. “Stiamo dando la YPF in mano agli stessi ragazzi che fecero andare in bancarotta Aerolineas”, dice sarcasticamente Omar de Marchi, parlamentare.

La YPF pensa che sia giusto che il governo paghi almeno 10 miliardi di dollari per la quota di maggioranza, ma Mr. Kicillof, secondo   il Wall Street Journal, “ha deriso quella cifra, dicendo che la compensazione sarà determinata dalla decisione di un tribunale federale dopo aver valutato il valore della YPF, includendoi  possibili danni all’ambiente. “Vediamo cosa troveremo quando apriremo la scatola nera”, ha replicato”.

Quindi quali sono le prospettive per gli investimenti in Argentina?

“Mi preoccupano di meno le operazioni della Apache corp. in Egitto che quelle in Argentina,” ha detto Fadel Gheit, un analista petrolifero alla Oppenheimer & Company a New York “L industria petrolifera in Argentina era pronta per decollare, ma questo potrebbe essere un metodo per ucciderla sul nascere.“

“Devi essere furbo per fare business in Argentina”, ha detto al New York Times Federico MacDougall, un’economista all’Universita di Belgrano a Buenos Aires. “Era già difficile fare business in Argentina prima, ora lo sarà ancora di più.”

I capitali vanno dove sono meglio trattati. Quando i capitali se ne vanno, la gente è lasciata morir di fame.

Articolo di Douglas French per il Circle Bastiat

Traduzione di Giovanni Scali