In Europa e in America, “Austerity” non significa quel che credi!

In tutta Europa, i governi stanno cadendo come il grano prima di essere falciato laddove i politici e i votanti si ribellano contro le misure “austerity” chieste dall’UE, dalla Banca Mondiale e dal resto dei soliti sospetti. Sfortunatamente, nuovi governi nascono allo stesso modo in cui cadono i vecchi.

In Olanda, Geert Wilders e il suo Partij voor de Vrijheid si sono ritirati dalla coalizione di governo in Aprile, rendendo inevitabili nuove elezioni, piuttosto che acconsentire all’”austerity” chiesta da Bruxelles.

In Francia, il candidato socialista Francois Hollande è diventato presidente nel weekend scorso con l’aiuto dell’estrema destra , quella ostile agli immigrati, per fronteggiare la “austerity”.

Allo stesso modo, l’estrema destra e l’estrema sinistra hanno guadagnato alle spese dei recidivi partiti mainstream pro-austerity.

I partiti pro ‘austerity hanno vinto nelle recenti elezioni in Spagna, Portogallo e Irlanda, ma non dormono sonni tranquilli, l’argomento è ben lontano dall’essere concluso, e si potrebbe ancora arrivare alla dissoluzione della Zona Euro.

Dall’ altra parte dell’ Atlantico, negli Stati Uniti, il budget federale è un problema enorme nella campagna presidenziale di quest’anno , dopo che un “super comitato” non è riuscito a decidere come ridurre il deficit , facendo adottare i cosiddetti “tagli automatici”.

Ma che cosa è, di grazia, questa Austerity?

Wordnet lo definisce come “la caratteristica di grande abnegazione (nel particolare l’astensione dai piaceri mondani).”

Data questa definizione, le ambizioni dei governi di tutto il mondo non sembrano seguirla. Nella maggior parte dei casi, i “tagli” che si stanno discutendo sono mere riduzioni della crescita della spesa pubblica.

Nella UE, per esempio, l’obbiettivo sembra essere quello di portare i governi a limitare i loro indebitamenti e la loro spesa a percentuali ad una sola cifra, oltre le loro entrate attuali.

Negli Stati Uniti, il dibattito sopra i tagli sulla difesa si riflette maggiormente sull’intento dell’amministrazione Obama di far crescere il budget per la difesa di soli 10 punti percentuali nei prossimi 5 anni, mentre i Repubblicani insistono che meno del 18% di crescita è davvero una riduzione draconiana.

Sembra esserci uno standard triplo per l’austerity.

I funzionari di stato non intendono praticare l’austerity riducendo la quantità di soldi che incassano in tasse dai loro produttivi e lavorativi subordinati.

E nemmeno la classe politica – l’industria della difesa, l’industria delle forze dell’ordine e chiunque con un lobbista a sua disposizione e amici nel governo – ha intenzione di praticare l’austerity accettando provvigioni minori da quelle tasse.

L’Austerity sembra essere destinata solo ai poveri. Sapete, quelli che si spaccano la schiena a lavorare nelle fabbriche, nei negozi e nei campi , che pagano le tasse in modo che i politici possano continuare a comprarsi i loro giocattoli costosi dai loro amici a un tasso sempre crescente  (“ ma hey, rallenteremo gli aumenti di un po’!”)

Ho studiato spagnolo invece di francese quando ero alla scuola superiore, quindi ,tirando a indovinare, “austerity” è il francese per “la classe produttiva se la prende in quel posto… di nuovo.”

Sfortunatamente, il rifacimento dei governi e l’ascesa dei partiti di estrema destra e di estrema sinistra non cambieranno la realtà di base. Il problema non è quale partito controlla lo stato – il problema è lo stato!

Come ogni parassita, lo stato cresce e si nutre del sangue del suo ospite finche quest’ultimo (in questo caso, la nazione) non può più sopportarlo – e al punto in cui deve o morire, o trovare nuovi ospiti.

Gli ospiti successivi sono stati quei volenterosi che gli hanno prestato denaro sulla base della promessa che la nazione avrebbe ripreso vitalità e avrebbe pagato per conto del parassita. Ma ci sono due grossi problemi.

La prima è che finché il parassita continua a nutrirsi di lui, l’ospite non guarirà mai.

La seconda è che anche se succede, perché dovrebbe sentirsi obbligato a ripagare coloro che hanno supportato il suo tormentatore?

Prima o poi – e meglio prima che poi – la classe produttiva dovrà ritornare alla realtà. “Nuovo governo” non è la cura che ci farà guarire. “No stato” è la medicina giusta.

Articolo di Thomas L. Knapp per il Center for a stateless society

Traduzione di Giovanni Scali