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Source link: http://vonmises.it/2012/05/23/il-volto-dellecofascismo-genocida/

Il volto dell’eco-fascismo genocida

mercoledì, maggio 23, 2012 di tradotto da

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Non sto esagerando. Questo è lo scrittore finlandese Pentti Linkola – un uomo che propone la riduzione della popolazione mondiale intorno ai 500 milioni e l’abbandono della moderna tecnologia e dell’obiettivo della crescita economica – parole sue.

Paragona la terra a una scialuppa di salvataggio strapiena:

Cosa fare quando una nave che trasporta un centinaio di passeggeri si ribalta improvvisamente e c’è solo una scialuppa di salvataggio? Quando questa è piena, quelli che odiano la vita provano a sovraccaricarla con troppe persone, affondandola. Quelli che l’amano prenderanno la scure della nave e taglieranno le mani di troppo che si aggrappano ai lati della stessa”.

Vede l’America come la radice di tutti i mali:

Gli Stati Uniti simboleggiano le peggiori ideologie del mondo: crescita e libertà”.

Sostiene, senza giri di parole, una dittatura sanguinaria:

Qualsiasi dittatura sarebbe meglio della moderna democrazia. Un dittatore non può essere così incompetente da mostrarsi più stupido della maggioranza. La migliore dittatura sarebbe quella in cui parecchie teste rotolerebbero e il governo impedirebbe qualsiasi crescita economica.

Dobbiamo impare dalla storia dei movimenti rivoluzionari – i socialnazionalisti, gli Stalinisti Finlandesi, dai diversi stadi della Rivoluzione Russa, dai metodi delle Brigate Rosse – e dimenticare il nostro narcisistico ego.

Un basilare, devastante errore è porre in essere un sistema politico basato sul desiderio. La società e la vita  devono essere organizzate sulla base dei voleri di un individuo, non su ciò che sarebbe buono o male per lui/lei”.

Come accade spesso con i pianificatori estremisti, Linkola crede di sapere ciò che è bene per ciascun individuo, come pure per l’intera società:

Proprio come una sola persona su 100.000 ha la stoffa da ingegnere o acrobata, solo pochi sono realmente capaci di gestire la nazione o la specie stessa come un tutto a sé stante. In quest’epoca e in questa parte del mondo stiamo irrazionalmente continuando a fidarci della democrazia e del sistema parlamentare, sebbene questi siano sciocchi e disperati esperimenti della specie umana. Nei paesi democratici la distruzione della natura e i disastri ecologici sono cosa usuale oramai. La nostra unica speranza è un governo centrale autoritario che controlli incondizionatamente l’individuo”.

In questo senso, l’idea di Linkola non rappresenta nulla di nuovo; è vecchia come l’uomo. E sto solo graffiando la superficie; Linkola si è detto favorevole all’uso di “armi nucleari” o “attacchi chimici o batteriologici” da parte di “organizzazioni transnazionali come l’ONU” al fine di ridurre la popolazione mondiale.

Ma è solo un altro dei nemici della libertà – come i Nazisti e gli Stalinisti che tanto ammira – che desiderano controllare i loro simili. L’ecologia,  credo,  serve solo a mascherare i suoi reali intenti. Certamente, egli sembra non avere nessun rispetto e nemmeno concepire la natura come un organismo auto sufficiente ed auto organizzantesi, nonché nessuna fede nelle capacità della natura di respingere e ridurre l’influenza delle attività umane. Né sembra avere il minimo apprezzamento per l’idea che gli umani siano un prodotto e una parte della natura; se la natura non avesse  voluto farci fare ciò che, invece, quotidianamente facciamo, semplicemente non ci avrebbe concepito. La natura è più grande e intelligente di quanto noi possiamo pensare. Io mi fido della natura; Linkola sembra saperla più lunga però. Come ha notato George Carlin:

Noi ci sentiamo così importanti ora. Ognuno  di noi cerca di salvare qualcuno o qualcosa. “salvate gli alberi”,”salvate le api”; “salvate le balene”, “salvate le lumache”. E il motto più arrogante di tutti, “salvate il pianeta”. Cosa? Mi prendete in giro o cosa? “Salvare il pianeta”? Noi neanche sappiamo come prenderci cura di noi stessi. Non abbiamo imparato a curarci l’uno con l’altro e dovremmo salvare questo maledetto pianeta?

Il pianeta sta bene, nessun problema. Le persone sono fottute. Questa è la differenza. Il pianeta sta bene.

Linkola e altri pensatori del genere sembrano non avere nessun reale interesse nell’affrontare le sfide della vita sulla terra. La loro piattaforma politica sembra più incentrata sul controllo dell’umanità che sull’ambiente. Linkola si compiace nella brutalità, nella sofferenza e nel genocidio.

Ora, Linkola è una voce marginale. Ma ricalca le caratteristiche principali del movimento ambientalista odierno: la credenza per cui gli esseri umani rappresentino una minaccia per l’ambiente e, per questo, debbano quindi essere neutralizzati, attraverso l’azione saggia dei governi, i quali ci privano dei nostri diritti e delle nostre decisioni implementando varie forme di pianificazione centralizzata. Linkola, certo, sostiene un’estrema e vile forma di Malthusianesimo, il quale include genocidi, aborti forzati ed eugenetica.

Ma tutte le forme di pianificazione centrale falliscono inesorabilmente; come Hayek dimostrò definitivamente negli anni ’30, i pianificatori centrali hanno sempre avuto un record storico orribile nelle scelte politiche, poiché le loro decisioni mancano del meccanismo di feedback dinamico presente sul mercato. Ciò significa che il capitale ed il lavoro sono misallocati e chiunque abbia studiato, anche superficialmente, la storia dell’URSS o della Cina Maoista sa i risultati cui la pianificazione porta: nella migliore delle ipotesi, le città fantasma odierne cinesi, nella peggiore carestie terribili (come nel periodo del Grande Balzo in Avanti), milioni di morti e miseria indicibile.

Gli ambientalisti dovrebbero invece rispettare la libertà individuale e i mercati. C’è più potenzialità di protezione dell’ambiente nello sviluppo di soluzioni tecniche alle sfide naturali che nella pianificazione centralizzata.

Se emettiamo quantità eccessive di CO2 non abbiamo bisogno di soluzioni autoritarie. È molto più facile sviluppare tecnologie di mercato, come i “carbon scrubbing trees”, gli alberi che assorbono carbonio (esistono già oggi) i quali possono letteralmente togliere la CO2 dall’aria, che provare a sviluppare ed applicare regolamentazioni dall’alto verso il basso sulla produzione di CO2. O (più semplicemente), piantare molti alberi e determinata vegetazione (alghe ad esempio).

Se la plastica biodegradabile minaccia i nostri oceani, sviluppiamo processi di mercato (esistenti già oggi) che permettano di pulire l’ambiente da questa plastica.

Preoccupati della fine delle risorse? Lo sfruttamento delle risorse extra terrestri potrebbe portare milioni di tonnellate di metalli, acqua e anche idrocarburi (metano, etc.). Al fine di ottenere abbondante energia, esiste oggi la tecnologia che si avvale dell’olio sintetico. E, certamente, potremmo ulteriormente servirci dell’energia solare (l’energia, proveniente dalla luce solare di un singolo giorno, supera quella che usiamo in un anno intero).

Il vero problema con i programmi di pianificazione Malthusiana di riduzione della popolazione consiste nella costante sottovalutazione del valore degli esseri umani.

Un aumento della popolazione implica un potenziale aumento della produzione – sia in termini economici che intellettuali. Semplicemente, più persone vi sono sulla terra, più ore e capacità intellettuale sono dedicate allo studio di soluzioni tecniche a queste sfide. Dopotutto, l’espansione delle capacità umane attraverso lo sviluppo tecnologico fu precisamente il modo in cui l’umanità superò la visione apocalittica miope e folle che Thomas Malthus, erroneamente, prevedeva per la specie umana ( tra cui un imminente crollo della popolazione nel XIX secolo).

Il mio suggerimento per tali pensatori è questo: se volete davvero ridurre la popolazione globale, date l’esempio voi per primi.

Articolo originale di John Aziz su Azizonomics

Traduzione di Luigi Pirri

{ 5 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

avatar hariseldon maggio 24, 2012 alle 08:25

Questo qui è un pazzo genocida. Mi sembra che però si inverta il ragionamento: la sovrappopolazione è sempre stata il risultato di ideologie e religioni oppressive e antilibertarie (Islam, Induismo, certe forme di Cristianesimo, Fascismo, Comunismo). La sovrappopolazione stessa poi, si presta a essere gestita con la dittatura. Il risultato è un feedback esponenziale verso il collasso e/o la dittatura (o il sultanato)
Al contrario, la possibilità di poter esercitare la propria libertà economica è il miglior mezzo per controllare le nascite ed evitare la sovrappopolazione.

avatar abraldo maggio 23, 2012 alle 12:16

Secondo me un simile personaggio non se lo merita un articolo…

avatar Luigi Pirri maggio 23, 2012 alle 17:29

Sì… in effetti Linkola non è proprio Alain Delon :)

Però può servire per vedere dove si arriva sposando le logiche dell’ambientalismo estremista.

Ad odiare l’essere umano, ad odiare sé stessi, ad odiare la stessa natura alla fine.

avatar davide71 maggio 23, 2012 alle 08:49

Saturno che si mangia i figli per sopravvivere!

avatar Luigi Pirri maggio 23, 2012 alle 08:55

Saturno Sostenibile! :)

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