Ciò che i Nazisti presero in prestito da Marx

I nazisti non inventarono il polilogismo; ne svilupparono uno caratteristico. Fino alla metà del XIX secolo  nessuno osava contestare il fatto che la struttura logica della mente fosse immutabile e comune a tutti gli esseri umani. Tutte le relazioni umane sono basate sul presupposto  di una unica ed uniforme struttura logica. Possiamo parlare gli uni con gli altri solo perché siamo in grado di far leva su  qualcosa di comune a tutti noi, cioè la struttura logica della ragione. Alcuni uomini possono fare pensieri più profondi e raffinati  rispetto ad altri; ci sono uomini che purtroppo non possono comprendere un  processo di inferenza in lunghe catene di ragionamento deduttivo. Ma per quanto ci riguarda, ogni uomo che è in grado di pensare e di seguire un processo di pensiero discorsivo, si aggrappa sempre agli stessi principi di ragionamento che vengono applicati da tutti gli altri uomini. Ci sono persone che non sanno contare fino a tre , ma il loro modo di contare non differisce da quello di Gauss o di Laplace. Nessuno storico o viaggiatore ci ha mai portato a conoscenza di persone per le quali uno e non-uno sono identici, o che non hanno saputo cogliere la differenza tra affermazione e negazione. Oggigiorno  è vero, la gente viola i principi logici nel ragionamento. Ma la persona che esamina competentemente le loro inferenze può scoprire i loro errori.

Poiché ognuno assume taluni fatti come insindacabili, gli uomini entrano in discussione, parlano tra loro, scrivono lettere e libri,  cercano di dimostrare o confutare. La cooperazione sociale e intellettuale tra gli uomini sarebbe impossibile se non fosse così. Le nostre menti non possono nemmeno immaginare  un mondo popolato da uomini con  diverse strutture logiche o una struttura logica diversa dalla nostra.

Eppure, nel corso del XIX secolo, questo fatto innegabile è stato contestato. Marx ed i marxisti, primo fra tutti il “filosofo proletario” Dietzgen, hanno insegnato che il pensiero è determinato dalla posizione di classe del pensatore. Il prodotto del pensiero non è la verità, ma “le ideologie”. Questa parola significa, nel contesto della filosofia marxista, un travestimento dell’interesse egoistico della classe sociale di cui fa parte  l’ individuo pensante. È quindi inutile discutere  con persone di un’altra classe sociale. Le ideologie non hanno bisogno di essere confutate  con un ragionamento discorsivo, ma devono essere smascherate denunciando la posizione di classe e il contesto  sociale dei loro autori. Così i marxisti non discutono i meriti di teorie fisiche, ma semplicemente scoprono l’origine “borghese” dei fisici.

I marxisti hanno fatto ricorso al  polilogismo  perché non potevano confutare attraverso metodi logici le teorie sviluppate dall’economia “borghese” e le deduzioni tratte da queste teorie che dimostrano l’impraticabilità del socialismo. Poiché non potevano razionalmente dimostrare la solidità delle proprie idee o l’inconsistenza delle idee degli avversari, hanno denunciato i metodi logici accettati. Il successo di questo stratagemma marxista fu senza precedenti. E ha reso a prova di  critica  tutte le assurdità della pseudoeconomia e della pseudosociologia marxista. Solo con gli imbrogli logici del polilogismo lo statalismo può far  presa su una mente moderna.

Il polilogismo è così intrinsecamente assurdo che non può essere sostenuto in modo coerente fino alle sue estreme conseguenze logiche. Nessun marxista ha mai avuto il coraggio di accettare tutte le conclusioni che il suo punto di vista epistemologico comportava .Il polilogismo condurrebbe alla conclusione che gli insegnamenti marxisti non sono oggettivamente veri, ma sono solo affermazioni “ideologiche”. Ma i marxisti negano ciò. Rivendicano per le proprie dottrine il carattere di verità assoluta. Così Dietzgen insegna che “le idee della logica proletaria non sono idee di partito, ma il risultato della logica pura e semplice”. La logica proletaria non è “ideologia”, ma è la logica assoluta. Gli attuali marxisti, che chiamano i loro insegnamenti “sociologia della conoscenza”, danno prova della stessa inconsistenza. Uno dei loro campioni, il professor Mannheim, cerca di dimostrare che esiste un gruppo di uomini, “gli intellettuali incontaminati”, che hanno il dono di cogliere la verità, senza cadere vittime di errori ideologici. Naturalmente, il professor Mannheim crede di essere il primo di questi “intellettuali incontaminati”. Semplicemente non lo si può smentire. Se non sei d’accordo con lui, dimostri solo che tu stesso non fai parte di questa élite di “intellettuali incontaminati” e quindi le tue affermazioni sono sciocchezze ideologiche.

I nazionalisti tedeschi hanno dovuto affrontare lo stesso problema esattamente come i marxisti; non hanno potuto né dimostrare la correttezza delle loro  dichiarazioni, né confutare le teorie economiche e prasseologiche. Così si sono rifugiati sotto il tetto del polilogismo, con la strada spianata dai marxisti. Naturalmente hanno forgiato il loro polilogismo particolare. La struttura logica della mente, dicono, è diversa a seconda delle nazioni e delle razze: ogni razza o nazione ha una sua logica e, pertanto, la propria economia, matematica, fisica, e così via. Ma, non meno incoerente del professor Mannheim, è il professor Tirala, la sua controparte come alfiere dell’epistemologia ariana, il quale dichiara che l’unica logica vera, corretta e perenne è quella degli Ariani. Agli occhi dei marxisti Ricardo, Freud, Bergson e Einstein hanno torto perché sono borghesi, agli occhi dei nazisti hanno torto perché sono ebrei. Uno degli obiettivi principali dei nazisti è quello di liberare l’anima ariana dall’inquinamento delle filosofie occidentali di Cartesio, Hume e John Stuart Mill. Sono in cerca di una tipica e popolare scienza tedesca, cioè di una scienza adeguata al carattere razziale dei tedeschi.

Possiamo ragionevolmente supporre come ipotesi che le capacità mentali dell’uomo siano il risultato delle sue caratteristiche corporee. Naturalmente, non possiamo dimostrare la correttezza di questa ipotesi, ma non è neppure possibile dimostrare la correttezza del parere opposto, come espresso nella ipotesi teologica. Siamo costretti a riconoscere che non conosciamo il fisiologico processo del pensiero. Abbiamo alcune nozioni vaghe sugli effetti negativi prodotti  da un trauma inflitto su alcuni organi del corpo, sappiamo che tali danni possano limitare o distruggere completamente le capacità mentali e le funzioni degli uomini. Ma questo è tutto. Non sarebbe meno ipocrita ed insolente affermare che le scienze naturali ci forniscono tutte le informazioni relative alla presunta diversità della struttura logica della mente. Il polilogismo non può essere derivato dalla fisiologia o dall’ anatomia o da qualsiasi altra scienza naturale.

Né Marx né i nazisti sono mai andati oltre all’ affermare che la struttura logica della mente è differente a seconda delle varie classi o razze. Non si sono mai avventurati a dimostrare in cosa la logica dei proletari si differenzia dalla logica della borghesia o la logica degli ariani si differenzia dalla logica degli ebrei o degli inglesi.  Non è sufficiente smascherare il presunto sfondo razziale dei loro autori per confutare  la teoria ricardiana del costo comparativo o la teoria di Einstein della relatività. Prima si deve sviluppare un sistema di logica non ariana che sia diverso dalla logica ariana. Poi sarebbe necessario esaminare punto per punto queste due teorie controverse e mostrare che  le inferenze prodotte – pur corrette dal punto di vista della logica non-ariana – non sono valide dal punto di vista della logica ariana. E, infine, va spiegato a quale tipo di conclusioni porterebbe la sostituzione delle inferenze non ariane da parte delle corrette inferenze ariane . Ma tutto questo non è mai stato e mai potrà essere dimostrato da chicchesia. Il loquace campione del razzismo e del polilogismo ariano, il professor Tirala, non dice una parola sulla differenza tra la  logica ariana e quella non ariana. Il polilogismo, sia marxista o ariano, o qualsiasi altra cosa, non è mai stato esaminato in modo approfondito.

Il polilogismo  ha un metodo particolare di trattare i pareri discordanti. Se i suoi sostenitori non riescono a smascherare lo sfondo di un avversario, semplicemente lo marchiano come traditore. Sia marxisti che nazisti conoscono solo due categorie di avversari. Gli alieni – se sono membri di una classe che non sia la proletaria o di un non-razza ariana – hanno torto perché sono alieni, mentre gli oppositori di origine proletaria o ariana hanno torto perché sono traditori. Così banalmente smentiscono il fatto  che vi sia dissenso tra i membri di ciò che essi chiamano la classe o razza.

I nazisti  mettono in contrasto l’economia tedesca con l’economia ebraica e anglo-sassone. Ma quello che chiamano  economia tedesca non si differenzia affatto per molte cose dalle economie straniere. Ciò si è sviluppato dagli insegnamenti del ginevrino Sismondi e dei socialisti francesi e britannici. Alcuni dei rappresentanti più anziani di questa presunta economia tedesca hanno semplicemente importato il  pensiero straniero in Germania. Frederick List  ha portato le idee di Alexander Hamilton in Germania, Hildebrand e Brentano hanno portato le idee del primo socialismo britannico. L’economia popolare tedesca è quasi identica a molte esperienze e tendenze contemporanee  di altri paesi, ad esempio l’istituzionalismo americano.

D’altra parte, quello che i nazisti chiamano economia “occidentale” e quindi estranea  è in gran parte un risultato di uomini ai quali anche i nazisti non possono negare la qualifica “tedeschi”. Gli economisti nazisti sprecarono  molto tempo nella ricerca, nell’albero genealogico di Carl Menger, di  antenati ebrei, senza riuscirci. È assurdo spiegare il conflitto tra la teorie economica e l’istituzionalismo e l’empirismo storico come un conflitto razziale o nazionale.

Il polilogismo non è una filosofia o una teoria epistemologica. Si tratta di un atteggiamento di ristrettezza mentale tipico dei fanatici, che non possono sopportare che qualcuno sia più ragionevole o intelligente di loro. Né il polilogismo è scientifico. È piuttosto la sostituzione del ragionamento e della scienza con la  superstizione. È la mentalità caratteristica di un’epoca di caos.

Articolo di Ludwig von Mises su Mises.org
Traduzione di Loris Cottoni