Source link: http://vonmises.it/2012/05/30/davvero-la-soluzione-e-svalutare/

Davvero la soluzione è svalutare?

mercoledì, maggio 30, 2012 di tradotto da

CONDIVIDI:

L’euro è in difficoltà. Questa non è una novità. La novità è che persone con tasche profonde siano disposte a pagare economisti per fornire una soluzione. Lord Wolfson ha offerto un premio di £250,000 per il miglior modo con cui un paese possa uscire dall’Unione Monetaria Europea (EMU). A Marzo sono stati annunciati cinque finalisti per il premio. Il vincitore sarà annunciato nel mese di Giugno.

Nessuno dei cinque finalisti — Neil Record, Jens Nordvig, Jonathan Tepper, Catherine Dobbs, e Roger Bootle auspica un ritorno al denaro sonante; tutti chiedono che siano emesse nuove monete nazionali fiat; e tutti presumono che i paesi improduttivi beneficeranno da nuove valute svalutate. La teoria è che una moneta svalutata stimolerà una crescita economica tirata dalle esportazioni.  Inoltre, hanno poca fiducia che le riforme economiche — che tutti, comunque, consigliano — saranno raggiunte nel breve termine e considerano la svalutazione come un’alternativa più veloce. Ma tutto ciò funzionerà? Innanzitutto due parole sulla svalutazione stessa.

La Svalutazione nei confronti dell’Oro

Storicamente, la svalutazione di una moneta si riferiva al suo rapporto con l’oro. L’oro non poteva essere affatto espanso in quantità apprezzabili e molto rapidamente. Doveva essere minato, coniato, e messo in circolazione a un certo costo, processo che richiede un lungo periodo di tempo. Tosare le monete e sostituirle con un metallo di base per una certa percentuale d’oro era uno dei mezzi usati all’inizio per svalutare il denaro. Più tardi, le valute di carta potevano essere espanse più rapidamente e in modo tanto economico quanto costava alla zecca inserire  carta nelle sue stampanti, ma anche ciò impallidisce in confronto a questi tempi elettronici in cui il denaro può essere espanso per qualsiasi quantità desiderata con un semplice clic del mouse. Le svalutazioni sono avvenute, ovviamente, anche quando i governi ammettevano che l’oro era moneta. Esempi notevoli sono la svalutazione della Svizzera nel 1936, illustrata così succintamente da Mises nell’Azione Umana, e la scioccante svalutazione del 69% in America nel 1934. Entrambi questi casi, e altri come loro, sono stati considerati atti vergognosi e arrivisti. La svalutazione equivale a un’ammissione di frode. La banca centrale del paese aveva stampato e distribuito più unità monetarie di quelle che avrebbe potuto convertire in oro ai suoi partner commerciali usando il cambio precedente. Tutto questo, naturalmente, aveva effetti disastrosi su tutti coloro che possedevano contratti da rimborsare in oro.

La Svalutazione nei confronti delle Altre Valute Fiat

La svalutazione sostenuta da molti economisti di oggi è molto diversa in un aspetto. Non c’è merce di riserva — oro o argento, per esempio — rispetto alla quale la valuta della nazione debba essere svalutata. I sostenitori della moderna svalutazione si riferiscono al valore della moneta, o al rapporto di cambio, in relazione a tutte le altre valute fiat. Il valore di cambio tra le valute è governato dalla parità di potere d’acquisto, che è il semplice confronto tra i livelli dei prezzi di due paesi espressi in valuta locale. Tuttavia, il meccanismo di svalutazione è ancora lo stesso di quando c’era l’oro: inflazione dell’offerta di moneta. Ad esempio, la banca centrale potrebbe fornire agli acquirenti stranieri più valuta locale con la quale acquistare prodotti locali. Questo incremento dell’offerta di moneta locale troverà infine la sua strada attraverso l’economia, aumentando tutti i prezzi. Gli economisti si riferiscono a questo processo come “inflazione importata.” I sostenitori della svalutazione tentano di convincere i loro connazionali che quello che una volta era un atto vergognoso ora è una cosa positiva. Ad esempio, gli Svizzeri stanno cercando di abbassare il valore della loro valuta in relazione a tutte le altre.

Che dire della proposizione per cui l’adozione di misure positive per svalutare la propria moneta rispetto a tutte le altre, se può essere realizzata, aiuterà effettivamente un paese a diventare più competitivo? Che cosa hanno si è detto su questo argomento?

Le intuizioni di Immanuel Kant, Frederic Bastiat, e Henry Hazlitt

Una politica di svalutazione della moneta può essere giudicata in base al fatto se soddisfa o meno “l’imperativo categorico” di Immanuel Kant, che domanda se l’azione andrà a beneficio di tutti gli uomini, in tutti i luoghi, e in ogni momento. Certamente da una svalutazione ne beneficeranno gli esportatori, che possono aspettarsi di aumentare le vendite. I loro clienti esteri ottengono più valuta locale in cambio della propria. Aumentano le esportazioni. La posizione dell’esportatore è meglio esaminata quando si considera il brillante saggio di Frederic Bastiat “Ciò che si vede e ciò che non si vede” e “La lezione” che si trova in Economia in una lezione di Henry Hazlitt.

Alla prospettiva di ottenere più valuta locale in cambio della propria, l’acquirente straniero sarà davvero incline ad acquistare più prodotti dal paese che ha operato la svalutazione. Questo è quello che vediamo, e la maggior parte degli esperti lo considera una cosa buona. Può essere misurato l’aumento delle vendite dell’esportatore. Questo è quello che si vede. Ma per quanto riguarda le vendite perse dall’importatore? Gli importatori possono aspettarsi il contrario. La valuta locale acquisterà meno, e possono aspettarsi che le vendite scenderanno a causa della necessità di aumentare i prezzi in modo da riflettere il potere d’acquisto ridotto della loro valuta locale. Come si possono misurare le vendite che non sono mai avvenute? Questo è quello che non si vede di cui parla Bastiat.

E questo è solo l’inizio.

Hazlitt ci direbbe di guardare agli effetti di lungo termine dell’intuizione di Bastiat. Ciò che si vede è che gli esportatori utilizzano per primi il denaro di nuova creazione e acquistano i fattori di produzione ai prezzi correnti. I maggiori profitti derivanti dalle maggiori vendite li arricchiranno, perché sono i primi destinatari del denaro. Ma coloro che ottengono i soldi molto più tardi, come i grossisti, o non li ottengono affatto, come i pensionati?

Nel corso del tempo la nuova moneta fa sì che tutti i prezzi salgano, anche i fattori di produzione pagati dell’esportatore. I benefici che aveva ottenuto dall’intervento monetario lentamente si sono esauriti. I costi dei suoi fattori di produzione sono aumentati. Le sue vendite iniziano a scendere a livelli pre-intervento. Che cosa può fare tranne che fare pressione sul governo per un altro giro di espansione monetaria in modo da dare ai suoi clienti maggiore valuta locale con cui comprare i suoi prodotti?

L’Espansione Monetaria Crea il Ciclo Boom-Bust

Ma anche l’aumento generale dei prezzi e i suoi effetti redistributivi non è l’intera storia. L’aumento dell’offerta di moneta nazionale causerà il ciclo economico boom-bust. La fase di boom è stata male interpretata dai finalisti del Premio Wolfson, che la considerano una prova storica degli effetti benefici della svalutazione. Ad esempio, Jonathan Tepper scrive che “nel mese dell’Agosto 1998, la Russia andò in default per il suo debito sovrano e svalutò la propria moneta. La catastrofe prevista non accadde.” Successivamente, egli scrive, “l’Argentina fu costretta ad andare in default e svalutare alla fine del 2001 e all’inizio del 2002. Nonostante le fosche previsioni, l’economia andò straordinariamente bene.” Ma queste sono solo le apparenze attese e temporanee della fase di boom causata dall’espansione monetaria. Non solo la nazione in bancarotta si liberò del suo debito e arrivò a conservare i suoi guadagni illeciti; la sua politica monetaria espansionistica provocò una bolla speculativa. Né la Russia né l’Argentina costruirono economie capitaliste sostenibili.

L’Esportatore come Agente di Trasferimento di Ricchezza

Dovrebbe essere chiaro che non vi è alcun beneficio per il paese che spinge verso il basso il potere d’acquisto della propria moneta attraverso l’espansione monetaria. L’unica ragione per cui l’esportatore registra più vendite è che l’acquirente dei beni esportati ottiene un prezzo più basso. Questo prezzo più basso non è il risultato di una produzione più efficiente, ma di una sovvenzione — un trasferimento di ricchezza — da alcune persone che vivono nel paese esportatore verso l’acquirente straniero della merce. A ogni successiva espansione monetaria, la ricchezza viene incanalata verso l’esportatore, i suoi dipendenti e altri che ricevono il denaro all’inizio della fase di espansione. Tutti gli altri sono danneggiati. In effetti, le vendite dell’esportatore sono state sovvenzionate dai suoi concittadini, che sono gli ultimi a ricevere la nuova moneta. L’esportatore è il mezzo non visto con cui viene effettuato il trasferimento. La nazione nel suo insieme sta peggio; non è più competitiva.

Ritardare la Vere Riforme con un’Inutile “Corsa al Ribasso”

I politici e i loro sostenitori economisti di professione stanno commettendo un’ingiustizia verso i loro concittadini perseguendo la svalutazione come mezzo rapido e semplice per migliorare la competitività nazionale. La fonte di un reale vantaggio competitivo è una riforma liberale delle politiche economiche che ricompensa l’operosità di un popolo, protegge la sua proprietà e anche quella degli stranieri dalla tassazione, e incentiva il risparmio. Nel corso del tempo la base di capitale del paese in relazione alla sua popolazione aumenterà — un aumento di capitale pro capite, come dicono gli economisti — rafforzando la prosperità reale attraverso una maggiore produttività dei lavoratori. Ma invece di perseguire le riforme economiche senza mezzi termini, cosa che, bisogna ammettere, non sarà facile, i politici e i loro sostenitori economisti di professione fomentano una “corsa verso il basso,” per cui ogni paese cerca di rilanciare le esportazioni con svalutazioni competitive nei confronti di tutti gli altri. La base di capitale della nazione, in questo modo, diminuirà lentamente a causa della sovvenzione dell’esportazione resa possibile dalla svalutazione monetaria.

L’Azzardo Morale del Welfare State

Non c’è niente che impedisce a ogni membro dell’UME di diventare più competitivo proprio ora. Tutto ciò che serve è la volontà di abbassare i prezzi. Come mezzo comune di scambio, l’euro rivela le strutture economiche non competitive. Allora perché quei paesi che desiderano divenire più competitivi non abbassano i prezzi? La risposta è il welfare state. In un’economia di mercato senza ostacoli, non c’è disoccupazione strutturale. Tutti coloro che desiderano lavorare possono farlo, perché non c’è mai una carenza di lavoro da fare. Ma il welfare state elimina il costo derivante dall’aver fissato un prezzo troppo alto per il lavoro di qualcuno o per i beni e servizi che offre. Si potrebbe dire che il welfare state sia alla base delle rigidità strutturali di un’economia, rendendo possibili le leggi del lavoro, le licenze, ecc., perché elimina i costi derivanti degli interventi pubblici. La svalutazione non affronta il problema di fondo; quindi, la svalutazione non può curare la mancanza di competitività di un paese.

Conclusione

Svalutare significa espansione monetaria. Il nuovo denaro deve entrare nell’economia da qualche parte — i pagamenti agli esportatori, per esempio. La bolla conseguente viene interpretata come un segno del successo della svalutazione. Ma questa è accompagnata dagli effetti deleteri ben noti come l’aumento del livello dei prezzi, la redistribuzione del reddito e l’avvio sistematico di investimenti improduttivi. Dato che i prezzi dei fattori di produzione degli esportatori aumenteranno e i benefici della svalutazione svaniranno, ci saranno richieste per una maggiore espansione monetaria. Se più di un paese persegue questa politica, ne consegue una gara disastrosa verso il basso.

La soluzione è una moneta sonante. Una moneta sonante rivela la cattiva politica economica e costringe ogni paese a vivere all’interno dei suoi mezzi. I governi finiranno sotto pressione per liberalizzare le loro economie e si libereranno dai parassiti distruttori di ricchezza. La svalutazione ritarda questo processo.

Articolo di Patrick Barron su Mises.org

Traduzione di Francesco Simoncelli

Articolo precedente:

Articolo successivo: