Campanellino, Kaputt

Se avete visto la versione teatrale di Peter Pan, conoscete la scena in cui viene chiesto al pubblico di battere le mani se vuole far continuare a vivere Campanellino. Bene, è il momento di farlo. Janet Daley ha scritto un saggio provocatorio sul Telegraph di Londra il giorno prima delle elezioni Greche (16 Giugno). Ha fatto del suo meglio per spiegare perché la zona euro è in crisi. I leader Europei stanno vivendo in un’illusione creata da loro stessi.

Ha iniziato con quello che ormai dovrebbe essere ovvio per i mercati finanziari. Entrando nella zona euro, i politici hanno ceduto il controllo sull’offerta di moneta.

Il problema non è però che i politici abbiano ceduto il controllo sull’offerta di moneta, ma che lo hanno ceduto alla Banca Centrale Europea. Avrebbero dovuto cederlo al libero mercato.

I politici d’Europa affermarono il controllo sul mercato monetario internazionale nel 1914, quando abbandonarono lo standard aureo. Crearono un precedente. Tutto ciò che ne è seguito è stata una crisi monetaria fiat dopo l’altra. Ma solo gli economisti della Scuola Austriaca insegnano tutto ciò. In Europa, il controllo burocratico sul denaro ha condotto le danze sin dal 1999.

L’economia è ormai al di là del controllo dei governi nazionali e quindi fuori dal mandato della politica democratica. E’ diventata davvero globale e quindi con le sue regole; gli stati nazionali sono andati in bancarotta nel tentativo di sfamare i loro appetiti pantagruelici per il consumo e per il debito.

Non è “l’economia mondiale” che ha un appetito pantagruelico per il debito. Si tratta dei politici di ogni nazione, che vogliono qualcosa (aumento della spesa) in cambio di quasi nulla (prendere in prestito denaro a tassi bassi). Questo è quello che i banchieri commerciali del nord hanno fatto – dare ai governi PIIGS denaro  a tassi di interesse Tedeschi – fino alla primavera del 2010, quando il governo socialista Greco ha annunciato che il suo predecessore aveva truccato i libri contabili.

Le perdite ora devono essere divise. Le perdite sono il passato e non possono essere evitate ma al massimo rimandate per un breve periodo nascondendole. In pratica, la zona euro deve fare ciò che il governo greco ha fatto prima del 2010: truccare i libri contabili.

In questo modo, i salvataggi possono continuare.

I rimedi hanno avuto inizio nel panico e ora stanno finendo nelle illusioni: in primo luogo le banche sono fallite e sono state salvate dai governi; poi i governi sono falliti e avevano bisogno di essere salvati – da chi? Dalle agenzie di finanziamento internazionali che ottengono il loro denaro – da dove? Dalle banche centrali che dovranno stampare enormi quantità di denaro per sostituire tutto quello che semplicemente è scomparso in debito inesigibile e che ha mandato in bancarotta le banche in primo luogo. E se siamo tutti d’accordo ad accettare l’illusione che questo denaro appena stampato abbia valore reale – se tutti noi battiamo davvero forte le mani e diciamo di credere nelle fate – allora tutto lo spettacolo può riprendere e saremo di nuovo ricchi.

Esattamente un secolo fa, il libro di Ludwig von Mises, The Theory of Money and Credit espose la tesi contro la ricchezza fatata creata delle banche centrali, ma pochi ascoltarono allora e meno ascoltano oggi. Il messaggio è sgradevole per i politici che vogliono spendere più di quanto il governo possa incassare attraverso le tasse. Non vogliono un aumento dei tassi d’interesse che scaturirà se il governo dovrà colmare con prestiti il suo deficit di bilancio.

I governi dell’Europa Occidentale stanno affrontando un momento di verità. Preferiscono di gran lunga l’illusione: denaro gratis. La verità è sempre politicamente dolorosa, dopo anni di illusione.

Ma ciò che sarà richiesto è un accordo a livello mondiale per partecipare all’illusione. Si baserà su ogni paese e ogni governo ed ogni elettorato, state pronti a dire: “La ricchezza può venire dal nulla. Non ha bisogno di alcuna base in redditi reali o in asset perché funzioni.”

Questo è il cuore dell’economia Keynesiana, della Scuola di Chicago e del Greenbackismo.

La minaccia è una reazione dell’elettorato all’interno della nazione che è chiamata a fornire il denaro gratis per le nazioni PIIGS.

Se la popolazione o la leadership politica di un paese (Germania) insiste sul fatto che il denaro deve essere guadagnato prima di essere speso, allora il gioco è finito e Campanellino muore.

Questo è l’unico elettorato che è almeno vagamente consapevole che la ricchezza non è il prodotto dell’inflazione monetaria. Il resto dell’Europa vuole che i Tedeschi battano forte le mani e proclamino di credere nelle fate. Devono convincere Angela Merkel a smettere di giocare a “facciamo finta che.”

Quello che è avvenuto l’anno passato – e continuerà ad accadere in occasione del vertice G20 di domani in Messico, qualunque sia l’esito dell’elezione Greca – è stata l’intimazione ad Angela Merkel di giocare a “facciamo finta che.” Sappiamo ora che non lo farà più. Potrebbe fare delle piccole concessioni – piccoli passi nella direzione della spartizione del debito o degli Eurobond – ma le condizioni e le garanzie dovranno essere lì. La realtà deve essere sempre affermata. E il suo paese la sostiene in questo, con indici di gradimento schiaccianti. Infatti, la sua popolazione non avrebbe permesso che lei avesse ceduto, anche se fosse stata incline a farlo (cosa che non è). I Tedeschi sanno meglio di chiunque altro dove si finisce quando si dicono menzogne sul valore della moneta.

Il problema di questa analisi è che la Merkel ha sempre parlato bene prima di ogni concessione, ma ha sempre concesso. E’ stata d’accordo con ogni salvataggio.

Gli Eurocrati continuano a insistere che i salvataggi devono continuare. Insistono anche sul fatto che la zona euro abbia bisogno di un governo internazionale con il controllo sulla politica fiscale interna: tassazione, spesa e indebitamento. Stanno spingendo per la cessione della sovranità politica nazionale, il che è stato l’obiettivo degli Eurocrati fin dalla creazione del trattato della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio nel 1951.

Quindi l’unico modo con cui l’Economia Mondiale, che ora è diventata una forza della natura apolitica, non democratica e sovra-nazionale, potrebbe essere portata sotto controllo è quello di cancellare la memoria storica della divisione dei popoli e creare una forza uguale e contraria del Governo Mondiale. Questo, naturalmente, è proprio quello per cui l’UE è stata progettata per compiere su scala continentale, e ciò non ha funzionato proprio bene. La soluzione ufficiale – ribadita all’infinito dai commissari europei sempre più disperati – è quella di sradicare con la forza dal popolo la confusa responsabilità democratica dei governi nazionali.

C’è una via d’uscita e Daley la vede. Ma questa via d’uscita non è accettabile per gli elettori: lo smantellamento dello stato sociale, nazione per nazione.

Una seria riduzione della spesa pubblica – non le briciole di Osborne, ma drastiche e significative riduzioni della dimensione del governo – potrebbe ridurre la dipendenza delle democrazie dal capitale globale. Si tratta di programmi di assistenza governativi che divorano la ricchezza e non producono nulla in cambio. Se fossero eradicati – e se il governo uscisse dal business della ridistribuzione della ricchezza – la tassazione potrebbe essere ridotta. Così, invece di “stimolare” l’economia offrendo più debito (come il Signor Osborne ha proposto alla Mansion House), e finendo così sempre più dentro alle fauci della Bestia, potremmo ottenere uno stimolo genuino che deriva da persone che spendono i soldi che si sono guadagnate.

GLI ELETTORI VOGLIONO L’ECONOMIA DI CAMPANELLINO

Gli elettori non vogliono significativi tagli alla spesa pubblica sociale. Spodesteranno dalla carica qualsiasi partito politico che lo suggerirà come rimedio permanente.

Gli elettori, inoltre, non vogliono vedere le loro casse depredate dagli Eurocrati e delle banche commerciali per salvare, ancora una volta i PIIGS, perché la razzia non avrà mai fine.

In aggiunta non vogliono cedere sovranità politica alla zona euro. Non vogliono che i Tedeschi abbiano voce in capitolo sulla dimensione dei deficit.

Inoltre non vogliono lasciare la zona euro, perché si aspettano che la Germania paghi per sempre il conto dei loro deficit, lasciando che i locali aprano conti bancari in euro in Germania piuttosto che nelle loro stesse banche insolventi.

Tutte le invocazioni per avere un altro giro d’inflazione della BCE sono invocazioni per la distruzione dell’euro. Gli elettori dicono di non volere nemmeno questo.

Che cosa vogliono gli elettori?

Vogliono applaudire, ridere e mantenere viva Campanellino.

Nessuno è più fedele di Paul Krugman nel credere e nel sostenere l’economia di Campanellino. Ha scritto quanto segue il giorno del voto in Grecia.

Così la Grecia, anche se non senza peccato, è principalmente in difficoltà grazie alla prepotenza dei funzionari europei, per lo più dei paesi più ricchi, che si sono convinti di poter far funzionare una moneta unica senza un governo unico. E questi stessi funzionari hanno peggiorato ancora di più la situazione, insistendo, a dispetto delle prove, che tutti i problemi delle valute sono stati causati da un comportamento irresponsabile da parte degli Europei del Sud e che tutto si aggiusterebbe se solo le persone fossero disposte a soffrire ancora un po’.
Il che ci porta all’elezione greca di domenica, che ha finito per risolvere nulla. La coalizione di governo potrebbe essere riuscita a rimanere al potere, sebbene anche questo non è chiaro (il partner junior della coalizione minaccia di disertare). Ma i Greci non possono risolvere questa crisi.
L’unico modo in cui l’euro potrebbe – potrebbe – essere salvato è se i Tedeschi e la Banca Centrale Europea comprenderanno che loro sono quelli che devono cambiare il proprio comportamento, spendere di più e, sì, accettare un aumento dell’inflazione. In caso contrario – beh, la Grecia sarà essenzialmente ricordata nella storia come la vittima dell’arroganza altrui.

La colpa è della Germania! La colpa è dei taccagni alla Banca Centrale Europea. La colpa non è quasi per niente dei politici Greci. E mai, in nessun caso, incolpare gli Eurocrati e i banchieri commerciali che hanno supervisionato questo disastro.
I Tedeschi stanno per prendere il colpo. I loro banchieri li hanno messi in trappola e non ne possono uscire. La Banca Centrale Tedesca ha collaborato con i banchieri commerciali nella loro temeraria estensione del credito ai PIIGS.

LE CORSE AGLI SPORTELLI BANCARI SONO INIZIATE

Mohamed El-Erian è il CEO del più grande fondo obbligazionario del mondo, PIMCO. Ha fatto questa dichiarazione sulla CNBC il 16 Giugno, il giorno prima delle elezioni greche.

Non è facile far smettere assalti agli sportelli bancari una volta che cominciano. In effetti, come un investitore famoso osservò una volta, la cosa razionale da fare quando si vede una fila fuori da una banca è quella di unirsi ad essa; e se non avete i vostri depositi in quella banca, andate in fretta dove ce li avete e prendete parte alla fila.

Ha poi continuato:

Dopo tutto, si tratta di una liquidazione molto asimmetrica dei vostri risparmi di una vita. Pertanto, nella maggior parte degli stati del mondo è meglio essere eccessivamente cauti e ritirare i vostri soldi piuttosto che correre il rischio di vederseli confiscati e ridenominati.

Stava parlando della minaccia chiamata Drachmageddon. Il governo Greco può uscire dalla zona euro e fare in modo che la sua banca centrale ritorni alla dracma. Se questo accade, quei Greci o altri investitori che si troveranno in mano dracme piuttosto che di euro subiranno perdite sostanziali. Al contrario, quei Greci che avranno portato i loro euro in una banca del nord Europa saranno in grado di acquistare molte più dracme dopo l’uscita.
Come sempre, le anime fiduciose, che credono ai politici e ai burocrati sull’affidabilità della moneta nazionale pur nell’evidenza del contrario, sono le vittime. Le persone che capiscono l’economia e che sanno che i politici sono dei bugiardi possono portare i loro soldi fuori dal paese. Lì, governano dei bugiardi meno palesi.
I Greci ricchi lo capiscono. Per un anno, i depositanti delle banche greche con un sacco di soldi hanno ritirato i fondi in euro. Non hanno portato fuori la valuta. Hanno aperto conti in banche tedesche. Questo è legale. Il sistema bancario della zona euro composto da 17 nazioni (escluso il Regno Unito) utilizza una moneta unica. Le loro banche sono collegate digitalmente. Aprire un conto in una nazione al di fuori della propria è solo una questione di documenti digitali.
Giuridicamente, le banche dell’eurozona operano secondo le leggi delle rispettive nazioni. Ma con una moneta comune e una banca centrale comune, non c’è modo che una banca commerciale nel nord Europa possa isolarsi da un afflusso di cifre da Grecia, Spagna, Portogallo o Italia. Se alla banca settentrionale vengono offerti euro da una banca estera, deve accettarli.
La banca commerciale in Grecia deve vendere asset al fine di cedere le cifre a un depositante, il quale invia le cifre tramite bonifico bancario a una banca al di fuori dei PIIGS. Ma le banche greche sono a corto di asset liquidi da vendere. È per questo che l’Europa sta affrontando la possibilità – direi inevitabile – dell’uscita della Grecia dalla zona euro. Le banche greche non possono continuare a soddisfare le richieste dei loro depositanti affinché la valuta digitale venga trasferita in banche al di fuori della Grecia.
Secondo il Wall Street Journal (15 Gennaio), circa $900 milioni di euro sono stati ritirati dalle banche greche Lunedi, 11 Giugno. Le banche greche non possono sostenerlo ancora per molto.
A Marzo, i depositi in euro di proprietà privata nelle banche commerciali greche ammontavano a 165.360 miliardi. Per coprirli, le banche Greche hanno preso in prestito 73 miliardi dalla Banca Centrale Europea nel mese di Gennaio, più ulteriori 54 miliardi dalla struttura di emergenza della BCE. Si tratta di un totale di 127 miliardi. Ciò significa che il 77% del totale dei depositi privati in Grecia nel mese di Marzo sono stati presi in prestito dalla BCE. In altre parole, “il totale dei prestiti da parte della BCE verso le banche ammonta a più della metà del prodotto interno lordo della Grecia.”
L’elezione di Domenica 17 Giugno, non ha chiarito se i partiti politici Greci potranno mettere insieme un governo di coalizione. Non è chiaro nemmeno se qualsiasi nuovo governo manterrà l’impegno del governo socialista verso i creditori europei di tagliare la spesa pubblica. Questo era stato il quid pro quo per ottenere ulteriori prestiti lo scorso Gennaio.

TARGET, GERMANIA

Philipp Bagus, un economista della Scuola Austriaca, aveva previsto tutto ciò. Ha scritto un libro su questo argomento, pubblicato nel 2010: La Tragedia dell’Euro. E’ stato rilasciato proprio quando la crisi Greca ha avuto inizio. In un articolo del 15 Giugno 2012, “Scaricare la patata bollente dei bailout,” ha descritto ciò che la Banca Centrale Tedesca ha fatto mediante l’emissione di crediti ai PIIGS. Ha cooperato con il sistema TARGET2 della zona euro, che cancella i trasferimenti interbancari.

Non c’è alcun dubbio che gli addebiti e gli accrediti del TARGET2 siano aumentati progressivamente a partire dallo scoppio della crisi finanziaria: mentre i paesi periferici non hanno fatto che accumulare debiti, ad aprile 2012 la Bundesbank è giunta a vantare crediti per €644 miliardi, circa €8,000 per cittadino tedesco.

Se la Grecia lasciasse la zona euro, comunque non rimborserà gli interessi sui propri debiti in euro. Li pagherà, almeno in parte, in dracme svalutate. La Banca Centrale Europea subirà una perdita, e la quota di tale perdita per la banca centrale Tedesca sarà del 27%.
La BCE può inflazionare per uscirne? Certo. Il risultato sarà la svalutazione.

Tuttavia, la creazione di denaro dal nulla non toglie il fatto che la ricchezza svanirebbe nel momento in cui la periferia fallisse. E’ come se B non fosse più in grado di pagare il proprio debito con beni reali a causa del proprio decesso. Il soggetto A riceverà nuovo denaro di carta dalla propria banca, ma questo non sarà sufficiente per garantirgli la pensione come invece era nei suoi piani. Purtroppo, finché la periferia europea rispetto alla Germania continua a rimanere in condizioni di inferiorità competitiva, essa non sarà capace di produrre sufficienti beni reali per saldare i crediti tedeschi TARGET2. Molto probabilmente, il valore reale di quel credito è già svanito per sempre. Pensare che possa rappresentare vera ricchezza è un’illusione che si concluderà in uno dei tre seguenti modi. Il primo caso sarebbe quello inflazionistico: la BCE produce nuovo denaro al fine di mantenere il sistema a galla.

L’ironia qui è che i Greci che hanno i loro soldi nelle banche Tedesche subiranno perdite. Forse è meglio che portino il loro denaro in banche più sicure, in una valuta più sicura. Devono fidarsi di una nuova serie di politici bugiardi e banchieri centrali.

CONCLUSIONE
Campanellino ha un cancro terminale. Il pubblico può applaudire quanto vuole. Il pubblico scoprirà che, dopo la fine dello spettacolo, le loro banche hanno una pila di IOU nei loro libri che non possono essere raccolti in euro stabili.
Questa è la realtà. Questa non è la fantasia dei salvataggi.
È la realtà di fondo di ogni nazione Occidentale. Tutte hanno debiti che non possono essere rimborsati. I politici della zona euro l’hanno scoperto presto perché ci sono 18 nazioni che hanno fatto promesse impossibili e banchieri idioti che hanno fatto prestiti a questi politici. Tutti si aspettano che i Tedeschi intervengano in loro aiuto.
Pensate a Campanellino come Angela Merkel con le ali. Non è  troppo accattivante, vero? Neanche troppo credibile.

Articolo di Gary North su Mises.org

Traduzione di Francesco Simoncelli