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Source link: http://vonmises.it/2012/07/18/anche-i-conservatori-amano-le-tasse/

Anche i conservatori amano le tasse

mercoledì, luglio 18, 2012 di tradotto da

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Questo può sembrare strano. I conservatori non amano le tasse, vogliono abbassarle. Giusto? Vogliono meno tasse e un governo limitato. Vorrei che fosse vero; non lo è. Alexander Hamilton nel 1790 si batteva per tasse più alte ed un governo nazionale più grande. Voleva imposte più elevate, al fine di raccogliere fondi per un debito federale più elevato; voleva un debito federale più elevato perché voleva che gli investitori in IOU del governo si impegnassero per la sopravvivenza degli Stati Uniti. L’economista di libero mercato Thomas DiLorenzo ha riassunto la posizione di Hamilton, che identifica con precisione come capitalismo clientelare.

In un lungo “rapporto” col Congresso sul tema del debito pubblico, Hamilton disse: “un debito nazionale, se non è eccessivo, sarà per noi una benedizione pubblica”. Egli avrebbe trascorso il resto della sua vita a fare politica per una spesa eccessiva e indebitamento. La ragione che Hamilton fornì a giustificazione di un debito pubblico grande non era quella di finanziare un certo tipo di progetto o stabilizzare i mercati finanziari, ma di coniugare gli interessi delle persone benestanti del paese – in particolare gli uomini con una certa influenza – col governo. Come proprietari di titoli di stato, egli ragionava, avrebbero sempre sostenuto il suo programma di tasse più elevate e governo più grande (condannò il primo discorso inaugurale di Jefferson ed il suo messaggio di un governo minimo come “sintomo di una mente da pigmeo”). Non c’è da stupirsi che uno storico ha intitolato il suo libro su Hamilton American Machiavelli.

Nel 1791, convinse George Washington ed il Congresso a trasferire ad un gruppo di investitori privati il diritto di costituire una banca centrale che non era responsabile nei confronti del Congresso o di chiunque altro al governo. La Banca degli Stati Uniti aveva il diritto di creare denaro fiat, prestarlo al governo e conservargli l’interesse pagato. Questa fu l’istituzione suprema del capitalismo clientelare in America, dal 1791 alla sua scadenza nel 1811.

Era anche un grande sostenitore dei dazi. I dazi costituivano soldi di cui il governo aveva bisogno per pagare gli interessi alla Banca degli Stati Uniti, che era indipendente dal governo stesso. I dazi erano imposte spalleggiate dai conservatori del big-government; lo sono ancora.

IMPOSTE SULLA VENDITA DELLE IMPORTAZIONI

La Costituzione autorizza i dazi. Perché? Perché al governo centrale, nel 1787, non era permesso tassare gli stati o le persone direttamente. Così, i Formulatori Costituzionali le diedero il potere di tassare le importazioni. Come modo per mantenere il governo degli Stati Uniti fuori dalla vita e dalle tasche della maggior parte dei cittadini, i dazi avevano un senso. Erano un modo per limitare il governo centrale.

Ma Hamilton non considerava i dazi come un modo per mantenere il governo federale di piccole dimensioni. Lo voleva grande.

Voleva anche dazi elevati nei confronti di merci importate come mezzi per finanziare i suoi alleati politici: capitalisti clientelari.

I dazi sono imposte sulle vendite di merci importate. Vide che tasse più alte sulla vendita delle merci importate avrebbero sussidiato imprese Americane. Come? Limitando agli stranieri l’uso di prezzi più bassi per competere contro i produttori nazionali.

Voleva ridurre il grado di scelte disponibili ai clienti Americani. Voleva sovvenzionare i produttori Americani, consentendo loro di far pagare prezzi più elevati rispetto ai produttori esteri.

Hamilton era un filosofo supremo del capitalismo clientelare nei primi anni della Repubblica. I suoi eredi intellettuali sono i difensori di questa strategia. Ecco perché Hamilton è uno dei preferiti sia della destra che della sinistra: le sue biografie vendono molto bene. Ha articolato la versione del capitalismo della nostra epoca: il figlio bastardo dello stato interventista Keynesiano (Hamilton fu il bastardo più influente nella storia Americana). Il Keynesismo è una filosofia creativa della spesa pubblica e del debito pubblico senza fine. Così è l’Hamiltonianismo.

Rendere una nazione più ricca tassando i clienti più di prima è una strana idea: “Tassa ed arricchisciti”. Sembra Keynesismo perché è Keynesismo.

Approvare una legge contro le persone che vogliono incontrarsi per fare uno scambio volontario di beni è una restrizione al commercio. Come farebbe una nazione a diventare sempre più ricca limitando il commercio? Come è possibile che l’invio di un uomo con un distintivo ed una pistola per impedire alla gente di fare ciò che vuole fare per migliorare se stessi, aumenterebbe la ricchezza di una nazione? L’idea di una maggiore ricchezza non è l’idea di maggiori opportunità di comprare più cose rispetto a prima? Allora come è possibile rendere le persone più ricche riducendo deliberatamente il numero di cose che sono autorizzate a comprare?

Gli eredi intellettuali di Hamilton negano che maggiore ricchezza per gli Americani si basa su una maggiore libertà di commercio. Essi sostengono il contrario: “Minori opportunità sono alla base della ricchezza. Minori opportunità avete di commerciare, più diventerete ricchi”.

Se questo suona folle, è perché lo è. Ma è una convinzione diffusa, soprattutto tra i conservatori che giurano di essere anti-Keynesiani e difensori di un governo limitato.

Essi sostengono anche che più tasse sulle vendite il governo federale riesce a raccogliere, più l’America diventerà ricca.

Anche in questo caso, si potrebbe pensare che sia Keynesismo. E’ Keynesismo. Keynesismo clientelare.

“LA LOGICA NON CONTA”

La cosa sorprendente, per quanto riguarda gli Hamiltoniani, è che sono impermeabili alla logica economica. Essi sostengono che l’aumento delle tasse è un male, a meno che non siano tasse sulle vendite chiamate dazi. Poi passano dall’altra parte. Si uniscono alla schiera degli esattori delle tasse, dei burocrati e delle persone con pistole e distintivi che dicono che tasse più alte e scelte ridotte rendono l’America ricca.

Amano pistole e distintivi. Sono convinti che le pistole ed i distintivi siano alla base della crescita economica e della ricchezza di tutti. Credono davvero che se il governo inviasse un numero sufficiente di persone, con pistole e distintivi, a raccogliere tasse sulle vendite da acquirenti di beni stranieri, la nazione sarebbe più forte, più ricca e più libera.

Naturalmente, vogliono solo tasse “buone”, di un tipo speciale. Non promuovono una tassazione maggiorata in generale. Nessuno sostiene l’aumento delle tasse in generale.

La Sinistra vuole tasse sui ricchi per il bene dei poveri. Gli Hamiltoniani vogliono tasse sui clienti per il bene dei capitalisti clientelari e dei loro dipendenti.

La Sinistra vuole che le tasse ai ricchi siano approvate in nome dell’equità. Gli Hamiltoniani vogliono tasse sulla classe media in nome della prosperità nazionale.

Entrambi i gruppi sono impegnati con pistole e distintivi.

COMBATTERE LA TIRANNIA CON LA TIRANNIA

Recentemente, ho ricevuto una email da un Hamiltoniano. Ha preso una citazione di una mia affermazione: una riduzione delle tasse sulle vendite potrebbe aumentare la ricchezza della maggior parte della gente. Egli ha sostenuto quanto segue.

Mi sembra che non tiene conto del “nazionalismo” o della nazionalità. Non è che i nostri produttori sono meno efficienti dei produttori stranieri a causa di tutto quello che, a loro volta, fanno. La realtà è che il nostro governo impone le cause della loro “inefficienza” su di loro. Pertanto, per rendere le cose uguali, il nostro governo deve rimuovere tali oneri artificiali, … o imporre un dazio pari su tali oneri al fine di compensare le cose.

Permettetemi di riassumere questa tesi.

  1. I produttori Americani non sono inefficienti;
  2. Sono ostacolati dal nostro governo;
  3. Pertanto, abbiamo bisogno di un governo più grande, più invadente affinché il nostro governo si tolga dalle spalle dei produttori.

E’ un Hamiltoniano. Come tutti gli Hamiltoniani, non riesce a pensare. Ha adottato l’idea che rendendo il governo federale più forte, gli elettori possano superare gli effetti di un governo federale troppo forte. Difende questo in nome del nazionalismo o della nazionalità.

Ora vi farò un test. Scoprite se siete un Hamiltoniano. Se non riuscite a seguire questo ragionamento, siete un Hamiltoniano.

QUESTO LATO E QUELL’ALTRO

Voi vivete da un lato della strada. Dall’altra parte della strada c’è Jones. Jones vuole vendervi un articolo che desiderate acquistare.

Anche Smith, il vostro vicino di casa, vende un oggetto come quello di Jones. Ma il suo oggetto ha un prezzo superiore del 20%.

Lui viene da voi e vi dice che per il bene di Questo Lato della Strada dobbiamo imporre una tassa sulle vendite del 25% sull’oggetto di Jones. Dopo tutto, non vogliamo perdere la ricchezza da Questo Lato della Strada. Senza una tassa sulle vendite, Quel Lato estenderà la sua mano su Questo Lato.

Voi rifiutate la sua proposta definendola una sciocchezza. Vi piace il prodotto di Jones. E’ elegante. E’ a buon mercato. E’ un affare. “Fatti da parte, Smith” (Ogni volta che acquistate qualcosa, dite ad ogni altro venditore di farsi da parte).

Smith, vedendo che voi siete senza speranza, si avvicina a Brown, il vostro altro vicino di casa, e lo avverte circa la terribile minaccia rappresentata Qui dal modo di vivere di Quel Lato. Non fa menzione di voi, naturalmente. Egli sta solo difendendo Questo Lato in nome della verità, della giustizia, e d il modo di vivere di Questo Lato.

Va anche in altre case e fa lo stesso discorso a Green. Suggerisce a Green ed a Brown di unirsi a lui per far approvare una legge che imponga una tassa sulle vendite del 25% sul prodotto di Jones. Se questa legge viene approvata, promette, Questo Lato sarà più ricco. Questo Lato sarà più forte. Questo Lato sarà in grado di difendere la libertà.

Lo fanno. Poi deputano un tizio di nome Morton a far rispettare la nuova legge: Morton ha ora un distintivo e una pistola. Viene da voi e vi avverte che se acquistate l’oggetto di Jones senza pagare a Questo Lato una tassa sulle vendite del 25%, egli vi multerà molto più del 25%. Difende Questo Lato con grande entusiasmo, dal momento che l’alternativa a questo lavoro è il settore privato. Non ha mai fatto bene nel settore privato – una caratteristica che condivide con Smith.

Brown ora acquisterà da Smith. Green ora acquisterà da Smith. E Morton, che non aveva un lavoro a tempo pieno da anni, è felice di acquistare da Smith.

Come è più ricco Questo Lato?

Perché la parola “Questo Lato” vi rende più ricchi? Come fa la parola “Questo Lato” a rendervi più ricchi?

Che cosa significa la linea invisibile che separa Questo Lato da Quel Lato, economicamente parlando?

Ha molto a che fare con l’economia se siete un Hamiltoniano. Si tratta di un’opportunità per sovvenzionare il capitalismo clientelare.

GLI HAMILTONIANI PROTESTANO

“Vedi qui” – dice l’Hamiltoniano – “Stai tentando di mettermi in ridicolo con tutto questo parlare di Questo Lato e Quell’altro”.

Al che dico “Sto ridicolizzando la logica della tua posizione. Pensi che una linea invisibile in mezzo alla strada sia economicamente rilevante. Io no”.

Lui risponde: “Non sto dicendo che la linea in mezzo alla strada sia economicamente rilevante”.

Io rispondo: “Stai dicendo che la linea invisibile nel mezzo del fiume Rio Grande sia economicamente rilevante”.

Dice: “Ma quella linea è economicamente rilevante”.

Chiedo: “Perché?”

Risponde: “Perché le persone dall’altra parte di quella linea dovrebbero rimanere da quel lato della linea”.

“OK,” rispondo. “Cosa succede se assumo un intermediario – chiamato UPS – che va dall’altra parte del fiume e mi riporta qualche oggetto che pago? Il tizio dall’altra parte della linea invisibile resta sul suo lato”.

“No, no, no,” dice l’Hamiltoniano. “Quella linea invisibile è diversa. Difende la Nazionalità”.

Chiedo: “Che cos’è la Nazionalità?”

Lui risponde: “Questo Lato”.

Quindi, stiamo discutendo della lunghezza e dell’estensione della linea. Ma cosa hanno a che fare la lunghezza o l’estensione della linea con il fatto che dovrei pagare un’imposta sulle vendite?

L’Hamiltoniano dice: “Non capisco dove vuoi arrivare. Offri un sacco di teorie incomprensibili, quando invece io sto cercando di difendere la Nazionalità”.

Gli Hamiltoniani scrivono in maiuscolo una parola e pensano di aver offerto un argomento economico logico: “La Nazionalità”. Ma quando io scrivo in maiuscolo due parole – Questo Lato – l’Hamiltoniano pensa che io stia cercando di confonderlo.

Gli Hamiltoniani vengono facilmente confusi.

RENDERCI POVERI

Il mio interlocutore non si è accontentato di invocare la nazionalità. E’ venuto per uccidere. Ha invocato una vecchia tesi Hamiltoniana: “La libera scelta ci impoverisce; le imposte sulla vendita ci rendono ricchi”. Naturalmente, non usano mai il termine “libera scelta”; ciò svelerebbe il loro vero obiettivo. Così, usano il termine “libero commercio.” Egli ha scritto:

Il “libero commercio” ha l’effetto a lungo termine di abbassare il nostro tenore di vita fino a quando non è uguale a quello di tutti gli altri. Non sarebbe un obiettivo nazionale a livello globale conservare un elevato standard di vita per il proprio popolo per tutto il tempo che possiamo?

Egli è Smith. Guarda dall’altra parte della strada e vede Jones. Rabbrividisce. Si reca da Brown e dice questo:

Il “libero commercio” ha l’effetto a lungo termine di abbassare il nostro tenore di vita fino a quando non è uguale a quello di tutti gli altri. Non sarebbe un obiettivo di questo lato della strada a livello globale conservare un elevato standard di vita per il proprio popolo per tutto il tempo che possiamo?

Brown non ne è sicuro. Guarda Jones e pensa, “Non mi importa se Jones è ricco o povero. Mi piacerebbe uno di questi oggetti. Il prezzo è giusto”. Così, Smith preme sul punto.

Jones sfrutta i poveri. I lavoratori da Quel Lato sono schiavi. Non riescono a trovare lavoro a salari decenti. Ecco perché Jones vende i suoi beni così a buon mercato. Tu non vuoi finire come tutti quei lavoratori sfruttati, vero?

Brown pensa a questa linea di ragionamento. Se ne esce con un’idea.

Dobbiamo dare a tutti quei lavoratori ridotti in schiavitù la possibilità di una vita migliore. Jones ha bisogno di una certa concorrenza. Perché non investire del denaro in uno dei concorrenti di Jones? In questo modo, il concorrente è in grado di offrire salari più alti.

Smith è inorridito da questa prospettiva. Ha già abbastanza problemi con Jones.

No, no, no. Ciò darebbe a tutti quei lavoratori un assaggio debole di una vita migliore. Ciò renderebbe la loro vita peggiore: la delusione. Non sono pronti per aumenti salariali. Hanno bisogno di più tempo. La cosa migliore che possiamo fare è quella di non diventare come loro. Dobbiamo chiudere le frontiere a tutte le merci prodotte dagli schiavi. Il nostro compito non è quello di ridurre la schiavitù in Quel Lato. E’ per preservare la libertà in Questo Lato.

Brown ci pensa. “Come definisci la libertà?”

Smith risponde:

La libertà è il diritto di ogni uomo da Questo Lato ad unirsi con il suo prossimo e votare per aumentare le tasse sulla vendita dei beni prodotti da Quel Lato. Questo è l’unico modo per continuare a prosperare.

Brown ci pensa. “Allora il modo migliore per preservare la nostra ricchezza è quello di limitare le nostre scelte” – Smith dice di sì.

Brown prosegue su questa linea di pensiero: “Allora il cammino verso la libertà è una scelta ridotta” – Smith gli assicura che è così.

“Allora”, dice Brown, “il modo migliore per non diventare schiavi con poche scelte è quello di legiferare meno possibilità di scelta”.

Smith ha seri problemi a seguire le argomentazioni logiche, ma percepisce dove sta andando a parare, anche se non riesce a capirlo del tutto. Percepisce una certa resistenza. Così, cambia la sua linea di ragionamento. “Devi difendere il tuo reddito come lavoratore”.

Brown dice: “Limitando la mia scelta come cliente”.

Smith risponde: “Ecco, esattamente. E devi anche limitare la scelta di tutti gli altri come clienti”.

Brown: “Allora il modo migliore per conservare il mio reddito come produttore è quello di ridurre il numero di vendite che la gente da Quel Lato può fare da me e ridurre il numero di vendite che posso fare dalle persone di Quel Lato”.

Smith incalza: “Non preoccuparti per le vendite mancate da Quel Lato. Sono tutti un branco di schiavi”.

Brown chiede: “Perché?”

Smith ha la risposta giusta: “Perché trascorrono la loro vita a farsi dire cosa devono fare da persone con pistole e distintivi”.

CONCLUSIONE

Avete seguito il mio ragionamento? Se è così, probabilmente non siete un Hamiltoniano.

Credete alla mia tesi? Se è così, allora sicuramente non siete un Hamiltoniano.

Agli Hamiltoniani non piacciono i ragionamenti economici chiari; li considerano “trucchi”. Pensano che qualsiasi argomento che avanza passo dopo passo ad una conclusione sia intrinsecamente inaffidabile.

Preferiscono scrivere le parole in maiuscolo e poi invocare un aumento delle imposte sulle vendite in nome della difesa delle parole in maiuscolo. Le parole si riducono a queste: “Questo Lato” e “Quel Lato”. Temono che lo scambio con la gente di Quel Lato ci impoverisca.

Un Hamiltoniano crede che, se qualcuno in Cina scoprisse una cura per il cancro, l’unico modo per proteggere l’America dalla concorrenza sleale e dalla povertà inevitabile sarebbe quello di imporvi una tassa di almeno il 50% sulle vendite. “Abbiamo bisogno di dare agli Americani una possibilità di combattere” dicono: non agli acquirenti delle cure per il cancro, naturalmente, ma ai venditori.

Se pensate che tutto ciò sia stupido, non siete un Hamiltoniano. Non pensate che pistole e distintivi e tasse sulle vendite dei prodotti importati possano rendere la maggior parte delle persone più ricche o da Questo Lato o da Quello di una linea invisibile. Ma esse rendono alcune persone più ricche:

  1. i produttori inefficienti che ora possono vendere a prezzi più elevati e non andare in bancarotta perché i compratori li abbandonano e
  2. le persone che posseggono pistole e distintivi per vivere.

Se pensate a questi due gruppi come “capitalisti clientelari” e “ladri dipendenti”, avrete indovinato le categorie in cui porli.

Se desiderate un’immagine visiva, pensate alle parole di Don Corleone: “Gli ho fatto un’offerta che non poteva rifiutare”. Pensate anche ad un uomo che si sveglia con una testa di cavallo mozzata nel suo letto. Questo è l’Hamiltonianismo.

Articolo di Gary North su Mises.org (originariamente pubblicato su LewRockwell.com il 9 giugno)

Traduzione di Francesco Simoncelli

 

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