Fate affari, non guerre

In un precedente articolo, “Anche i conservatori amano le tasse“, ho scritto riguardo una linea invisibile nel mezzo della vostra strada; Jones vive dall’altro lato e vi fa un’offerta per vendere qualcosa al 10% in meno rispetto a Smith, che vive sul vostro lato della strada. Smith convince Brown e Green ad imporre una tassa del 25% a tutto quello che Jones si offre di vendere a chiunque sul vostro lato della strada. Poi ho analizzato questa disposizione in termini di chi vince – Smith – e chi perde: voi, Jones, Green e Brown. Potete leggere questa storia qui.

Ho pensato che la metafora della linea invisibile fosse chiara. Non esiste una linea economica invisibile, C’è solo una linea giudiziaria. Le linee giudiziarie sono questioni di pistole e distintivi: le persone da un lato della linea agiscono in una direzione, le persone presenti dall’altra parte agiscono nella direzione opposta. E’ vietato agire nella direzione sbagliata su entrambi i lati. Ma, economicamente parlando, non c’è una linea.

Allo stesso modo, c’è una linea invisibile giudiziaria che attraversa il fiume Rio Grande. Ce n’è anche una lungo le coste; ce n’è una tra il Canada e gli Stati Uniti. Queste hanno a che fare con la residenza ed il voto, entrambe questioni legali; queste ultime hanno a che fare con “i nostri soldi” e “i vostri soldi.”

Il mio punto: non c’è una linea economica. La linea esiste come categoria giuridica, non come categoria economica. Diventa una categoria economica solo perché i politici fanno di questi linee giudiziarie delle linee economiche.

Nei giorni precedenti all’imposta sul reddito, chiunque poteva entrare negli Stati Uniti. Non c’erano i passaporti. Nel tardo XIX secolo, vi era un punto di ingresso a Ellis Island. I burocrati dell’immigrazione bloccavano l’ingresso alle persone malate. Questo significava che le restrizioni all’immigrazione erano un problema di sanità pubblica; le autorità bloccavano gli invasori microscopici bloccando le persone che li portavano. Ma alle persone sane era permesso entrare nella nazione. Il mio bisnonno è arrivato dall’Inghilterra in questo modo; così anche il mio suocero Armeno.

 

GUERRA E PASSAPORTI

Ci dimentichiamo che il passaporto Americano fu un’imposizione di due Presidenti: Woodrow Wilson e Franklin Roosevelt.Ecco il racconto da Wikipedia:

Dal 1789 fino alla fine del 1941, il governo istituì, sotto la Costituzione, la richiesta dei passaporti per i cittadini solo durante la Guerra Civile Americana (1861-1865) e durante e subito dopo la Prima Guerra Mondiale (1914-1918). L’obbligo del passaporto nel periodo della Guerra Civile mancava dell’autorità prevista dalla legge. Dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, i passaporti vennero richiesti da un ordine esecutivo, anche se non vi era nessuna autorità statuale per rendere effettivo tale requisito. Il Travel Control Act del 22 Maggio 1918 permetteva al presidente, quando gli Stati Uniti erano in guerra, di proclamare un obbligo di passaporto, come effettivamente accadde il 18 Agosto 1918. Anche se la Prima Guerra Mondiale si concluse l’11 Novembre 1918, l’obbligo del passaporto durò fino al 3 Marzo 1921″.

Gli autori di Wiki soo troppo educati per identificare ciò che accadde il 4 Marzo. Quello fu il giorno in cui venne presentato il presidente Harding. Ho sistemato la voce per riflettere questo. Ho aggiunto: “Il 4 Marzo, si insediò Warren G. Harding”. Vedremo quanto tempo rimarrà questa aggiunta.

L’assenza di un obbligo di passaporto, ai sensi del diritto degli Stati Uniti, venne ristabilita tra il 1921 e il 1941. La Seconda Guerra Mondiale (1939-1945) portò ancora una volta all’obbligo del passaporto ai sensi del Travel Control Act del 1918. Una modifica del 1978 all’Immigration and Nationality Act del 1952 rese illegale entrare o lasciare gli Stati Uniti senza un passaporto, rilasciato anche in tempo di pace. Il periodo dell’obbligo di passaporto per gli Americani, ai sensi del diritto degli Stati Uniti, iniziò il 29 Novembre 1941.

Gli autori di Wiki sono troppo educati per identificare ciò accadde dopo: Pearl Harbor (7 Dicembre). Accidenti, sembra che il presidente Roosevelt sapesse che stava per accadere qualcosa di grosso. Ma sto divagando.

DAZI ED IMMIGRAZIONE

L’immigration act del 1924 impose quote sugli immigrati. Perché? A causa dell’imposta sul reddito, che era stata approvata nel 1913, secondo il Procuratore Generale, sebbene non dagli elettori (Vedere il libro in due volumi, The Law That Never Was). Restrizioni simili vennero imposte agli immigrati in Europa.

La Prima Guerra Mondiale e le imposte sul reddito che la sovvenzionarono portarono a queste restrizioni. Quando gli immigrati sarebbero potuti diventare cittadini e votare per farsi strada nei portafogli degli altri Americani, si alzarono le barriere.

Queste barriere non scesero fino al 1965, quando Teddy Kennedy e Lyndon Johnson capirono che i figli degli immigrati Messicani nati all’interno degli Stati Uniti sarebbero diventati elettori e si sarebbero uniti ai Democratici per aiutarli ad estrarre denaro dai portafogli dei Repubblicani due decenni più tardi.

Quello era l’anno in cui venne approvata una nuova legge sull’immigrazione.

Tale legge era un regalo enorme ai datori di lavoro Repubblicani. Ruppe il movimento sindacale. Gli immigrati lavoravano a basso costo negli stati “right to work“. I loro prodotti potevano essere esportati al Nord – niente dazi. I Democratici non amano ricordare ai loro elettori questo fatto. Neanche i Repubblicani. Si dà troppo credito all’odiato Teddy ed a LBJ; Ma Teddy e LBJ diedero al movimento conservatore la sua più grande vittoria nella politica interna dalla seconda metà del XX secolo: la riduzione del sindacalismo.

Questo era il lato della vittoria dell’immigrazione. L’altro lato era la mossa del Presidente Kennedy per abbassare i dazi: le famose riduzioni tariffarie GATT. I Democratici erano gli scovoli per le riduzioni delle barriere commerciali. L’invasione di merci importate spezzò la schiena al sindacalismo, che aveva invocato l’intervento del governo dopo il 1935: il Wagner Act. I mercati del lavoro Americani furono risanati dai Democratici del 1935. I Democratici lo fecero; i Repubblicani non avevano i voti. In ogni caso, l’eredità Repubblicana si è sempre caratterizzata per la presenza di dazi elevati, un’eredità che parte da Abramo Lincoln.

CHI VINCE? CHI PERDE?

Ho fatto del mio meglio per dimostrare che gli scambi tra persone da “Questo Lato” e da “Quel Lato” dovrebbero essere una questione di libera scelta tra i singoli operatori.

Uno dei miei abbonati ha posto queste domande.

1) Se la persona da “Questo Lato” non fa calare il suo prezzo per competere con la persona da “quel lato” e le persone da “questo lato” acquistassero regolarmente da “quel lato” non ci sarebbe, il tutto a parità di condizioni e tempo, un trasferimento di ricchezza da “questo lato” a “quel lato”? E se questo trasferimento di ricchezza fosse abbastanza grande  da danneggiare “questo lato”, non lo renderebbe magari asservito a “quel lato” ora che “quel lato” ha più ricchezza e capacità? (il presupposto è che l’uomo depravato userà la ricchezza per danneggiare i suoi vicini e il corollario che la ricchezza è una forma di difesa). Forse l’affermazione è valida fintanto che i venditori da “questo lato” diminuiranno il prezzo e faranno concorrenza ai venditori da “quel lato”. Ma il dazio conserverebbe, come minimo, la ricchezza sullo stesso lato della strada dove, presumibilmente, si ha più in comune (ad esempio, interessi da difendere) rispetto a quelli dall’altra parte della strada.

2) Cosa succede se le persone da “quel lato” hanno un desiderio di morte per la gente di “questo lato” e hanno una politica volta ad utilizzare i proventi generati dalle vendite per creare modi per distruggere “questo lato”? … “questo lato” non sarebbe saggio a scoraggiare il commercio con “quel lato”? Questo sarebbe anti-libero scambio, senza dubbio, ma sembra piuttosto folle finanziare il proprio nemico … in questo scenario sembra che le linee invisibili potrebbero fare la differenza?

Farò del mio meglio per rispondere a queste domande. Provengono da un’errata interpretazione dello scambio volontario. Questi errori sono l’impostazione predefinita nel pensiero maggior parte della gente: derivano dal mercantilismo e dall’Hamiltonianismo. La gente pensa a livello nazionale in termini di “loro contro noi”. Individualmente pensa in termini di “facciamo un affare.”

Se la persona da “Questo Lato” non fa calare il suo prezzo per competere con la persona da “quel lato” e le persone da “questo lato” acquistassero regolarmente da “quel lato” non ci sarebbe, il tutto a parità di condizioni e tempo, un trasferimento di ricchezza da “questo lato” a “quel lato”?”.

Con che cosa la gente da Questo Lato acquista i prodotti? Denaro. Da dove lo prendono? Dalla produzione di qualcosa.

Così, la gente compra un elemento meno costoso dai venditori di Quel Lato. Ciò li lascia con più soldi in tasca da Questo Lato. Ora possono spenderli o investirli. Non sono più poveri rispetto a prima dello scambio. Sono più ricchi. Hanno l’oggetto che hanno comprato, più il denaro extra.

C’è un trasferimento di ricchezza verso l’altro lato: il denaro. C’è anche un trasferimento di ricchezza dall’altro lato: roba.

Il mercantilista definisce il denaro come ricchezza, e la roba come… che cosa? Non lo dice mai davvero. Dice solo che non è importante quanto il denaro.

David Hume (1752) ed Adam Smith (1776) argomentarono contro tutto questo. Dissero che anche la roba è ricchezza. Ma la mentalità Hamiltoniana non riesce a capirlo. Gli Hamiltoniani vogliono che gli Americani spendano la maggior parte del loro denaro in cose prodotte da produttori inefficienti e sussidiati da Questo Lato. Così, approvano imposte sui beni importati.

Il fatto è questo: se la roba importata dall’estero non fosse considerata di maggior valore rispetto al denaro esportato per pagarla, nessuno da Questo Lato comprerebbe da chiunque da Quel Lato. Nessuno è nel business della carità. Nessuno regala niente per niente nel mondo degli affari.

E che dire delle vendite non effettuate dal produttore di Questo Lato, perché non c’erano affari disponibili da Quel Lato? Non è rimasto denaro extra. Gli Hamiltoniani preferiscono ignorare questa domanda. Quel venditore non è un membro dei compari delle imprese inefficienti e protette.

Gli Hamiltoniani sussidiano le imprese nazionali che non possono competere con le imprese estere, mentre fanno morire di fame le imprese in grado di competere, ma non possono sopravvivere quando le imprese clientelari operano le vendite sul mercato interno. Non c’è denaro extra che rimane dopo lo scambio.

DIFESA NAZIONALE

Questo argomento è diffuso: l’ho sentito per mezzo secolo.

E se questo trasferimento di ricchezza fosse abbastanza grande, che alla fine non danneggerebbe “questo lato”, non lo renderebbe magari asservito a “quel lato” ora che “quel lato” ha più ricchezza e capacità? (il presupposto è che l’uomo depravato userà la ricchezza per danneggiare i suoi vicini e il corollario che la ricchezza è una forma di difesa). Forse l’affermazione è valida fintanto che i venditori da “questo lato” diminuiranno il prezzo e faranno concorrenza ai venditori da “quel lato”. Ma il dazio conserverebbe, come minimo, la ricchezza sullo stesso lato della strada dove, presumibilmente, si ha più in comune (ad esempio, interessi da difendere) rispetto a quelli dall’altra parte della strada”.

Questa è la vecchia tesi della “difesa nazionale.” Ecco il fatto chiave. La difesa militare non è una questione di scambio volontario. Si tratta di armi, uniformi e coercizione. Ancora una volta, l’argomento richiama le pistole.

Domanda: Perché il governo dovrebbe permettere un qualsiasi commercio con un nemico straniero, se il problema è la guerra? Cosa ha a che fare una tassa del 20% sulle vendite con la difesa della nazione? Ora capisco. Nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, Roosevelt propose una tassa del 20% sulle importazioni di merci Tedesche e Giapponesi. Avrebbero svolto un qualche ruolo in teoria?

Se questo argomento regge, il Congresso dovrebbe imporre un divieto del 100% al commercio. Dazi? Ciò vuol dire che dovremmo far pagare agli Americani un extra del 20% o del 30% perché il governo dall’altro lato della linea sta per nuclearizzarci? Ha senso?

Questo argomento suona sciocco. Ecco perché nessuno al Congresso ne parla mai quando si discute sugli aumenti tariffari. Nessuno ha mai invocato questo argomento in pubblico. Ma gli Hamiltoniani lo usano, perché non hanno argomenti economici validi. Prendono tutto ciò che è disponibile.

Ora, alla # 2.

Cosa succede se le persone da “quel lato” hanno un desiderio di morte per la gente di “questo lato” e hanno una politica volta ad utilizzare i proventi generati dalle vendite per creare modi per distruggere “questo lato”? … “questo lato” non sarebbe saggio a scoraggiare il commercio con “quel lato”? Questo sarebbe anti-libero scambio, senza dubbio, ma sembra piuttosto folle finanziare il proprio nemico … in questo scenario sembra che le linee invisibili potrebbero fare la differenza?”.

Questo è lo stesso argomento. Viene riaffermato con nuove parole.

Risposta: cosa avrebbe a che fare un dazio del 20% con la difesa della nazione contro la sconfitta e la distruzione?

In ogni caso, il governo Americano ha fatto il contrario nel corso degli ultimi 60 anni.

SUSSIDI ALLE ESPORTAZIONI

Nel 1961, la compagnia Bryant Chucking & Grinder venne autorizzata a vendere all’URSS le macchine che da sole facevano gli unici cuscinetti a sfera che resero possibile la costruzione delle testate nucleari MIRVed.

Cosa? Non ve lo hanno mai detto al liceo? Accidenti, mi chiedo perché no. Ecco il racconto di Antony Sutton.

La Bryant Chucking Grinder Company accettò un ordine Sovietico per trentacinque macchine Centalign-B per la lavorazione della miniatura dei cuscinetti a sfera. Tutti questi cuscinetti a sfera negli Stati Uniti, utilizzati dal Dipartimento della Difesa per i sistemi di guida dei missili, erano trattati da settantadue macchine Bryant Centalign Model-B.

Nel 1961 il Dipartimento del Commercio approvò l’esportazione di trentacinque suddette macchine in URSS, che avrebbero dato la possibilità ai Sovietici di raggiungere una capacità pari al 50% rispetto a quella degli Stati Uniti.

I Sovietici non avevano attrezzature per una tale produzione di massa, e né l’URSS né alcun produttore Europeo era in grado di produrre tali apparecchiature. Una dichiarazione del Dipartimento del Commercio, affermante l’esistenza di altri produttori, si dimostrò imprecisa. Il Dipartimento del Commercio propose di dotare l’Unione Sovietica della capacità di utilizzare i suoi razzi a puntamento con una precisione molto superiore e quindi superare gli Stati Uniti. Successivamente, un’indagine del Congresso fornì informazioni precise non altrimenti disponibili ai ricercatori indipendenti ed alla popolazione in generale”.

Perché ciò doveva essere nell’interesse nazionale? Perché rese possibile la costruzione del complesso militare-industriale multi-biliardario 1961-1991. Quando dico “interesse nazionale,” mi riferisco al’l’interesse nazionale secondo il complesso militare-industriale-congressuale. Poi, nel 1972, il Congresso approvò sovvenzioni all’esportazione verso l’URSS per fornire grano. L’agricoltura socializzata dei Sovietici aveva prodotto un’altra delle sue ricorrenti mini-colture. Questa sovvenzione all’URSS fece aumentare i prezzi dei prodotti alimentari negli Stati Uniti. Ma la politica del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti di sovvenzionare l’agricoltura, e quindi mantenere i prezzi elevati dei prodotti alimentari, era considerato coerente con l’interesse Americano, come definito dal Congresso.

 

CONCLUSIONE

La separazione di “Questo Lato” da “Quel Lato” esiste a causa della politica. Diventa un problema economico solo perché la politica è autorizzata ad intromettersi in questioni economiche.

L’argomento popolare Hamiltoniano, a favore dei dazi per la difesa nazionale, non ha senso. Un dazio del 30% ad un paese che intende distruggervi non funzionerà in Peoria. Questo è il motivo per cui non è mai stato invocato al Congresso. E’ solo un altro esempio di uomini di paglia.

Se non altro, il libero scambio riduce la voglia di andare in guerra. Crea una circoscrizione domestica contro la guerra. “Fate profitti, non fate la guerra!”, “Vendere gingilli, non morire”.

Articolo di Gary North su Mises.org

Traduzione di Francesco Simoncelli