1. Skip to navigation
  2. Skip to content
  3. Skip to sidebar
Source link: http://vonmises.it/2012/08/21/perche-i-deflazionisti-si-sbagliano/

Perché i deflazionisti si sbagliano

martedì, agosto 21, 2012 di tradotto da

CONDIVIDI:

Un inflazionista è qualcuno che crede che l’inflazione nei prezzi sia il risultato di due cose: (1) l’inflazione monetaria e (2) la politica della banca centrale. Un deflazionista è qualcuno che crede che la deflazione sia inevitabile, nonostante (1)l’inflazione monetaria e (2) la politica della banca centrale. Nessun inflazionista dice che l’inflazione nei prezzi è inevitabile mentre tutti i deflazionisti affermano che la deflazione nei prezzi sia inevitabile. Questi ultimi si sbagliano sin dal 1933.

Milton Friedman è famoso per il suo libro, A Monetary History of the United States (1963), che si basa su fatti raccolti da Anna Schwartz, recentemente scomparsa. Sostiene una tesi: la Federal Reserve ha causato la Grande Depressione perché ha rifiutato di inflazionare.Questa tesi, citata anche dagli economisti mainstream, è di fatto sbagliata.

Spesso cito uno studio, dove si può vedere che la base monetaria è cresciuta sotto la Federal Reserve, dal 1931 al 1932. Questo grafico deriva da un discorso tenuto dal Vice Presidente della Federal Reserve Bank di St. Louis. È possibile accedervi qui.

L’avevo già postato tempo fa: http://www.garynorth.com/public/6153.cfm

Possiamo vedere che c’era deflazione monetaria nell’offerta di moneta, a partire dal 1930. Ciò è continuato nel 1931 e nel 1932, nonostante una deliberata politica di inflazione della FED, a partire dalla seconda metà del 1931 e continuata nel 1932.

I depositanti continuarono a ritirare la valuta delle banche e ad accumularla. Non la ri-depositavano in altre banche. Questo fece implodere il processo di creazione di credito tramite riserva frazionaria.. M1 diminuì: deflazione monetaria.

La FED non poteva controllare M1. Poteva controllare solo la base monetaria.

La tesi di Friedman e Schwartz è stata ripresa dagli economisti mainstream. E’ la sua posizione più famosa e largamente accettata. Bernanke lo ha lodato per questo durante il 90° compleanno di Friedman nel 2002.

Perché era sbagliata quella tesi applicata al 1931-1933? Devo raccontare la storia ancora una volta. Quattro lettere ce la rivelano: FDIC. Beh, nove: FDIC + FSLIC. Non esistevano.

Franklin Roosevelt congelò tutti i depositi bancari i primi di Marzo del 1933, subito dopo il suo insediamento. Ciò calmò la popolazione quando le banche riaprirono pochi giorni dopo. Promise verbalmente a tutti che le banche erano ormai al sicuro.

Il governo degli Stati Uniti creò un’assicurazione federale dei depositi bancari nel 1933. L’articolo di Wikipedia descrive il Banking Act del 1933, che venne firmato nel mese di Giugno.

  1. Stabilito il FDIC come corporazione di governo provvisoria
  2. Data l’autorità al FDIC di fornire un’assicurazione sui depositi alle banche
  3. Data l’autorità al FDIC di regolamentare e supervisionare le banche
  4. Finanziato il FDIC con prestiti iniziali di $289 milioni attraverso il Tesoro degli Stati Uniti

Ciò fermò le corse agli sportelli bancari. L’offerta di moneta si invertì. Si impennò, insieme alla base monetaria.

L’evento chiave fu quindi il Banking Act del 1933. Dopo di che, l’offerta di moneta non calò mai più, allo stesso modo i prezzi, se non dell’1% in un’occasione. Era il 1955.

Tutto ciò che ci volle affinché il movimento dei prezzi si invertisse e questi tornassero a salire era questo: un’espansione della base monetaria insieme ai prestiti bancari.

Eppure i deflazionisti sin dal 1933 hanno previsto un calo dei prezzi. Muoiono prevedendo questo esito. E così fanno i loro successori, sino alla morte.

Non imparano mai.

Non capiscono la teoria monetaria. Non capiscono la storia monetaria. Quindi non imparano. Non correggono le loro cattive previsioni, anno dopo anno, decennio dopo decennio, generazione dopo generazione.

Trovano ancora persone che li prendono sul serio, persone che non capiscono la teoria monetaria e la storia monetaria.

Ho personalmente argomentato contro di loro per quattro decenni.

La deflazione nei prezzi non ha nulla a che fare con il calo del prezzo delle azioni.

Ci può essere deflazione monetaria a seguito di riserve in eccesso detenute presso la FED da parte delle banche commerciali. Ma questa è una politica della FED. La FED paga interessi sui depositi delle banche. Anche se così non fosse, ci sarebbero ancora riserve in eccesso. Ma imponendo una tassa sulle riserve in eccesso, la FED potrebbe eliminarle immediatamente. Poi il moltiplicatore della moneta diventerebbe positivo, riapparirebbe l’inflazione nei prezzi, e la FED sarebbe indicata come colpevole. Quindi, mantiene una politica di limitazione del moltiplicatore M1.

Ogni inflazionista dice che l’inflazione monetaria produrrà iperinflazione a meno che non venga annullata dalla banca centrale. Ci sarà un ritorno a prezzi bassi dopo quello che Ludwig von Mises chiamò il crack-up boom. L’esempio classico è la Germania nel 1924. Quella era una questione di politica monetaria. La banca centrale introdusse una nuova moneta e smise di inflazionare.

John Exter — un mio vecchio amico — ha sostenuto negli anni ’70 e ’80 che la deflazione monetaria si paleserà, nonostante la politica della FED. Ci sarà un crollo dei prezzi attraverso il deleveraging dei debiti.

Si sbagliava. Perché? Perché non è possibile per i depositanti ritirare dalle banche soldi a sufficienza sotto forma di banconote di carta e tenerli fuori dal circuito bancario, invertendo così il processo della riserva frazionaria e sgonfiando l’offerta di moneta. Questo era quello che accadde negli Stati Uniti dal 1930 al 1933. Se gli accaparratori spendono le banconote, le imprese le ri-depositeranno nelle loro banche. Solo se fanno affari esclusivamente con altri accaparratori si potranno tenere i soldi fuori dalle banche. Ma la stragrande maggioranza di tutte le transazioni di denaro è basata su denaro digitale, non su quello cartaceo.

Oggi, i depositanti di grandi dimensioni possono ritirare denaro digitale della banca A, ma solo per trasferirlo alla banca B. Le cifre devono trovarsi in un conto bancario in ogni momento. Non ci può essere alcuna diminuzione dell’offerta di moneta fintanto che il denaro è digitale. Quindi, non ci può essere alcuna diminuzione dei prezzi a meno che la politica della FED non preveda la diminuzione dei prezzi. Questo dal 1930 al 1933 non era vero.

I deflazionisti non rispondono mai a questo argomento invocando la teoria monetaria o la storia monetaria. Potete e dovreste ignorarli finché uno di loro non risponde così, e tutti gli altri dicono pubblicamente, “Sì. Proprio così! Abbiamo aspettato fin dal 1933 per questa tesi! Ero cieco, ma ora vedo! Sono a bordo! Affonderò o nuoterò per questa tesi.”

Fatemi sapere quando accadrà. Fino ad allora, ignorerò i deflazionisti. Tutti. (Non ce ne sono più tanti.)

Il fatto che appaiano nuovi deflazionisti è irrilevante. Chiunque può prevedere un’inevitabile deflazione nei prezzi. Continuano a farlo. Cercate la confutazione della posizione degli inflazionisti. Cercate una teoria.

Se non capite gli argomenti che ho appena presentato, non capirete alcuna confutazione. In questo caso, lasciate perdere. Se non riuscite a seguire la teoria economica, il dibattito vi confonderà. Non vale il vostro tempo.

Per un background, consultate il mio libro, Mises on Money. http://mises.org/document/6772/Mises-on-Money

Consultate anche il libro di Murray Rothbard, What Has Government done to Our Money? http://mises.org/money.asp

Articolo di Gary North su Mises.org

Traduzione di Francesco Simoncelli

{ 3 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

avatar gabriele agosto 23, 2012 alle 09:58

Ogni qual volta parli di politica monetaria centrale ed inflazione,l’analisi degli aggregati è necessaria per una corretta visione del quadro economico.

avatar Alessandro Puzielli agosto 22, 2012 alle 22:06

una curiosità: la frase “John Exter — un mio vecchio amico — ha sostenuto negli anni ’70 e ’80 che la deflazione monetaria si paleserà, nonostante la politica della FED” sembra implicare che anche sotto la FED di Paul Volcker c’è stato un aumento di massa monetaria, ma io so che in realtà quegli anni sono stati gli unici in cui la FED non ha espanso la massa monetaria, anzi.
Questo fatto è stato riconosciuto anche da Ron Paul in End the FED, se non ricordo male?

Quale pezzo mi manca per ovviare la contraddizone?

avatar Francesco Simoncelli agosto 23, 2012 alle 07:30

Ciao Alessandro.

In quegli anni la FED ha rallentato la creazione di denaro, come vediamo da questo grafico.

change monetary base

Nonostante ciò, la base monetaria è cresciuta eccome.

index monetary base

Articolo precedente:

Articolo successivo: