Source link: http://vonmises.it/2012/08/24/liperinflazione-non-e-inevitabile-il-default-lo-e/

L’iperinflazione non è inevitabile: il default lo è

venerdì, agosto 24, 2012 di tradotto da

CONDIVIDI:

L’iperinflazione è sempre una possibilità per ogni governo nazionale o banca centrale. Se un governo nazionale ha deficit enormi, può chiedere alla banca centrale di acquistare buoni del tesoro o bond del tesoro con denaro di nuova creazione. Questo denaro digitale viene trasferito alla tesoreria, che poi lo spende.

Ci sono stati casi di iperinflazione nel passato che sono diventati leggendari. Il più famoso di tutti è l’iperinflazione della Germania dal 1921 al 1923. Contemporaneamente a questa iperinflazione ci fu quella in Austria. Questi non furono i peggiori casi di iperinflazione nella storia, ma lo sono stati per i paesi industrializzati. Il caso peggiore fu l’Ungheria due anni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il secondo caso peggiore è avvenuto pochi anni fa in Zimbabwe. Entrambe erano nazioni prevalentemente agricole.

Non ci sono altre nazioni in Europa Occidentale che abbiano mai sperimentato nulla di simile alle iperinflazioni della Germania e dell’Austria nei primi anni ’20. I loro sistemi monetari vennero completamente distrutti. Gli agricoltori furono in grado di ripagare i debiti che avevano accumulato prima della Prima Guerra Mondiale vendendo un uovo e consegnando il ricavato in denaro al creditore. Ciò distrusse naturalmente i creditori. In generale si ritiene che la classe media in Germania e in Austria subì enormi perdite. Era composta da creditori.

Ci sono stati casi di iperinflazione in America Latina dopo la Seconda Guerra Mondiale. Uno dei peggiori fu quello in Brasile negli anni ’80 e ’90. Le statistiche dell’inflazione catastrofica sono disponibili qui. La cosa andò avanti per due decenni. Non conosco altri casi di iperinflazione che siano durati più di tre anni. È per questo che ritengo l’inflazione del Brasile come la peggiore iperinflazione della storia moderna. Le autorità politiche non fecero nulla per fermarla, e la banca centrale continuò ad inflazionare. La devastazione della classe media fu quasi totale. Se la gente non avesse cambiato i propri soldi in oro, argento e valute estere, sarebbe stata spazzata via. Il paese ritornò al baratto.

Se questa forma di iperinflazione dovesse mai accadere negli Stati Uniti o in qualsiasi altra nazione Occidentale industriale, porterà alla completa distruzione dei creditori, in particolare di quelli a lungo termine. Chiunque abbia comprato obbligazioni a lungo termine di qualsiasi tipo, abbia investito in mutui di qualsiasi genere, sia il destinatario di una pensione pubblica  o chiunque dipenda dalla Previdenza Sociale e dal Medicare potrebbe non sopravvivere a questo tipo di iperinflazione. Sarebbe sempre ripagato in denaro che vale molto meno rispetto a quando il debito era stato contratto. Quando pensiamo ai ritardi nei pagamenti che esistono già per quanto riguarda i rimborsi del Medicare ai medici, ci possiamo fare un’idea di che cosa capiterebbe al settore sanitario. Il ritardo di 90 giorni eliminerebbe sostanzialmente il debito.

DISTRUGGERE I CREDITORI

Quando pensiamo agli argomenti tradizionali a favore dell’iperinflazione dal punto di vista del governo, di solito facciamo riferimento alla capacità del governo di ripagare i creditori. Come mostrerò, questo argomento non è più valido.
È valido per le compagnie private. Alcune grandi aziende che hanno emesso un bond a 30 anni sono in grado di ripagare quei bond con soldi che sono essenzialmente privi di valore. La persona che ha esteso il credito alla compagnia lo ha fatto quando la moneta aveva un potere d’acquisto di gran lunga superiore. Poi arriva l’iperinflazione. La maggior parte dei bond consente al debitore di ripagarli in anticipo. Ciò distruggerà i creditori.
Ovunque esistano dei creditori, i debitori sono felici di rimborsare i loro prestiti con soldi che si sono deprezzati rispetto a quando è stato concesso il prestito. Ciò è particolarmente vero se il prestito ha un tasso d’interesse fisso. Se il tasso d’interesse non può essere aumentato dal creditore, quest’ultimo rimane intrappolato nel suo debito. A lungo termine i tassi d’interesse cominciano a salire alle stelle a causa dell’effetto dell’iperinflazione dei prezzi al consumo. I nuovi creditori richiedono tassi sempre più elevati al fine di compensare il declino atteso nel potere d’acquisto. Ma quando l’iperinflazione accelera il processo di ammortamento accelera ancora più velocemente, i creditori che chiedevano tassi d’interesse più elevati scoprono che il tasso di interesse non era sufficiente a compensare il declino del potere d’acquisto. Così, la volta successiva, i creditori chiederanno tassi di interesse ancora più alti.

Ogni volta che aumenta il tasso d’interesse a lungo termine, il valore di mercato delle obbligazioni esistenti diminuisce. Quindi, la classe creditrice che aveva fedelmente esteso il credito alle imprese comprende che aveva dato denaro che aveva valore e riceve ora denaro che non lo ha più. Questo processo distrugge la classe creditrice, che si dimostra quindi incapace di fornire nuovi prestiti a chi ne fa richiesta.

Nel caso delle banche centrali che adottano politiche che producono iperinflazione, non c’è dubbio che i creditori siano rovinati se i mutuatari hanno il diritto di ripagare i prestiti con moneta di nuova emissione. Se non ci sono contratti d’oro o d’argento che disciplinano la restituzione dei prestiti, il creditore è impotente di fronte ai mutuatari che utilizzano moneta deprezzata per adempiere ai loro obblighi.

BREVI SEQUENZE DI IPERINFLAZIONE

Il fatto importante di tutta questa storia, con l’eccezione del Brasile, è questo: la possibilità di sfuggire al peso del debito è disponibile solo per un lasso di tempo relativamente breve ed è disponibile solo se il mutuatario ha il diritto di rimborsare il prestito in qualsiasi momento nella valuta nazionale. Ogni volta che queste due disposizioni non esistono, l’iperinflazione avvantaggia i mutuatari solo marginalmente a scapito dei creditori.
Considerate il più grande debitore di tutti: il governo degli Stati Uniti. Ha preso in prestito denaro dal fondo fiduciario del Medicare e della Previdenza Sociale. Il governo ha emesso obbligazioni non commerciabili a entrambi i fondi fiduciari. Questi IOU durano decenni. Non sono obbligazioni a breve termine.

Il governo è in grado di rimborsare solo le obbligazioni a breve termine acquistate dal pubblico. Non ha il permesso di rimborsare i titolari di obbligazioni a lungo termine prima della data di scadenza fissata.

Ciò pone il governo degli Stati Uniti in una posizione di notevole svantaggio rispetto ai creditori. Mentre per gli emettitori di obbligazioni societarie è possibile rimborsare i creditori in qualsiasi momento, questo non è possibile per il governo degli Stati Uniti. Inoltre,  la parte più consistente dei suoi debiti si riferisce a due programmi: Previdenza Sociale e soprattutto Medicare. Tali debiti non possono essere rimborsati con i soldi fiat, perché farlo comporterebbe ripagare i suoi debiti a lungo termine in anticipo. Questo non è possibile per il governo federale, a meno che lo stesso non cambi la legge. Se lo fa, sarebbe un’ammissione di sconfitta. Sarà un chiaro default.

Quando gli amministratori del fondo fiduciario della Previdenza Sociale o gli amministratori del fondo fiduciario del Medicare stimano gli obblighi di ogni programma, usano la cifra dei 75 anni. Parlano di ciò che è dovuto nel corso degli interi 75 anni. Questo significa che qualsiasi periodo di iperinflazione inferiore a 75 anni sarà insufficiente ad estinguere i debiti politici del governo degli Stati Uniti. Non può sottrarsi dall’obbligo di pagare ai cittadini pensionati quello che è dovuto loro durante l’intero periodo di tempo. L’iperinflazione consentirà alle aziende private di sottrarsi ai loro obblighi verso i creditori, ma non lo consentirà al governo federale. Il governo sarà in grado di sfuggire a tale peso negli anni peggiori dell’iperinflazione, ma quando l’iperinflazione finirà, e la banca centrale emetterà una moneta nuova, questo non risolverà il problema che affronterà il governo.

L’iperinflazione si conclude quando il denaro non vale nulla. A quel punto, il governo non può acquistare beni e servizi. Né lo possono fare i suoi dipendenti.

Il governo oggi deve affrontare un problema politico. Non solo ha emesso IOU non commerciabili al fondo fiduciario della Previdenza Sociale e al fondo fiduciario del Medicare. Ha fatto promesse specifiche all’intera forza lavoro. Queste promesse hanno la forza della legge. Inoltre non possono essere evase per mezzo di un breve periodo di espansione monetaria. E’ possibile che il governo per un breve periodo di tempo possa mettere le mani su denaro svalutato, ma ci sono scale mobili indicizzate al costo della vita nei pagamenti della Previdenza Sociale.

Inoltre, se il governo utilizza il denaro fiat per pagare gli operatori sanitari, e il denaro non copre il costo della fornitura delle cure sanitarie, questi ultimi andranno in bancarotta. Non è un bene per il governo ricorrere all’iperinflazione al fine di ridurre i costi della sanità. Se il governo tenta questa via, scoprirà che gli operatori sanitari si trasferiranno su un’altra linea di lavoro.

Tutti coloro che dicono che è inevitabile un’iperinflazione negli Stati Uniti non discutono mai di questo problema dei 75 anni di obblighi. Non precisano mai nel dettaglio come l’iperinflazione consentirà al governo degli Stati Uniti di sfuggire ai suoi obblighi. Questi obblighi si estendono per oltre 75 anni. Nessuna iperinflazione è mai durata più di 20 anni, e la maggior parte di esse non è mai durata più di tre anni. Così, la politica dell’iperinflazione spazza via la classe media e insieme a lei la maggior parte dei creditori che ha concesso denaro alle imprese in cambio di obbligazioni a lungo termine. Le corporazioni si limiteranno a pagare i bond con moneta deprezzata, e saranno quindi le proprietarie di qualunque asset produttivo che hanno acquistato con il denaro preso in prestito. Così, quando il governo andrà da potenziali creditori e chiederà un altro giro di debito, scoprirà che i creditori saranno troppo saggi per fornire questo credito.

Il debito on-budget degli Stati Uniti ha una durata media di circa otto anni. La Federal Reserve sta usando “l’operazione Twist” per acquistare una quantità maggiore di buoni del Tesoro a 30 anni. Ciò abbassa il tasso su questi titoli ed anche sui mutui emessi da Fannie Mae e Freddie Mac. Gli acquirenti privati di tali asset scopriranno che, in un periodo di iperinflazione, il valore di mercato di questi asset diminuirà. Il denaro, che non è molto, che il governo pagherà loro come interesse non comprerà granché. Il governo non può sbarazzarsi di questi debiti con un’iperinflazione. Può pagare bassi interessi su questi debiti solo durante il periodo di iperinflazione.

LE CIFRE DI KOTLIKOFF

Questo ci riporta al deficit nella categoria più importante: il debito fuori bilancio. Il pubblico è quasi completamente all’oscuro di questo debito. Esso  comprende principalmente le obbligazioni del governo per il Medicare, la Previdenza Sociale e le pensioni federali. Tali debiti si estendono per 75 anni, secondo i calcoli del governo: sono a lunghissimo termine.

Il Prof. Lawrence Kotlikoff della Boston University ha monitorato la crescita di questi debiti per diversi anni. Si basa sulle statistiche pubblicate dal Congressional Budget Office. Questa è legalmente un’organizzazione apartitica che è stata creata per fornire informazioni sui diversi aspetti del bilancio del governo.

All’inizio di Agosto, Kotlikoff e lo scrittore finanziario Scott Burns hanno pubblicato un articolo sull’aumento delle passività non finanziate del governo degli Stati Uniti. Secondo i dati emessi dal Congressional Budget Office, Kotlikoff ha concluso che nel corso degli ultimi 12 mesi vi è stato un aumento di $11 biliardi nelle passività non finanziate.

L’obbligo totale, al momento non finanziato, del governo federale nei confronti degli elettori è ora di $222 biliardi. Questo non vuol dire che, per l’intera vita del programma, il governo sarà a corto di $220 biliardi ma che quello è il loro valore attualizzato. Ciò significa che il governo dovrebbe mettere da parte questi soldi subito, investire questi soldi in progetti non-governativi che pagheranno un tasso positivo di ritorno, e quindi finanziare l’ammortamento di questo debito. Ho riportato le stime qui.

Il governo federale in questo momento ha un deficit on-budget di circa $1.2 biliardi. Spende circa $3.7 biliardi. Ma ha bisogno di $222 biliardi immediatamente per investirli nei mercati privati. E, naturalmente, non ha questi soldi. C’è anche la questione di quali mercati potrebbero assorbire un totale di $222 biliardi dalla sera alla mattina ed essere in grado di ottenere un tasso di rendimento costante, diciamo, del 5% l’anno? Semplicemente, non è possibile.

La cifre di Kotlikoff indicano che il governo federale ad un certo punto dovrà andare in default su ampie porzioni del debito a lungo termine. I numeri non mentono. I numeri di Kotlikoff sono più grandi della maggior parte delle stime, ma altri economisti hanno stimato il totale delle passività non finanziate a circa $90 biliardi. Questo numero è ingestibile tanto quanto i $222 biliardi.

Il Congresso degli Stati Uniti non è riuscito ad arrivare ad un accordo nel 2011 su come risolvere il deficit ufficiale da $1.2 biliardi l’anno. Il Congresso ha calciato il barattolo fino al primo Gennaio 2013. A quel punto, il governo dovrà tagliare la spesa, secondo l’accordo stipulato nel 2011. I tagli fiscali del 2002 di Bush scadranno a meno che il Congresso non li estenda.

E’ ovvio che il Congresso non sia riuscito ad arrivare ad un accordo per risolvere il problema del deficit annuale di $1.2 biliardi. Quello che Kotlikoff e Burns rivelano è qualcosa di molto più straordinario. Essi indicano che l’aumento effettivo del deficit federale negli ultimi 12 mesi è di 10 volte maggiore rispetto all’aumento del deficit ufficiale. Ciò significa che il processo di accumulo che sta avvenendo nelle passività non finanziate sovrasta il processo di accumulo che vediamo nelle statistiche on-budget.

Se le cifre di Kotlikoff non sono corrette, allora qualche economista del governo o qualche altro esperto dovrebbe pubblicare uno studio dettagliato della corretta metodologia per esaminare i dati diffusi dal Congressional Budget Office. Se ha commesso un errore, il pubblico merita di sapere quale sia stato questo errore e quale sia invece la risposta corretta. Ancora non sono a conoscenza di uno studio simile, ma forse sarà rilasciato presto. La domanda quindi sarà questa: fino a che punto Kotlikoff ha esagerato con le cifre? Se si scopre che si è sbagliato, diciamo, di $50 biliardi, la critica avrà ragione, ma sarà sostanzialmente irrilevante per la futura crisi del governo degli Stati Uniti.

Anche se Kotlikoff si è sbagliato di un centinaio di biliardi di dollari, diventerà chiaro che il Congresso è completamente incapace di affrontare questo problema politicamente. Non potrebbe raccogliere i fondi per equilibrare il bilancio se il bilancio è in aumento, diciamo, di $5 biliardi l’anno. La differenza tra $5 biliardi e $11 biliardi è enorme, ma irrilevante in relazione alla capacità del governo di affrontarla. Il governo non ha i soldi, né il libero mercato offre opportunità d’investimento sufficienti per consentire al governo degli Stati Uniti e a tutti gli altri governi Occidentali, compreso il Giappone, di risolvere il problema.

Questo non è semplicemente un problema Americano,  è il problema della civiltà Occidentale,  creato da ogni gruppo di politici nel mondo che ha fatto più promesse di quelle che ogni governo nazionale sarebbe stato in grado di mantenere in futuro.

Se le cifre di Kotlikoff sono sbagliate, ci dovrebbe essere clamore al Congresso sulla grandezza della sua falsa dichiarazione. Non vi è alcun clamore. Sentiamo il silenzio del Congressional Budget Office e anche il silenzio del Congresso in generale. Questo mi persuade del fatto che le cifre di Kotlikoff siano sufficientemente accurate, in modo che possiamo dare giudizi su ciò che è probabile che accada alla solvibilità del governo degli Stati Uniti e alla sua capacità di inviare assegni ogni mese ai suoi destinatari.

Kotlikoff e Burns non stimano l’anno in cui la crisi diventerà evidente. Non li biasimo. Non possiamo essere certi di questa data, perché non possiamo essere certi della politica della Federal Reserve. Possiamo essere certi di questo: non c’è modo per ripagare gli obblighi che il governo federale ha negoziato con gli elettori. Ha fatto finta di poter continuare a effettuare i suoi pagamenti in tempo, ma non ha mostrato come questo sarà possibile nel lungo periodo. Nel frattempo, milioni di baby boomer hanno iniziato ad andare in pensione.

IL FEDERAL RESERVE SYSTEM

La Federal Reserve non può risolvere il problema del debito a 75 anni che ha passività non finanziate nel presente per $222 biliardi. Non c’è modo con cui il governo degli Stati Uniti possa risolvere questo problema senza andare in default. Quindi, non serve che la Federal Reserve adotti una politica di iperinflazione, che è necessaria per distruggere i debiti ai vari livelli del governo degli Stati Uniti.

La Federal Reserve può optare per l’inflazione di massa. Per inflazione di massa, ho in mente tassi dei prezzi al consumo in aumento del 25% o giù di lì. Non abbiamo mai visto una cosa del genere in tempo di pace in America, ma è possibile. Consentirà al Congresso di vendere parte del suo debito da rinegoziare mentre questo giunge a scadenza. La scadenza media del debito federale è ora di circa otto anni.

Questo non risolve il problema principale, che sono le passività non finanziate del governo federale per quanto riguarda i programmi di pensionamento a lungo termine. La banca centrale potrebbe iperinflazionare per alcuni anni, e permettere al Congresso di calciare il barattolo per altri tre o quattro anni. Ma questo non risolverà il problema fondamentale che deve affrontare il governo federale, vale a dire, mantenere fede a delle promesse di gran lunga oltre la sua capacità di realizzarle.

Anche gli economisti della Federal Reserve ne sono consci come me. Mi chiedo: Quale possibile incentivo può esistere per la Federal Reserve nel portare il valore del denaro a zero, quando gli obblighi politici del sistema di pensionamento sopravvivranno al periodo di iperinflazione? Qual è il vantaggio della Federal Reserve nell’iperinflazionare l’offerta di moneta?

Forse lo farebbe al fine di intervenire e salvare grandi banche di New York, ma i loro obblighi sono minimi rispetto agli obblighi complessivi del governo degli Stati Uniti

Sono convinto che, a meno che il Congresso non deciderà di nazionalizzare la Federal Reserve, essa non adotterà una politica di iperinflazione. Andrebbe a scapito del sistema bancario in generale.

CONCLUSIONE

È per questo che non mi convincono coloro che dicono che l’iperinflazione negli Stati Uniti sia inevitabile. Non credo che sia inevitabile. Penso che il default sia inevitabile, ma non penso che debba essere un default da iperinflazione. Questo perché il governo non può fuggire ai suoi obblighi usando denaro fiat. Non può andare in default utilizzando l’iperinflazione, perché l’iperinflazione durerà solo pochi anni, ma gli obblighi dureranno per i prossimi 75 anni. In altre parole, il default sarà molto più aperto. Il governo sarà costretto a rinnegare le promesse fatte alla stragrande maggioranza delle persone che sono ora dipendenti dal governo federale per il loro reddito da pensione, ed andrà anche in default per i lavoratori che sono ancora nel mondo del lavoro, che stanno pagando ogni giorno per la Previdenza Sociale e per il Medicare.

Chiunque dica che l’iperinflazione sia inevitabile deve presentare le prove sul modo in cui l’iperinflazione consentirà al governo degli Stati Uniti di sottrarsi agli obblighi politici delle promesse che ha fatto ai pensionati.

Se il Congresso nazionalizza la FED, allora potremmo avere iperinflazione, solo per soddisfare gli attuali conti. Ma questo non risolverà il problema di lungo termine: le passività non finanziate del governo. Dopo che la moneta morirà, il debito sarà ancora lì.

Articolo di Gary North su Mises.org

Traduzione di Francesco Simoncelli

Articolo precedente:

Articolo successivo: