La visione Hayekiana liberale è coerente?

Ho letto “Ricostruendo la Repubblica Commerciale” di Stephen Elkin (Reconstructing the Commercial Republic , Chicago 2006) e ho trovato questo libro veramente interessante, nonostante il mio finale disaccordo con le critiche al progetto di liberalismo classico. Lo raccomando a tutti coloro si considerano vicini al filone dell’economia politica tradizionale di von Hayek e Buchanan.

Un argomento importante nel libro riguarda ciò che si può indicare con l’espressione “mantenimento costituzionale”. Elkin intuisce che, a meno di incentivi specifici e potenti costruiti in un sistema di vincoli, il mantenimento costituzionale è destinato a decadere.

Elkin usa questo argomento per criticare il progetto di von Hayek in La Costituzione della libertà e anche in Legge, Legislazione e Libertà. I suoi argomenti critici verso von Hayek, egli sostiene, possono essere ugualmente diretti alle idee di Richard Epstein, James Buchanan e Milton Friedman.

In definitiva, suggerisce che la formulazione astratta della rule of law, dei principi di giusta condotta e del contrattualismo costituzionale non indirizzino le realtà politiche di cittadinanza e le stesse istituzioni. Von Hayek, secondo Elkin, non ha una teoria istituzionale e costituzionale limitativa riguardo all’azione sé; semplicemente, richiama restrizioni che le persone decidono di applicare a loro stesse volontariamente.

Le sue critiche sono più profonde in realtà: toccano la natura stessa di “apprendimento” e “risposta” cui i cittadini si trovano di fronte in un ordine liberale à la von Hayek (oppure, alla sua interpretazione non esposta, nella quale essi non possono imparare). Da quando il laissez-faire dei liberali classici, Elkin afferma, inizia a diffidare delle leggi approvate in un sistema democratico di auto-governo, è impossibile, per esso, rivolgersi al popolo stesso come parte della soluzione – ciò che dovrebbe accadere, invece, nel caso di comprensione cittadina della necessità di vincoli costituzionali.

In breve, Elkin reputa l’intero progetto liberale classico fragile. Siamo agli antipodi della mia visione sullo sforzo di von Hayek (e Buchanan) nel trovare un modello istituzionale per un ordine politico ed economico duraturo.

So che molti dei miei precedenti studenti – Chris Coyne, Pete Leeson, Ben Powell e Ed Stringham – sono arrivati alla conclusione, durante le nostre estese letture e accese discussioni sui progetti di von Hayek e Buchanan, che il concetto stesso  di “costituzione vigorosa” sia un non-sense, poiché le costituzioni rappresentano, ottimisticamente, il punto focale attorno cui gli individui di una particolare società possono coordinarsi.

L’idea di costituzione come fonte di eventi politici e sociali sarebbe illusoria; personalmente, ritengo sia sì elusiva ma non illusoria. L’idea di un ordine costituzionale definito da un insieme di leggi mirate a restringere il potere politico, con controlli ed equilibri istituzionali atti a rinforzare quegli stessi vincoli alle azioni di governo, costituisce ancora, in realtà, un vivo programma di ricerca in economia, per quanto ne sappia.

Frenare la capacità predatoria di attori privati, come pubblici, è necessario per vivere meglio insieme e capire i guadagni sociali derivanti dalla cooperazione in un ambiente caratterizzato dalla divisione del lavoro, che la modernità ci ha presentato in blocco. Senza tali regole vincolanti, la capacità produttiva del genere umano non può essere compresa e i guadagni dal commercio e dell’innovazione saranno abbandonati sul percorso.

Von Hayek in Legge, legislazione e libertà si affida al progetto costituzionale dei Padri Fondatori USA come nobile e degno progetto che, alla fine, è fallito. Il sentiero verso il libertarismo radicale, quindi, prevede un progetto di liberalismo classico e costituzionale di governo limitato.

Noi dobbiamo pensare non dogmaticamente ad un coerente sistema di governo per una società di individui liberi e responsabili, che possono partecipare e beneficiare da una società commerciale basata sui diritti di proprietà privata, sul calcolo economico del libero mercato, sulla contabilizzazione dei profitti e delle perdite e, per chi vi viva attivamente, su comunità che assecondino i capricci soggettivi in settori come quello sanitario, della sicurezza e del benessere.

Un recupero della società dallo Stato è richiesto a un livello pratico ma questa intenzione di risanamento richiede, altresì, riflessione filosofica e giustificazione teorica.

E’ il momento di indossare l’elmetto e il libro di Elkin compie un lavoro eccellente di induzione alla riflessione su tali questioni di auto-governo democratico, obblighi di cittadinanza e mantenimento costituzionale.

Articolo di Peter Boettke su Coordinationproblem.org

Traduzione di Alessandro Puzielli