Lavorare nel mondo sommerso | Parte I

C’è un mondo in fibrillazione ed eclissato dove negoziazioni e prestazioni d’opera hanno luogo senza la formalizzazione della documentazione richiesta dall’istituzione tributaria e sono compensate con la moneta più liquida che c’è, difficilmente tracciabile dalla macchina burocratica dello stato. Questo mondo si chiama economia sommersa. Ed è antico quanto il governo. Fa parte della natura umana, che identifica l’essere umano come un individuo che seleziona tra alternative. Davanti alla prospettiva dell’operato ispettivo degli agenti fiscali, l’uomo potrebbe scegliere il mondo sommerso.

Nell’antichità, la maggioranza dei governanti erano tiranni che decidevano quali dovessero essere le leggi e opprimevano i loro sudditi. Stabilivano prezzi legali ed “equi” per il lavoro e i beni. E imponevano questi prezzi discrezionalmente e ricorrendo al terrore. Le persone o pativano la degradazione o si arrischiavano a fuggire in qualunque modo e verso qualunque luogo. Molti sceglievano il mondo sommerso o emigravano in cerca di condizioni meno soffocanti. Sfidavano gli editti delle dinastie egizie e degli imperatori romani. Sfidavano le intimazioni dei signori feudali. Incrollabile nella sua natura, l’uomo agente è costantemente influenzato dal mondo intorno a sé e costantemente reagisce alle sollecitazioni o imposizioni del mondo.

Nella nostra era, l’uomo è nuovamente un suddito sotto l’occhio inquisitore del governo. Suggestionato da antiche nozioni e superstizioni, l’uomo continua a dipendere dalle prescrizioni e dai regolamenti dei governanti. Quando l’intervento della struttura governativa non lo soddisfa più o lo danneggia, egli è lento nell’abbandonare queste nozioni e superstizioni. Può aggrapparsi ad esse con irriducibile ostinazione, ma può anche evitare gli effetti nocivi trasgredendo, evadendo e fuggendo. Può scegliere la via del “mercato nero”, dove le transazioni economiche violano il controllo dei prezzi e le misure razionatrici. O può anche scendere nel mondo sommerso dove gli editti politici sono ignorati e l’esigibilità fiscale è aggirata attraverso negoziazioni verbali e pagamenti in denaro contante.

L’economia del mondo sommerso deve essere distinta nettamente e inequivocabilmente dalle attività criminali di quello stesso mondo. Ai funzionari governativi piace massificare. Essi sono sempre desiderosi di generalizzare, accomunando organizzazioni criminali e produttori sommersi. Sia le organizzazioni criminali sia i produttori sommersi deliberatamente violano determinate direttive di funzionamento del sistema sociale e sfidano l’autorità politica. Ma differiscono radicalmente nel ruolo sociale. Il mondo sommerso ospita criminali che, dediti a corruzione, frode ed estorsione, affliggono intenzionalmente la società, ma consiste anche di cittadini rispettosi della legge che cercano rifugio dagli abusi del governo. Sono datori di lavoro e lavoratori che, offrendo servizi senza placet governativo o bolla identificativa, non informano l’autorità pubblica sui loro affari.

Le attività sommerse possono essere divise in quattro categorie:

– attività il cui profitto non è dichiarato all’autorità tributaria;

– produzione che viola una o più disposizioni governative, quali concessione statale dell’autorizzazione a produrre, regolamentazione dei prezzi dei beni e dei servizi offerti dalle public utility, provvedimenti in materia di accertamento, legislazione relativa ai marchi, al lavoro, al sistema bancario, alla moneta, normazione dell’agricoltura, controllo delle esportazioni e delle importazioni, controllo della produzione e della distribuzione di energia, etc. Evasione o non evasione delle tasse, chi contravviene a queste disposizioni nascondendosi all’ossessione indagatrice degli ispettori governativi è fuori legge;

– attività economica esercitata da persone che beneficiano del welfare. La loro libertà di lavorare è fortemente condizionata;

– attività produttiva esercitata da stranieri irregolari [1]. Anche nell’ipotesi paghino la tassa sul reddito e altre tasse, se uscissero dal mondo sommerso sarebbero espulsi dal Paese.

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Note

[1] T1 illegal aliens. Un illegal alien è un forestiero senza visto o con visto scaduto in un Paese che richiede l’autorizzazione ufficiale a soggiornarvi, o nel caso il Paese in cui sitrova non necessiti di tale autorizzazione, un forestiero che ha superato il periodo consentito di soggiorno. Libey

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Hans F. Sennholz

Testo originale

Traduzione di Stefano Libey Musumeci

Con i suoi contributi, traduzioni o testi originali, Stefano Libey Musumeci vuole rispondere alla necessità di individuare il funzionamento della realtà. L’autore ritiene che l’approccio logico costituisca il modo migliore per comprendere il mondo. L’approccio logico può solidamente svilupparsi soltanto attraverso una visione polimatica, cioè volgendo costantemente lo sguardo verso molteplici ambiti del sapere. Infatti, la dedizione a diversi ambiti scientifici permette di trovare tra differenti dinamiche analogie, che in assenza di interdisciplinarietà non sarebbero mai trovate. Solamente in questa maniera, cioè attraverso una visione polimatica, attraverso l’amore per il sapere nel suo complesso, è possibile enucleare la logica che sottende il mondo.

Per soddisfare l’esigenza di comprendere la realtà, i polimatici Stefano Libey Musumeci (s.libey@re-think-now.com) ed Émilie Ciclet (e.ciclet@re-think-now.com) hanno fondato l’iniziativa RE-THINK NOW, dove legge ed economia incontrano logica, ontologia (teoria dell’esistenza) ed epistemologia (teoria della conoscenza).

Libey cura il weblog filosofico-poetico StefanoLibey.