Inflazione | Lezione IV – Parte I

Se l’offerta di caviale fosse MisesPosterabbondante come quella di patate, il prezzo del caviale, cioè il rapporto di cambio tra caviale e moneta o caviale e altre commodities, cambierebbe considerevolmente. Nel caso di un aumento dell’offerta di caviale, sarebbe possibile avere caviale a un prezzo inferiore rispetto a quello pagato attualmente. Similmente, se la quantità di moneta aumenta, il potere d’acquisto dell’unità monetaria diminuisce e anche la quantità di beni ottenibili in cambio di un’unità di tale moneta decresce.

Quando nel secolo XVI furono scoperti in America oro e argento, enormi quantità di tali metalli preziosi furono trasportate in Europa. Il risultato dell’incremento della quantità di moneta fu un incremento dei prezzi europei. Parimenti oggi, quando un governo aumenta la quantità di cartamoneta, il risultato è il declino del potere d’acquisto dell’unità monetaria. E i prezzi aumentano di conseguenza. Questo stato di cose è chiamato inflazione.

Purtroppo negli Stati Uniti, e in altri Paesi, alcuni preferiscono attribuire la causa dell’inflazione non all’incremento della massa monetaria, ma all’incremento dei prezzi.

Ad ogni modo, non c’è mai stata una seria argomentazione contro la connessione tra prezzi e massa monetaria, o il rapporto di cambio tra moneta e altri beni, commodity e servizi. Nello stato tecnologico corrente non c’è niente di più facile che fabbricare pezzi di carta inchiostrati con determinate denominazioni di importo. Negli Stati Uniti, dove tutte le note hanno le medesime dimensioni, al governo la stampa di un biglietto da mille dollari o di un biglietto da un dollaro costa la stessa cifra. È una procedura di stampa che richiede la medesima quantità di carta e inchiostro.

Nel secolo XVIII, quando furono fatti i primi tentativi di emettere banconote, conferendo a queste banconote la qualità di valuta legale, cioè il diritto di essere onorate nello stesso modo in cui monete d’oro e d’argento erano onorate, i governi e le nazioni ritenevano che i banchieri disponessero di una scienza segreta per la creazione di ricchezza dal nulla. Quando i governi del secolo XVIII erano in difficoltà, pensavano che tutto quello di cui avevano bisogno fosse un banchiere brillante al coordinamento della gestione finanziaria.

Alcuni anni prima della Rivoluzione Francese, quando la monarchia francese era in difficoltà, il re trovò un banchiere brillante e gli assegnò una carica di prestigio. Costui era, sotto ogni aspetto, altro da quelli che fino ad allora avevano governato la Francia. Innanzitutto non era francese; era svizzero, di Ginevra: Jacques Necker. Inoltre, non era aristocratico; era cittadino comune. E, estremamente importante per la Francia del secolo XVIII, non era cattolico; era protestante. Monsieur Necker, padre della celebre Madame de Staël, divenne così ministro delle finanze e tutti si aspettavano che risolvesse i problemi finanziari della Francia. Ma nonostante l’elevato grado di fiducia, le casse reali rimasero vuote. L’errore più grave di Necker fu l’aver tentato di finanziare il supporto ai coloni americani nella loro guerra di indipendenza dall’Inghilterra senza alzare le tasse. Voler risolvere i problemi finanziari della Francia senza inasprire la tassazione fu indubbiamente un errore.

Non ci sono vie segrete alla soluzione della crisi finanziaria di un governo. Se un governo necessita di denaro, deve ottenerlo tassando i cittadini o, in condizioni particolari, prendendolo in prestito da coloro che lo hanno. Molti governi però, la maggior parte dei governi, sono dell’avviso che esista un altro modo per ottenere il denaro necessario: stampandolo.

Se il governo vuole fare qualcosa di benefico, se per esempio vuole costruire un ospedale, il modo per reperire i fondi necessari alla realizzazione del progetto consiste nel tassare i cittadini e costruire l’ospedale con le entrate fiscali. Non avrà luogo alcuna rivoluzione dei prezzi, perché quando il governo miete denaro per la costruzione di un ospedale, i cittadini, avendo pagato le tasse, sono obbligati a ridurre le loro spese. Il contribuente dovrà consumare meno, investire meno o risparmiare meno. Il governo, comparendo nel mercato come compratore, sostituisce il cittadino. Il cittadino compra meno, ma il governo compra di più. Naturalmente, il governo non sempre compra gli stessi beni che i cittadini avrebbero comprato. Dato però che quanto è avvenuto è un trasferimento di denaro dai contribuenti al governo, e non un aumento della massa monetaria nel sistema, i prezzi non cresceranno.

Ho scelto l’esempio dell’ospedale perché l’uomo comune generalmente sostiene che la destinazione d’uso del denaro fa la differenza. Voglio pertanto assumere che il governo usi il denaro sempre per i fini migliori, fini che tutti noi non possiamo non approvare. Infatti, non è il modo in cui il denaro è speso a determinare quell’effetto che chiamiamo “inflazione” e che la maggior parte del mondo non vede positivamente. È il modo in cui il governo ottiene il denaro a determinare inflazione.

Per esempio, non inflazionando, il governo potrebbe usare la moneta prelevata fiscalmente per nuove assunzioni o per elevare i salari di chi già lavora per lo Stato. Queste persone, i cui stipendi sono aumentati, possono ora comprare di più. Quando il governo tassa i cittadini e usa il denaro prelevato per incrementare gli stipendi del suo personale, i contribuenti hanno meno denaro da spendere, ma il personale pubblico ne ha di più. Poiché quanto è avvenuto è un trasferimento di denaro, e non creazione di denaro, i prezzi non cresceranno.

Se il governo però non ricorre alla moneta fiscale, ma alla stampa di nuova cartamoneta, significa che ci saranno alcuni con più denaro mentre tutti gli altri continueranno a disporre di una quantità immutata. Pertanto coloro che hanno ricevuto la moneta di nuova creazione competeranno con quanti erano già compratori. E poiché la quantità di beni in commercio non è aumentata, ma la moneta lo è, e poiché ci sono ora più persone che possono comprare di più oggi di quanto non potessero comprare ieri, avremo una maggiore domanda volta alla medesima quantità di beni. La qual cosa determinerà un incremento dei prezzi. Tale incremento non può essere evitato. Qualunque sia il proposito d’uso della moneta di nuova creazione, i prezzi saliranno.

Di fondamentale importanza è il fatto che la tendenza al rialzo si svilupperà gradualmente. Tale tendenza non corrisponde a un generale movimento verso l’alto di quello che comunemente è chiamato livello dei prezzi. L’espressione livello dei prezzi non dovrebbe mai essere usata.

Quando si parla di livello dei prezzi, si pensa inevitabilmente al livello di un liquido che sale o scende in accordo con l’incremento o il decremento della quantità di liquido. Ma mentre il livello del liquido crescerà o decrescerà sempre omogeneamente, riguardo ai prezzi non possiamo dire lo stesso. Non esiste un livello dei prezzi. I prezzi cambiano non in modo da realizzare una omogeneità di incremento o decremento. Ci sono sempre prezzi che cambiano più rapidamente, salendo o scendendo più rapidamente degli altri. Questa disomogeneità ha una ragione.

Consideriamo il caso di un impiegato pubblico che ha ricevuto parte della moneta di nuova creazione. Le persone non comprano oggi esattamente gli stessi beni e nella medesima quantità di ieri. La moneta addizionale che il governo ha stampato e immesso nel mercato non è usata per comprare tutti i beni e tutti i servizi. Essa è usata per l’acquisto di certi beni, i cui prezzi salgono, mentre i prezzi degli altri beni rimangono imvariati. Pertanto, quando l’inflazione comincia, le persone sono implicate nel processo inflattivo in modi diversi. Coloro che maneggiano il nuovo denaro per primi ottengono un temporaneo beneficio.

Quando il governo inflaziona per guerreggiare, deve comprare munizioni, e i primi ad avere la moneta addizionale sono gli imprenditori bellici e i lavoratori da loro assunti. Gli imprenditori e i lavoratori dell’industria bellica sono avvantaggiati: hanno maggiori profitti e maggiori stipendi. Il business della guerra avanza perché le persone che operano nel settore bellico sono le prime ad aver ricevuto la moneta di nuova creazione. E poiché dispongono ora di più denaro, essi comprano. Inoltre, comprano da chi sta fabbricando e vendendo beni che gli imprenditori e i lavoratori dell’industria bellica vogliono.

Queste altre persone, cioè coloro dai quali gli imprenditori e i lavoratori dell’industria bellica comprano, formano un secondo gruppo. Le persone di questo secondo gruppo ritengono che l’inflazione sia benefica al loro business. Perché non dovrebbe essere benefica? Non è meraviglioso vendere di più? Per esempio, il proprietario di un ristorante ubicato nei pressi di una fabbrica di munizioni dice:

“È fantastico. Gli operai della fabbrica di munizioni hanno più denaro. Sono in numero maggiore adesso. E sono tutti clienti del mio ristorante. La cosa mi rende molto felice”.

Il proprietario del ristorante non potrebbe provare sentimenti diversi. Questa è la situazione. Coloro che ricevono per primi il denaro hanno un reddito superiore e possono acquistare beni e servizi ai prezzi antecedenti all’iniezione di moneta. Quindi, queste persone sono notevolmente avvantaggiate. L’inflazione procede a gradi, da un gruppo di persone all’altro. E tutti quelli che ricevono il denaro nella fase iniziale dell’inflazione sono beneficiati perché possono comprare beni a prezzi che non sono ancora mutati.

Ci sono però altri gruppi di popolazione che ricevono la moneta addizionale molto più tardi. Queste persone sono decisamente svantaggiate. Prima che la moneta di nuova creazione le raggiunga sono obbligate a pagare prezzi più elevati per alcuni o per tutti i beni desiderati, mentre il loro reddito non è cambiato o non è cresciuto armonicamente con i prezzi.

Si consideri per esempio un Paese come gli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale. Da una parte, l’inflazione favoriva la monodopera bellica, l’industria bellica e i fabbricanti d’armi, mentre dall’altra danneggiava altri gruppi della popolazione. Insegnanti e sacerdoti erano quelli che l’inflazione colpiva di più.

Come sappiamo, un sacerdote è una persona molto modesta al servizio di Dio e deve limitare il proprio interessamento per il denaro. Parimenti, gli insegnanti non sono particolarmente inclini al denaro, essendo invece tesi a educare le giovani generazioni. Insegnanti e sacerdoti erano, quindi, i bersagli più penalizzati dall’inflazione: era troppo tardi quando scuole e chiese compresero che gli stipendi dovevano essere adeguati all’inflazione. Quando gli amministratori ecclesiastici e i dirigenti delle imprese scolastiche si resero conto che occorreva alzare lo stipendio di sacerdoti e insegnanti, le perdite subite non potevano essere cancellate.

Per lungo tempo, insegnanti e sacerdoti dovettero comprare meno di quanto non comprassero prima dell’iniezione monetaria. Dovettero ridurre i loro consumi, adattandosi a cibi più economici e di minore qualità. Dovettero inoltre comprare meno vestiti perché i prezzi dell’abbigliamento erano rincarati mentre i loro redditi (i loro stipendi) non si erano ancora accordati all’inflazione monetaria (questa situazione è oggi cambiata notevolmente, almeno per gli insegnanti).

L’inflazione opera quindi in modo differente a seconda dei gruppi della popolazione. Per alcune persone l’inflazione non è negativa. Queste persone chiedono perfino che non si smetta di iniettare nuova moneta nel sistema: dall’iniezione di moneta hanno solo vantaggi.

Immissioni di nuova moneta presentano persone che sono favorite e ne traggono vantaggio. Queste persone non sono da biasimare. La responsabilità è da ascrivere al governo. Infatti, è il governo ad avere avviato la politica inflazionistica. Inoltre, ci sono sempre persone che appoggiano operati inflazionistici perché così hanno il vantaggio di sapere quello che succederà prima degli altri. I loro benefici sono dovuti al fatto che necessariamente l’inflazione “agirà” disomogeneamente nel sistema.

Il governo può ritenere che l’inflazione, come modalità per mietere risorse finanziarie, sia migliore della tassazione, che è sempre impopolare e di difficile attuazione. In molte nazioni ricche, i legislatori discutono sovente, a lungo, intorno ai nuovi tributi da implementare per soddisfare l’esigenza di incrementare la spesa pubblica. La deliberazione finale è spesso l’attuazione di una politica inflazionistica.

Naturalmente, la parola inflazione non è usata. Il politico al potere che vuole inflazionare non annuncia di essere sul punto di attuare una politica inflattiva. Le procedure tecniche adottate per mettere in atto l’inflazione sono talmente complicate che il cittadino medio non si rende conto che l’inflazione è cominciata.

Una delle più severe inflazioni della storia fu quella del Reich dopo la Prima Guerra Mondiale. L’inflazione non era tanto grave durante la guerra. Fu l’inflazione postbellica a portare la catastrofe. Il governo non disse che stava per inflazionare. Prese denaro in prestito dalla banca centrale senza domandare come la banca centrale si procurasse il denaro. Il denaro era, semplicemente, stampato.

Oggi le tecniche inflattive sono complicate dalla presenza della moneta scritturale, la moneta bancaria: l’inflazione oggi consiste in tecniche diverse da quelle di un tempo. Tuttavia il risultato non cambia: con il tocco di una penna il governo crea moneta fiat, aumentando così la quantità di credito e di moneta nel sistema. Il governo ordina la creazione e la moneta fiat appare.

Al governo non importa che alcuni gruppi della popolazione soffrano perdite né che i prezzi salgano. Il legislatore ritiene che l’iniezione monetaria sia un metodo sorprendentemente desiderabile. Tuttavia, questo metodo sorprendentemente desiderabile presenta una debolezza profonda: non può durare. Se l’inflazione potesse durare all’infinito, sarebbe totalmente inconcludente ammonire i governanti sulla pericolosità dell’inflazione. Ma la certezza riguardo all’inflazione è che presto o tardi deve cessare. La politica inflattiva non può durare.

Nel lungo periodo l’inflazione si esaurisce con il collasso della valuta. Catastrofe. Ricordiamo la Germania nel 1923. L’1 agosto 1914 il valore del dollaro statunitense era quattro marchi e venti pfennig. Nove anni e tre mesi dopo, nel novembre 1923, il dollaro era agganciato a 4,2 trilioni di marchi. In altre parole, il marco non valeva niente. Esso non aveva più alcun valore.

Alcuni anni fa, un celebre autore, John Maynard Keynes, scrisse che «nel lungo termine siamo tutti morti». È vero. Ma la domanda è: quanto breve o lungo sarà il breve termine? Nel secolo XVIII, Madame de Pompadour, famosa per il motto «Aprés nous le déluge» (Dopo di noi il diluvio), fu contenta di morire nel breve periodo. Il suo successore, Madame du Barry, superò il breve periodo per essere decapitata nel lungo periodo. Per molti, il lungo periodo diventa il breve periodo. E più a lungo dura l’inflazione, meno lontano è il breve periodo.

Quanto può durare il breve periodo? Quanto a lungo può una banca centrale continuare a iniettare moneta? Probabilmente finché la gente crede che il governo, presto o tardi, ma sicuramente non troppo tardi, smetterà di stampare moneta, smettendo di svalutare ogni unità monetaria.

Quando le persone non credono più che il governo smetterà di stampare (svalutare) moneta, allora cominciano a comprendere che i prezzi domani saranno più alti rispetto a oggi. Allora cominciano a comprare a qualunque prezzo, elevando i prezzi tanto da collassare il sistema monetario.

Il mondo guardava la Germania. Molti libri hanno descritto gli eventi di quel periodo (sebbene io non sia tedesco, ma austriaco, ho vissuto tutto dall’interno: la situazione austriaca non differiva tanto da quella tedesca. E le condizioni di molti altri Paesi europei non erano dissimili). Per parecchi anni, il popolo tedesco credette che l’inflazione fosse solo una circostanza passeggera, che prima o poi si sarebbe conclusa. Lo credettero per quasi nove anni, fino all’estate del 1923, quando cominciarono a dubitare. Con l’avanzare dell’inflazione, la gente ritenne saggio comprare qualunque cosa, anziché tenere il denaro. Inoltre, la gente pensò che fosse meglio essere debitori che creditori. E l’inflazione alimentava altra inflazione.

Ludwig von Mises

Tratto da Economic Policy: Thoughts for Today and Tomorrow.

Traduzione di Stefano Libey Musumeci

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Con i suoi contributi, traduzioni o testi originali, Stefano Libey Musumeci vuole rispondere alla necessità di individuare il funzionamento della realtà. L’autore ritiene che l’approccio logico costituisca il modo migliore per comprendere il mondo. L’approccio logico può solidamente svilupparsi soltanto attraverso una visione polimatica, cioè volgendo costantemente lo sguardo verso molteplici ambiti del sapere. Infatti, la dedizione a diversi ambiti scientifici permette di trovare tra differenti dinamiche analogie, che in assenza di interdisciplinarietà non sarebbero mai trovate. Solamente in questa maniera, cioè attraverso una visione polimatica, attraverso l’amore per il sapere nel suo complesso, è possibile enucleare la logica che sottende il mondo.

Per soddisfare l’esigenza di comprendere la realtà, i polimatici Stefano Libey Musumeci (s.libey@re-think-now.com) ed Émilie Ciclet (e.ciclet@re-think-now.com) hanno fondato l’iniziativa RE-THINK NOW, dove legge ed economia incontrano logica, ontologia (teoria dell’esistenza) ed epistemologia (teoria della conoscenza).

Libey cura il weblog filosofico-poetico StefanoLibey.