Un sistema bancario che inventa le riserve

Continuiamo con l’anticipazione dell’edizione italiana dell’opera Banking and the Business Cycle di C. A. Phillips, T. F. McManus e R. W. Nelson.

Proponiamo il capitoletto Reserve Banking Inherently Inflationistic (9), contenuto nel capitolo II Generating the Great Depression.

Qui trovi la prima anticipazione.

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Acronimi
FRA = Federal Reserve Act
FRB = Federal Reserve Bank

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9. Un dispositivo di riserva bancaria essenzialmente inflazionistico

banking and the business cycleIndipendentemente dalla riduzione dei requisiti di riserva, la creazione di un sistema di centralizzazione bancaria determinò un’amplificazione della riserva di base. Questo avvenne a causa del fatto che un sistema di centralizzazione bancaria opera per la diluizione del contante, in modo che le riserve siano effettivamente potenziate. In un sistema privo di bankers’ banking, le riserve consistono di denaro legale nelle camere blindate delle singole banche. In un sistema basato sulla centralizzazione bancaria, invece, le riserve legali per le member bank esistono semplicemente come deposit liability delle bankers’ bank. Quando il FRA e l’Emendamento del 21 giugno 1917 richiesero alle member bank il trasferimento delle loro riserve alle FRB, queste riserve divennero effettivamente riserve per le FRB, e il trasferimento originò depositi a credito delle member bank. Queste liability in forma di depositi dovute alle member bank da parte delle FRB parimenti assunsero il ruolo di riserve per le member bank. Contro tali depositi, alle FRB fu richiesto di detenere soltanto una riserva frazionaria, pari a non più del 35% delle liability in forma di depositi. La differenza, cioè il 65%, costituiva riserve libere o in eccesso per le FRB, sulla base delle quali le FRB potevano concedere prestiti alle member bank, accrescendo i depositi detenuti da queste presso le FRB. E poiché questi accresciuti depositi presso le FRB rappresentavano accresciute riserve per le member bank, queste ultime erano in grado di accrescere i loro depositi mediante l’erogazione di prestiti addizionali ai loro clienti. [1] Quindi, è evidente che la centralizzazione bancaria è essenzialmente inflazionistica, almeno durante il periodo successivo alla sua introduzione, a causa della maggiore espansione creditizia che tale sistema rende possibile a partire da un dato ammontare di riserve.

Così, se alle banche commerciali prima dell’inaugurazione di un sistema di bankers’ banking è richiesto di detenere una riserva media, supponiamo, del 10% contro liability in forma di depositi, i loro depositi possono essere 10 volte quella riserva, cioè le banche commerciali possono espandere credito approssimativamente decuplicandolo. Con le riserve delle banche commerciali trasferite alle FRB, e con le FRB obbligate a detenere una riserva pari a non più del 35% contro le liability in forma di depositi dovute alle member bank, l’espansione del credito può, al massimo grado, procedere approssimativamente a una moltiplicazione pari a 30 volte l’ammontare delle riserve. Abbiamo così visto che l’installazione di un sistema di centralizzazione bancaria ha dilatato il precedente potere espansivo di praticamente tre volte, in aggiunta al raddoppiamento dell’espansibilità determinato dalla riduzione dei requisiti di riserva previsti dal FRA.

Facciamo un esempio. Supponiamo che le riserve totali di contante di tutte le banche commerciali prima dell’introduzione della centralizzazione bancaria ammontassero a $1 mld. Sulla base di queste riserve, e con il previsto requisito minimo di rapporto di riserve contro depositi del 10%, il sistema bancario potrebbe espandere credito fino a $10 mld. Ora supponiamo che venga istituito il Federal Reserve System e che tutte le riserve siano trasferite nelle camere blindate delle nuove FRB, dove tali riserve diventano depositi a credito delle (e al tempo stesso sono calcolate come riserve per le) member bank. Contro questo miliardo di dollari di depositi le FRB devono detenere una riserva di contante minima del 35%, cioè $350 mln. Il resto del miliardo di dollari di contante, cioè $650 mln, diventa riserva in eccesso per le FRB. Sulla base di questa riserva in eccesso le FRB possono accrescere i loro depositi, e quindi le nuove riserve delle member bank, per un ammontare massimo di approssimativamente $1,9 mld. Possono fare questo su richiesta delle member bank, riscontando per loro eligible commercial paper [2], o concedendo loro prestiti diretti, opportunamente collateralizzati. Le FRB possono anche espandere depositi in base alla loro propria iniziativa, attraverso quelle che sono note come “operazioni di mercato aperto”, cioè l’acquisto di obbligazioni governative e altre security nel “mercato aperto” [3]. L’acquisto di queste security accresce le riserve delle member bank accrescendo i loro depositi presso le FRB, nello stesso modo in cui le member bank accrescono i loro stessi depositi a credito dei loro clienti quando questi acquistano obbligazioni, processo che abbiamo descritto in precedenza nel nostro studio.

Se i proventi totali di questi prestiti (o di queste acquisizioni di obbligazioni) sono lasciati dalle member bank in deposito presso le FRB, le riserve legali delle member bank sono accresciute di quell’ammontare, cioè di $1,9 mld. In altre parole, le FRB hanno ora $2,9 mld in depositi a credito delle member bank (contro i quali esse hanno il miliardo di dollari come riserva, cioè un rapporto di riserve contro depositi del 35%), o, viceversa, le member bank dispongono ora di $2,9 mld in riserve legali, sulla base delle quali è possibile per loro espandere credito fino a un massimo di $29 mld. In virtù di queste nuove riserve di $1,9 mld, la cui esistenza è ascrivibile direttamente e interamente all’installazione e all’operatività di un sistema di bankers’ banking, le member bank possono ora aggiungere $19 mld di nuovo credito ai $10 mld che già esistevano.

Abbiamo visto così che, mentre il miliardo di dollari nelle camere blindate delle banche commerciali ha supportato una struttura creditizia di $10 mld (con un rapporto di riserve contro depositi del 10%), lo stesso miliardo di dollari può, come risultato della creazione del sistema di centralizzazione bancaria, supportare una struttura creditizia di $29 mld, una volta trasferito nelle camere blindate delle FRB. L’instaurazione del sistema di centralizzazione bancaria praticamente triplica le potenzialità espansive del sistema bancario. [4]

Questa esemplificazione presuppone l’esistenza di un rapporto di riserve contro depositi del 10% per il sistema bancario. Ma solo con la messa in atto del FRA questo rapporto di riserva poté realizzarsi legalmente. Il FRA accrebbe le possibilità di creazione del credito del sistema bancario in due modi distinti: 1. ridusse i requisiti di riserva da approssimativamente il 20% ad approssimativamente il 10%, raddoppiando quindi il potenziale di espansione creditizia, e 2. installò un sistema di centralizzazione bancaria che triplicò questo potere. Il reale effetto del FRA fu quindi l’accrescimento delle potenzialità di espansione creditizia del sistema bancario non solo di 3 volte, ma praticamente di 6 volte. $1 mld in riserve, che nel vecchio sistema avrebbero supportato depositi per un totale di $5 mld, con il nuovo sistema furono in grado di supportare quasi 6 volte quest’ammontare, cioè $30 mld. [5] Il pieno effetto del FRA fu quindi lo stesso che se $5 mld di nuove riserve fossero state acquisite dal sistema bancario.

 

Note

[1] Nel vecchio sistema, quando la riserva di una banca scendeva sotto il minimo legale, era proibito dalla legge erogare ulteriori prestiti; e se la riserva della banca si esauriva, la banca era dichiarata insolvente. Con il nuovo sistema, prendere in prestito dalla banca dei banchieri è equivalente a ricorrere alla riserva come nel vecchio sistema, ma senza alcuna sanzione. Di fatto, il processo del prendere in prestito ha la funzione di rifornire o accrescere la riserva della banca che prende in prestito.

[2] Una eligible commercial paper è una promessa di restituzione, a termine accordato, del prestito, non coperta da beni collaterali, ma accettata essa stessa come tale. Libey

[3] Il “mercato aperto” è una facility (dispositivo) di politica monetaria consistente nell’acquisto, da parte di una banca centrale, di asset (per lo più obbligazioni governative) e finalizzata al controllo della massa monetaria di un dato territorio attraverso la manipolazione del tasso di interesse a breve termine. Libey

[4] Osserviamo altresì che d’ora in avanti la stessa espansione 29x è resa possibile in relazione a ogni nuovo afflusso di oro dall’estero, sia che l’oro venga depositato direttamente nelle Federal Reserve Bank sia che venga depositato nelle banche commerciali e da esse depositato nelle Federal Reserve Bank.

[5] Occorre sottolineare che questo esempio dimostra il possibile potere espansivo al massimo grado; cioè immaginiamo che l’intera riserva in eccesso delle Federal Reserve Bank sia impiegata al fine di supportare depositi addizionali delle Federal Reserve Bank, e quindi di creare riserve aggiuntive per le member bank. Nella misura in cui questo eccesso di $650 mln (presumibilmente di oro) è usato per supportare emissioni di note del Federal Reserve System, che non possono essere calcolate come riserva legale dalle member bank, questo potere espansivo è diminuito. Di fatto, una parte cospicua delle riserve auree delle Federal Reserve Bank è stata usata per questo proposito.
Un’altra, e minore, caratteristica o fattore limitante dovrebbe essere preso in considerazione. Se il processo di espansione creditizia induce un incremento dei prezzi, più contante sarà necessario per la circolazione di mano in mano. Ammesso che questo “pocket money” aggiuntivo possa essere ottenuto attraverso il prelevamento dalle riserve delle banche, il potere espansivo del sistema bancario è ridotto proporzionalmente.

 


 

Nota sugli autori al momento della pubblicazione di Banking and the Business Cycle: A Study of the Great Depression in the United States (1937)

Chester Arthur Phillips, PhD.
Dean al College of Commerce, State University of Iowa.

Scrive Bank Credit: A Study of the Principles and Factors Underlying Advances Made by Banks to Borrowers, pubblicato nel 1931 quando è Professore di Economia al Dartmouth College e Professore di Scienze Bancarie e Finanziarie alla Amos Tuck School of Administration and Finance.

Thomas Francis McManus, PhD.
College of New Rochelle, New York.

Richard Ward Nelson, PhD.
State University of Iowa.

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Murray Newton Rothbard (1926–1995), autore di Man, Economy, and State (1962) e What Has Government Done to Our Money? (1963), annoverò Banking and the Business Cycle: A Study of the Great Depression in the United States (1937) tra i 20 libri di economia più importanti apparsi nel Novecento.

Testo originale: Phillips|McManus|Nelson, Banking and the Business Cycle, pp. 24–28

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Traduzione di Stefano Libey Musumeci

Con i suoi contributi, traduzioni o testi originali, Stefano Libey Musumeci vuole rispondere alla necessità di individuare il funzionamento della realtà. L’autore ritiene che l’approccio logico costituisca il modo migliore per comprendere il mondo. L’approccio logico può solidamente svilupparsi soltanto attraverso una visione polimatica, cioè volgendo costantemente lo sguardo verso molteplici ambiti del sapere. Infatti, la dedizione a diversi ambiti scientifici permette di trovare tra differenti dinamiche analogie, che in assenza di interdisciplinarietà non sarebbero mai trovate. Solamente in questa maniera, cioè attraverso una visione polimatica, attraverso l’amore per il sapere nel suo complesso, è possibile enucleare la logica che sottende il mondo.

Per soddisfare l’esigenza di comprendere la realtà, i polimatici Stefano Libey Musumeci (s.libey@re-think-now.com) ed Émilie Ciclet (e.ciclet@re-think-now.com) hanno fondato l’iniziativa RE-THINK NOW, dove legge ed economia incontrano logica, ontologia (teoria dell’esistenza) ed epistemologia (teoria della conoscenza).

Libey cura il weblog filosofico-poetico StefanoLibey.