“E’ Gratuito!” – III parte

Comportamento economico ed altre ricerche

Nella letteratura freesull’economia comportamentale abbiamo studi decennali sull’argomento, condotti da Dan Ariely e dai suoi colleghi (Editor’s Note: l’espressione “economia comportamentale” è scorretta, poiché tale settore appartiene, attualmente, alla branca della psicologia e non all’economia, come definita da Mises; tuttavia le sue scoperte restano interessanti).

Gli esperimenti vennero eseguiti su soggetti intelligenti (studenti del MIT, UC Berkeley , e Duke) cercando di comprendere il potere del concetto di “gratuito”. Lo studio coinvolse degli studenti intenti ad acquistare cibo alla caffetteria del MIT: il primo test riguardava un’offerta presente accanto al registratore di cassa: un Hershey’s Kiss per 1 cent ed un Lindt al tartufo a 14 cent: mostrò che il 30 per cento degli studenti comprava il Lindt a 14 cent, mentre l’ 8 per cento comprava l’Hershey’s kiss per 1 cent ed il 62 per cento, invece, non comprava nulla. Dopo un break di 30 minuti era attesa una nuova folla di studenti: i ricercatori fecero calare il prezzo dei dolci ad 1 cent ciascuno, quindi una riduzione uniforme di prezzo. Gli Hershy’s Kiss vennero offerti a 0 cent ed i Lindt a 13 cent. Questa volta il 31 per cento degli studenti prese un Hershey’s kiss a 0 cent, solo il 13 per cento comprò un Lindt a 13 cent ed il 56 per cento non acquistò nulla. L’attrazione verso gli Hershey’s kiss gratuiti spingeva gli studenti a comprare una quantità inferiore di Lindt e quindi a scegliere più Kisses.

L’autore conclude:

“…. Il prezzo zero ha un ruolo speciale nell’analisi costi benefici dei consumatori… non sorprende, quando il costo è zero, che molti studenti prendano dolciumi rispetto al caso di un prezzo positivo”.

Sembra vi sia una magia cognitiva sulle offerte “gratuite”. Come Mises e il concetto di costo opportunità ci ricordano, il “gratuito” non è realmente tale ed i costi vengono spesso scaricati sugli altri, che invece potrebbero non essere interessati all’offerta gratuita. Kinsella (2005) sostiene che l’idea di “gratuito” nella legge sui brevetti possa alterare gli elementi nella transazione, trasformando i benefici di un brevetto nientemeno che in costi. Mentre registrare un brevetto è un costo legale de-minimus, difendere il diritto di brevetto potrebbe diventare un costo proibitivo per chiunque, anche per le più grandi aziende. Salerno (2012) ci ricorda che, all’inizio degli anni ’70, c’era un gruppo di new age libertarians convinti dell’avvento di una “età dell’informazione” faceva presagire un mondo senza scarsità. Come per i brevetti, Salerno ritiene che non esista nemmeno l’informazione gratuita; infatti il World Wide Web, YouTube, Dropbox e tutte le altre piattaforme informative, occupano un enorme spazio fisico, energia ed esperienza che le persone danno per scontate.

Con questi esempi possiamo vedere il perché del successo dei politici populisti. Ariely (2008) sottolinea il fatto, che per nostra natura, siamo disposti al confronto. Sicuramente un sistema sanitario “gratuito” suona molto più attraente rispetto alla necessità di una occupazione attraverso cui pagare l’assicurazione medica, soprattutto quando non devi pagare nessuna tassa. Il welfare e la disabilità vincono il confronto con il lavoro a tempo pieno o persino con la semplice ricerca di esso.

Ariely (2008, pp 4-19) spiega come il gioco di prestigio descritto renda la proposta migliore. Un esempio di questo trucco viene offerto dai democratici (anche se i Repubblicani sono altrettanto bravi a farlo) nelle risposte date al desiderio di Paul Ryan di riformare la previdenza sociale e l’assistenza sanitaria. L’ex capo del Government Accountabilty Office, David Walker, un Democratico, ne parla dal 2007. Egli dice (ed infatti dovrebbe saperlo) che sia la previdenza sociale sia l’assistenza sanitaria sono al verde e la Federal Reserve, semplicemente, sta stampando più soldi per sorreggerli. Nonostante questa dichiarazione e le informazioni di Walker, i democratici si lamentano del fatto che Paul Ryan, volendo riformare la previdenza sociale e l’assistenza sanitaria, in realtà intenda toglierla. Data l’alternativa, chi tra le decine di milioni di Americani non ha pensato che la gratuità della previdenza sociale, indipendentemente da ciò che abbia detto Walker, fosse una soluzione migliore?

Conclusioni

Il filo conduttore in America è questo: se vuoi persone che seguano la tua linea politica e che votino per te, devi dargli qualcosa di “gratuito”. A questa logica non è sfuggito nemmeno il dittatore venezuelano Hugo Chavez: egli vinse le elezioni per il rotto della cuffia, solo grazie alla concessione di case ed elettrodomestici gratuiti (Luhnow e De Cordoba, 2012). I politici di qualsiasi schieramento usano i benefit “gratuiti” prima per costruire la base elettorale e poi per estendere quelle elargizioni ad un gruppo ancora più ampio. Fintanto che sono destinati a pseudo-svantaggiati o bisognosi, la stampa darà ai programmi grande risalto e i promotori politici diventano eroi, invece che pariah pubblici, quali realmente sono, come sostiene Mises.

Non c’è dubbio: stiamo allontanando il popolo americano dall’ambizione, dal duro lavoro e dalle capacità imprenditoriali, mentre viene promosso l’assistenzialismo per una fetta di popolazione vieppiù crescente. Facciamo questo sotto la pressione psicologica del “gratuito” e la coperta della “sicurezza sociale” che la Casa Bianca definisce come “sostenibilità” – un appellativo utilizzato per promuovere intenzionalmente una più ampia identificazione con il welfare state e lo stile di vita conseguente, mentre ci allontanano dal mercato e dalla libertà.

Articolo di Loyd S. Pettegrew e Carol Vance su Mises.org

Traduzione di Marco Marinozzi

Link alla prima parte

Link alla seconda parte

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