Guerra: l’inizio della fine

Continuiamo con l’anticipazione dell’edizione italiana dell’opera Banking and the Business Cycle di C. A. Phillips, T. F. McManus e R. W. Nelson.

Proponiamo i capitoletti Post-War Price levels Abnormal (14) e Proximate Versus Ultimate Causes of the Great Depression (16) contenuti nel capitolo II Generating the Great Depression.

Qui trovi la prima anticipazione. E qui trovi la seconda.

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Acronimi
FRS = Federal Reserve System

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14. Livelli postbellici dei prezzi: abnormi

banking and the business cycle«Si dice che Lenin avesse dichiarato che il modo migliore per distruggere il sistema capitalistico fosse la distruzione della valuta». [1] Quanto vicino alla distruzione sia stato il sistema capitalistico negli Stati Uniti, in conseguenza della sfrenatezza inflazionistica della valuta durante e dopo la Guerra Mondiale attraverso la creazione di valuta in forma di depositi, è tuttora incerto. Infatti, «è un processo che vuole», usando il vivido linguaggio di Keynes, «che tutte le forze profonde della legge economica siano dalla parte [in direzione Libey] della distruzione, e tale processo opera in modo che neanche un uomo su un milione sia in grado di diagnosticarlo» [2]. I Paesi europei effettuarono un’esigua liquidazione del credito durante la deflazione del 1920–1921, e parecchi di essi continuarono a inflazionare le banconote, raggiungendo vette astronomiche. Nella drastica, ma breve, deflazione dei prezzi del 1920–1921, gli Stati Uniti non completarono la liquidazione del credito bancario inflazionato durante la guerra: né i prezzi né la struttura produttiva e finanziaria giunsero a completi rapporti di equilibrio. Come risultato la ripresa economica che seguì l’immediata depressione postbellica si basò su una precedente inflazione e su un livello dei prezzi che non poteva in nessun modo essere considerato normale.

 

Note

[1] John Maynard Keynes, Essays in Persuasion, Macmillan & Company, Londra 1931, p. 77.

[2] Ibidem, p. 78.

 

16. Cause prossime e cause definitive della Grande Depressione

Le origini della Grande Depressione sono, dunque, da individuare nella Grande Guerra e nell’inflazione generata dal finanziamento bellico supportato in questo Paese dall’operato del FRS. Se non ci fosse stata la guerra, una depressione così severa e ostinata come la Grande Depressione non ci sarebbe stata. Una volta intrapresa la guerra, la depressione, a un certo punto, si fece inevitabile. [1] Allo stesso tempo, il tipo di depressione fu modellato dalla politica creditizia del FRS negli anni del Dopoguerra e dall’inflazione complementare del credito bancario generata da quella politica. La politica del FRS fu tuttavia indubbiamente condizionata dallo scompiglio della finanza, della produzione e dei prezzi che la guerra lasciò dietro di sé. Infatti, come afferma Stamp, «la maggior parte delle questioni finanziarie sono influenzate da quanto è accaduto durante la guerra e da quanto è accaduto in conseguenza di essa» [2]. Il male maggiore lasciato in eredità dal periodo del finanziamento bellico fu il livello inflazionato dei prezzi che influenzò l’intera evoluzione bancaria e creditizia del Dopoguerra, e quindi tutti gli avvenimenti di natura economica del periodo postbellico. [3] Durante gli anni a partire dal 1922 le autorità del FRS diedero inizio a una dissennata politica consistente nel mantenere il livello dei prezzi artificialmente elevato mediante l’inflazione del credito bancario, in conseguenza del quale l’inflazione bellica condusse alla depressione che cominciò nel 1929. Quindi, la causa prossima della depressione furono la politica bancaria implementata dal FRS dopo il 1921 e l’inflazione creditizia determinata da quella politica; mentre la causa definitiva furono la guerra e l’inflazione postbellica. Più avanti tratteremo il modo in cui questa inflazione e il boom derivante da tale inflazione si svilupparono, e tratteremo i ruoli avuti dal sistema e dalla politica bancari.

 

Note

[1] Leonard Porter Ayres, The Economics of Recovery, The Macmillan Company, New York 1933, p. 15: «Alle grandi guerre si accompagna la prosperità e segue la depressione. Questa è un’antica verità […] ma è una verità che ogni nuova generazione tende a dimenticare».

[2] Josiah Charles Stamp, The Financial Aftermath of War, Charles Scribner’s Sons, New York 1932, pp. 13–14. Libey

[3] Leonard Porter Ayres, The Economics of Recovery, The Macmillan Company, New York 1933, p. 18: «Non è l’evento della guerra […] ma piuttosto il fatto che grandi guerre causano repentini e considerevoli rialzi dei prezzi delle commodity. Sono soprattutto questi repentini rialzi a determinare la natura e la sequenza dei cicli economici dei vent’anni successivi».

 


 

Nota sugli autori al momento della pubblicazione di Banking and the Business Cycle: A Study of the Great Depression in the United States (1937)

Chester Arthur Phillips, PhD.
Dean al College of Commerce, State University of Iowa.

Scrive Bank Credit: A Study of the Principles and Factors Underlying Advances Made by Banks to Borrowers, pubblicato nel 1931 quando è Professore di Economia al Dartmouth College e Professore di Scienze Bancarie e Finanziarie alla Amos Tuck School of Administration and Finance.

Thomas Francis McManus, PhD.
College of New Rochelle, New York.

Richard Ward Nelson, PhD.
State University of Iowa.

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Murray Newton Rothbard (1926–1995), autore di Man, Economy, and State (1962) e What Has Government Done to Our Money? (1963), annoverò Banking and the Business Cycle: A Study of the Great Depression in the United States (1937) tra i 20 libri di economia più importanti apparsi nel Novecento.

Testo originale: Phillips|McManus|Nelson, Banking and the Business Cycle, pp. 14–15, 19–22

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Traduzione di Stefano Libey Musumeci

Con i suoi contributi, traduzioni o testi originali, Stefano Libey Musumeci vuole rispondere alla necessità di individuare il funzionamento della realtà. L’autore ritiene che l’approccio logico costituisca il modo migliore per comprendere il mondo. L’approccio logico può solidamente svilupparsi soltanto attraverso una visione polimatica, cioè volgendo costantemente lo sguardo verso molteplici ambiti del sapere. Infatti, la dedizione a diversi ambiti scientifici permette di trovare tra differenti dinamiche analogie, che in assenza di interdisciplinarietà non sarebbero mai trovate. Solamente in questa maniera, cioè attraverso una visione polimatica, attraverso l’amore per il sapere nel suo complesso, è possibile enucleare la logica che sottende il mondo.

Per soddisfare l’esigenza di comprendere la realtà, i polimatici Stefano Libey Musumeci (s.libey@re-think-now.com) ed Émilie Ciclet (e.ciclet@re-think-now.com) hanno fondato l’iniziativa RE-THINK NOW, dove legge ed economia incontrano logica, ontologia (teoria dell’esistenza) ed epistemologia (teoria della conoscenza).

Libey cura il weblog filosofico-poetico StefanoLibey.