Capitalismo | Lezione I – Parte III

economic_politicQuando gli industriali manifatturieri del Regno Unito cominciarono a produrre articoli di cotone, i lavoratori percepivano da essi più di quanto non avessero mai percepito prima. Naturalmente, un considerevole numero di questi nuovi lavoratori non aveva guadagnato niente prima di allora ed era pronto ad accettare qualunque proposta salariale venisse loro offerta. Successivamente, con la sistematica accumulazione di capitale e il continuo sviluppo di imprese nel settore, i saggi salariali crebbero, determinando un incremento senza precedenti della popolazione britannica.

La sprezzante visione del capitalismo come un sistema disegnato per arricchire i ricchi e impoverire i poveri è completamente sbagliata. La tesi marxiana concernente l’avvento del socialismo era fondata sull’assunto che i lavoratori si stessero impoverendo, che le masse si stessero impoverendo e che alla fine la ricchezza di un Paese si sarebbe concentrata nelle mani di pochi o nelle mani di un solo individuo, e che alla fine le masse lavoratrici depauperate si sarebbero ribellate e avrebbero sottratto dai ricchi proprietari le ricchezze accumulate. Secondo la visione di Karl Marx, in un sistema capitalistico i lavoratori non possono in nessun modo migliorare la loro condizione.

Nel 1864, parlando all’Internazionale dei Lavoratori britannica, Marx sostenne che l’idea secondo cui i sindacati potessero migliorare le condizioni dei lavoratori era «totalmente errata». La politica sindacale consistente nel chiedere saggi salariali più alti e meno ore di lavoro era stata da lui chiamata conservativa, dove conservatorismo è il termine più denigratorio che Marx potesse usare. Egli suggerì che i sindacati stabilissero un nuovo rivoluzionario obiettivo, che si liberassero del sistema salariale nel suo complesso, che sostituissero alla proprietà privata il socialismo, cioè la proprietà statale dei mezzi di produzione.

Se guardiamo alla storia del mondo e in special modo alla storia del Regno Unito dal 1965, ci rendiamo conto che Marx aveva torto. Non c’è Paese capitalistico dell’Occidente in cui le condizioni delle masse non siano formidabilmente migliorate, come mai era successo prima. Tutti i miglioramenti degli ultimi ottanta o novanta anni sono avvenuti nonostante i pronostici di Marx. Infatti, i socialisti marxisti ritenevano che le condizioni dei lavoratori non fossero suscettibili di progresso. Essi promuovevano una teoria fallace, la famosa teoria della “legge ferrea dei salari”, la legge secondo cui un salario, in un sistema capitalistico, non può superare l’ammontare necessario alla soddisfazione dei bisogni di sostentamento.

I marxisti formulavano la loro teoria nel modo seguente. Se i saggi salariali salgono, accrescendo i salari al di sopra del livello di sostentamento, i lavoratori avranno più figli, i quali, quando entreranno nel mondo del lavoro, aumenteranno il numero dei lavoratori fino a che i saggi salariali non scenderanno, riconducendo i lavoratori al livello di sostentamento, a quel livello che permette alla popolazione lavoratrice di non morire. Ma questa idea di Marx, e di molti altri socialisti, considera l’essere umano lavoratore esattamente come fa un biologo nello studiare la vita animale, ad esempio quella dei topi.

Se incrementi la quantità di cibo disponibile per organismi animali o microbi, un maggior numero di essi sopravviverà, mentre dalla diminuzione di tale quantità conseguirà una riduzione del numero di superstiti. Ma l’uomo è differente. Anche il lavoratore, a dispetto della posizione dei marxisti, ha altri bisogni oltre a quello di mangiare e di riprodursi. Un aumento dei salari reali porta non solo all’aumento della popolazione, ma anche a un innalzamento del tenore medio di vita. Oggi nell’Europa occidentale e negli Stati Uniti d’America abbiamo un tenore di vita superiore a quello dei Paesi in via di sviluppo, ad esempio, in Africa.

Dobbiamo renderci conto, però, che un superiore tenore di vita dipende dall’offerta di capitale. Questa connessione spiega la differenza tra le condizioni di vita negli Stati Uniti e le condizioni di vita in India. L’India ha cominciato a introdurre metodi moderni di contrasto delle malattie infettive, determinando così un incremento della popolazione senza precedenti; ma poiché l’incremento della popolazione non è stato accompagnato da un corrispondente incremento del capitale investito, l’effetto è stato l’aumento della povertà. Un Paese diventa più ricco relativamente all’aumento del capitale investito per unità di popolazione.

Spero con le altre mie lezioni di potere affrontare più dettagliatamente queste problematiche, permettendo una comprensione più fluida. Infatti, alcuni termini come capitale investito pro capite richiedono alcune delucidazioni.

Dobbiamo tuttavia ricordare che nelle politiche economiche non esistono miracoli. Molti giornali e discorsi ci hanno informato sul cosiddetto miracolo economico tedesco, cioè la ripresa della Germania dopo la sua sconfitta e distruzione nella Seconda Guerra Mondiale. Ma questa ripresa non è stata un miracolo. Essa è stata il risultato dell’applicazione dei principii dell’economia di libero mercato, dei metodi del capitalismo, sebbene non siano stati applicati in ogni aspetto del sistema sociale. Ogni Paese può vivere la stessa meraviglia di ripresa economica. Ma insisto: la ripresa economica non deriva da alcun miracolo. Essa è il risultato dell’implementazione di sane politiche economiche.

Ludwig von Mises

Tratto da Economic Policy: Thoughts for Today and Tomorrow.

Traduzione di Stefano Libey Musumeci

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Con i suoi contributi, traduzioni o testi originali, Stefano Libey Musumeci vuole rispondere alla necessità di individuare il funzionamento della realtà. L’autore ritiene che l’approccio logico costituisca il modo migliore per comprendere il mondo. L’approccio logico può solidamente svilupparsi soltanto attraverso una visione polimatica, cioè volgendo costantemente lo sguardo verso molteplici ambiti del sapere. Infatti, la dedizione a diversi ambiti scientifici permette di trovare tra differenti dinamiche analogie, che in assenza di interdisciplinarietà non sarebbero mai trovate. Solamente in questa maniera, cioè attraverso una visione polimatica, attraverso l’amore per il sapere nel suo complesso, è possibile enucleare la logica che sottende il mondo.

Per soddisfare l’esigenza di comprendere la realtà, i polimatici Stefano Libey Musumeci (s.libey@re-think-now.com) ed Émilie Ciclet (e.ciclet@re-think-now.com) hanno fondato l’iniziativa RE-THINK NOW, dove legge ed economia incontrano logica, ontologia (teoria dell’esistenza) ed epistemologia (teoria della conoscenza).

Libey cura il weblog filosofico-poetico StefanoLibey.