La qualità della moneta (parte terza)

III. La qualità della moneta e il suo potere dacquisto

Il prezzo della moneta è il suo potere dacquisto. Come ogni prezzo, il prezzo della moneta è determinato dalla sua offerta e dalla domanda. La domanda di moneta è determinata dalla sua utilità marginale.1 Lutilità della moneta, a sua volta, è determinata dalla sua qualità, cioè dalla sua capacità di assolvere alle funzioni che le sono proprie. La quantità di moneta influisce sulla sua utilità marginale tramite laumento del numero di unità monetarie. La qualità della moneta ne influenza lutilità marginale tramite lalterazione del suo posizionamento nella scala di valori degli attori, rispetto ad altri beni. Come riassume Salerno (2006, pag. 52) le determinanti del potere dacquisto della moneta: lo stock di moneta è una delle determinanti immediate della struttura dei prezzi monetari e del potere dacquisto della moneta – insieme con il suo potere dacquisto nel passato immediato, lo stock esistente di beni, la distribuzione della proprietà e i posizionamenti relativi dei beni e della moneta tra i partecipanti al mercato.(sottolineatura aggiunta).

Equesto posizionamento relativo dei beni e della moneta tra i partecipanti al mercato che viene influenzato dalla qualità della moneta. I fattori che influenzano la qualità della moneta e, di conseguenza, il posizionamento relativo dei beni e della moneta sono stati generalmente trascurati. La loro analisi costituisce proprio il punto centrale di questo saggio.

Così, sebbene la quantità di moneta sia importante per il potere dacquisto, non è lunico fattore. Come spiega Henry Hazlitt (1978, pag. 74): Laspetto vero della teoria quantitativa è che i cambiamenti nella quantità di moneta sono un fattore molto importante nella determinazione del valore di scambio di una data unità di moneta. Questo è semplicemente quanto dire che ciò che è vero per gli altri beni lo è anche per la moneta. Il valore di mercato della moneta, come il valore di mercato dei beni in generale, è determinato da domanda e offerta. Ma è determinato, in ogni momento, da valutazioni soggettive, non da relazioni puramente oggettive, quantitative, o meccaniche(enfasi nelloriginale).

Indubbiamente, la qualità della moneta è un fattore essenziale nel processo che determina il prezzo della moneta, cioè il suo potere dacquisto. Quando la qualità della moneta aumenta, la domanda di moneta e, di conseguenza, il potere dacquisto saranno più alti di quanto [sarebbero stati] senza questo miglioramento nella qualità. La moneta, quindi, non è per nulla diversa da un qualsiasi altro bene. Se la qualità di un bene aumenta, ci sarà maggiore domanda, e il suo prezzo sarà più alto che non senza questaumento di qualità.

Limportanza della qualità della moneta si può osservare nellanalisi della determinazione dei prezzi condotta da Eugen von Böhm-Bawerk. Böhm-Bawerk (1884) elenca sei determinanti individuali dei prezzi nella sua teoria del prezzo: il numero di unità dei beni offerti; il numero di unità dei beni domandati; lintensità con cui il potenziale venditore valuta il bene; lintensità con cui il potenziale venditore valuta lunità monetaria (o il bene di scambio); lintensità con cui i potenziali acquirenti valutano imoneyl bene; lintensità con cui i potenziali acquirenti valutano lunità monetaria (o il bene di scambio).

Le ultime quattro determinanti possono essere sintetizzate come lintensità della valutazione della moneta in rapporto a quella di altri beni e servizi, da parte di potenziali acquirenti e venditori. Tale intensità non è influenzata solo dalla quantità di moneta e beni e servizi, ma anche dalla qualità della moneta. Più alta è la qualità della moneta, maggiore la valutazione dellunità monetaria, da parte di chi la compra o la vende, rispetto ad altri beni o servizi. Più bassa la qualità della moneta, tanto meno i suoi acquirenti o venditori valutano lunità monetaria rispetto ad altri beni o servizi. Questo implica che il potere dacquisto della moneta può variare pur restando costanti le quantità di moneta e beni e servizi, se cambia la qualità della moneta. Quando la gente comincia ad apprezzarla maggiormente, il suo potere dacquisto sarà più alto.

In effetti, i cambiamenti nella qualità della moneta possono provocare, sul prezzo della moneta, effetti più rapidi e più incisivi dei cambiamenti nella quantità di moneta. A conti fatti, questi ultimi hanno effetti solo marginali sul valore della moneta. Invece, i cambiamenti nella qualità della moneta possono sconvolgere di colpo la valutazione soggettiva della moneta in generale. A parte i casi di cambiamenti spettacolari nellofferta di moneta, ci si può attendere che da cambiamenti nella valutazione soggettiva della qualità della moneta derivino spostamenti più veloci nel prezzo della moneta [stessa], rispetto ai cambiamenti nella quantità.

Un corollario importante della teoria qualitativa della moneta è che i prezzi in generale possono salire o scendere senzalcun cambiamento nella quantità di moneta. Frank Shostak (2008) non prende in considerazione la qualità della moneta quando scrive:

Sappiamo che il prezzo di un bene è lammontare di moneta pagato per quel bene. Da ciò possiamo desumere che, per ogni ammontare dato di beni, un incremento generale nei prezzi può avvenire solo in risposta allincremento, o inflazione, dellofferta di moneta. Ora, se la massa monetaria non aumentasse, allora i consumatori non avrebbero moneta in più con cui sostenere lincremento generale nei prezzi di beni e servizi..

Shostak è in errore proprio perché la qualità della moneta può scendere senza alcun incremento nellofferta di moneta.2 La valutazione soggettiva della moneta e, di conseguenza, la sua utilità marginale possono scendere per effetto di un peggioramento nella sua qualità. In dipendenza dalla valutazione soggettiva più bassa, il prezzo della moneta scende. Se la mia valutazione soggettiva della moneta scende, tenterò di ridurre le mie riserve di cassa. Se [prima] ho venduto cinque mele per cinque dollari, ora che il valore della moneta è più basso potrei venderne una per cinque dollari. Lo stesso vale per i prezzi degli altri beni. Come risultato, riduco le mi riserve di cassa in termini reali.3 I prezzi in dollari sono saliti in ragione di un mutamento in valutazioni soggettive e non di un cambiamento nella quantità di moneta. Questaumento dei prezzi è dovuto ad una caduta nella qualità della moneta, che si è tradotta in una caduta nella domanda di moneta. La caduta nella domanda di moneta significa che la posizione della moneta nelle scale di valutazione è peggiorata rispetto alle posizioni degli altri beni.

Nel prossimo paragrafo, discuteremo i fattori che influenzano la qualità della moneta e, di conseguenza, le valutazioni soggettive della medesima. Alcuni di questi fattori sono legati ad incrementi attesi nella quantità di moneta; una possibilità non considerata da Shostak. Altri fattori sono completamente slegati dalle considerazioni quantitative.4

Articolo di Philipp Bagus su THE QUARTERLY JOURNAL OF AUSTRIAN ECONOMICS 12, NO. 4 (2009): 22–45

Tradotto da Guido Ferro Canale

Note

1 In un libero mercato, l’offerta di moneta, come l’offerta di qualsiasi bene, è indirettamente determinata dalle valutazioni soggettive dei consumatori. Mentre gli economisti neoclassici sostengono che l’offerta di un bene è determinata dal suo costo storico di produzione, gli economisti Austriaci hanno sostenuto che l’offerta determinata dagli usi alternativi dei fattori di produzione per soddisfare i desideri dei consumatori e, quindi, da fattori soggettivi.

2 La teoria soggettiva del valore mostra che il prezzo delle penne può scendere quando cala la qualità delle penne, anche con un’offerta a livello costante. Lo stesso vale per il prezzo della moneta.

3 Ovviamente, è possibile anche il caso opposto. Quando la gente tenta di aumentare le proprie giacenze di cassa in termini reali, in virtù di un incremento nella qualità della moneta, i prezzi saranno più bassi che altrimenti. L’effetto si produce independentemente dalla quantità di moneta. Il fenomeno dei prezzi in caduta per via di un desiderio generalizzato di accrescere le proprie riserve di cassa è stato chiamato “deflazione da accumulo di cassa” (Salerno 2003). V. anche Hülsmann (2003).

4 A questo punto, si considerino alcuni esempi forniti da Carver (1934, p. 194): “Il desiderio di [moneta], a sua volta, si compone di diversi elementi. In primo luogo, vi è il fatto che il Governo la accetterà nei pagamenti fatti a sé stesso; in secondo luogo, c’è il fato che i creditori sono obbligati ad accettarla; in terzo luogo, talvolta c’è il fatto che il Governo darà oro in cambio di essa; in quarto luogo – una risultante dei primi tre – c’è il fatto che la consuetudine l’ha resa accetta negli acquisti tra privati. Rimuovete uno qualsiasi di questi elementi e il potere d’acquisto della moneta diminuirà senza alcun incremento nella quantità di moneta o alcun calo nella quantità di beni o servizi disponibili per lo scambio.”.