La qualità della moneta (parte sesta e ultima)

Un’ultima caratteristica della qualitàLo_Stato_Falsario della moneta come riserva di ricchezza sono le politiche, l’ideologia, il personale, il credito e la condizione del governo.1 Quando la situazione di bilancio del governo migliora (peggiora), il pericolo di un suo ricorso ad un peggioramento del sistema monetario è minore (maggiore) di quanto sarebbe stato altrimenti. Un peggioramento (miglioramento) del sistema monetario può consistere nell’abbandono di (ritorno a) un sistema di moneta-merce, un cambiamento nel tasso di conversione o l’accresciuto (ridotto) uso delle rotative per finanziare le spese del governo.

In effetti, un deficit di bilancio è come una “malattia della moneta” e ne riduce la qualità (Röpke 1954, pag. 142). La somma dei debiti pubblici è come un “cancro monetario” e pesa sulla qualità della moneta. In effetti, la condizione del governo può farsi molto allarmante e sorge il timore che esso cesserà di esistere, cioè che potrebbe essere travolto da una rivoluzione o essere sconfitto in una guerra.

In un sistema di moneta-segno, il fallimento o la fine di un governo significano, con buona probabilità, la fine della moneta e la rendono priva di valore. E’ la fiducia nell’economia e nelle possibilità del governo di raccogliere gettito fiscale a tenere in piedi il valore della moneta-segno. Le possibilità di gettito sono fondamentali, poiché una cartamoneta-segno è coperta dalle riserve del sistema bancario e della banca centrale, che sono in larga misura debiti del governo. Quando i debiti del governo perdono ogni valore per colpa di una fine del governo, dovuta alla guerra o alla rivoluzione, la moneta-segno perderà valore a sua volta e potrebbe cessare di esistere. Un esempio sarebbero i greenback durante la Guerra di Secessione americana. Il loro deprezzamento in termini di oro cresceva dopo le sconfitte nordiste ed era ridotto dalle vittorie nordiste (Studenski e Kross 1963, pag. 147).

Un altro esempio è l’evolversi della situazione riguardo alla valuta delle Filippine emessa dai Giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale, come riferita da Henry Hazlitt (1978, pag. 76):

Uno degli esempi più efficaci dell’importanza della qualità della valuta si è verificato nelle Filippine, nell’ultimo periodo della Seconda Guerra Mondiale. Le forze comandate dal Generale Douglas MacArthur erano sbarcate a Leyte nell’ultima settimana di ottobre 1944. Da quel momento in poi, ottennero una serie di vittorie pressoché ininterrotta. Nella capitale, Manila, si scatenò lo spendi e spandi. A novembre e dicembre 1944, i prezzi a Manila crebbero ad altezze vertiginose. Perché? Non c’era nessun aumento nella quantità di moneta. Ma gli abitanti sapevano che, non appena le forze americane avessero trionfato completamente, i loro peso emessi dal Giappone non avrebbero avuto valore alcuno. Così sì affrettavano a sbarazzarsene in cambio di qualsiasi bene reale riuscissero ad ottenere.”.

Non soltanto le guerre influenzano la qualità della moneta; anche lo sviluppo economico. Qualunque cosa disturbi o interrompa lo sviluppo limita le possibilità del governo di raccogliere gettito e, quindi, potenzialmente la qualità di una moneta. L’importanza, per la qualità della moneta, delle politiche governative implica che il governo può migliorarla se può, credibilmente, imporre restrizioni alle sue politiche fiscali. Così, l’introduzione, nella Costituzione di un Paese, di un nuovo articolo che rende obbligatorio il pareggio di bilancio può aumentare la qualità della moneta. Un esempio correlato è il “Patto di Stabilità e Crescita” dell’Unione Europea. Il “Patto di Stabilità e Crescita” impone un deficit di bilancio annuale non superiore al 3% del PIL e un debito nazionale inferiore al 60% del PIL, o che si avvicini a tale valore. Questo è stato suggerito per accrescere la fiducia nella valuta euro e fornire una garanzia alla sua qualità. D’altro canto, firmare un trattato che probabilmente porterà a politiche governative azzardate e alla monetizzazione dei debiti diminuirà la qualità della moneta. Un esempio è la firma del Trattato di Versailles dopo la Prima Guerra Mondiale (Bresciani-Turroni 1968, pag. 54). La fiducia nel futuro della Germania diminuì e s’innescò una fuga dal marco tedesco. In modo simile, Charles Rist (1966, pag. 152) rimarca l’importanza della finanza pubblica per una valuta:

Quando la convertibilità della carta dev’essere ristabilita e i cambi stabilizzati, finanze sane e un bilancio in pareggio contano molto di più dei limiti alla quantità di carta. In un caso del genere, la cosa importante è rassicurare i detentori stranieri di garanzie o divise su quello che sarà in definitiva il valore della carta, e questo si può fare solo convincendoli che è stata ristabilita la stabilità finanziaria dello Stato.”.

Da tutto ciò possiamo dedurre che un governo fiscalmente irresponsabile riduce la qualità della moneta. Questo perchè, tramite una tassazione eccessiva, distrugge le capacità produttive del Paese, riducendo la qualità dei debiti governativi in essere. E accresce altresì lo stesso ammontare dei debiti governativi, il che implica livelli ancora più alti di tassazione in futuro, oppure la monetizzazione del debito. Ciò implica una riduzione della qualità della moneta. Perciò, un cambiamento nel governo stesso, nel suo personale, nella filosofia, nelle promesse, etc., può cambiare la qualità della moneta senza alcun mutamento nella quantità.

VI. Conclusioni

Gli studi economici hanno largamente trascurato la teoria qualitativa della moneta, concentrandosi principalmente sulla quantità di moneta. I mutamenti nella qualità della moneta sono molto importanti per il suo potere d’acquisto e possono spiegare molti fenomeni. La qualità della moneta modifica il potere d’acquisto anzitutto alterando la domanda di moneta, che rispecchia la mutata valutazione di una quantità fissa di moneta sui piatti della bilancia del pubblico. La quantità attesa di moneta è solo uno di molti fattori che influiscono sulla qualità e deriva la propria importanza dai suoi effetti sulla medesima. Perciò una teoria monetaria integrata deve porre l’accento sulla qualità della moneta e spiegare l’importanza della qualità attesa correlandola ai suoi effetti sulla qualità stessa.

La qualità della moneta è in continuo mutamento. I cambiamenti nella qualità della moneta possono essere lenti, ma anche bruschi. Di conseguenza, possono avere un impatto sul potere d’acquisto maggiore dei cambiamenti nella quantità, che raramente sono bruschi. In effetti, gli incrementi nella quantità di moneta sono sempre meno importanti quanto più alta è la qualità della moneta. Questo perchè, con una moneta di qualità elevata, ci sarà una domanda forte ad assorbire la quantità addizionale di moneta come riserva di valore o per scopi industriali o di consumo. Se la sua qualità peggiora o ci si aspetta che peggiori, questo può avere effetti pesanti sul potere d’acquisto della moneta. Inoltre, gli incrementi nella quantità di una moneta di qualità elevata, come un sistema aureo [coperto] al 100%, non sfociano in un peggioramento dell’integrità della moneta. Al contrario, incrementi nella quantità di una moneta di qualità inferiore, cioè una cartamoneta a riserva frazionaria, possono provocare un peggioramento nella qualità della moneta diminuendo la copertura media delle unità monetarie esistenti in precedenza.

Insomma, è tempo che gli economisti spostino la propria attenzione sull’analisi della qualità della moneta e sul modo in cui può essere cambiata, in linea con l’analisi in questo articolo. Per esempio, bisognerebbe analizzare in maggior dettaglio la qualità di diversi regimi monetari e politici, le proprietà rilevanti di una buona moneta, il ruolo delle aspettative e la qualità dei mezzi di scambio.

Articolo di Philipp Bagus su THE QUARTERLY JOURNAL OF AUSTRIAN ECONOMICS 12, NO. 4 (2009): 22–45

Tradotto da Guido Ferro Canale

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Note

1 In proposito, v. anche Hazlitt (1978, pag. 76).