Libero mercato: lavorare “meno” per avere sempre “di più”!

Il motto del titolo è uno di quelli che, di rado, si sente pronunciare a sostegno di un sistema di libero scambio basato sulla proprietà privata.
Infatti, pare che se le risorse fossero a disposizione di tutti (maledetta proprietà privata!), magicamente, ognuno si vedrebbe recapitare a casa propria i beni di cui ha bisogno (i beni che desidera).
Bellissimo, d’accordo. Ma come dovrebbe avvenire tutto ciò?
A sentire alcuni, ciascuno dovrebbe produrre per sè ciò che gli serve, avendo ormai a disposizione tutto il necessario; a sentire altri, dovrebbero sorgere piccole comunità locali in grado di produrre direttamente quanto i propri componenti desiderano; a sentire altri ancora, un governo democraticamente eletto dovrebbe adoperarsi per produrre ciò di cui ciascun cittadino necessita.

Benissimo! Cosa aspettiamo ad entrare in questo fantastico mondo? Viva la rivoluzione contro i capitalisti sfruttatori di manodopera! Abbasso la proprietà privata! nota 1
Ok… ehm… sì… un momento… un po’ di calma, cari rivoluzionari. Proviamo a guardare oltre la superficie del sistema che più disprezzate.

Cosa significa in fondo sistema di libero scambio basato sulla proprietà privata? nota 2
Proprietà privata, per farla breve, significa che ciascuno di noi ha il pieno controllo sul prodotto del proprio lavoro, cioè su ciò che produce mischiando il proprio lavoro con le risorse naturali a disposizione. nota 2
In questo modo, la “ricchezza” di una persona viene a dipendere solo da ciò che essa stessa produce: Pippo può disporre di beni per soddisfare i suoi desideri nella misura in cui li produce. Se vuole averne il doppio, deve produrne il doppio.

Insomma, per chiarirci: immaginiamo, da un lato, che Pippo adori mangiare pesce, sia bravo a suonare musica metal alla chitarra (si allena 3 ore alla settimana per essere così bravo) e desideri una casa confortevole per la propria famiglia, e, dall’altro lato, che egli sia bravo a pescare (3 ore per pesce), sia poco capace per quanto riguarda la costruzione di una chitarra (400 ore) e sia totalmente incapace di costruire una casa confortevole per la propria famiglia.

Può Pippo cercare di soddisfare, con meno fatica, i propri bisogni? Sì.
La soluzione è proprio nel concetto di proprietà privata: Pippo può decidere, volontariamente, di cedere a un’altra persona (Pongo) ciò che ha prodotto, in cambio di qualcosa che questa ha, a sua volta, prodotto. Naturalmente anche Pongo deve nutrire un qualche interesse per il prodotto del lavoro di Pippo. nota 3

Quindi, immaginiamo che Pongo, da un lato, sia bravissimo a costruire chitarre (100 ore), sia discreto nella costruzione di case (3 ore al giorno per un anno) e sia totalmente incapace nel pescare del pesce (20 ore per pesce), e, dall’altro lato, che il pesce sia la sua pietanza preferita e che voglia qualcuno che suoni musica metal al compleanno del figlio.

A questo punto, Pippo e Pongo, resisi conto delle loro rispettive situazioni, decidono di dar luogo agli scambi che ritengono soggettivamente necessari per la soddisfazione dei propri bisogni: Pippo potrebbe cedere a Pongo una decina di pesci in cambio della costruzione della chitarra, e Pongo potrebbe costruire la casa di Pippo in cambio dell’esibizione metal di Pippo al concerto del figlio.

Se tutto ciò si realizza senza l’uso della violenza (nè ad opera delle parti dello scambio, né ad opera di terzi estranei allo scambio) volta a modificare o influenzare il contenuto degli scambi, allora siamo in un sistema di libero scambio basato sulla proprietà privata.

Ora mi si dirà: Ebbe’, cosa c’è di eclatante? E io risponderò: forse non vi siete accorti della “magia”? Mi spiego meglio:
1) Pippo necessitava di 3 ore di lavoro per catturare 1 pesce mentre Pongo necessitava di 20 ore per raggiungere lo stesso risultato.
2) Pongo necessitava di 100 ore di lavoro per costruire una chitarra, mentre Pippo per raggiungere lo stesso risultato necessitava di 4 volte tanto.
3) Pippo necessitava di un tempo indeterminabile per costruire la sua casa mentre Pongo poteva costruirla in un solo anno.
4) Pongo non sapeva suonare musica metal (diciamo che non gli sarebbero bastate nemmeno 6 ore di allenamento al giorno) mentre Pippo era un genio della musica metal (pur allenandosi solo 3 ore alla settimana).

Quindi, con lo scambio che abbiamo visto realizzarsi, cosa è successo?
Pippo ha ottenuto una chitarra con 30 ore di lavoro (il tempo per pescare i pesci che Pongo vuole in cambio) invece che con 400; Pongo ha ottenuto 10 pesci con 100 ore di lavoro (il tempo per costruire la chitarra) invece che con 200; Pongo ha ottenuto qualcuno che suoni al compleanno di suo figlio (Pongo ci avrebbe messo 6 ore al giorno per un anno) costruendo una casa a Pippo (3 ore al giorno per un anno).

Non è fantastico?

A cosa è dovuto questo procedimento straordinario che ci permette di lavorare meno ed ottenere di più?

Due concetti: ”diversità di ciascun essere umano” e “proprietà privata”. nota 4 nota 5

Ogni tentativo di rinnegare o eliminare questi due concetti dovrebbe essere accompagnato dal motto: lavorare “di più” per avere sempre “meno”!

P.S. rivolto a coloro pronti a citarmi in giudizio per eccessiva banalità dell’argomento:
il liberalismo è banalità
.
Anzi, la banalità è tra le armi più forti che il liberalismo possiede per la propria diffusione.
Se solo qualcuno ne facesse uso…

Nota 1
Ma al giorno d’oggi qualcuno “crede” davvero all’esistenza di cose come il capitalismo e la proprietà privata?
Per i “credenti” si consiglia  questo articolo.

Nota 2
In questo momento non ci interessa entrare nei particolari della teoria libertaria.
Per approfondimenti  si rimanda a quest’ottimo articolo.

Nota 3
Ovviamente, il denaro, in quanto medio di scambio generalmente accettato, non potrebbe che facilitare tali scambi, persino i più improbabili.
Al riguardo, devo citare, mio malgrado,  un precedente contributo del sottoscritto.

Nota 4
Ovviamente c’è anche la diversità di risorse disponibili, ma non era il caso di parlarne qui.

Nota 5
Ulteriori conseguenze di questi due concetti sono ovviamente la specializzazione e la maggior produttività. Entrambe sono possibili grazie alla sicurezza assicurata dalla proprietà privata.

Articolo di Miki Biasi originariamente apparso su The Road to Liberty e qui riprodotto per gentile concessione dell’Autore.