Come l’espansione monetaria può incrementare le disuguaglianze di reddito

[Questo articolo è adattato dal Capitolo 11 del libro The Fed at 100: A Critical View on the Federal Reserve System].

Bridging the gapIl punto di partenza per qualunque seria analisi sull’argomento trattato oggi è il fatto che la produzione di moneta non porta a cambiamenti uniformi e simultanei. Un aumento dell’offerta di moneta comporta un aumento del livello dei prezzi, ma questi ultimi mutano diversamente nel tempo e nella quantità (vedi “effetto Cantillon”).

Di conseguenza, la produzione di moneta crea dei vinti e dei vincitori. I vincitori sono quelli che possono usufruire della nuova moneta per primi, perché in quel momento i prezzi dei beni saranno ancora relativamente bassi. Grazie a tali prime spese, prezzi e guadagni aumentano gradualmente, favorendo in tal modo la diffusione della nuova moneta nell’economia. I “vinti” di tale processo sono quelli che usufruiranno solo dopo – o per ultimi – dei guadagni più elevati derivanti. Ciò è intuibile dal fatto che questi ultimi staranno già pagando il surplus dei prezzi creato dalle maggiori spese dei “vincitori” – cioè degli individui che per primi hanno beneficiato della nuova quantità di moneta emessa – tramite le loro entrate inizialmente più basse.

In senso stretto, quest’effetto distributivo è indipendente dalle effettive spese effettuate con l’aumento della quantità di moneta e dall’eventuale cambio dei prezzi. Per esempio, negli scorsi cinque anni, la Federal Reserve ha aumentato continuativamente la base monetaria con massicci interventi, mentre l’impatto sul livello dei prezzi è stato piuttosto moderato. Ciononostante, tale aumento nella base monetaria ha portato ad una ridistribuzione su larga scala in quanto determinati soggetti sul mercato hanno ricevuto gran quantità di una moneta qualitativamente migliore, mentre l’offerta totale di moneta (che include i mezzi fiduciari creati dalle banche commerciali), ed il livello dei prezzi, sono rimasti relativamente stabili.

Per trovare un’analogia, si pensi al croupier di un casinò che all’inizio di una mano di poker distribuisce ad uno dei giocatori qualche asso in più. La mano non è neanche cominciata e tutti i giocatori hanno lo stesso numero di carte, ma il giocatore privilegiato ha già la mano migliore. È la stessa situazione. L’offerta totale di moneta non è stata aumentata e dunque il livello dei prezzi non è aumentato, ma determinati soggetti sul mercato hanno – in termini relativi – migliorato enormemente la propria posizione.

Gli effetti distributivi della produzione del denaro esistono in qualunque ordine monetario. Tuttavia, nel caso di un ordine naturale stabilito su argento e oro, l’impatto distributivo della produzione di moneta è severamente limitato, perché la produzione stessa è molto limitata a causa dei suoi alti costi. La situazione è del tutto diversa nel nostro attuale sistema di valuta legale. La produzione di moneta è infatti spinta ben oltre il livello che raggiungerebbe in un libero mercato. Di conseguenza, causa una redistribuzione di reddito e di ricchezza ben oltre ciò che ci si aspetterebbe in un mercato libero.

Alcuni economisti, tuttavia, non sono d’accordo. Secondo loro, nel nostro sistema attuale la moneta viene prodotta sotto forma di credito. Le banche centrale e le banche commerciale non creano e spendono moneta scavando buche nel terreno; bensì creano denaro creando credito. In questo caso, non fa differenza chi riceva per primo il nuovo denaro prodotto, in quanto il beneficiario non è più ricco di prima. Dopotutto, il denaro creato viene prestato, non regalato. La ricchezza lorda dell’eventuale beneficiario cresce indubbiamente, ma così fanno i suoi debiti. Per esempio, se il signor Jones prende in prestito un milione di dollari per comprare una casa, la sua ricchezza netta non aumenta di un centesimo. È vero che la sua ricchezza al lordo è più alta grazie a quel milione, ma i suoi debiti sono aumentati della stessa quantità.

Fin qui, tutto bene. Tuttavia, anche se prestiamo attenzione alla differenza fra ricchezza lorda e netta, rimane il fatto che fa una gran differenza se il signor Jones acquista la casa grazie alla creazione di moneta. La differenza è che adesso vive in una bella casa che senza la creazione di moneta sarebbe stata venduta ad un prezzo più basso a qualcun altro. Adesso ci può vivere lui con la sua famiglia, ricevendoci gli ospiti.

Se guardiamo ai finanziamenti alle imprese, l’impatto è ancor maggiore. È vero che la creazione di moneta non porta necessariamente a dei cambiamenti nei rispettivi guadagni netti delle aziende, ma influenza il tipo di prodotti che adesso possono entrare nel mercato. Dei prestiti ad un produttore di scarpe da uomo adesso possono permettergli di realizzare i suoi progetti. Grazie al prestito potrà pagare stipendi più alti e far pagare prezzi più alti per i suoi prodotti, rispetto ad un produttore di borse da donna ad esempio. La produzione di scarpe aumenta mentre quella di borse ristagna o diminuisce. La fornitura di un prodotto migliora, l’altra peggiora.

La nostra conclusione dunque conferma: la produzione di moneta interessa sempre la distribuzione dei redditi reali. I primi a beneficiare del denaro vincono, gli ultimi perdono.

Articolo di  su Mises.org

Traduzione di Alessio Cuozzo