Non solo debito: spesa pubblica e denaro facile alimentano la crisi greca

greekgraph2_0Il governo greco continua a negoziare con i creditori internazionali dopo il suo recente default per il mancato rimborso del prestito da €1.6 miliardi concesso dal Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Di conseguenza la Grecia rischia di perdere l’accesso ad una quota di prestito da €1.8 miliardi e €10.0 miliardi per la ricapitalizzazione delle banche.

I commentatori sono del parere che il fattore chiave dietro i guai in Grecia sia l’elevato debito pubblico, che come percentuale del PIL, si è attestato a oltre il 177% nel 2014, contro il 79.6% nel 1990.

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Ma non è il debito in quanto tale il problema attuale della crisi in Grecia. La maggior parte delle analisi economiche hanno ignorato le grandi spese governative ed i forti aumenti dell’offerta di moneta.

Dall’inizio del 2000 la tendenza di fondo della dinamica di crescita della spesa statale, è salita ad un tasso annuo che è arrivato al 45.5% nel marzo 2009. Da allora l’andamento della dinamica di crescita è calato.

Nel luglio 2004 il tasso di crescita annuale della misura monetaria AMS della Grecia era pari al 20%. Nell’agosto 2009 è arrivato al 18%, prima di scivolare a -13.8% nell’aprile di quest’anno.

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Le politiche fiscali e monetarie allentate sono state protagoniste della creazione di varie attività non produttive, capaci solo di sperperare ricchezza.

L’espansione monetaria indebolisce il processo di creazione di ricchezza

Un calo nella dinamica di crescita nelle spese del governo e nell’offerta di moneta è un bene per il processo di creazione di ricchezza.

In altre parole, un calo della dinamica di crescita delle spese del governo e dell’offerta di moneta (vedi grafici) ha arrestato la deviazione di ricchezza da attività generatrici di ricchezza ad attività che la sprecavano.

La crisi attuale è incentrata su attività non produttive che non possono più acquisire risorse da quelle generatrici di ricchezza a causa di un calo della spesa pubblica e del tasso di crescita dell’offerta di moneta.

Da questo punto di vista questa è una buona notizia per l’economia greca, ed ora si rende necessaria una severa restrizione delle spese pubbliche nonché consentire una contrazione continuata della massa monetaria.

Il processo di generazione di ricchezza della Grecia è stato gravemente danneggiato a causa delle politiche fiscali e monetarie accomodanti del passato. Così, tornare a politiche fiscali e monetarie allentate, come suggerito da diversi economisti famosi come il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz, non potrebbe che peggiorare la situazione.

Ricordate, né le spese pubbliche né il pompaggio monetario possono generare ricchezza reale: può farlo solo il rafforzamento della ricchezza generata dal settore privato.

Il danno è stato fatto

Ora, poiché attualmente le attività non produttive comprendono una grande porzione del totale delle attività, l’effetto che viene generato dalla loro scomparsa sembra essere molto grave.

Dopo aver chiuso a 122 nell’aprile 2008, l’indice della produzione industriale è sceso a 91 a marzo di quest’anno — un calo del 25.3%. Il tasso di disoccupazione è salito dal 7.3% del maggio 2008 al 25.6% a marzo di quest’anno.

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Qualsiasi minaccia ai sistemi finanziari delle altre economie europee non è dovuto al default della Grecia, bensì al risultato di politiche fiscali e monetarie accomodanti che hanno compromesso le basi del risparmio dei vari paesi europei.

Anziché continuare a sostenere le attività che sperperano ricchezza peggiorando una situazione di per sé già problematica, un modo migliore di agire consiste nel permettere ai creatori di ricchezza d’intervenire al fine di riavviare un sano processo produttivo. Ciò significa che devono essere sigillate tutte le scappatoie, come la creazione di denaro, e le spese del governo devono essere ridotte all’osso. Ovviamente queste misure saranno dolorose per i vari individui impiegati nelle attività sperperatrici di ricchezza. Un fallimento nella riduzione di attività non produttive, prolungherà solamente l’agonia: non è possibile creare ricchezza reale dal nulla.

Articolo di Frank Shostak su Mises.org

Traduzione di Francesco Simoncelli