La vita è un tango senza fine

Tu ne cede malis, sed contra audentior ito

Dedicato al mio eroe, Ludwig Von Mises

 

Sono arrivato alla soglia dei cinquantadue anni e solo ora, finalmente, mi sento libero, veramente libero, ma cosa significa essere “veramente libero” ?

non ho una definizione chiara, positiva, e ritengo fermamente che non ce ne possa essere una, posso solo dirti cosa non significa, negativamente:
di non aver smesso di essere curioso di ogni cosa che mi circonda, di continuare a soffrire, lottare, rischiare, vincere, perdere, amare, penare e tutte le atre cose della vita

e allora?

Significa essersi visti profondamente dentro, aver compreso cosa significhi avere fiducia in se stessi e soprattutto avere raggiunto la consapevolezza di accettare la vita e la realtà per quella che è: un meravigliosa danza che dura all’infinito

un tango senza fine

come ha scritto pochi giorni fa una mia amica su facebook…una danza dove ci si perde, lentamente, nel presente e che vorresti non finisse mai

La scoperta

Queso viaggio nella mia anima ebbe inizio in una fredda giornata estone nell’inverno del 2008, avevo quarantacinque anni e vivevo ancora a Tallinn, in quel periodo avevo raggiunto probabilmente il punto più basso di una vita vissuta, ora lo so, in totale inconsapevolezza

Mi ritrovavo solo e con pochi soldi in tasca, costretto a chiudere l’ultima attività poche settimane prima, fino ad allora avevo vissuto come tutti, tra altri e bassi, facendomi trasportare dalla tempestosa corrente della vita, senza mai farmi quelle grandi Domande (quelle con la D maiuscola) che, però, sentivo sarebbero affiorate prima o poi, sempre più insistintamente, nella mia coscienza   :

Chi ero veramente? Perchè mi trovavo in quelle condizioni? Qual era il senso di tutto ciò?

In quella giornata grigia e freddissima, seduto in un bar della periferia di Tallinn, mentre, solo e sconsolato, navigavo distrattamente su internet, accadde qualcosa che ricordo ancora come fosse ora e che sarebbe passata inosservata ai più, in una sperduta ed ignota pagina web incrociai una semplice frase che avrebbe cambiato la mia vita:

l’economia è la scienza dell’azione umana 

era di un certo Von Mises, un economista austriaco del primo novecento

Riesco a sentire ancora oggi quella scintilla che si accese dentro di me, oggi so che aveva toccato la mia anima, ma non riesco a spiegare cosa fosse esattamente, ma sentivo che in quella frase c’era qualcosa di molto più profondo, fu per questa scintilla che mi ritrovai a digitare su google quel nome : Ludwig Von Mises

Da quel momento il percorso della mia vita deviò repentinamente e prese quella strada che mi ha portato fin qui in Cile, ad Exosphere, da dove ti sto scrivendo, a quella serenità di cui voglio parlarti oggi, infatti quel giorno fui letteralmente rapito da quest’uomo di un altro tempo e di un altra epoca, tanto che di li a poco lasciai l’Estonia e rientrai frettolosamente in Italia per studiare ogni parola scritta da questo genio del novecento !

Ma lasciami spiegare questo straordinario momento della mia vita con un’analogia: è come se quelle parole mi avessero permesso di aprire una porta a me sconosciuta, di aver fatto capolino e sbirciato una fioca luce lontana, lontanissima, ma che sentivo mi avrebbe portato a quella verità che inconsciamente cercavo da sempre, alla serenità, alla consapevolezza, ma nello stesso tempo sentivo che per arrivare al fondo di quella luce avrei dovuto attraversare un lungo e difficile cammino fatto di studio, sacrificio e sofferenza.

Ero veramente cosi folle da essere disposto ad affrontare qual cammino a quarantacinque anni ?

Ero veramente disposto a perdere degli anni per studiare e continuare a vivere in condizioni ancora più dure e miserabili, come uno studente squattrinato, solo per seguire quest’istinto che mi diceva che avrei trovato la serenità e le risposte a quella sete di verità che non mi aveva mai dato pace ?

Si! Ero disposto a correre questo rischio, a spendere tutto il tempo necessario fino alla comprensione profonda di quella frase

Per poco più di due anni, ogni santissimo giorno, ho studiato Mises, ossessionatamente, senza fare nient’altro, fino alla comprensione più profonda del suo pensiero, armonico e rigorosamente logico, e cosi dell’economia correttamente intesa come Lui la definisce, della politica, della sociologia e di tante altre cose che da questa derivano

Ho compreso la realtà per quello che è e con questa la causa prima delle distorsioni, manipolazioni e corruttele che, ahimè, attanagliano la vita di ognuno di noi e cosi dell’irreversibile decadenza di tutte le grandi istituzioni che regolano e governano la nostra vita quotidiana

Ma la cosa più importante è l’aver imparato a pensare criticamente, con la mia testa, ad utilizzare rigorosamente la logica, a non fermarmi mai più alla superficie e all’apparenza delle cose, ad avere il coraggio di seguire sempre le miei idee e a tenere sempre in mente il suo motto

Tutto questo lo devo a Ludwig Von Mises

La rabbia

La prima reazione fu di grandissina rabbia, un lunghissimo shock!

Cosa fare ora?

Gridare a tutto il mondo quanto la nostra percezione della realtà fosse distorta, quanto fossimo incapaci di pensare con la nostra testa e di essere cosi vittime inconsapevoli, ma colpevoli, di abnormi e corrotti sistemi di potere, di come tutte le istituzioni a cui ci appelliamo fossero esattamente l’opposto di quello che ritenevamo essere?

Educare ai principi fondamentali dell’economia correttamente intesa cosi da dare a tutti la possibilità di decifrare la realtà cosi come avevo fatto io, educare a saper pensare criticamente, e magari iniziare a lottare per cambiare radicalmente il sistema?

Fu proprio questa la mia reazione, decisi di canalizzare questa rabbia per iniziare a creare un movimento che combattesse lo status quo, partii aprendo un blog nella speranza di “educare le masse”, sarebbe stato un lavoro lungo e difficile, ma non mi spaventava, sapevo che la verità era dalla mia parte oltre che evidente e questo mi dava una grande energia ed entusiasmo.

Per un intero anno ho scritto settimanalmente, ho fatto di tutto per cercare d’informare, educare, allarmare, denunciare, oltre al blog ho parlato cosi tanto da essere considerato un folle, di non starci più con la testa, di essere diventato un rompiballe, o peggio, un “cospirazionista” che vedeva complotti e trame nere dappertutto, ho cercato alleati, ho contattato esperti, professori, imprenditori, ho lavorato a progetti di libri, di siti web, di associazioni, di partiti, invano…

Anche se tutto questo continuava ad alimentare la mia rabbia, determinazione, come se fosse una corsa contro il tempo aumentavo i miei sforzi, possibile che quello che vedevo cosi chiaramente davanti agli occhi, sempre più evidente, non fosse visto da nessun altro?

E’ stato a questo punto, all’apice di questa rabbia, che mi sono trovato ancora una volta solo, in compagnia della mia frustrazione, disperazione, depressione, ma che fare ora?

Continuare questa lotta contro i mulini a vento ? contro il senso comune nonostante fosse evidente solo a me?

Per certi versi la mia situazione era peggiore della precedente, questa volta c’era la logica e una comprensione più profonda ed amara della realtà, ma è stato in questo momento, durissimo, che ho fatto appello all’ultima e debolissima fonte d’energia e vitalità che sentivo dentro di me, che mi diceva di chiudere tutto, di andare via, e cosi ho fatto!

Ho preso gli ultimi risparmi e sono partito per il Cile, mai una decisione nella mia vita è stata cosi difficile e sofferta, alle soglie dei cinquant’anni sapevo che ripartire da zero e senza soldi in un Paese cosi lontano sarebbe stato durissimo, sapevo a cosa andavo incontro perchè non era la prima volta, ma sapevo anche che era una delle ultime occasioni prima di arrendermi completamente

Era l’inizio del 2012 e per due anni avevo rabbiosamente cercato di educare, informare, stimolare per dare il mio contributo a questo mondo… invano

L’accettazione

 

Sono andato fino alla fine del mondo, in Cile, senza un progetto, mosso solo da quella sensazione sempre più forte che mi diceva di agire, di venir fuori da quella trappola di uno stato mentale dove ci si crogiola nella soddisfazione interiore di aver compreso la realtà, di aspettare passivamente l’esito degli eventi e magari di assaporare quel sottile e subdolo piacere di vedere il sistema economico deteriorarsi per dimostrare a tutti di avere avuto ragione!

Sono andato in Cile seguendo solo il mio intuito, alla prima occasione, semplicemente rispondendo ad un commento in rete in una di quelle infinite discussioni di temi d’economia, ricordo si trattava di monete alternative, da parte di qualcuno che non conoscevo ma che viveva in quel Paese da diversi anni.

Con quel qualcuno due anni dopo avrei fondato il progetto più entusiasmante della mia vita: Exosphere :)

Ma cos’è accaduto in questi ultimi anni in Cile?

E’ accaduto che sono ripartito ancora una volta da zero, ma questa volta ero armato di una consapevolezza e una sicurezza in me stesso di cui non immaginavo l’esistenza e la potenza, ora non sentivo più fretta, ansia e tanto meno la paura di rischiare ancora, avevo la serenità per accettare ogni difficoltà e sacrificio e soprattutto sentivo dentro di me la forza e la serenità d’animo che mi avrebbe permesso di costruire solo qualcosa che avrei sentito profondamente nella mia anima… tu ne cede malis, sed contra audentior ito era diventato parte di me

La svolta è stata l’incontro con Skinner Layne, il “commentatore” di quel post che mi aveva parlato del Cile, con cui avrei trovato una profonda sintonia d’interessi e la stessa filosofia di vita

Per la prima volta in vita mia avevo trovato qualcuno che non solo aveva vissuto e continuava a vivere un travaglio e una ricerca interiore ancora più profonda e lacerante della mia, ma che aveva una straordinaria lucidità nel leggere la realtà, una grande forza interiore, e soprattutto un profondissimo desiderio di voler agire e lasciare il segno in questo mondo (lo slogan di Exosphere sarebbe diventato disturba l’Universo!)

Sono passati pochi anni dal nostro primo incontro in quello Starbucks di Santiago nel dicembre del 2010 dove per ore abbiamo parlato di ogni cosa e, nonostante oggi mi semba siano passati dei secoli, è proprio da quell’incontro che abbiamo messo le basi di questa straordinaria avventura che mi ha permesso non solo di continuare a scandagliare la mia anima, ma di continuare a crescere, ad agire e soprattutto di vivere la più incredibile delle esperienze con la creazione di Exosphere

Exosphere è sempre in movimento, come la vita, è partita come sintesi delle nostre esperienze di vita, dal desiderio di costruire un luogo che avremmo voluto disperatamente incontrare nella nostra vita, un luogo dove s’impara a farsi le Domande (quelle con la D maiuiscola) e a non aspettarsi risposte, perchè non ce ne sono, dove s’impara a scandagliare la propria anima, ad essere se stessi e a saper stare con gli altri, ad accetare la vita come una lunga serie di problemi da risolvere, ad agire secondo le proprie attitudini e talenti, a condividere la gioia nel risolvere questi problemi con lo spirito imprenditoriale e l’innovazione tecnologica e, soprattutto, a prendere la vita come una meravigliosa danza infinita, un tango senza fine…

ed ora chiudi gli occhi e ascolta questa musica ;)