Inflazione ufficiale e inflazione reale: un confronto che smaschera la frode dello stato

Il governo degli Stati Uniti e la FED misurano l’inflazione in un modo che ricorda le azioni di Robin Hood… ma al contrario. Le misure statali truffano i risparmiatori e i cittadini, in particolare gli anziani, mentre sovvenzionano le grandi banche e gli speculatori amanti della leva finanziaria. Lo fanno per dare alle FED un pretesto per perpetuare la ZIRP.

Stamattina i titoli dei giornali strillavano di dolore a causa di un calo dei prezzi al consumo nel mese di settembre. I media hanno doverosamente riferito che la cifra destagionalizzata è scesa dello 0.2% mese/mese. La cifra destagionalizzata del core IPC, escluso cibo ed energia, è aumentata dello 0.2%.

Nessuno nei media mainstream si domanda se i dati rappresentano in modo accurato l’inflazione.

Ma questi numeri non misurano “l’inflazione” in modo accurato. Escludono i prezzi degli asset e non misurano correttamente i prezzi al consumo. Questi numeri vengono soppressi mediante un’enorme sottovalutazione del costo in rapida crescita del settore immobiliare, a cui il BLS conferisce il peso maggiore tra le componenti dell’IPC.

Anche la destagionalizzazione ha soppresso i numeri di questo mese. La base per l’utilizzo di fattori stagionali sull’IPC è debole. Mentre i prezzi non aumentano in una linea retta, ci sono poche prove di una variazione costante e stagionale. Secondo una base non destagionalizzata l’IPC totale è sceso del -0.15% nel mese di settembre. Il core IPC è salito dello 0.3%.

Su base annua L’IPC è sceso dell’1.9%, perlopiù a causa del calo dei prezzi dell’energia, che quest’anno si sono stabilizzati (i prezzi della benzina sono aumentati del 13% sin da gennaio). Il core IPC è aumentato dell’1.9%. Siamo ancora al di sotto dell’obiettivo della FED al 2%.

Ecco il problema più grande con questi numeri.

I costi degli immobili rappresentano il 37% dell’IPC e il 41% del core IPC. Il governo usa una misura artificiale per quanto riguarda i costi degli immobili, chiamata Owner’s Equivalent Rent (OER). Secondo il tasso destagionalizzato, è aumentata dello 0.3% a settembre. L’incremento annuo è stato del 3%.

Il BLS ha inventato nel 1982 l’Owner’s Equivalent Rent come un sostituto per i prezzi delle case reali, perché l’inflazione immobiliare faceva aumentare troppo in fretta l’IPC. Il governo ha creato l’IPC come un mezzo per indicizzare i benefici, i salari e gli appalti dello stato. Il governo se la cava a buon mercato quando sottostima l’inflazione immobiliare.

L’imputazione di una misura falsa e sottistimata riguardo i costi immobiliari ha salvato al governo innumerevoli miliardi negli ultimi 33 anni e continua a farlo ancora oggi. Per esempio, oggi in pochi hanno notato che il governo ha annunciato che i destinatari della previdenza sociale non vedranno alcun aumento per i loro benefici. Che truffa.

L’inflazione reale dei prezzi immobiliari è a circa il 6% annuo. Gli aumenti effettivi delle locazioni si avvicinano a tale tasso. Secondo la società di ricerche sugli immobili Axiometrics, l’inflazione annua effettiva degli affiti ammontava a +5.3% a settembre. L’ottavo mese consecutivo di aumenti del 5% o più.

Il fatto che il governo imputi nell’IPC un’inflazione degli affitti al 3%, piuttosto che del 5.3%, non è altro che una frode. Se l’inflazione degli immobili fosse stata inclusa in modo corretto, aggiungerebbe un altro 0.9% al core IPC annuale. La sua corretta velocità sarebbe +2.8%.

Una misura utile per testare quanto detto è il Producer Price Index for Finished Consumer Goods less Food and Energy. Questo indice rappresenta i prezzi all’ingrosso dei beni di consumo ai rivenditori, che vengono sempre passati al consumatore al dettaglio. Tale cifra è rimasta sostanzialmente invariata su base mensile a settembre, scivolando dello 0.05%. È in crescita del 2.6% anno/anno.

Così, mentre il governo degli Stati Uniti trova il modo di punire continuamente gli anziani, o confiscando i loro risparmi con la ZIRP, o negando loro (con dati fraudolenti) un adeguamento al costo della vita nelle prestazioni previdenziali, l’inflazione marcia intorno al 2.6%-2.8% annuo.

Nel frattempo la FED rimane in disparte su questo argomento e non dice che se misurata onestamente, scopriremmo che l’inflazione dei beni di consumo è stata fino ad ora al di sopra del tasso target del 2% annunciato nel 2012. Purtroppo la FED favorisce una misura chiamata PCE (spesa personale al consumo), che è ancora più soppressa dell’IPC. Finché lo stato gioca con le componenti di queste misure per sottostimare i prezzi effettivi al consumo, la FED avrà una comoda scusa per non alzare i tassi d’interesse. Nel frattempo le distorsioni e le deformazioni causate dalla ZIRP continueranno a marcire.

Saluti,

 

Articolo di Lee Adler, tradotto da Francesco Simoncelli.