Gold standard e Nixon standard

Domenica 15 Agosto 1971, Richard Nixon mise termine unilateralmente all’ultima traccia di un esperimento negli affari monetari internazionali che si è protratto per oltre un secolo. Annunciò che il governo degli Stati Uniti non avrebbe più rispettato gli accordi di Bretton Woods del 1944 per consegnare l’oro a $35 l’oncia a qualsiasi governo o banca centrale.

Quello che abolì non fu il gold standard. Era uno standard basato sulle promesse del governo. Non c’è mai stato un gold standard nel diciannovesimo secolo o all’inizio del ventesimo secolo. Era sempre stato uno standard di promesse del governo. Era affidabile come una promessa del governo.

I governi annunciano sempre e difendono con il monopolio della violenza la loro sovranità sul denaro. Dicono che controlleranno i termini dello scambio. Tutti gli standard monetari sono basati sulle promesse del governo e gli IOU chiamati bond del governo. Questi contratti vengono sempre rotti dai governi. La sola grande eccezione nella storia fu Bisanzio per 800 anni, all’inizio del quarto secolo sotto l’imperatore Costantino.

Quello che Nixon distrusse era chiamato gold-exchange standard. Fu adottato per la prima volta dai governi alla Conferenza di Genova nel 1922. Era un’organizzazione per evitare di ritornare al gold standard antecedente la Prima Guerra Mondiale, che è stato indipendente ma quasi simultaneamente revocato dai governi Europei quando scoppiò la guerra in Agosto. Ricorsero tutti all’inflazione monetaria. Questo era un modo per nascondere alla popolazione i veri costi della guerra. Imposero una tassa, l’inflazione, e poterono dare la colpa per qualsiasi impennata nei prezzi a speculatori non patriottici. Ciò era possibile grazie ad una diffusa ignoranza riguardo le cause e gli effetti economici sull’inflazione monetaria e sull’inflazione nei prezzi. Non avrebbero potuto farlo se i cittadini avessero posseduto il diritto antecedente alla guerra di richiedere pagamenti in monete d’oro ad un tasso fisso. Avrebbero assaltato gli sportelli delle banche. I governi non avrebbero potuto inflazionare senza tirarsi indietro dalle loro promesse di redimere le loro valute in monete d’oro. Così, si sono tirati indietro mentre ancora avevano l’oro. Conclusero che sarebbe stato meglio rompere il contratto prima che dopo.

Le banche centrali raccolsero l’oro posseduto dai depositanti nelle banche commerciali. Poi i governi legalizzarono questa rottura dei contratti tra le banche commerciali ed i depositanti. Era un ottimo affare per le banche commerciali, le banche centrali ed i governi. Una canzone country sette decenni dopo ha riassunto l’economia dell’accordo dal punto di vista dei depositanti: “She got the gold mine. I got the shaft.”

Cos’era il gold-exchange standard? Era un tentativo da parte dei governi nel dopoguerra di conservare l’autonomia della banca centrale, ma continuare ancora a mantenere l’inflazione monetaria sotto controllo. Germania, Austria ed Ungheria adottarono tutte politiche di iperinflazione che sarebbero continuate fino alla fine del 1923. I governi adottarono uno pseudo gold standard. Permetteva alle banche centrali di comprare IOU (titoli di stato, NdT) della Gran Bretagna e degli Stati Uniti e pagare gli interessi. Questi IOU funzionavano come se fossero buoni quanto l’oro. La Gran Bretagna e gli Stati Uniti garantivano la consegna di lingotti d’oro a tassi fissi. Mantennero la convertibilità per le banche centrali. Le altre banche centrali non promisero la convertibilità con i loro cittadini. Così, potevano emettere IOU per i loro investitori interni senza la paura che i cittadini potessero assaltare gli sportelli delle banche per richiedere oro. Solo alle banche centrali era permesso assaltare gli sportelli delle banche, ovvero, alla Banca d’Inghilterra ed alla Federal Reserve.

Ciò ridusse le possibilità di assalti agli sportelli per richiedere oro. Solo gli Americani potevano fare assalti agli sportelli delle banche per oro sotto forma di richiesta di monete d’oro ad un tasso fisso di $20. L’Inghilterra ristabilì la convertibilità in lingotti d’oro nel 1925. Ciò impedì ai cittadini di richiedere monete d’oro. Si tirò indietro da ciò nel 1931. Poi Roosevelt si tirò indietro nel 1933. Proibì il possesso d’oro ai cittadini Americani ed ai residenti negli Stati Uniti. Poi nel 1934 aumentò il prezzo dell’oro da $20 a $35. Lasciò che le banche centrali ed i governi si gettassero sui lingotti d’oro posseduti dal governo degli Stati Uniti. Nixon terminò l’accordo nel 1971.

 

PROMESSE INFRANTE

Dal 1914 fino al 1971, abbiamo visto una serie di contratti rotti da parte dei governi nei confronti dei loro cittadini e degli altri governi. Ogni passo ha espanso la capacità dei governi centrali ad imporre la tassa dell’inflazione sui suoi cittadini e su ogni investitore estero in possesso di IOU del governo. Nessun governo o banca centrale ha deliberatamente ristretto l’offerta di denaro dopo il 1914. I fallimenti bancari, 1930-1933, hanno ridotto le offerte di denaro, ma questa non è stata la politica delle banche centrali da nessuna parte.

Il gold standard è stato sempre uno standard basato sulle promesse del governo. I governi hanno rotto le loro promesse come questione strategica sin dall’Agosto 1914.

I governi vogliono autonomia. E si intende autonomia dai cittadini. I cittadini esercitavano il controllo in due modi prima del 1914: votando (privilegio limitato) e possedendo monete d’oro (ampio privilegio). Era permesso dalla legge scambiare il denaro interno e ricevere monete d’oro ad un prezzo fisso l’oncia. Ciò fu tollerato dai governi fino a quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale. Poi, invocando il patriottismo, si tirarono indietro. Con la rimozione del potere di riscatto monetario per l’ampia massa di residenti – non sempre aventi diritto di voto – i politici non ripristinarono questo potere mai più per il popolo. I governi impongono l’autonomia sul denaro perché vogliono autonomia dalla popolazione.

Il popolo votante non ha mai realizzato ciò. Gli elettori non richiedono che i governi cessino di esercitare la sovranità monetaria. Nemmeno i teorici politici. Nemmeno la maggior parte degli economisti. Solo gli economisti della Scuola Austriaca richiedono questa cosa. Sono una piccola minoranza.

Gli elettori sin dalla Prima Guerra Mondiale hanno tollerato una serie di promesse rotte da parte dei governi riguardo la convertibilità in monete d’oro ad un prezzo fissato e garantito dal governo. I governi hanno regolarmente rimosso ogni potere dai cittadini che potevano imporre limiti alla capacità delle banche centrali di incrementare l’offerta di denaro. Oggi, le sole persone che hanno impedito all’inflazione della Federal Reserve del 2008 di diventare l’iperinflazione del 2011 sono i banchieri commerciali, che hanno incrementato i loro possedimenti di riserve in eccesso alla Federal Reserve. Il poolo non ha alcuna voce in capitolo in tutto ciò.

 

UN GOLD STANDARD DI LIBERO MERCATO

Un gold standard di libero mercato dovrebbe essere il risultato di due accordi legali:

  •     libera entrata nel business monetario,
  •     l’applicazione di contratti.

L’oro diverrebbe una valuta comune. Come lo diverrebbe l’argento, se la storia è una guida. Il governo dovrebbe uscire del tutto dal business monetario. Non dovrebbe pretendere alcuna autorità unica sul denaro. Deciderebbe l’unità monetaria in cui raccogliere le tasse – niente di più. Farebbe rispettare i contratti, ovvero scambi legali volontari in cui nessuna frode è coinvolta.

Ciò decentralizzerebbe e privatizzerebbe la creazione di denaro. Privatizzerebbe anche e decentralizzerebbe la frode della contraffazione. Opporrebbe banchieri contro banchieri, che parteciperebbero agli assalti agli sportelli contro le banche sospette. Decentralizzerebbe l’esecuzione della frode.

La rimozione della sovranità monetaria dai governi impedirebbe permanentemente alla frode di diventare centralizzata ed a norma di legge. Manterrebbe il governo/volpe lontano dalla creazione di denaro/stia per i polli. Renderebbe impossibile qualunque ripetizione della striscia di contratti rotti, dal 1914 al 1971, che ha segnato lo standard basato sulle promesse del governo mascherato da gold standard, poi da gold-exchange standard, poi da Stupido-Nixon Standard

 

CONCLUSIONE

Qualora qualcuno proponga una riforma monetaria che coinvolge il controllo del governo sul denaro, tenete a mente questa immagine:

Articolo di Gary North

Traduzione a cura di Francesco Simoncelli