La posizione peculiare ed unica dell’economia

La Singolarità dell’Economia

Ciò che assegna all’economia la sua posizione peculiare ed unica tanto nell’orbita della conoscenza pura che nell’utilizzazione pratica della conoscenza è il fatto che i suoi particolari teoremi non siano suscettibili a verifica o smentita sulla base dell’esperienza. Naturalmente, una misura suggerita dal sano ragionamento economico produce gli effetti attesi, e misure suggerite da fallaci ragionamenti economici mancano i fini perseguiti. Ma tale esperienza è ancora sempre esperienza storica, cioè esperienza di fenomeni complessi. Essa non può mai, com’è stato rilevato, provare o riprovare un teorema particolare. L’applicazione di teoremi economici spuri porta a conseguenze indesiderate. Ma questi effetti non hanno mai la forza di convinzione indiscutibile che presentano i fatti sperimentali nel campo delle scienze naturali. La misura ultima della correttezza o scorrettezza di un teorema economico è soltanto la ragione senza l’ausilio dell’esperienza.

La funesta importanza di questo stato di cose è ch’esso impedisce alla mente ingenua di riconoscere la realtà delle cose trattate dall’ economia. Agli occhi dell’uomo, “reale” è tutto ciò ch’egli non può alterare e alla cui esistenza deve adeguare la sua azione se vuole raggiungere i suoi fini. La conoscenza della realtà è una triste esperienza. Essa mostra i limiti alla soddisfazione dei desideri individuali. Soltanto con riluttanza l’uomo si rassegna ad ammettere che vi sono cose, cioè l’intero complesso di tutte le relazioni causali fra gli eventi, che i pii desideri non possono alterare. Però l’esperienza sensibile parla un linguaggio facilmente percepibile. È inutile discutere gli esperimenti. La realtà dei fatti sperimentalmente accertati non può essere contestata.

Ma nel campo della conoscenza prasseologica nè il successo, nè l’insuccesso parlano un linguaggio distinto comprensibile a tutti. L’esperienza derivata esclusivamente dai fenomeni complessi non impedisce di sconfinare in interpretazioni basate su riflessioni troppo soggettive. La propensione dell’ingenuo ad attribuire onnipotenza ai suoi pensieri, quantunque confusi e contraddittori, non è mai manifestamente e in modo non ambiguo smentita dall’esperienza. L’economista non può mai refutare i cocciuti e i ciarlatani dell’economia nel modo in cui il medico confuta l’empirico e il ciarlatano. La storia parla soltanto alla gente che sa interpretarla sulla base di corrette teorie.

 

Economia ed Opinione Pubblica

L’importanza di questa differenza epistemologica fondamentale diventa chiara quando ci si rende conto che l’utilizzazione pratica dei principii economici presuppone la loro approvazione da parte dell’opinione pubblica. Nell’economia di mercato la realizzazione di innovazioni tecnologiche non richiede altro che la conoscenza della loro ragionevolezza da parte di uno o di pochi spiriti illuminati. Nè la stupidità, nè l’incapacità di una parte delle masse possono arrestare i pionieri del progresso. Non v’è bisogno per essi di ottenere l’approvazione a priori della gente inerte. Sono liberi di impegnarsi nei loro progetti anche se tutti gli altri li deridono. Successivamente, quando prodotti nuovi, migliori e più convenienti appaiono sul mercato, questi schernitori lotteranno per arrivare primi ad acquistarli. Comunque stupido possa essere, l’uomo sa come distinguere la differenza tra scarpe a buon mercato e scarpe care, e apprezzare l’utilità dei prodotti nuovi.

Ma è differente nel campo dell’organizzazione sociale e delle politiche economiche. Qui le migliori teorie sono inutili se non sostenute dall’opinione pubblica. Esse non possono tradursi in pratica se non appoggiate dalla maggioranza. Qualunque sia il sistema di governo, non è possibile governare a lungo una nazione sulla base di dottrine che discordano dall’opinione pubblica. In definitiva la filosofia della maggioranza prevale. A lungo andare non esiste un sistema impopolare di governo. La differenza tra democrazia e dispotismo non influenza il risultato finale. Essa si riferisce soltanto al metodo col quale è realizzato l’adattamento del sistema di governo all’ideologia sostenuta dall’opinione pubblica. Gli autocrati popolari possono essere detronizzati soltanto da una sollevazione rivoluzionaria, mentre i governanti democratici impopolari sono pacificamente eliminati alla successiva elezione.

La supremazia dell’opinione pubblica non determina soltanto la posizione singolare che l’economia occupa nel complesso del pensiero e della conoscenza. Essa determina l’intero processo della storia umana. Le discussioni tradizionali relative all’importanza dell’individuo nella storia non colpiscono nel segno. Ogni cosa pensata, fatta e realizzata è realizzazione di individui. Le nuove idee e le innovazioni sono sempre realizzazioni di uomini non comuni. Ma questi grandi uomini non possono riuscire ad adattare le posizioni sociali ai loro piani se non convincono l’opinione pubblica.

La prosperità della società umana dipende da due fattori : la capacità intellettuale di uomini eccezionali a concepire sane teorie economiche e sociali e l’abilità di altri uomini a rendere queste ideologie gradite alla maggioranza.

L'articolo originale: https://mises.org/library/peculiar-and-unique-position-economics