Il ruolo dei parlamenti nella lotta alla corruzione

In linea generale, gli studiosi hanno identificato tre serie di azioni che i parlamenti e le assemblee legislative possono intraprendere per ridurre la corruzione (Pelizzo E Stapenhurst, 2014). In primo luogo, come organi legislativi, i parlamenti possono introdurre e approvare proposte legislative per regolare il finanziamento delle campagne elettorali e il finanziamento ai partiti, come anche per affrontare la corruzione e il riciclaggio di denaro.

In secondo luogo, legislature possono anche elaborare codici di condotta o codici etici per fornire ai parlamentari delle indicazioni su come siano tenuti a comportarsi, per spiegare che cosa rappresenti una condotta appropriata e per stabilire opportune sanzioni per eventuali violazioni dei codici stessi (Pelizzo e Stapenhurst, 2014) . Inoltre, legislature sono in grado di istituire comissioni etiche. cioe’ delle commissioni parlamentari il cui compito e’ quello di aiutare i parlamentari a risolvere i dilemmi etici che essi possono incontrare nel corso della loro attività legislativa e di assicurarsi che le norme contenute nei codici di condotta vengano opportunamente implementate e rispettate. Infine le legislature possono contribuire a ridurre la corruzione eseguendo in modo efficace la loro funzione di vigilanza. Chiedendo al governo a rendere conto delle sue azioni, delle sue spese e della implementazioni delle politiche publiche adottate, i parlamenti sono (o hanno il potenzialita’ di essere) la pietra angolare di qualsiasi sistema di responsabilità.

Un numero crescente di studi ha mostrato come l’efficacia con cui le legislature svolgono la loro funzione di sorveglianza – o di controllo e indiirizzo -dia un contributo significativo al miglioramento della qualità della democrazia, alla legittimità e alla stabilità dei regimi politici, e alla lotta contro la corruzione (Pelizzo e Stapenhurst, 2012) .

Un recente studio prodotto dal GOPAC ha confermato quest’ultima conclusione, dimostrando empiricamente che i paesi in cui legislature svolgono con efficacia la loro funzione di controllo e inidirizzo, godano di una migliore qualita’ democratic, sia piu’ stabili (o meno propensi alla destabilizzazione e altri simili rischi politici) e siano caratterizzati da un minor tasso di corruzione (GOPAC, 2013).

Una efficace azione di controllo, da parte dei parlamentari, comporta benefici chiari. Ed in anni recenti alcuni studiosi si sono premurati capire quale sia il nesso causale fra l’efficacia dell’azione di controllo parlamentare e il benefici summenzionati, ovvero tra un efficace controllo parlamentare e il buon governo.

I più recenti contributi a questa linea di indagine hanno dimostrato come l’impianto istituzionale e gli attori politici svolgano un ruolo chiave nel determinare l’efficacia con cui i legislatori svolgono la loro funzione di sorveglianza (Pelizzo e Stapenhurst, 2013). Per quanto riguarda i fattori istituzionali, e’ stato dimostrato come il numero e il tipo di strumenti di controllo parlamentare (interrogazioni, interpellanze, audizioni in commissione, etc), la presenza di organismi indipendenti (Agenzie anti-corruzione, ombudsman, etc) e l’esistenza di una pluralita’ di fonti di informazioni libere e affidabili influenzino la capacità di un legislatore di eseguire con successo la sua funzione di sorveglianza (Pelizzo e Stapenhurst, 2013). Ma mentre questi tre fattori possono fornire un’indicazione accurata del potenziale supervisione di un legislatore – potenziale di cui ha scritto magistralmente Sartori- l’efficacia dell’azione di controllo parlamentare non può essere semplicemente ridotta alla capacità o al potenziale di monitoraggio, controlloe indirizzo. Infatti, l’efficacia di un regime di sorveglianza riflette non solo la capacità di sorveglianza di una legislatura, ma anche la volontà politica di fare un uso efficace di tale capacità (Pelizzo e Stapenhurst, 2012).

Nel nostro lavoro abbiamo sostenuto come il fattore più importante nel determinare l’ efficacia dell’azione di controllo parlamentare è la richiesta o la domanda, da parte dei cittadini, di buon governo e la trasparenza (Pelizzo e Stapenhurst, 2013). Tale richiesta, espressa spesso dalle organizzazioni espressione della cosiddetta società civile, rende chiaro ai legislatori da un lato che essi godono del sostegno popolare mentre svolgono la loro funzione di controllo e, dall’altro, che l’esercizio di una efficace azione di controllo puo’ essere remunerativa in sede elettorale .

Pertanto l’ espressione di un desiderio di buon governo da parte dei cittadini incentiva i legislatori a lavorare in modo produttivo e di svolgere con attenzione le loro parte nel sistema di “checks and balances”.
I legislatori potrebbero non essere sempre campioni di buon governo per il solo amore dell’integrita’, ma sono certo piu’ propensi ad esserlo quando un’efficace azione di controllo puo’ aiutarli ad acqusire consensi ed essere rieletti.

 

Riferimenti Bibliografici

  • GOPAC (2013) Improving Democratic Accountability Globally: A Handbook for legislators on congressional oversight in presidential systems, Ottawa, GOPAC.
  • Mauro, P. (1997) “The Effects of Corruption on Growth, Investment and Government Expenditure: A Cross Country Analysis”, in: K.A. Ellio (ed.) Corruption and the Global Economy, pp. 83–107 Washington, DC: Institute for International Economics.
  • Pelizzo, R. (2012) Le Strategie Della Crescita. Saggi di Politica Economica, Napoli, Guida.
  • Pelizzo, R. and R. Stapenhurst (2012) Parliamentary Oversight Tools, London, Routledge.
  • Pelizzo, R. and R. Stapenhurst (2013) Government Accountability and Legislative Oversight, New York, Routledge.
  • Pelizzo, R. and R. Stapenhurst (2014) Corruption and Legislatures, New York, Routledge.