I banchieri centrali stanno rompendo le uova nel paniere di Dio

BALTIMORE – Il prossimo mese ci sarà da divertirsi…

Mario “whatever it takes” Draghi potrebbe inondare i mercati azionari con ulteriori misure di stimolo.

Sul tavolo c’è più QE… ed ulteriori tagli al tasso di rifinanziamento chiave.

Anche i federali cinesi potrebbero offrire l’ennesimo regalo ai titolari di asset.

Secondo il Wall Street Journal potrebbero essere messi sotto osservazione gli acquisti di proprietà e potremmo assistere ad un altro taglio dei tassi d’interesse (il numero 7 sin dallo scorso novembre).

E ieri il presidente della FED, Janet Yellen, ha detto al Club economico di Washington:

Se il ​​FOMC dovesse ritardare per troppo tempo lo svolgimento della politica di normalizzazione, probabilmente finiremmo per dover restringere la politica in modo brusco affinché l’economia non ci sfugga di mano. Tale restringimento brusco rischierebbe di perturbare i mercati finanziari e forse spingerebbe involontariamente l’economia in recessione.

Ci viene detto che in Europa, Asia e America i banchieri centrali hanno la situazione sotto controllo.

Ma queste politiche – in realtà, TUTTE le politiche delle banche centrali negli ultimi 30 anni – sono state o un errore o un imbroglio.

…sono state perpetrate da matti o da imbroglioni… a seconda di come la si guarda.

…e hanno rappresentato un trasferimento intenzionale di ricchezza dalla popolazione all’elite del mondo. Oppure il trasferimento di ricchezza è risultato una conseguenza involontaria di una linea di politica pasticciata?

No, supponiamo che sia la prima.

Il QE poteva essere un errore quando fu tentato dal Giappone 20 anni fa. Ma dopo tanti anni di tentativi ed errori, sappiamo come funziona: prende la ricchezza di alcune persone (per lo più risparmiatori della classe media) e la dà agli altri (soprattutto speculatori ricchi).

Questo è un problema, perché sappiamo, sia in teoria che in pratica, che rubare ai ricchi per dare ai poveri non funziona tanto bene. Il ricco si china e schiva, mentre il povero perde l’incentivo a cavarsela da solo.

Ora stiamo scoprendo che neanche l’approccio opposto funziona: non si può derubare il povero per dare ai ricchi e aspettarsi che l’economia migliori.

Già il tasso di rifinanziamento chiave della Banca Centrale Europea è MENO 0.2%. Siamo rimasti stupiti e confusi da questi tassi negativi per tanto tempo. Suggeriscono una cosa impossibile: che il valore del denaro valga meno di niente. E se le coste stanno così, anche il valore di tutto ciò che il denaro compra – compreso il lavoro – dev’essere meno di zero…

…un pensiero così strano e assurdo non può essere affatto corretto.

Ma dopo un paio di notti di meditazione – aiutati dalle intuizioni di Charles Gave, presidente di GaveKal Research – pensiamo di capirci qualcosa di più.

In primo luogo, dice Charles, i tassi negativi sono un affronto alla natura… e un insulto agli dei.

Nel presente il denaro vale intrinsecamente di più rispetto alla stessa quantità tra un anno, perché nel frattempo potrebbe accadere qualcosa. Qualcun altro potrebbe comprare la casa che volevate. Il mutuatario potrebbe morire e non ripagarvi. Oppure voi potreste morire, senza mai vedere di nuovo i vostri soldi.

È per questo che i creditori devono essere pagati per il rischio che qualcosa andrà storto…

Nel frattempo l’Antico Testamento ci ricorda che Dio cacciò Adamo ed Eva dal giardino dell’Eden con questa maledizione: “D’ora in poi vi guadagnerete il pane col sudore della vostra fronte”.

Ma l’obiettivo delle banche centrali è quello di rompere le uova nel paniere di Dio. I federali vogliono che le persone consumino il loro pane prim’ancora che indossino la loro tuta da lavoro.

Nel lungo periodo tutto questo non funziona. La spesa a credito equivale essenzialmente a spendere i soldi di qualcun altro. E prima o poi il denaro altrui finisce.

Lord Keynes – da cui i federali traggono ispirazione – c’ha detto di non preoccuparci. Nel lungo periodo, disse, siamo tutti morti.

Keynes è morto. E ora siamo arrivati al lungo periodo.

Saluti,