Sradicare la corruzione accademica per prevenire la corruzione

Gli studi condotti nel corso degli ultimi due decenni hanno dimostrato che gli individui, a prescindere dal fatto che siano membri della élite politica (Mancuso, 1995; Allen, 2008; Pelizzo e Ang, 2008), di servizio pubblico (Bruce, 1994; Bruce , 1995; Bruce, 1998) o della società in generale hanno una vasta gamma di attitudini e le preferenze etiche spesso contrastanti. Studi condotti in questa linea di indagine hanno dimostrato che le persone etiche, le persone con valori etici, sono più produttive (Bruce, 1994), che sono meno propense a comportarsi in maniera scorretta, non etica o dannosa (Bruce, 1998), e che educare le persone all’etica è molto utile per ridurre il rischio di un comportamento improprio (Bruce, 1998).

Anche se queste analisi suggeriscono che la scuola o l’università possono promuovere il buon governo e, di conseguenza, contribuire alla lotta alla corruzione, per esempio offrendo corsi di etica e di lotta alla corruzione, gli studi sulla corruzione accademica hanno dimostrato che vi è un secondo modo in cui le università possono promuovere i valori etici e i principi del buon governo: sradicando la corruzione accademica, spesso endemica nei paesi in via di sviluppo, e fornendo agli studenti un ambiente privo di corruzione dove proseguire il loro percorso accademico e scuola e universita’ permettono agli studenti di essere socializzati in una cultura di integrità.

Vari studi hanno mostrato le credenze, i sistemi di credenze, i valori e le scelte degli studenti che sono direttamente esposti alla corruzione accademica siano profondamente e forse permanentemente influenzati da questo tipo di esperienze (Rumyantseva, 2005). E’ stato dimostrato infatti che gli studenti che hanno sperimentato direttamente la corruzione accademica hanno una maggiore tolleranza per la corruzione, sono più propensi a considerare la corruzione come un modus operandi accettabile, e siano più propensi a corrompere o ad essere corrotti.

Le analisi empiriche hanno, purtroppo, rivelato che la corruzione accademica nelle sue varie manifestazioni – regali, tangenti, contraffazione dei voti, divulgazione di informazioni riservate, lo sfruttamento sessuale, uso privato di fondi scuole (Heyneman, 2007) – sia estremamemnte diffusa nei paesi in via di sviluppo e che una percentuale estremamente elevata di studenti universitari, nel corso degli studi universitari, facciano un’ esperienza diretta della corruzione accademica.

In Nigeria il 54 per cento della popolazione ritiene che il sistema educativo sia altamente corrotto (Kigotho, 2013). In Ucraina il 33,2 per cento degli studenti ha dichiarato di avere esperienza diretta di corruzione e un ulteriore 29,1 per cento riferisce di aver sentito parlare di corruzione da parte di persone che ne hanno fatto esperienza diretta (Kvit, 2012). In un’analisi comparata della corruzione nel settore dell’istruzione superiore in Europa centrale e orientale, Heyneman, Anderson e Nuraliyeva (2008) hanno mostrato che il 60 per cento degli studenti bulgari, il 62 per cento degli studenti croati, il 66 per cento degli studenti serbi e l’80 per cento di studenti moldavi fossero a conoscenza di tangenti pagate da altri studenti per indurre i docenti a modificare, ovvero alzare, i voti. Inoltre, questi autori hanno riferito come altre forme di corruzione accademica fossero a loro volta abbastanza comuni. Le prove presentate da Heyneman, Anderson e Nuraliyeva (2008) ha rivelato che più di un terzo degli intervistati ritenesse che il processo di selezione ufficiale potrebbe essere aggirato e che i docenti e/o gli amministratori incaricati dell’ammissione degli studenti alterassero fraudolentemente i risultati degli esami di ammissione. Peggio ancora, percentuali significative di studenti (4 per cento in Serbia, 5 per cento in Croazia, 7 per cento in Bulgaria e il 28 per cento in Moldavia) hanno riferito di aver pagato i docenti per poter superare gli esami. Infine, in una delle analisi più complete della corruzione accademica nel mondo, Johnson (2008) ha documentato come vi siano casi di corruzione accademica in un po’ tutti i paesi del mondo tra i quali l’Australia, la Cina, l’Italia, l’India, il Kyrgyzstan, la Nigeria, la Russia, il Sud Africa, il Tagikistan, la Tailandia, la Turchia, e lo Zimbabwe.

Insomma la corruzione accademica esiste un po’ ovunque, assume molte forme, e prepara il terreno per altre forme di corruzione.

Nel corso degli anni, diversi studi si sono premurati di esplorare le cause della corruzione e hanno formulato varie raccomandazioni su come questa potrebbe essere ridottoa e, eventualmente, eliminata. Scarsa attenzione è stata dedicata al rapporto tra corruzione accademica e corruzione in generale, così come a quello che le università possono fare nella lotta contro la corruzione.

L’implicazione chiave degli studi a cui abbiamo fatto precedentemente riferimento e’ che scuola e università possono svolgere un ruolo importante nel contrastare la corruzione. Insegnando moduli etica, eliminando la corruzione accademica, fornendo agli studenti ambienti accademici integri e senza corruzione, le università possono dare un contributo durevole alla promozione dei valori etici fra i giovani e possono cosi’ contribuire a prevenire la corruzione nella societa’ e nelle istituzioni.

Bibliografia scelta

  • Allen, Nicholas. “A new ethical world of British MPs?.” The Journal of Legislative Studies 14.3 (2008): 297-314.
  • Bruce, Willa. “Ethical people are productive people.” Public Productivity & Management Review (1994): 241-252.
  • Bruce, Willa. “Ethics education in municipal government: It does make a difference.” Teaching Ethics and Values in Public Administration Programs: Innovations, Strategies, and Issues (1998): 231.
  • Bruce, Willa. “Ideals and Conventions: Ethics for Public Administrators.” Public Administration Review-Washington DC- 55 (1995): 111-111.
  • Heyneman, Stephen. “Buying your way into heaven: the corruption of education systems in global perspective.” Perspectives on Global Issues 2.1 (2007): 1-8.
  • Heyneman, Stephen; Anderson, Kathryn; Nuraliyeva, Nazym. “The cost of corruption in higher education.” Comparative Education Review 52.1 (2008): 1-25.
  • Johnson, Vincent. “Corruption in education: A global legal challenge.” Santa Clara L. Rev. 48 (2008): 1.
  • Kigotho, Wachira, “Tackling corruption in African higher education”, University World News, October 1, 2013, available online: http://www.universityworldnews.com/article.php?story=20131001155326466&query=tackling+corruption
  • Kvit, Serhiy, “Country would benefit from further European integration”, University World News, July 8, 2012, available online: http://www.universityworldnews.com/article.php?story=20120705122144461&query=country+would+benefit
  • Mancuso, Maureen. Ethical World of British MPs. McGill-Queen’s Press-MQUP, (1995).
  • Pelizzo, Riccardo, and Bernice Ang. “An ethical map of Indonesian MPs.”Public integrity 10.3 (2008): 253-272.
  • Rumyantseva, Nataliya. “Taxonomy of corruption in higher education.”Peabody Journal of Education 80.1 (2005): 81-92.