Un rallentamento nella crescita dell’offerta di denaro rappresenta una minaccia per le bolle

Nel quarto trimestre il tasso annuo di crescita del prodotto interno lordo reale è sceso all’1.9% rispetto al 2% del trimestre precedente.

Utilizzando il nostro modello econometrico su larga scala, suggeriamo che il tasso annuo di crescita del PIL potrebbe scendere all’1.7% entro il terzo trimestre prima di rimbalzare al 2.4% entro il quarto trimestre. Anche per il quarto trimestre dell’anno prossimo prevediamo un 2.4%.

 

Gli ultimi dati ritraggono un quadro variegato per quanto riguarda l’attività economica. A gennaio il tasso annuo di crescita degli ordini dei beni durevoli è balzato all’1.8% rispetto al -0.1% del mese precedente.

Nel frattempo a febbraio l’indice manifatturiero della FED del Kansas è sceso a -12% rispetto al -9% a gennaio.

Inoltre nel mercato immobiliare ci sono segnali misti, con il tasso annuo di crescita delle vendite di case all’11% a gennaio rispetto al 7.5% di dicembre, mentre il tasso di crescita annuale delle vendite di case nuove è sceso a -5.2% a gennaio rispetto al 9.9% del mese precedente.

Inoltre l’indice di fiducia dei consumatori del Conference Board si è indebolito a febbraio, infatti è sceso a 92.2 rispetto a 97.8 del mese precedente.

Le sole variazioni dei vari indicatori non ci forniscono le informazioni necessarie per capire perché siano avvenuti. Secondo la nostra ottica la chiave per capirli è lo stato del bacino della ricchezza reale.

I forti aumenti del tasso di crescita annuale dell’offerta di moneta prima del suo picco nell’ottobre 2011, quando s’attestava al 14.8%, hanno contribuito ad indebolire il ritmo di creazione della ricchezza reale.

Da allora il tasso di crescita annuale del nostro aggregato monetario, AMS, ha seguito un trend calante. Riteniamo che questo abbia indebolito le varie bolle, le quali sono emerse grazie ai forti aumenti monetari del passato.

Sebbene una diminuzione dell’offerta di moneta rappresenti una cattiva notizia per le bolle, rappresenta una grande notizia per i creatori di ricchezza poiché rallenta il ritmo con cui viene deviata ricchezza dalle loro mani. Il bust delle bolle pianta il seme per una crescita economica reale. Per il momento suggeriamo che il processo di pulizia è ancora in atto.

Poiché l’effetto ritardato dalle variazioni monetarie alle variazioni nelle varie attività potrebbe essere molto lungo e variabile, non dovrebbe sorprendere se attualmente alcune attività tendono a mostrare un rafforzamento mentre altre mostrano un indebolimento.

La diminuzione della crescita tendenziale dell’offerta di moneta è probabile che nei prossimi mesi mantenga sottotono l’inflazione dei prezzi ed è probabile che metta pressione al ribasso sui tassi d’interesse. Allo stesso modo, suggeriamo che la pressione al ribasso sulle materie prime rischia di rimanere intatta per il momento.

L'articolo originale: http://www.cobdencentre.org/2016/03/downtrend-in-the-growth-rate-of-money-supply-poses-a-threat-to-bubble-activities/