L’Italia ha ottenuto l’accesso a prestiti “straordinari” da €150 miliardi per salvare le banche

Come abbiamo notato oggi, le voci di un salvataggio bancario italiano, che sono circolate lunedì mattina e sono state prontamente negate dalla Merkel il giorno dopo, sono diventate più forti dopo la pubblicazione di un articolo della Reuters in cui si diceva che il governo italiano stesse prendendo in considerazione modi più creativi per iniettare liquidità nelle banche italiane. Tuttavia si trattava solo di un antipasto al piatto principale, il quale è arrivato nella giornata di oggi, quando il Wall Street Journal, citando un portavoce del braccio esecutivo dell’Unione Europea, ha riferito che la “Commissione europea ha autorizzato l’Italia ad usare garanzie governative per creare un programma di sostegno precauzionale alla sue banche.”

Com’è potuto succedere così tranquillamente e senza la benedizione della Merkel? Il WSJ dice che il programma è stato approvato nell’ambito di “regole straordinarie anti-crisi per gli aiuti di stato.”

E noi che pensavamo che le banche italiane stessero andando così bene, visto quello che raccontavano i canali ufficiali. Oh aspettate, in realtà non c’abbiamo mai creduto.

Come osserva il WSJ, il piano “anti-crisi” proposto è “l’altra gamba di un piano d’intervento preso in considerazione dal governo, e cioè l’iniezione diretta di capitale nelle banche italiane che convoglierebbe fino a €40 miliardi nel settore bancario”. È anche il piano che la Merkel ha presumibilmente bocciato. Tuttavia l’Europa aveva un piano B nella manica.

Quali sono i dettagli di questo ultimo programma “anti-crisi”?

Secondo un funzionario dell’UE, il programma di sostegno include €150 miliardi in garanzie governative. Il WSJ aggiunge che il portavoce della Commissione ha rifiutato di commentare l’importo delle garanzie che sono state autorizzate, ma ha detto che il bilancio richiesto dal governo italiano era stato considerato appropriato. Il Ministero dell’Economia italiana ha rifiutato di commentare.

Una dettaglio divertente: “Solo le banche solventi si qualificherebbero per accedere al programma di sostegno, il quale è stato autorizzato fino alla fine dell’anno.” Il problema è che con €360 miliardi in sofferenze, ogni banca in Italia è insolvente, il che significa implicitamente che saranno tutte considerate solventi o altrimenti nessuna ne beneficerà.

A conferma della gravità della situazione italiana, c’è la decisione presa domenica scorsa riportata sempre dal WSJ: “Sembra che i governi si stiano muovendo per puntellare le banche sulla scia delle turbolenze nei mercati dopo il referendum nel Regno Unito.”

In altre parole, proprio come abbiamo detto prima, il Brexit non era altro che uno stratagemma europeo per una “crisi” progettata in modo da ottenere due cose: aumentare la portata del QE (cosa confermata anche dalla BOE, molto probabilmente con il coinvolgimento della BCE), e facilitare il piano di salvataggio delle banche italiane insolventi. Vale a dire:

Il Brexit sarà solo il capro espiatorio usato da Renzi e dall’Italia per aggirare i divieti della zona Euro. E se non ci riuscirà, tutto quello che Renzi dovrà fare, sarà accennare ad un referendum riguardante l’uscita dell’Italia dall’Europa. Guardate poi come la Merkel si arrampicherà sugli specchi per consentire all’Italia di fare tutto ciò che vuole, proprio per evitare l’umiliazione di un potenziale “Italeave.”

E mentre Angela Merkel bocciava apparentemente la proposta lanciata dall’Italia, l’Europa — sicuramente sotto la guida di Mario Draghi — ha trovato un modo per aggirare il suo potere di veto.

“Questa decisione e altre precedenti dimostrano l’esistenza di una serie di soluzioni che possono essere messe in atto nel pieno rispetto delle norme UE, in modo da affrontare le turbolenze nei mercati”, ha detto il portavoce.

A dire il vero il mercato dell’Italia è stato davvero movimentato: le banche italiane hanno perso più della metà della loro capitalizzazione di mercato sin dall’inizio dell’anno, in quanto gli investitori si sono preoccupati dell’esposizione ai crediti inesigibili. Alcune banche italiane hanno visto le proprie azioni scendere di circa il 75%.

Ma ciò che più sorprende, è la conclusione del WSJ riguardo quello che si suppone debba evitare il suddetto piano: non fermare il crollo del prezzo delle azioni, ma evitare una corsa agli sportelli bancari.

Una persona che conosce i piani del governo italiano, ha detto che il gabinetto del primo ministro Matteo Renzi sperava di utilizzare un bacino di liquidità per contenere il panico degli investitori, che potrebbe tradursi in una corsa ai depositi e intaccare la liquidità delle banche.

Inutile dire che ponderare su come evitare il “panico degli investitori” e prevenire una “corsa ai depositi”, significa che le banche italiane devono essere veramente sull’orlo del collasso.

Infine, per coloro curiosi di sapere qualche indiscrezione sui tempi, citiamo il portavoce della Commissione Europea, secondo cui “non vi è alcuna aspettativa sull’uso effettivo di questo programma.”

Cosa debba significare veramente questa dichiarazione, e se un piano preventivo per salvare le banche italiane “aumenterà la fiducia”, lo lasciamo al giudizio dei lettori.

L'articolo originale: http://www.zerohedge.com/news/2016-06-30/european-commission-grants-italy-crisis-%E2%82%AC150bn-bank-bailout-program-prevent-run-depo