In che modo le banche centrali stanno dissanguando la classe media

euro_1Gli Stati assistenzialisti occidentali conoscono molti modi per disfarsi del loro enorme debito sovrano – un costo enorme per i loro cittadini. Non appena il peso del debito diventa insostenibile, lo stato semplicemente riforma la valuta. In questo modo il debito dello stato verrà “aggiustato” tramite la ricchezza privata dei cittadini. E’ qui che i cittadini costateranno che il debito del loro stato è in realtà il loro stesso debito.

Ma lo stato non ha sempre bisogno di avvalersi di questi strumenti di tortura. Può utilizzare degli strumenti più sottili come la repressione finanziaria.

Che cosa è la repressione finanziaria?

Repressione finanziaria” indica un insieme di strumenti tramite i quali lo stato può intervenire sul mercato e mantenere artificialmente basso il costo del suo rifinanziamento (gli interessi sul suo debito). In conseguenza di ciò i risparmiatori e gli investitori subiranno dei tassi d’interesse reali negativi giacché i tassi d’interesse nominali sono sotto il tasso d’inflazione. La differenza matematica tra il tasso d’interesse nominale dei risparmiatori e il tasso d’inflazione è la perdita di ricchezza, cioè il tasso al quale risparmiatori e investitori sono costretti a contribuire per il finanziamento del debito dei loro stati.

In circostanze normali, l’aumento dell’entità del debito dello stato causerebbe una salita dei tassi di interesse. Mantenendo però i tassi d’interesse artificialmente bassi, lo stato necessita soltanto di una piccola crescita nominale dell’economia per liberarsi lentamente dal suo debito – a discapito di risparmiatori e investitori. Con la repressione finanziaria, la ricchezza è ridistribuita in modo occulto – da risparmiatori e investitori verso lo stato.

I tassi d’interesse reali negativi sono causati, tra l’altro, dalle politiche monetarie di bassi tassi di interesse delle banche centrali politicamente legittimate da quando è scoppiata la crisi dei debiti sovrani e da quando sono state implementate le azioni volte a salvare l’Euro. Allo stesso tempo, il denaro degli investitori defluisce dai paesi in crisi e si riversa in quegli stati che sono (ancora) considerati sicuri, determinando in questi ultimi un ulteriore diminuzione dei tassi di interesse.

Si sente spesso dichiarare che i tassi d’interesse bassi stanno rivitalizzando la crescita e il ciclo economico ma è stato dimostrato che in realtà ciò è errato.

Risparmiatori e investitori stanno perdendo questa battaglia

Al momento, risparmiatori e investitori in tutto il mondo stanno perdendo più di cento miliardi di euro l’anno poiché in molti paesi il tasso d’inflazione è più alto dei tassi d’interesse. In questo periodo 23 paesi stanno subendo tassi di interesse negativi. Perfino i risparmiatori tedeschi da soli stanno perdendo circa 14 miliardi di euro l’anno utilizzando depositi del mercato monetario, conti postali e conti risparmio. Questo è stato dimostrato dai calcoli effettuati dalla DekaBank di Francoforte e dall’Istituto per la Ricerca Economica di Colonia in Germania (IW).

Al contrario, quando un cittadino è debitore nei confronti (tasse) dello stato, gli attuali tassi d’interesse bassi non stanno svolgendo alcun ruolo. Indebitarsi verso lo stato costa ancora 6% l’anno – e per lo stato il rischio è minimo, poiché, diversamente dai creditori privati, lo stato può pignorare le proprietà di un debitore quasi senza preavviso.

La classe media sta soffrendo

La repressione finanziaria – definita anche “ una tassa su conti risparmio per superare la crisi” sta attualmente colpendo più duramente la classe media rispetto a quella agiata poiché le pensioni della classe media (polizze vita e piani risparmio) sono quelle che ne stanno risentendo maggiormente. I sistemi dei fondi pensione assicurativi diventano poco attraenti poiché i risparmiatori non li trovano più degli investimenti che forniscono un tasso di rendimento rilevante. Questo problema che oggi già esiste nei sistemi pensionistici retributivi a ripartizione (the pay-as-you-go) non può più essere risolto con i piani pensionistici privati. I tassi d’interesse semplici e composti sono così bassi che non riescono a contribuire tanto all’accumulo di capitale quanto fu previsto, per esempio, quando in Germania fu introdotto lo schema pensionistico del ministro Riester (“piano pensionistico Riester”). In quel caso, sono stati inutili anche i contributi statali per lo“schema pensionistico Riester”. Perciò ora esiste un colossale deficit di accantonamento finanziario per questi piani pensione.

Un duro colpo per i piani pensione

Se il periodo di bassi tassi d’interesse continuerà per molto, alcune compagnie assicurative inizieranno ad avere problemi di liquidità poiché queste detengono (sono obbligate) più del 60% dei loro investimenti in strumenti a reddito fisso. Questo vuol dire che diminuiscono i bonus derivanti dalla distribuzione dei profitti. Circa 40 milioni di famiglie in Germania sarebbero colpite da una diminuzione dei buoni di credito emessi da queste aziende. I clienti devono continuare ad attendersi una diminuzione del livello di partecipazione agli utili e rendimenti minimi che diventano sempre più bassi. In Germania, la differenza tra il rendimento prodotto dalle compagnie di assicurazione vita e il tasso d’interesse garantito è, in media, appena 0,4 percento. E’ naturale chiedersi: quante compagnie di assicurazione vita hanno sufficienti riserve finanziarie per sopravvivere a questi bassi tassi di ritorno sui loro investimenti? L’industria delle assicurazioni sulla vita non è l’unica a soffrire; anche i fondi pensione sono in difficoltà. Il capitale di rischio delle compagnie di assicurazione vita, che è necessario per superare le fluttuazioni dei ricavi, negli ultimi anni si è ridotto fino al 60 percento.

Pertanto, le compagnie assicurative e i loro clienti subiscono una condizione dei mercati governata da tassi di “interesse politici”. I tassi d’interesse sono mantenuti artificialmente bassi poiché, diversamente, i paesi all’interno dell’area Euro inizierebbero ad avere difficoltà nel pagamento degli interessi sui loro enormi debiti sovrani e dovrebbero in questo modo dichiarare bancarotta. Così, questi tassi d’interesse non-di mercato hanno un obiettivo in mente: differire il fallimento degli stati.

Politica dei tassi di interesse negativi e abolizione del contante

Intanto, la Banca Centrale Europa (BCE) richiede il pagamento di interessi alle banche che depositano i loro fondi presso di essa. I mercati si attendono che, presto, anche le banche commerciali inizieranno a chiedere ai loro clienti (privati e imprese) il pagamento di interessi sui loro depositi, questo vuol dire che sono stati introdotti i tassi di interesse negativi.

Per prevenire che i clienti delle banche, al fine di eludere queste misure, ritirino i loro fondi e li depositino nelle loro case, il governo sta progettando delle misure per limitare l’uso del contante – e anche per bandirlo totalmente – allo stesso tempo. Così, inizialmente, l’uso del contante è vietato per le transazioni superiori a 4.000 euro. Ufficialmente, le politiche volte alla limitazione del contante, sono giustificate dalla presunta lotta contro il mercato nero della criminalità e dalla lotta contro il finanziamento del terrorismo. Comunque, le vere ragioni sono ovvie.

Prospettiva futura: recessione

Da un punto di vista economico, i tassi d’interesse artificialmente bassi conducono ad un errata allocazione delle risorse finanziarie verso investimenti che non sarebbero stati redditizi in normali circostanze di mercato e il risultato è una recessione più severa in futuro. Oltretutto: tassi d’interesse più bassi del tasso di crescita del prodotto interno lordo (PIL) non sono sostenibili a lungo. Infine, nonostante le misure di repressione finanziaria, i possessori di titoli di stato possono attendersi anche una ristrutturazione del debito (“haircut”). Secondo il report del monitoraggio fiscale del FMI (fondo monetario internazionale) dell’Ottobre 2013, è consigliabile una ristrutturazione del debito Tedesco dell’11%. L’agenzia di consulenza internazionale Boston Consulting Group si attende perfino una necessaria ristrutturazione del debito del 25%. Poiché da allora il debito pubblico si è incrementato drasticamente, gli esperti si attendono già una ristrutturazione di almeno il 35%. Comunque anche adottando queste misure, la Germania, che relativamente parlando è la nazione più stabile all’interno dell’Unione Monetaria Europea, ritornerebbe solamente a un livello di debito dei primi anni 90’. Lentamente, ma di certo, l’enorme debito sovrano sta soffocando i paesi europei. Questi potranno disfarsi del loro debito solamente a discapito dei loro cittadini.