Il Presidente Trump potrebbe utilizzare il “libro dei desideri” di Reagan?

Proviamo a guardare l’amministrazione di Ronald Reagan, come quadro di riferimento, per esaminarlo e confrontarlo con il presidente-eletto Trump. In questo modo possiamo vedere quali aspettative potrebbero esserci per l’economia più avanti.

Ronald Reagan si insediò nel 1980 e ha ottenuto lo stesso tipo di accoglienza che Trump ha avuto oggi. Era considerato un buffone e un dopato. Che cosa sapeva? Era un ragazzo di Hollywood, come poteva essere presidente? Molti hanno detto che era instabile. Quello che poteva fare era di schiacciare il bottone nucleare e iniziare la terza Guerra Mondiale. Un sacco di cose che avete sentito dire su Trump sono esattamente quelle che hanno detto di Reagan in quel momento.

Reagan si insediò con un team di consulenti e ha fatto molte cose giuste. Lui non era solo. Molto aiuto lo ebbe da Paul Volcker, che era presidente della Fed in quel momento. Reagan e la Fed hanno lavorato assieme, in sincronia, per trasformare l’economia americana e farla ripartire. Reagan si insediò, mentre gli Stati Uniti affondavano in una brutta recessione, una delle peggiori dalla seconda Guerra Mondiale.

Ho sempre pensato che fu il genio di Ronald Reagan ad ottenere la fine precoce della recessione. La maggior parte dei presidenti non hanno mai concluso il loro mandato senza una recessione. Anche un Presidente come Trump può recuperare il ritardo, ma solo se tira la cinghia e cerca di evitare la recessione o, almeno la può rimandare il più a lungo possibile.

Alcuni presidenti hanno finito per avere una recessione alla fine del loro mandato e nel momento peggiore possibile. E’ esattamente quello che è successo a George Bush. Sappiamo tutti quello che è successo nel 2007-2008. Il presidente George W. Bush ha avuto una bolla speculativa per sei anni che poi è letteralmente esplosa nel suo ultimo anno di amministrazione. Clinton ha avuto una recessione alla fine del suo mandato. George W. Bush, ha avuto una recessione nel 1990, al termine del suo mandato che gli è costata la rielezione nel 1992.

Reagan ebbe la recessione all’inizio. Era in recessione tra il 1981 e 1982. Una volta passata, l’economia è cresciuta per sette anni consecutivi. E’ stata una delle più lunghe espansioni in tempo di pace della storia americana.

Il presidente Reagan ha avuto una grande squadra. Per oltre tre anni, dal 1983 al 1986, la crescita negli Stati Uniti ha avuto un incremento del 16%. Questo è stato un vero e proprio sviluppo e non era una crescita nominale. Non c’era l’inflazione in quel numero, il 16%, oltre il 5% l’anno. Ora, bisogna ricordare che nel 2009 Obama ha giurato come presidente e negli ultimi otto anni circa, la crescita media negli Stati Uniti è stata di appena il 2% annuo.

Archiviato questo, oggi i repubblicani tornano alla Casa Bianca ed avranno anche il Senato e la Camera dei Rappresentanti (a maggioranza repubblicana ndt).

L’ultima volta che è accaduto è stato nel 1928. Un sacco di gente potrebbe dire: “Beh, anche con Reagan lo hanno avuto? No, Reagan nel 1980 aveva il Senato e la Casa Bianca, ma non la Camera dei rappresentanti. I repubblicani non ottennero la Camera dei rappresentanti fino al 1994.

Per una migliore ricostruzione è importante evidenziarne la differenza.

Attualmente, il mercato azionario è alto e raggiunge i massimi storici. Perché il mercato azionario sta salendo? Trump è un big spender (uno spendaccione). Lo ha detto lui.

I titoli farmaceutici stanno salendo perché Trump ha annunciato che vuole abrogare e sostituire l’Obamacare che è di ostacolo all’industria medica e farmaceutica.

I titoli bancari sono in aumento perché la nuova amministrazione ha parlato di abrogazione della Dodd-Frank (una riforma a tutela dei consumatori, approvata da Obama nel 2010, dopo la crisi del 2008 ndt).

I titoli azionari delle aziende come Caterpillar e John Deere sono in crescita, perché stanno anticipando le necessità di avere macchine per il movimento terra per costruire tutte queste nuove strade.

I titoli dei trasporti sono in aumento, per l’aspettativa del miglioramento dalle ferrovie, ai porti, agli aeroporti. Anche i titoli della difesa stanno salendo in previsione di costruire quattro importanti velivoli di classe A, oltre ai J-35 da combattimento, ecc.

Con tutto ciò, perché il mercato obbligazionario sta scendendo e perché è l’oro va su? Significa migliaia di miliardi di dollari in tagli di spesa e fiscali. Vuol dire un deficit più alto. Significa che il disavanzo sarà finanziato probabilmente, con l’emissione di titoli del Tesoro

Molta gente sarebbe disposta ad avere una inflazione e a venirne fuori da questa impasse. La ragione di ciò è piuttosto semplice. Quali sono le cause di inflazione? Bene, molta gente pensa che sia lo stampare moneta a determinare l’inflazione. Questo non è effettivamente vero, o almeno non è completamente vero. La stampa del denaro è solo la metà di quello che è necessario per ottenere l’inflazione. La Fed ha stampato 3.2 miliardi di dollari di nuova moneta, negli ultimi sette anni, mentre altre banche centrali, nel mondo, hanno stampato molto di più.

La Banca Popolare Cinese ha stampato ancora di più. Più di quanto emesso dalla Banca Centrale Europea, dalla Banca d’Inghilterra, dalla Banca del Giappone e se guardiamo a tutto il mondo stiamo parlando di 15 miliardi di dollari negli ultimi sette anni. Dove è l’inflazione? Ebbene, la risposta è: il denaro stampato da solo non produce inflazione se la gente non lo spende, non lo prende in prestito, non lo investe e non lo mette in produzione. Questa si chiama: velocità di circolazione del denaro o ricambio del denaro.

Di solito uso questo esempio. Se stasera esco e vado a cena in un ristorante e do la mancia al il cameriere ed il cameriere prende un taxi, per andare a casa, ed il tassista prende la mancia e mette il carburante nella sua auto, il denaro ha velocità tre. Il mio dollaro ha fornito una mancia per il ristorante, una mancia al tassista per l’acquisto di un gallone di carburante, una velocità di tre volte. Se rimango a casa e guardare la televisione perché non mi sento di uscire e lascio il mio denaro in banca, ho la velocità pari a zero.

Bene, $ 4 miliardi di volte zero è pari a zero, significa che se non si dispone di una velocità, non si ha una economia. L’economia è a zero. La velocità sta affondando come una pietra, non solo negli ultimi otto anni, da quando c’è la crisi, ma da quasi 20 anni a partire dal 1998. Quindi sono quasi 18 anni che la velocità è in calo. Tutto questa stampare denaro non ha prodotto inflazione perché non abbiamo ricircolo.

I calcoli ci dicono che siamo fuori della media, non c’è troppa inflazione anche se si stampano soldi. John Maynard Keynes aveva dato un nome a tutto questo, un nome per quello che ho appena descritto; i casi sono due: “Esco e sono un grande spendaccione”; o “Resto a casa e conservo il mio denaro”. L’ha chiamato “spirito degli animali” (complesso di emozioni istintive che guidano il comportamento umano ndt); lo spirito degli animali è l’entusiasmo. E’ l’ottimismo contro il pessimismo. Si tratta di un sentimento in cui ci sentiamo abbastanza sicuri di prendere in prestito, comprare, investire o utilizzare il credito e spendere soldi.

Se lo facciamo, forse qualcun altro ottiene un lavoro perché il denaro che spendiamo va in qualche altra attività e quel ragazzo assunto è una persona che sta meglio (finanziariamente ndt) e spende soldi. Mentre questo è un concetto un po’ amorfo, non si tratta di qualcosa che può essere messa in equazioni. Esso dovrebbe essere inteso come una branca della psicologia comportamentale, o degli spiriti animali. Non li abbiamo avuti per otto anni e quello è stato un un periodo veramente lungo.

Lo spirito animale è sufficiente per Trump, sufficiente per metterlo di nuovo in movimento? Potrebbe esserlo. Penso che dobbiamo riflettere su questo. Questa è una delle più grandi domande che ci facciamo. Non voglio saltare a questa conclusione, ma potrebbe esserlo. Ronald Reagan lo ha fatto certamente. Ho disegnando questa analogia fra la Trump e Reagan. Ronald Reagan ha assolutamente ottenuto che gli spiriti animali si muovessero ancora.

Ora, esaminiamo le salienti differenze che esistono tra un presidente Reagan e un presidente Trump.

Quando Ronald Reagan ha prestato giuramento, i tassi di interesse erano al 20%. Questo è stato il tasso overnight (danaro prestato fra banche per massimo 24 ore. Letteralmente “da un giorno all’altro” ndt). Questo non è il tasso a lungo termine. Il tasso sui fed funds (fondi di riserva che le banche sono obbligate a detenere ndt) è stato del 20%. I tassi di interesse avevano una sola tendenza: quella verso il basso e quindi i tassi non potevano andare al 30%. Il paese si sarebbe raggomitolato su se stesso ed avrebbe dichiarato fallimento. Certamente, erano più in alti di quello che dovevano essere. Potevano avere solo una tendenza, cioè verso il basso. Trump è in arrivo con tassi di interesse che sono vicini allo zero e possono solo tendere verso l’alto.

Reagan ha avuto un forte vento di poppa sotto forma di tassi di interesse potenzialmente più bassi. Trump sta per avere un forte vento contrario in termini di tassi di interesse più elevati, la stessa cosa con l’inflazione. Quando Reagan si insediò, l’inflazione era al 13%. Nel 1984, Volcker lo aveva ridotto al 4% circa. E’ stata una disinflazione massiccia.

Nel 1980, ricordo che gli Stati Uniti ha un mercato azionario Toro (positivo) e un commercio orso toro. Azioni e obbligazioni stavano entrambe salendo. Le azioni salivano perché c’era una crescita reale e le obbligazioni stavano crescendo perché i tassi d’interesse e l’inflazione scendevano. Trump potrebbe trovarsi nella situazione opposta. Trump potrebbe avere un collasso sul mercato obbligazionario e vedere le azioni volatilizzarsi.

L’altra grande differenza è che quando Reagan ha prestato giuramento il rapporto debito/PIL degli Stati Uniti era del 35%. Quello più basso si è avuto dopo la fine della seconda Guerra Mondiale. Alla fine della seconda guerra mondiale, il rapporto tra il debito ed il PIL è stato del 100%. Negli anni ’70 era sceso a circa il 30%. E’ salito un po’, al 39%, all’inizio dell’amministrazione Reagan, dopo era intorno al 34%, quando Reagan ha prestato giuramento.

Reagan aveva un enorme spazio fiscale. Ha avuto un gigantesco margine di ampiezza per aumentare il rapporto debito/PIL, senza minacciare la solvibilità finanziaria degli Stati Uniti. Quando Reagan ha lasciato l’incarico, il rapporto debito/PIL era del 50%. Egli ha aggiunto 15 punti percentuali nel rapporto debito/PIL, l’ha portato dal 35 al 50%.

Il problema è che oggi il rapporto debito/PIL è già del 100%. Siamo di nuovo al punto in cui avevamo già registrato questi livelli cioè alla fine della seconda Guerra Mondiale. Oggi, è circa di 20 trilioni di dollari. Trump che cosa ha intenzione di fare? Trump vuole essere uno spendaccione.

Non ha lo spazio fiscale (di Reagan). Gli Stati Uniti stanno avvicinandosi pericolosamente al punto in cui l’Italia, la Spagna, la Grecia, il Giappone ed alcuni di questi altri paesi sono potenzialmente in bancarotta.

Dovrà far salire i tassi di interesse. Non ha l’inflazione che scende e sta per avere l’inflazione in salita. Non ha un rapporto debito/PIL basso, ne ha uno elevato.

Se la Fed lo approva, acquisiamo l’inflazione, se non lo approva, andiamo a sbattere contro un muro e andiamo in recessione.

Ora abbiamo due conseguenze: la recessione o l’inflazione. Nessuna delle due è buona.

Può avere origini diverse, ma l’instabilità del sistema ed il potenziale per il crollo non è cambiato, perché questa è una valanga di neve. La neve sul fianco della montagna è ancora lì.

Magari con Trump, non nevica così forte, ma il versante instabile è ancora lì e ci vuole ancora un solo fiocco di neve.

Saluti.

L'articolo originale: https://dailyreckoning.com/could-president-trump-use-reagans-playbook/