L’elezione di Trump: miti e realtà

Prima si proseguire facciamo chiarezza su Trump, è necessario spazzare via un mucchio di sciocchezze che sono state dette durante le elezioni.

E’ stata un campagna dura ed i candidati, di entrambi i partiti, si sono contesi sempre la verità gettano fango sull’opposizione. Non è una novità che la maggior parte dei giornalisti abbiano un forte orientamento liberale. Questo è stato veritiero per decenni.

Ma, c’è una differenza tra pregiudizio e malignità. Questa volta è stato davvero diverso. In questa elezione, i giornalisti hanno abbandonato ogni finzione di comportamento etico e hanno puntato tutto sulla Clinton.

Il Washington Post ha detto ai suoi più giovani giornalisti di lavorare giorno e notte per distruggere Trump con ogni mezzo possibile. Il New York Times è andato oltre. Ha chiesto ai suoi giornalisti di immaginare come vivevano in Germania, nel dicembre 1932, un mese prima della elezione che ha poi consegnato il governo al Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori, i nazisti, e ha eletto Adolf Hitler Cancelliere della Germania.

I reporter che cosa diranno, ai loro figli ed ai loro nipoti, di avere fatto per fermare l’ascesa di Hitler? Agli occhi del redattore, Trump era un nuovo Hitler ed giornalisti erano in dovere di fermarlo con ogni mezzo lecito o illecito.

L’economista, dell’Università di Harvard, Larry Summers ha apertamente paragonato Trump al dittatore italiano, il fascista Benito Mussolini. Le reti televisive, NBC, ABC, CBS e CNN non erano da meno. Dopo le e-mail trapelate sulla Clinton, il presidente della campagna per le presidenziali, John Podesta, ha chiesto ai giornalisti da CNBC e al Politico (quotidiano americano che si occupa principalmente di politica ndt) di presentare i loro articoli in anticipo, per l’approvazione, al fine di non offendere i Clinton.

Venendo al dunque. Questa non era una segnalazione di parte, questo è stato uno sforzo concertato per distruggere un uomo: Donald Trump. Nonostante ciò, Trump ha vinto le elezioni.

Perché soffermarsi sul passato? Perché non andare avanti? Il motivo è che le conseguenze di questa missione dei media per distruggere Trump permaneva nelle menti di tanti americani e di tante persone in tutto il mondo.

Per milioni di elettori impegnati, quello che è successo nelle elezioni non è solo la normale delusione che si prova per qualsiasi sconfitta elettorale, vi ‘è un senso di dissonanza cognitiva, di completa negazione e di incredulità.

In poche parole, tutti i giorni, i Democratici, alcuni Repubblicani, i media, le élite globali e molti cittadini in tutto il mondo ancora non sono in grado di digerire una presidenza Trump.

Trump è impulsivo e a volte il suo comportamento è volgare. E’ un uomo d’affari astuto, ma non particolarmente esperto nei dibattiti con politici di vecchia data e che assillano le élite di Washington. Lui è un CEO (Chief Executive Officer: Amministratore delegato ndt) di successo, non un guru economico.

Ma, non è un razzista, un misogino o un antisemita. Sono tutte sciocchezze, che fanno parte dell’operazione multimediale, stimolate per abbattere Trump. Coloro che non possono andare oltre le grezze etichette appuntate su Trump non saranno in grado di comprendere il vero Trump, al lavoro.

Quando Trump prevede un dazio del 45% sulle merci importate dai Cinesi, i geek (persone con interessi nel campo tecnologico-digitale ndt) di Washington analizzano sui loro fogli elettronici i modelli economici. Cominciano a calcolare la resistenza sulla crescita e l’impatto sui posti di lavoro derivante da un aumento dei dazi su una quantità delle importazioni statica. Quello che non capiscono è che: per Trump la tariffa del 45% è solo il punto di partenza per una trattativa.

È un invito ai cinesi a fare qualche concessione in settori quali: gli investimenti diretti all’estero delle imprese americane ed il furto della proprietà intellettuale. Una volta che alcune concessioni saranno disponibili, Trump può abbassare la tariffa proposta dal 45% al 25% e quindi chiedere più concessioni. Fa tutto parte di “art of the deal” (anche nome del libro scritto da Trump nel 1987: l’arte di fare affari, ndt).

Ironia della sorte, i cinesi sembrano capire questo meglio dei media americani. La Cina ha recentemente affermato che se Trump impone dazi, passeranno i loro ordinativi di aerei dalla Boeing agli Airbus dell’Europa e vieteranno la vendita di iPhone della Apple in Cina. Questa è l’arte della trattativa cinese.

Ora che le due parti hanno annunciato le loro offerte di apertura, che i negoziati abbia inizio! Ecco come ogni affare funziona nel mondo reale. Solo Washington e i media non hanno capito questo comportamento della negoziazione.

Analoghe idee sbagliate valgono per una serie di politiche di Trump, compresi i tagli fiscali ed i piani di spesa. Trump ha una visione grandiosa, ma si dimostra un abile manipolatore quando si tratta di raggiungere i precedenti critici come Paul Ryan e Mitt Romney (candidati il primo come presidente il secondo scelto come vice nel 2012 perdendo le elezioni. ndt) . Questa non è l’azione di un neofita della politica, ma di un operatore esperto che sa che la cooperazione batte sempre il confronto.

Gli oppositori di Trump hanno fatto un errore fondamentale. Essi credevano nella loro stessa propaganda. Quando si piegano le regole dell’etica e della comunicazione con l’obiettivo di raggiungere un certo risultato, questa è pura e semplice propaganda.

Ma, i grandi propagandisti, come i veri fascisti, i comunisti, i peronisti in Argentina, ed i Dittatori africani sono sempre attenti al non credere a quello che dice la loro stessa gente. I media degli Stati Uniti sono caduti nella trappola che loro stessi hanno creato: quella di credere nell’immagine distorta di Trump. Questo li ha lasciati totalmente impreparati al risultato delle elezioni e li lasciati incapaci di interpretare la situazione attuale.

Questo è importante da tenere a mente durante la lettura, per la copertura dei rischi, in merito alle politiche economiche di Trump. Vi sarà sempre l’analisi distorta su tutto, dal cosiddetto “libero commercio” per la politica fiscale, la politica fiscale, la politica di regolamentazione e molto altro ancora.

Realtà elettorali

Una volta messi da parte i miti di Trump, uno ha bisogno di interiorizzare la realtà. Questo non era una vittoria tipica; è stata una disfatta completa dei Democratici. La grandezza della vittoria repubblicana è un affondo, ma è così importante che è giusto dire: finalmente il cambiamento è arrivato a Washington.

Questo è un vantaggio, se vi piace la politica di Trump, ma è anche una sfida analitica. Molti dei vecchi modelli politici sono ad un punto morto e non si possono più applicare e/o comparare.

I Repubblicani non solo hanno appena conquistato la Casa Bianca, ma hanno anche mantenuto il controllo del Senato e della Camera dei Rappresentanti. I Repubblicani hanno avuto il controllo della Casa Bianca e le due camere del Congresso negli anni 2002 – 2006, ma quelli sono stati usati in risposta all’11 settembre, la Guerra Globale al terrore e la Guerra in Iraq.

La spesa per la guerra ha lasciato poco spazio alla spesa per le infrastrutture del genere che Trump intende proporre. Prima del 2002, l’ultima volta che i repubblicani hanno ottenuto la Casa Bianca ed entrambe le Camere del Congresso, contemporaneamente, è stato nel 1928.

Ci sono differenze significative tra il controllo repubblicano nel 2017 ed il controllo repubblicano del 2002. Il Senato opera sotto la regola dell’ostruzionismo (cloture) che richiede 60 voti alla fine dibattito, su qualsiasi misura.

Il dibattito prolungato, il cosiddetto “filibustiere”, è una tradizione del Senato e non della Costituzione, ma in genere onorato in base alle regole del Senato. Le piccole maggioranze detenute dai repubblicani nel 2002-2006, generalmente, non erano sufficienti per superare la regola dei 60 voti. I leaders della minoranza Tom Daschle e Harry Reid hanno usato questa regola per bloccare le iniziative politiche repubblicane.

Ma durante il periodo del controllo democratico del Senato dal 2006 al 2014, la leadership ha fatto importanti modifiche alle regole. L’Obamacare è passata nella sua forma finale come una “riconciliazione di bilancio” (consente l’esame accelerato su diversi capitoli ndt) che richiede solo 51 voti e non 60. Tale struttura, l’Obamacare, potrebbe essere validamente abrogata oggi modificando le disposizioni in materia di bilancio con lo stesso criterio dei 51 voti.

Ancora più importante, Harry Reid ha cambiato la regola (cloture) dell’ostruzionismo su incarichi giudiziari (ad eccezione della Corte suprema) e per i candidati del ramo esecutivo. Applicando la nuova regola, i repubblicani possono rimodellare le Corti Federali, in particolare l’importante Circuit Court di Washington, DC.

Possono, senza la resistenza Democratica, occuparsi anche del personale di alto rango del ramo esecutivo, tra cui i funzionari di gabinetto. In effetti, i Repubblicani possono aggiungere il futuro controllo della magistratura da parte del Congresso e della Casa Bianca nel loro triplice potere.

Ecco la ciliegina sulla torta. I Repubblicani controllano 32 Legislatori Statali su 50 e 33 Governatorati su 50. Il controllo a livello statale è importante quando si tratta di dirigere la spesa in infrastrutture, creare zone industriali e lavorare con il governo federale per attuare le politiche di Trump.

In breve, il potere repubblicano, nel corso del processo politico americano, è più forte ora di quanto non lo sia mai stato in qualsiasi momento, dall’Era della Ricostruzione (1866-1876) in seguito alla Guerra Civile.

Né i Repubblicani né i Democratici hanno ancora pienamente compreso la portata di questo cambiamento storico. Questo, in pratica, significa che se i repubblicani sono d’accordo sul mix di politiche, sono nella posizione più forte per applicarle concretamente da 150 anni a questa parte.

I Democratici erano in una posizione allo stesso modo potente dopo l’elezione catastrofica di Lyndon B. Johnson nel 1964. Hanno usato quel potere per passare dal Medicare (programma di assicurazione medica amministrata dal governo ndt) ad altri programmi di riforma come la Great Society (Grande Società). Ma l’ arroganza ha anche portato alla tragedia della guerra in Vietnam.

Il potere democratico è stato sconfitto appena quattro anni dopo, con l’elezione di Richard Nixon nel 1968.

Resta da vedere se Trump saprà consolidare il potere del partito unico, come è stato fatto da Abraham Lincoln e Franklin Delano Roosevelt, o saprà sprecarla come Lyndon B. Johnson.

Saluti.

L'articolo originale: https://dailyreckoning.com/trump-election-myths-realities/