La strada dissestata della FED

Negli ultimi decenni, la Fed si è impegnata in una serie di interventi pubblici e manipolazioni del mercato e paradossalmente è rimasta più potente anche se questi interventi hanno lasciato una scia di incidenti, crolli e catastrofi.

Inutile dire che, negli ultimi 20 anni, la Fed è andata oltre il suo doppio mandato di stabilizzare i prezzi e la piena occupazione, manipolando, dal sotto scala, i mercati e la macroeconomia.

Sul 5 dicembre, 1996, Alan Greenspan, allora presidente della Federal Reserve, ha tenuto un discorso in cui ha riflettuto sul fatto che le valutazioni del mercato azionario manifestavano un certo grado di esuberanza irrazionale. L’ironia è che il Dow Jones ha visto le azioni valutate il doppio del valore dell’indice nel corso dei successivi tre anni, prima di crollare per oltre il 40% dal loro picco del 31 dicembre 1999.

La moderazione di Greenspan, nel 1996 è stata l’inizio di una teoria della Fed, che ha detto: la Fed non dovrebbe sostenere le bolle aumentando i tassi di interesse, ma dovrebbe lasciare che bolle scoppino e poi “ripulire il pasticcio”.

Un’interpretazione meno caritatevole è che la Fed incoraggia le bolle speculative per la sbagliata politica dei tassi di interesse e non si preoccupa se gli investitori di tutti i giorni, come te, vengono sopraffatti quando la bolla scoppia e fino a quando le banche sono puntellate.

In breve, la Fed è diventata un dispositivo di arresto multiuso per banche (praticamente un ABS acronimo tedesco di Antiblockiersystem ndt) in fallimento e per la caduta dei mercati.

E’ da tenere bene a mente questa importante concezione della manipolazione, sia nella valutazione politica della Fed sia per andare avanti e per comprendere le instabilità che ha incrementato sotto la superficie come risultato dalle precedenti manipolazioni sbagliate.

Nonostante la maggior parte delle analisi di mercato contengano errori angoscianti, frutto di elucubrazioni mentali, il processo della politica della Fed è abbastanza facile da comprendere. Tre regole vi daranno tutte le indicazioni necessarie per prevedere con precisione le azioni della Fed:

  1. La Fed alzerà i tassi ogni volta che può, fino a raggiungere un target sui Fed Funds (fondi di riserva delle banche ndt) del 3,25%. Oltre a ciò, la politica della Fed si sposterà da una polarizzazione di limitazione ad una parzialità neutrale.

  2. La Fed non comprimerà (i tassi) se la crescita di posti di lavoro rallenteranno o se le condizioni finanziarie limiteranno, per motivi estranei, il target degli interessi dei Fondi di Riserva.

  3. Tutti le osservazioni ed i commenti possono essere ignorati a meno che non si tratti del Presidente, del Vicepresidente o del Predsidente della Fed di New York o il FOMC stesso (Federal Open Market Committee: Comitato federale per il mercato aperto).

Questo è tutto. Naturalmente, qualche spiegazione ed interpretazione di queste regole è utile.

Il desiderio della Fed è quello di alzare i tassi ed è estranea alle considerazioni dell’usuale ciclo economico che va ad inasprire o allentare le decisioni della Fed. La Fed sta cercando di recuperare il tempo perduto. Questo significa che sono di parte e vanno verso rialzi dei tassi anche se l’economia non è particolarmente florida.

D’altra parte, la Fed farà una pausa nella sua stretta ogni volta che vedrà in pericolo la creazione di posti di lavoro o che le condizioni finanziarie siano diventate più rigide: per esempio se la crescita è debole o in deflazione. In particolare, la creazione di meno di 100.000 nuovi posti di lavoro al mese metterebbe la Fed in ansia.

Allo stesso modo, sugli indici dei prezzi di base in calo o con correzioni negative, in particolare anno su anno, il deflatore del PCE (deflatore:strumento che consente di “correggere” la crescita del PIL dall’aumento dei prezzi. PCE: Spesa per i Consumi personali ndt), la Fed farà sì di mettere tutto in aspettativa fino a quando quelle letture non faranno marcia indietro. Un trimestre negativo o la crescita del PIL negativo farebbe avere un rimbalzo ai tassi di interesse previsti dalla Fed.

Infine, una correzione vera e propria del mercato azionario del 10% o più rappresenterebbe un inasprimento delle condizioni finanziarie che andrebbero verso un rialzo dei tassi esagerato.

In poche parole, la Fed alzerà i tassi a marzo, giugno, settembre e dicembre del 2017, 2018 ed il 2019 a meno che non vi sia in crescita, la creazione di posti di lavoro, i prezzi delle azioni o il crollo dell’inflazione. In tal caso, la Fed farà una pausa per il tempo necessario, fino a quando queste condizioni non faranno marcia indietro. Questa semplice formula è la migliore guida per la politica della Fed nei prossimi anni sulla base delle aspettative di crescita attuali.

Ma, cosa succede se questi “fattori di pausa” periodici crescono anche più del previsto? Che cosa succede se la creazione di posti di lavoro debole si trasforma in perdite di posti di lavoro? Che cosa succede se una bassa inflazione si trasforma in una deflazione persistente? Che cosa succede se una crescita debole si trasforma in una recessione tecnica?

Forse la Fed dovrà offrire all’economia più di una pausa, nel suo percorso di restrizione, con gli strumenti che ha a sua disposizione per facilitare l’allentamento degli impegni monetari. È possibile, quindi, che alcuni o tutti questi strumenti possano risultare inefficaci o non funzionare come previsto. Eppure, la Fed ritiene che questi strumenti siano adeguati nonostante le riserve dei critici verso la Fed.

Uno degli strumenti che la Fed ha nel proprio kit degli attrezzi per stimolare l’economia, se la recessione o la deflazione prende il sopravvento, è il denaro a pioggia … (helicopter money)

L’immagine del denaro stampato dalla Fed e la ricaduta a pioggia sui consumatori in attesa di raccoglierli per iniziare a fare la spesa è un modo di dire popolare, ma non molto informativo, per descrivere il denaro così distribuito. In realtà, il denaro a pioggia è il coordinamento tra la politica fiscale e politica monetaria progettato in modo da fornire da stimolo ad un’economia debole e per combattere la deflazione.

L’intervento del denaro a pioggia, inizia con uno dei più grandi deficit causati dalla spesa pubblica sempre più elevata. Questa spesa è stimato abbia un effetto moltiplicatore cioè: per ogni dollaro di spesa, forse 1,50 dollari diviene un supplemento di PIL in quanto i destinatari, della spesa pubblica, dovrebbero muoversi spendendo quegli stessi soldi in beni e servizi aggiuntivi. Il Tesoro degli Stati Uniti finanzia questi deficit, più grandi, prendendo in prestito i soldi dal mercato dei titoli di Stato.

Normalmente questo ulteriore indebitamento potrebbe alzare i tassi di interesse. L’ostacolo economico, da tassi più elevati, potrebbe annullare lo stimolo di una maggiore spesa e rendere inutile l’intero programma.

Questo è laddove interviene la Fed.

La Fed può acquisire il debito aggiuntivo dal Ministero del Tesoro con denaro fresco di stampa. La Fed, inoltre, promette di tenere le obbligazioni del Tesoro appena acquistate nel suo bilancio patrimoniale fino alla scadenza.

L’economia ottiene il beneficio di una maggiore spesa, stampando moneta per neutralizzare l’impatto di più prestiti, senza turbolenze dei tassi di interesse. Il risultato è leggermente inflazionistico compensando la temuta deflazione che farebbe innescare, in primo luogo, il denaro a pioggia.

E’ una teoria pulita, ma piena di buchi.

Il primo problema è che non può esserci molto più di un moltiplicatore, in questa fase dell’espansione statunitense. L’espansione attuale dura da 90 mesi; piuttosto lunga rispetto agli standard storici. È stata un’espansione debole, ma comunque un’espansione. L’effetto moltiplicatore della spesa pubblica è più forte all’inizio e cioè quando l’economia ha più capacità di riserva nel lavoro e nel capitale

A questo punto, il moltiplicatore potrebbe essere effettivamente meno di uno. Per ogni dollaro di spesa pubblica l’economia potrebbe ottenere solo $ 0,95 del PIL in aggiunta. Non è il miglior risultato per il denaro preso in prestito.

Il secondo problema, con il denaro a pioggia, è che non vi è alcuna garanzia che i cittadini spendano effettivamente i soldi del governo per spingere l’economia. Ci sono le stesse probabilità per cui una persona può pagare un debito o risparmiare considerandolo reddito supplementare. Questa è la classica “trappola della liquidità”. Questa propensione al risparmio, piuttosto che alla spesa, è un problema comportamentale, non facilmente influenzabile dalla politica monetaria o fiscale.

Infine, vi è un invisibile, ma reale limite alla fiducia sul bilancio della Fed. Dopo la stampa di 4 trilioni di dollari in risposta alla ultima crisi finanziaria, quanto è ancora possibile per la Fed stampare danaro senza rischiare la fiducia nel dollaro? I teorici monetari moderni e i neo-keynesiani sostengono che non c’è limite alla stampa della Fed, ma la storia ci dice il contrario.

È importante sottolineare che, con così tanto debito pubblico degli Stati Uniti in mani straniere, la semplice decisione da parte dei paesi stranieri di diventare venditori netti di titoli del Tesoro U.S.A. è sufficiente a causare un rialzo dei tassi di interesse rallentando così la crescita economica, oltre al contemporaneo aumento del deficit statunitense. Se tale vendita accelera, potrebbe tradursi in una spirale mortale del debito/deficit e terminare in una crisi americana, del debito sovrano, come quello che ha colpito la Grecia e la periferia della euro-zona negli ultimi anni.

In breve, il denaro a pioggia sia Trump sia la Fed possono desiderarlo, ma potrebbe avere molta meno potenza e, alla lunga lunga, maggiori conseguenze negative che entrambi non si aspettano.

Saluti.

L'articolo originale: https://dailyreckoning.com/feds-troubled-road-ahead/