Voucher e INPS

L’idea di emettere una “carta di valore monetario memorizzato”, meglio conosciuta come VOUCHER è molto interessante. Questo tipo di pagamento per lavori saltuari ben si inquadra in una soluzione che porta allo scoperto quello che tutti chiamiamo lavoro nero. Ultimamente vi sono state voci molto contrastanti sull’uso di questo strumento di pagamento, perché si dice che sia un modo per coprire il lavoro a tempo determinato o temporaneo. Qui un fondo di verità c’è, ma come in tutte le cose bisogna guardare il lato positivo, con la premessa che tutto è migliorabile.

Tutti noi sappiamo che il valore di un voucher è di € 10 o multiplo e che nel solo 2015 ne sono stati emessi 115,1 milioni. Se il concetto di base è quello di “pagare” una prestazione temporanea i soggetti a godere dei benefici sono quattro e ciascuno con una giustificazione finanziaria e “razionale”. A mio avviso i quattro punti finanziari, arrotondati per facilità di conteggio, sono:

  • voucher 115.000.000 x € 10 per un totale di € 1.150.000.000

  1. al prestatore il 75% € 862.500.000

  2. contributo pensionistico INPS 13% € 149.370.000

  3. assicurazione A/R da casa INAIL 7% € 80.500.000

  4. gestione servizio INPS 5% € 57.500.000

Ora passiamo alla parte razionale e concettuale per dimostrare che:

  1. il prestatore non viene pagato in nero (ecco una modalità per far emergere una diuturna abitudine domestica;

  2. l’INPS ha un incasso per il fondo pensionistico di tutto rispetto, tenendo presente che il conteggio è effettuato sulle ore pagate dal VOUCHER; contemporaneamente il prestatore si vede accreditare le ore “pagate” che in nero non avrebbe mai ricevuto;

  3. l’INAIL dal canto suo non avrebbe mai avuto queste entrate, che fanno molto comodo al fondo rischi, perché come tutte le “compagnie di assicurazione” ne ricava un beneficio che mai avrebbe avuto se il prestatore era occupato in nero;

  4. ricordo che c’è un compenso del 5% per la gestione del servizio e sono assoggettate a tassazione, anche se non sono cifre importanti lo Stato ricava altre entrate.

Le aziende, i privati, le istituzioni ed altri che beneficiano di queste prestazioni e hanno tutto l’interesse ad avere personale pagato con i voucher ed in caso di controllo il costo risulterebbe molto più oneroso. Poi, come dire, fatta la legge trovato l’inganno.

Non sono qui per osannare i voucher, anche perché siamo in presenza di un prodotto/servizio nato per “tamponare” dei rapporti di lavoro poco o per niente chiari, però rimane pur sempre un modo razionale di creare “vantaggio” (sicuramente non per tutti), anche se a qualcuno che magari lo”usa o lo ha utilizzato”, piace poco. In un tempo di crisi, anche se moralmente non sempre è accettabile, perché molti o forse troppi se ne approfittano è bene pensare ad un sostituto altrettanto “intelligente” prima di sopprimerlo.