Il complotto del Signoraggio, storia di una “bufala” di successo

Dal punto di vista psicologico credere nell’esistenza di un grande complotto ordito da un nemico esterno aiuta a ridurre l’ansia derivante dalla complessità del mondo che ci circonda, riduce la responsabilità individuale e libera dalla necessità di fare qualcosa in prima persona, hic et nunc. Infatti a che servirebbero i nostri miseri sforzi contro nemici del calibro dei Rothschild, delle banche centrali, della massoneria, del Bilderberg e di altri innominabili poteri forti?

Avvalendoci, per così dire, del“rasoio di Occam”1 vedremo come, anche nel caso del signoraggio, le vere spiegazioni siano certamente meno avvincenti, ma molto più semplici e credibili, delle fantasiose teorie complottiste.

In seguito all’esplosione della crisi finanziaria, originatasi nel 2007 negli Stati Uniti e divenuta poi economica e globale, argomenti e temi di natura economico finanziaria sono divenuti oggetto di interesse generalizzato, purtroppo però, a tale interesse, corrisponde molto spesso una a dir poco insufficiente conoscenza dei meccanismi economici. A ciò contribuiscono anche i media che affrontano quotidianamente, spesso con dovizia di approssimazioni e grossolani errori, tematiche e problemi che meriterebbero un approccio più serio.

Di signoraggio si sente spesso parlare nei talk show televisivi, si legge sui giornali e su innumerevoli blog. Una ricerca di questo termine sulla pagina italiana di Google (gennaio 2015) ha evidenziato oltre 450.000 risultati, non pochi per un argomento così specialistico.

Cosa ha determinato questo interesse così diffuso? La spiegazione si trova certamente nel mix di cause e soggetti coinvolti. Una gravissima crisi finanziaria, economica e politica, banche, poteri forti più o meno occulti, ansia per un futuro incerto, diffusa avversione verso il concetto di responsabilità individuale e collettiva, ed ecco che otteniamo il terreno di cultura ideale per una teoria del complotto.

Il tema del signoraggio suscita un irresistibile richiamo per i cospirazionisti che ne hanno fatto uno dei loro cavalli di battaglia; giungendo alcuni a sostenere che esso sia la causa del debito pubblico e che il debito sia solo uno strumento per opprimere e schiavizzare i popoli. Ma andiamo con ordine, avremo modo successivamente di esaminare un po’ più in dettaglio le più note tra queste teorie.

In primis occorre fare chiarezza e cercare di comprendere in cosa esattamente esso consista e quali siano le sue origini storiche.

Definizioni

Signoraggio è un termine di derivazione dal provenzale medievale senhoratge (letteralmente «aggio del signore»), esso identifica l’insieme dei redditi del governo derivanti dall’emissione di moneta.

signoràggio (ant. segnoràggio) s. m. [dal provenz. senhoratge, der. di senhor «signore»],ant. –

omissis…

Il provento che nei secoli passati gli stati ricavavano dalla coniazione, attribuendo alle monete coniate, sia di propria iniziativa sia su richiesta dei privati, un valore nominale superiore al valore nominale dell’oro in esse contenuto: i principi innalzavano il s. nei tempi calamitosi di strettezze finanziarie allo scopo di procacciarsi una qualche momentanea entrata (Einaudi).”2

Per signoraggio viene comunemente inteso l’insieme dei redditi derivanti dall’emissione di moneta. Per le banche centrali, il reddito da signoraggio può essere definito come il flusso di interessi generato dalle attività detenute in contropartita delle banconote (o, più generalmente, della base monetaria) in circolazione. Per l’Eurosistema, questo reddito è incluso nella definizione di “reddito monetario”, che, secondo l’articolo 32.1 dello statuto del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e della Banca centrale europea (BCE), è “Il reddito ottenuto dalle banche centrali nazionali nell’esercizio delle funzioni di politica monetaria del SEBC.” 3

Il Signoraggio nel mondo antico.

Per capire il significato e la rilevanza del signoraggio occorre risalire alla sua origine storica. In Europa, dal Medioevo fino all’Ottocento chiunque poteva portare un pezzo d’oro alla Zecca pubblica e farselo coniare, poteva cioè trasformarlo in moneta. Il conio – l’immagine e le scritte impresse sul metallo – rappresentava il sigillo di garanzia dello Stato (del “signore”) sul peso e sul titolo di quel pezzo d’oro, vale a dire sul suo valore. Grazie al conio la moneta era accettata da tutti come mezzo di pagamento, senza dover essere pesata e verificata da chi la riceveva. Lo Stato si faceva pagare questo “servizio” trattenendo una parte dell’oro portato alla Zecca. Questo era il diritto di signoraggio”.4

Numerosi autori fanno risalire il primo caso di signoraggio storicamente accertato a Lucio Settimio Severo (Leptis Magna nell’attuale Libia), 11 aprile 146 – (Eburacum – attuale città di York), 4 febbraio 211 che fu imperatore di Roma dall’anno 193 d.C. sino alla sua morte. Ebbene, per fare fronte all’incremento della spesa militare, ossia l’arruolamento di 3 nuove legioni, l’aumento del soldo ai legionari, ecc. egli ricorse all’espediente di dimezzare il contenuto di metallo prezioso nelle monete. In questo modo si determinò un reddito da signoraggio inteso come differenza tra il valore intrinseco ed il valore nominale delle monete. Le conseguenze di tale politica furono l’inflazione e, come confermerà la legge di Gresham5, la tesaurizzazione delle monete “buone”.

Il Signoraggio nel Medioevo.

Tra l’800 e il 1200 d. C. il sistema monetario europeo era semplice, basato quasi esclusivamente sul denarius introdotto da Carlo Magno67. Con la caduta di Costantinopoli, le signorie europee, a partire da Genova e Firenze, tornarono a battere moneta (1252)[9]. Essendo in circolazione tanti diversi tipi di moneta, con diverse denominazioni, coniate in differenti metalli (oro, argento, rame) e con diversi standard di purezza, si pose il problema giuridico se il monarca potesse imporre una tassa di signoraggio sulla produzione delle monete. La scuola giuridica dei canonisti elaborò un orientamento favorevole; quella dei romanisti sostenne che il signoraggio avrebbe dovuto essere nullo8.

 

Età Moderna

Con la rivoluzione industriale e, nel XX secolo, con la Conferenza di Bretton Woods si assistette al graduale abbandono dei sistemi monetari fondati sui metalli preziosi e sulla convertibilità delle monete in metalli preziosi”.

Le banche centrali stampano moneta (iscritta nel passivo dei loro bilanci in quanto si tratta di un titolo di debito), cedendola poi al Tesoro ricevono in cambio dei titoli di Stato (che andranno ovviamente nell’attivo) e sui quali percepiranno un certo tasso di interesse 9. La differenza tra il rendimento dei suddetti titoli di stato ed i costi sostenuto per la stampa della moneta costituisce il signoraggio moderno. La sua entità è peraltro poco rivelante a livello macroeconomico, circa lo 0,2% del Prodotto Interno Lordo italiano nel 2012. Va poi detto che, in seguito al passaggio all’euro, l’entità di tali proventi non ha subito significative variazioni.

A seguire un’altra possibile definizione di signoraggio: “Nel caso in cui il potere di stampare moneta sia assegnato dal governo e questo lo usi per finanziare la spesa, il signoraggio corrisponde al rapporto tra il valore nominale della nuova base monetaria emessa in un certo intervallo temporale e l’indice generale dei prezzi (al netto dei trascurabili costi di produzione) “10

In altri termini il signoraggio reale è costituito dall’aumento della base monetaria in un dato periodo di tempo moltiplicato per il tasso di inflazione, per questo motivo il signoraggio viene anche denominato “imposta da inflazione”. Infatti, dal punto di vista di cittadini e imprese l’inflazione è di fatto un’imposta pagata in termini di perdita di valore d’acquisto, ossia svalutazione.

Alla luce di quanto sopra destano non poche perplessità le affermazioni di politici ed “economisti” improvvisati secondo i quali l’uscita dell’euro ed il recupero della sovranità monetaria garantirebbero proventi da signoraggio tali da sanare il debito pubblico ed arginare la crisi del sistema previdenziale. Per quanti immaginano immensi proventi dal signoraggio, si ribadisce che esso rappresenta una frazione poco significativa, per non dire irrilevante, di quanto gli stati incamerano attraverso la fiscalità. I numeri ed i bilanci sono lì a dimostrarlo, purché si abbia la voglia di capire andando al di là degli slogan e delle frasi ad effetto.

Infatti, in condizioni di mercato, quando un governo decide di aumentare l’offerta di moneta, aumentando il tasso di inflazione, causa pure un aumento del tasso di interesse causando una riduzione della domanda reale di moneta.

“…il reddito reale da signoraggio aumenta al crescere del tasso di inflazione solo se l’aumento di quest’ultima eccede il calo nei saldi di moneta reale detenuti dal pubblico”[ CITATION Sig07 \l 1040 ]

In estrema sintesi si può affermare che:

  1. il signoraggio rappresenta solo una minima parte delle entrate fiscali dello Stato;
  2. si tratta di una risorsa che deriva dall’espansione dell’offerta di moneta e, in quanto tale, non può essere utilizzata illimitatamente.

Complotti legati al Signoraggio.

  1. La Banca d’Italia è una Società per Azioni privata

É opinione dei complottisti che la creazione della moneta, in virtù di una qualche innata superiorità morale, debba essere appannaggio degli stati che, in quanto prestatori di ultima istanza, non possono fallire e potranno sempre far fronte ai debiti contratti semplicemente aumentando la quantità di moneta. In realtà la moneta, intesa come mezzo di scambio accettato da tutti, nasce nel mercato e non per opera dello stato. In realtà “la separazione, formale e sostanziale (cioè perseguita dai banchieri centrali realmente autonomi), tra banca centrale e Tesoro rappresenta la migliore garanzia contro il ricorso da parte dei governi all’imposta da inflazione”.[ CITATION Sig07 \l 1040 ]. In realtà vedremo che tale separazione è sostanzialmente fittizia e che, di fatto, le banche centrali sono controllate dei governi.

Si dice che le banche centrali dovrebbero essere pubbliche in quanto così gli elevati utili derivanti dal signoraggio andrebbero a vantaggio della collettività, mentre invece essi vanno ad aumentare il debito pubblico rendendo i popoli schiavi delle banche. Naturalmente la manipolazione dei tassi di interesse e la stampa di moneta fiat non sembrano impensierire più di tanto questi improvvisati esperti, che anzi invocano interventi di quantitative easing per uscire dalla crisi economica.

Vedremo che, in realtà, la Banca d’Italia e le politiche monetarie da questa poste in essere sono gestite dal Governo. La Banca d’Italia, è sì partecipata da banche e compagnie di assicurazione private, ma è un istituto di diritto pubblico ed il suo direttivo, che decide le politiche monetarie, è di nomina politica. Il signoraggio primario (signoraggio sulla stampa delle banconote n.d.r.) spetta alla BCE che suddivide l’utile conseguito pro quota tra le banche centrali europee (la partecipazione della Banca d’Italia è pari al 12,5%). Oltre a tale quota, la Banca d’Italia percepisce direttamente il signoraggio secondario (quello sulle monete metalliche n.d.r.), tuttavia, come si può facilmente verificare sulle Relazioni Annuali disponibili sul sito internet della Banca d’Italia, la maggior parte degli utili, peraltro non così rilevanti in rapporto all’entità del capitale sociale, va allo Tesoro e non ai privati.

La Banca d’Italia è un ente di diritto pubblico11, i cui soci sono altre banche, compagnie di assicurazione private ed enti pubblici. La Banca d’Italia è dunque una banca privata, una S.p.A. come sostengono i sostenitori delle teorie del complotto? Certamente no e vediamo perché.

La distribuzione delle quote è rimasta sostanzialmente invariata dal 1948 ad oggi, e gli unici cambiamenti sono stati dovuti alle acquisizioni e fusioni bancarie avvenute nel frattempo. Al 31 gennaio 2008 l’elenco dei principali partecipanti, indicato sul sito, è il seguente:

 

Partecipante

Quote

Voti

Intesa Sanpaolo S.p.A.

30,3%

50

UniCredito Italiano S.p.A.

22,1%

50

Assicurazioni Generali S.p.A.

6,3%

42

Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A.

6,2%

41

INPS

5,0%

34

Banca Carige S.p.A.

4,0%

27

Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.

2,8%

21

Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.

2,5%

19

Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A.

2,1%

16

Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A.

2,0%

16

 

In una qualsiasi società per azioni i soci, fatto salvo il diritto di prelazione, hanno la facoltà di comprare o vendere quote, di esercitare il diritto di voto con un peso proporzionale alle quote di proprietà e percepiscono dividenti sempre in ragione delle quote di proprietà.

Questo non avviene alla Banca d’Italia poiché, per garantire l’indipendenza dell’istituto, chi possiede le quote non può acquistarne altre o scambiarle, infatti l’assetto societario può essere modificato solamente in casi eccezionali e su proposta del Direttorio (di nomina governativa).

Per quanto riguarda i voti va detto che essi non corrispondono esattamente alle quote di proprietà, ma piuttosto rispondono un’esigenza di equilibrio tra i soci, può infatti accadere che soci con quote diverse dispongano dello stesso numero di voti12.

Il Governatore della Banca d’Italia viene nominato dal Presidente della Repubblica su suggerimento del Presidente del Consiglio dei Ministri.

I profitti derivanti dal possesso delle quote sono pubblicati nelle relazioni annuali della Banca d’Italia. L’estratto che segue è quello relativo al 2013.

13Ai sensi dell’art. 40 dello Statuto, il Consiglio superiore, su proposta del Direttorio

e sentito il Collegio sindacale, ha deliberato il seguente piano di riparto dell’utile ai

fini della presentazione all’Assemblea per l’approvazione:

euro

alla Riserva ordinaria, nella misura del 20 per cento ………………………..607.063.183

ai Partecipanti, un dividendo pari a ………………………………………………. 380.000.000

alla Riserva straordinaria, nella misura del 5 per cento …………………….151.765.796

allo Stato, la restante somma di ………………………………………………….1.896.486.935

Totale 3.035.315.914

IL GOVERNATORE

Fonte: Banca d’Italia Relazione Annuale 2013 Ignazio Visco

Come risulta evidente l’utile complessivo, che comprende anche il signoraggio primario e secondario, è tutto sommato poca cosa considerando che il capitale sociale e riserve della Banca d’Italia ammontano a 23,5 miliardi di euro (2013). Di tale utile (2013) circa il 62% è andato allo Stato.

Tornando agli organi che presiedono al funzionamento della Banca d’Italia, abbiamo l’Assemblea dei Partecipanti (enti privati e pubblici), il Consiglio Superiore preposto all’ordinaria amministrazione ed infine il Direttorio di nomina governativa, composto dal Governatore, dal Direttore Generale e dai loro vice. Solo quest’ultimo organo è preposto alla politica monetaria, che è dunque sottratta ai privati.

Tutto chiaro dunque? Niente affatto il “signoraggista” non tollera spiegazioni razionali, ed arriva a sostenere che per liberare i popoli dalla schiavitù del debito pubblico sarebbe sufficiente ripristinare a favore dello stato i proventi del signoraggio. Il fatto che tali proventi siano irrisori, che lo stato già ne percepisca la maggior parte e che la causa del debito pubblico sia da cercarsi nel fallimento delle politiche keynesiane e nell’insostenibilità dei sistemi di Welfare è per costoro irrilevante.

Occorre poi ricordare che quanto gli stati hanno tentato di finanziarsi con il signoraggio la conseguenza è stata l’iperinflazione con effetti assolutamente devastanti, basti pensare a quanto avvenne in Germania durante la Repubblica di Weimar (1919-1933)14.

In tempi più recenti, abbiamo l’esempio dello Zimbabwe dove l’iperinflazione “persevera dai primi anni 2000, poco dopo la confisca dei terreni agricoli posseduti dai bianchi e il ripudio dei debiti nei confronti del Fondo Monetario Internazionale. Dati del 14 novembre 2008 stimano il tasso d’inflazione annuo dello Zimbabwe pari a 89.700 miliardi di miliardi (89,7×1021) punti percentuali.

Per cercare di stabilizzare l’economia, nell’aprile 2009 il governo ha smesso di stampare dollari zimbabwiani adottando come valute di riferimento il rand sudafricano e il dollaro statunitense. La situazione, a dicembre 2014, è rimasta invariata.” 15

  1. La Banca d’Inghilterra.

Un’altra teoria del complotto è quella secondo cui la prima Banca Centrale al mondo è la Banca d’Inghilterra fondata da privati, tra cui il mercante e banchiere scozzese William Paterson (1653-1719), il 27 luglio 1694. Essa avrebbe “creato” il debito pubblico privando lo stato della sovranità monetaria a favore dei banchieri ed a danno del popolo ed a vantaggio dei banchieri privati.

La suddetta teoria contiene numerose affermazioni errate. La prima inesattezza è di natura temporale, infatti già nel 1407 veniva fondato, con capitali prevalentemente privati il Banco di San Giorgio di Genova16, esso già svolgeva alcune funzioni tipiche di una banca centrale, mentre, nel 1668 venne fondata la prima banca centrale moderna, ossia la svedese Sverige Riksbank17. Dunque la Banca d’Inghilterra non è affatto la prima banca centrale al mondo.

Il debito pubblico, rappresentato dai titoli obbligazionari emessi dal Tesoro, si forma allorché la spesa pubblica è superiore alle entrate costituite da imposte e tasse (deficit pubblico) e non ha nulla a che vedere con il signoraggio. Naturalmente il debito pubblico esisteva già prima della fondazione della Banca d’Inghilterra, ma anche a causa della concezione “patrimoniale” dello Stato, si chiamava debito della Corona.

Quanto all’affermazione secondo la quale il debito pubblico sarebbe causato dal signoraggio ossia indirettamente dall’emissione di moneta, il premio Nobel per l’Economia, Franco Modigliani (Roma 1918 – Cambridge 2003), ebbe a dire: “Non esiste alcuna connessione automatica tra l’esistenza di un disavanzo e la creazione di offerta monetaria” 18.

È poi interessante notare che la Banca d’Inghilterra fu nazionalizzata nel 1946 e rimase di proprietà integralmente pubblica fino al 1998, senza che la sua natura totalmente pubblica portasse qualche significativo beneficio allo stato ed ai cittadini.

  1. Abraham Lincoln, JFK e il signoraggio

Potevano i due forse più noti presidenti degli Stati Uniti, peraltro accomunati da una tragica sorte, non essere vittime di un complotto? Certo che no. Secondo alcune teorie del complotto Abraham Lincoln (Hodgenville, 12/2/1809 – Washington 15/4/1865) e John Fitzgerald Kennedy (Brookline 25/5/1917 – Dallas 22/11/1963) sarebbero stati assassinati proprio perché entrambi intendevano sottrarre il signoraggio ai banchieri. Vediamo come andarono realmente le cose.

Lincoln si trovò a dover fare fronte agli ingentissimi costi della Guerra di Secessione, o Guerra tra gli Stati, (1861-1865) e, in mancanza di una banca centrale (la Federal Reserve Bank fu fondata il 23 dicembre 1913) nonché per evirate i forti tassi di interesse richiesti dalle banche private, decise che il Governo avrebbe emesso una moneta propria di tipo fiat, il greenback.

Certo l’Unione fu preservata, ma come quasi sempre accade, specialmente nel corso di eventi bellici, l’emissione di questa moneta fiduciaria determinò il raddoppio dei prezzi ed un forte incremento del debito pubblico The debt was just $65 million in 1860, but passed $1 billion in 1863 and had reached $2.7 billion following the war” [ CITATION Bur15 \l 1040 ] .

Per quanto riguarda John Fitzgerald Kennedy, sempre secondo i soliti complottisti, egli avrebbe assegnato al Dipartimento del Tesoro il compito di supplire alla FED emettendo titoli garantiti dall’argento sotto forma riserve di metallo e dollari nelle casse del Tesoro (Executive Order 11110), di fatto creando un’autorità di emissione alternativa alla FED. Per questo la FED medesima avrebbe ordito un complotto per assassinare il presidente, stante la gravità di simili illazioni è opportuno sapere come andarono veramente le cose.

Il potere del Presidente di emettere titoli garanti dall’argento risale al 1933 (Agricultural Adjustment Act), e tale facoltà, dal 1934 (Silver Purchase Act), veniva in casi particolari estesa al Segretario del Tesoro. È quindi evidente che anche i presidenti F.D. Roosevelt (1933-1945), H. Truman (1945-1953) e D. Eisenhover (1953-1961) ebbero la possibilità di avvalersi di tale potere.

Con l’Executive Order 11110 non fu affatto istituita una nuova autorità di emissione, come alcuni credono, ma si poneva rimedio ad un effetto indesiderato della Public Law 88-36 in quanto, sin dal 1934, il Dipartimento del Tesoro aveva la possibilità di emettere titoli.

Ecco ciò che avvenne, il rialzo delle quotazioni dell’argento, verificatosi nel corso degli anni 50, rese costosa l’emissione di moneta da parte dell’esecutivo, pertanto il Congresso nel 1963 approvò la Public Law 88-36, firmata dal presidente Kennedy, che prevedeva la sostituzione dei titoli garantiti dall’argento con banconote emesse dalla FED. Inoltre la stessa norma abrogava integralmente il Silver Purchase Act privando il Dipartimento del Tesoro del diritto di emettere titoli che rimaneva in capo solo al Presidente. Dunque, ferma restando l’intenzione di limitare l’emissione dei titoli garantiti dall’argento, per attribuire nuovamente al Segretario del Tesoro la facoltà di emissione si rese necessario l’executive order 11110 19, che si limitava a ripristinare la situazione precedente.

  1. Il “miracolo” del Nord Dakota e della sua banca centrale.

 

È opinione diffusa tra i “signoraggisti” che lo Stato americano del Nord Dakota non sia stato toccato dalla crisi del 2007-2008 in quanto esso dispone di una propria banca centrale interamente pubblica che non farebbe parte del Federal Reserve System. Anche qui ci troviamo di fronte ad affermazioni prive di fondamento e completamente avulse dalla realtà.

Il Nord Dakota è un piccolo stato agricolo con meno di 700.000 abitanti, quindi di per sé non paragonabile a stati industriali quali l’Illinois o il Michigan ed ha una popolazione pari alla metà della città di Milano. Però tra il 2000 ed il 2010 ha visto quadruplicare la propria produzione di greggio, il che senza dubbio spiega l’ottimo andamento della sua economia.

Va poi detto che il Nord Dakota fa parte del Distretto 9 del Federal Reserve System “The Minneapolis Fed, with one branch in Helena, Montana, serves the six states of the Ninth Federal Reserve District: Minnesota, Montana, North and South Dakota, 26 counties in northwestern Wisconsin and the Upper Peninsula of Michigan” [ CITATION Fed15 \l 1040 ] infine, la Banca del Nord Dakota, è una normale banca commerciale e, in quanto tale le è preclusa qualsiasi attività monetaria, ovviamente non trae alcun beneficio dal signoraggio.20

 

  1. La mitica isola di Guernsey

Altra opinione diffusa tra i complottisti è quella secondo cui uno stato cha ha la sovranità monetaria può finanziarsi esclusivamente tramite la stampa di carta moneta, senza tassare i propri cittadini, senza indebitarsi e senza generare inflazione o peggio iperinflazione. Troppo bello per essere vero? Infatti non lo è.

Costoro citano quale esempio la politica monetaria attuata nell’isola di Guernsey, una piccola isola avente una superficie di 78 km2 situata nella manica di fronte al golfo della città francese di Saint-Malo, politicamente dipendente dalla Corona Britannica.

Ebbene anche in questo caso le cose non stanno in questi termini, innanzitutto il bilancio dell’isola è basato esclusivamente sulle entrate fiscali, quindi le tasse si pagano eccome, e inoltre “Il pound o sterlina è la valuta di Guernsey. Dal 1921, Guernsey è in unione monetaria con il Regno Unito e la sterlina di Guernsey non è una valuta separata ma è l’emissione locale di monete e banconote in sterline, in modo simile alle banconote emesse in Scozia ed in Irlanda del Nord.”21 La sterlina di Guernesey è dunque legata alla sterlina britannica con cambio fisso 1:1.

  1. Altri deliri

Su internet è possibile imbattersi in veri e propri deliri che, in un crescendo rossiniano di sciocchezze, fanno dubitare della sanità mentale di chi se ne fa portavoce.

Si arriva così a sostenere che la lotta tra le banche private e lo stato per il diritto di signoraggio sia il comune denominatore di alcuni dei più gravi eventi che hanno funestato la storia italiana del dopoguerra. Troviamo così l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura del 12/12/1969, ossia la strage di Piazza Fontana, la strategia della tensione, l’omicidio di Pier Paolo Pasolini (Bologna 1922 – Ostia 1975) ed infine il rapimento e poi l’uccisione di Aldo Moro (Maglie 1916 – Roma 1978).

Anche Pasolini per coincidenza, fece una brutta fine dopo aver pubblicamente espresso dei dubbi circa la connessione fra la sparizione di Moro e le 500 lire.[ CITATION fro12 \l 1040 ] .

Quest’ultima affermazione è davvero imbarazzante e si commenta da sé, quando Moro fu sequestrato e poi assassinato dalle Brigate Rosse, Pasolini era morto da circa tre anni…

Note

1 http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam: Rasoio di Occam (Novacula Occami in latino) è il nome con cui viene contraddistinto un principio metodologico espresso nel XIV secolo dal filosofo, teologo e frate francescano inglese Guglielmo di Occam (Ockham, 1285Monaco di Baviera, 1347). Tale principio, ritenuto alla base del pensiero scientifico moderno, nella sua forma più immediata suggerisce l’inutilità di formulare più ipotesi di quelle che siano strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno quando quelle iniziali siano sufficienti.

2 Fonte: Treccani, il portale del sapere http://www.treccani.it/vocabolario/signoraggio/

3 Fonte: Banca d’Italia www.bancaditalia.it/compiti/emissione-euro/signoraggio/index.html

4 Fonte: Banca d’Italia: http://www.bancaditalia.it/compiti/emissione-euro/signoraggio/index.html

5 Greshamġrèšëm›, Sir Thomas. – Banchiere (Londra 1519 circa – ivi 1579). Agente finanziario della corona all’estero e tesoriere della regina Elisabetta; costruì a sue spese la Royal Exchange della City (distrutta nell’incendio del 1666), fondò il Gresham College e istituì le prime cartiere inglesi. Sostenne il ritorno alla moneta di valore intrinseco pari a quello nominale, con argomenti che valsero il nome di legge di G. (datogli da H. D. Macleod nel 1857), secondo il principio “la moneta cattiva scaccia la buona”; ovvero, quando siano contemporaneamente in circolazione monete diverse con cambio non fisso fra loro (monete di varî metalli, uno dei quali svalutato, o dello stesso metallo ma di vario titolo, o di metallo e di carta inconvertibile), quella che, a parità di valor nominale, ha potere d’acquisto minore finisce per eliminare dal mercato le altre, che vengono a preferenza tesoreggiate o fuse o esportate. Fonte: Treccani, il portale del sapere http://www.treccani.it/enciclopedia/sir-thomas-gresham/

6 La stabilità dei prezzi: perché è importante per te, Banca centrale europea, pag. 19.

7 Carlo M. Cipolla, Currency Depreciation in Medieval Europe, The Economic History Review, New Series, Vol. 15, No. 3, pp. 413-422, 1963.

8 Daniel A. Schiffman, The Valuation of Coins in Medieval Jewish Jurisprudence, Journal of the History of Economic Thought, Volume 27, Number 2, June 2005

9 Fonte: http://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/signoraggio-153.htm

10 Olivier Jean Blanchard, Stanley Fischer, Lectures on Macroeconomics, Massachussetts Institute of Technology, 1989, ISBN 0262022834 (chapter 4, Money, section 7, Seigniorage and Inflation, pag. 198)

11 La Banca d’Italia è un istituto di diritto pubblico come stabilito dalla legge bancaria del 1936 e dallo stesso statuto all’articolo 1, 1 comma, e come ribadito anche da una sentenza della Corte suprema di cassazione. Le quote nominative di partecipazione al suo capitale sociale sono al 2014 per il 94,33% di proprietà di banche e assicurazioni private e per il 5,66% di enti pubblici (INPS e INAIL) Fonte: Wikipedia – http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_d%27Italia#I_partecipanti_al_capitale_della_Banca_d.27Italia

12 L’elenco dettagliato si trova sul sito web della Banca d’Italia. Si può osservare come il numero di voti non sia proporzionale al capitale detenuto, per evitare sia eccessive frammentazioni che eccessive concentrazioni nell’esercizio del diritto di voto. In particolare, è previsto un voto ogni 100 quote fino alle 500 quote possedute, e poi un voto ogni 500 quote detenute in più delle 500. Nessun partecipante può disporre di oltre 50 voti, né può rappresentare più di 2 partecipanti.

Fonte: Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_d%27Italia#I_partecipanti_al_capitale_della_Banca_d.27Italia

13

14 Il valore del Papiermark crollò da 4,2 per ogni dollaro statunitense a 1 000 000 di marchi per dollaro nell’agosto 1923 e a 4 200 000 000 000 per dollaro il 20 novembre. Il 1º dicembre venne introdotta una nuova valuta con il tasso di cambio di 1 000 000 000 000 di vecchi marchi per 1 nuovo marco, il Rentenmark. Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_di_Weimar

15 Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Speciale:Libro&bookcmd=download&collection_id=f1cffa6e5ac2f75348c28d13a62f90f03 65c2872&writer=rdf2latex&return_to=Iperinflazione+nello+Zimbabwe

16 Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Banco%20di%20San%20Giorgio?oldid=67370744

17 Fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Swedish%20National%20Bank?oldid=642620556

18 F. Modigliani, Reddito, interesse, inflazione, Einaudi, pag.165

19 Executive Order 11110 – AMENDMENT OF EXECUTIVE ORDER NO. 10289 AS AMENDED, RELATING TO THE PERFORMANCE OF CERTAIN FUNCTIONS AFFECTING THE DEPARTMENT OF THE TREASURY.

By virtue of the authority vested in me by section 301 of title 3 of the United States Code, it is ordered as follows:

SECTION 1. Executive Order No. 10289 of September 19, 1951, as amended, is hereby further amended –

(a) By adding at the end of paragraph 1 thereof the following subparagraph (j):

“(j) The authority vested in the President by paragraph (b) of section 43 of the Act of May 12, 1933, as amended (31 U.S.C. 821 (b)), to issue silver certificates against any silver bullion, silver, or standard silver dollars in the Treasury not then held for redemption of any out standing silver certificates, to prescribe the denominations of such silver certificates, and to coin standard silver dollars and subsidiary silver currency for their redemption,” and (b) By revoking subparagraphs (b) and (c) of paragraph 2 thereof.

SECTION 2. The amendment made by this Order shall not affect any act done, or any right accruing or accrued or any suit or proceeding had or commenced in any civil or criminal cause prior to the date of this Order but all such liabilities shall continue and may be enforced as if said amendments had not been made.

JOHN F. KENNEDY – THE WHITE HOUSE, June, 4 1963

20 Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Teorie_del_complotto_sul_signoraggio

21 Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Sterlina_di_Guernsey