L’anarchia ordinata in un campo giochi

L’altro giorno stavo facendo il mio lavoro da insegnante durante la pausa pranzo al liceo Liberty, guardando gli studenti giocare tra di loro senza che fossero disturbati da possibili estranei. Ogni gruppo giocava al suo solito gioco. Quello davanti a me stava giocando a una variante di “Foursquare” che già avevo visti. Ero di buon umore e decisi di divertirmi insieme a loro.

Chiesi se accettavano un terzo ma tutti risposero “NO”. Chiesi perché e loro di rimando: “Abbiamo provato ma il gioco fa schifo”.

La struttura fondamentale del gioco è quella che si sa: Un grande quadrato diviso in quadrati più piccoli delle stesse dimensioni. Un quadrato si chiama quadrato del Re- Il giocatore nel Quadrato del Re mette la palla in gioco. L’obiettivo è mandare la palla in un quadrante di un concorrente facendo in modo che non sia capace di rispondere, in genere si cerca di far uscire la palla dal gioco (vale a dire si deve fare in modo che vada lontano dal quadrato più grande e rendendola perciò difficile da giocare)- Quando un giocatore esce, gli altri giocatori in gioco avanzano verso il suo posto e così via e nuovi giocatori entrano nel Quadrato del Pedone (poi proseguono verso il quadro del Nobile, dell’Apparent e infine del Re).

Nella mia scuola si fa un gioco differente, sempre seguendo le regole base del gioco. Ne risulta un gioco quasi del tutto diverso. In questa variante non si usano le mani a differenza del gioco originale. (Siamo una grande scuola di calcio e come tale agli studenti piace provare la loro abilità calcistica in altri modi). Perciò nella versione Liberty la palla di solito non è fatta ribalzare. Al contrario, è fatta rotolare (con un occasionale rimbalzo per questioni fisiche). La palla deve essere fatta passare e deve essere toccata da un giocatore di un altro quadrante e poi deve sfuggire a quel giocatore per essere considerata fuori. Niente di straordinario. Avevo osservato la meccanica di questo gioco lo scorso semestre.

Ecco la prima svolta del gioco: quelli in coda in attesa di giocare si mettono in linea intorno al quadrato grande e sono partecipanti attivi al gioco. Possono correre in aiuto di un giocatore evitando alla palla di uscire o possono svantaggiarlo togliendosi di torno. Questo concetto di aiutare mentre si è in attesa è nuovo per me, ma non per il Liberty.

Decisi di partecipare e di divertirmi. Ma con mia sorpresa un altro giocatore entrò nel mio quadrato non appena mi unii a loro. Chiesi che cosa stesse facendo e gli studenti ridacchiarono. “Mr. Skerjanec, non sa? La stiamo aiutando! Siamo in coppia!” Uno sviluppo nuovo e affascinante. Sembrava che in un certo momento era il semestre precedente e attuale, gli studenti avessero introdotto delle associazioni di membri in ciascun quadrato. Chiesi se potevamo coinvolgere un terzo e tutti gridarono “NO”. Chiesi perché e loro risposero “Abbiamo provato. Non funziona”. Una chiara e semplice risposta. Quando un altro insegnante domandò in che modo questa regola dell’associazione si era svluppata, gli studenti non dissero niente, si guardarono solo tra di loro. Qualcuno alla fine disse “Non so, è semplicemente accaduto”.

Una società in cui si sviluppa il gioco è una società libera

Quando finii di giocare, rimasi a guardare il gioco e l’intero campo di gioco. Improvvisamente mi balenò l’idea che quello che stavo vedendo era la migliore versione del mercato libero. Non stavo solo guardando gli studenti divertirsi- stavo vedendo la formazione di scelte individuali, che si intrecciavano in modo complesso unendosi a altre scelte.

Non troppo lontano da dove si giocava a fousquare c’erano studenti che giocavano a pallacanestro , che aveva il suo bell’ordine. Nell’area opposta a dove giocavano a pallacanestro c’era uno strano gioco dove gli studenti formavano un cerchio attorno a altri che sedevano nel mezzo e una palla veniva fatta passare intorno a loro. In lontananza si giocava un tipo di calcio che era una variante di palla muro e altri studenti mangiavano lentamente, giocando a scacchi e a altri giochi. E naturalmente potevo vedere molti altri che camminavano semplicemente o stavano in piedi conversando come fanno gli adolescenti. Avevo davanti a me in 30 minuti una società completamente funzionante di persone libere.

Anche quando nei gruppi si invocava la regola del “Non imbrogliare”, gli insegnanti non intervenivano.

I membri di questa società si impegnano in qualsiasi attività che ritengono piacevole, in qualsiasi cosa gli porti la maggiore utilità. All’interno delle singole attività si trova un microcosmo di regolazione volontaria. Gli studenti sviluppano le regole e le norme dei giochi insieme e con il comune consenso ammonendo quelli che le violano. Queste regole variano e si aggiungono rapidamente cambiamenti innovativi e radicali. Se a uno studente non piace un’attività o incomincia a odiare le regole, quello studente è libero di andarsene. E non è solo libero di andarsene ma di aderire a altre attività che si fanno lì o perfino di crearsene una!

Senza contare l’attività che uno studente sceglie, tutti gli studenti capiscono le leggi fondamentali e universali: non lasciare l’area scolastica, non danneggiare gli altri o la loro proprietà, non imbrogliare. Sino a quando gli studenti aderiscono a queste regole fondamentali, gli insegnanti lasciano un’ampia libertà agli studenti. Inoltre, anche quando si arriva alla fase del “Non imbrogliare”, gli insegnanti non intervengono.

Considerando il solo nel gioco Foursquare, c’è una struttura sottostante da cui tutto inizia (vedi sopra) e da cui si sviluppano nuove regole. Gli studenti imparano e accettano queste regole; se non lo fanno; ci si aspetta che se ne vadano. Se uno studente viola le regole, è rimproverato molto spesso dai membri di quell’attività e non dagli insegnati che non saranno mai così guardinghi. In questo modo non è la folla che domina l’individuo, ma è l’individuo che accetta le norme comuni della microcosmica società.

Giochi regolamentati dalla legge comune

In una società libera la gente deve accettare principi base essenziali e fondamentali per coesistere. Questi principi naturalmente sono i diritti naturali della vita, libertà e proprietà. Senza le regole fondamentali del gioco fousquare, il foursquare giocato al Liberty è impossibile. Senza i diritti naturali, la società libera è impossibile. La società ha bisogno di libertà per fa sì che gli individui si impegnino in attività che ritengono avere per loro la maggiore utilità. Abbiamo bisogno della proprietà per avere l’incentivo di produrre, di godere dei frutti del nostro lavoro. E abbiamo bisogno naturalmente della vita per dare a noi stessi una pace mentale che ci fa partecipare a queste attività.

Con queste regole fondamentali viviamo facendo quasi ogni cosa che ci piace, a patto che non leda gli altri, anche se agli altri non piace quello che facciamo. A monte di tutto sta il fatto che se noi conosciamo i diritti naturali essenziali, riduciamo drasticamente la necessità dell’intervento dello stato nelle nostre vite. Quanta più responsabilità gli studenti avevavo nel controllare quelli che contravvenivano alle regole, tanto meno avevano bisogno degli insegnanti.

Ma sappiamo che un certo monitoraggio è necessario durante la pausa pranzo. Gli uomini sono ancora umani e spesso ignorano i diritti naturali. Gli studenti qualche volta non giocano lealmente o peggio si intromettono molto nelle attività degli altri che vogliono solo divertirsi. Quando gli studenti non riescono a risolvere da soli i problemi con gli imbroglioni, gli insegnanti assumono il ruolo di giudici finali. L’autorità degli insegnanti è soprattutto importante nel caso che gli studenti violino le regole fondamentali (non lasciare l’area scolastica, etc.). In questi casi gli insegnanti esercitano il ruolo di rinforzo della legge primaria. In termini di “politica di sicurezza”, gli insegnanti agiscono come repulsori di possibili intrusori che potrebbero causare problemi nell’area scolastica, proprio come fa la forza militare.

Quando l’autorità di governo è limitata, la gente prospera.

Il solo ruolo dello Stato, e questo è essenziale, dovrebbe essere quello di amministrare la giustizia quando il pubblico non riesce, di provvedere le protezioni essenziali contro gli estranei e di promuovere le norme di base della società che mantengono una relazione stabile e ordinata tra la gente. Questa struttura della società è in qualche modo anarchica, ma è la base della libertà. Qualsiasi autorità legale viene di rado fatta valere e deve essere molto limitata quando la si usa. Una simile società porta la massima utilità alla maggior parte degli individui e riversa il minimo peso sul pubblico. E’ bella, non organizzata e ordinata.

I giochi impositivi sono dannosi quanto si pensa

L’alternativa a un simile sistema è un controllo centralizzato e un’assoluta miseria. Lo so dalla mia esperienza personale. Nella mia classe, ho spesso tentato di sviluppare e implementare scenari di apprendimento basati sui problemi, come dire, giochi concreti che aiutano gli studenti a dare una soluzione ai problemi. Nelle simulazioni quando vi era un qualche sviluppo inatteso, gli studenti venivano da me per un chiarimento. Cercavo allora di offrire loro una nuova regola per risolvere l’imprevisto.

Ma questa regola migliorativa al gioco aveva delle ramificazioni che non ero in grado di prevedere sino a quando i problemi originati dalla nuova regola si manifestavano nel gioco. Aggiungevo allora nuove regole che però causavano più problemi. Mi sentivo avvilito a cercare di rispondere a ogni cosa e ero tentato a dare delle risposte onnicomprensive di quello che sarebbe potuto e non sarebbe potuto accadere. Ma così facendo facevo decadere la ragione profonda del gioco- imparare in modo libero. I miei studenti si avvilivano per le pesanti nuove regole e per le normative cui dovevano far front e perciò o lasciavano stare o divenivano sempre più frustati. I giochi non erano più divertenti per nessuno.

Con il tempo me ne sono convinto di più. Proprio la scorsa settimana, i miei corsi sulla politica del governo stavano facendo una simulazione del Congresso. Gli ho dato le basi dell’apprendimento del metodo basato sui problemi, ho stabilito gli obiettivi e li ho lasciati lavorare. Hanno lavorato molto bene e hanno acquisito la consapevolezza della necessità di negoziazioni, del costo della legislazione e del potere delle relazioni reciproche. Hanno imparato molto più dal loro libero esercizio che non da un’istruzione alternativa imposta dall’alto. E’ stato meravigliosamente eccitante.

O durante la ricreazione o in classe, una cosa è divenuta molto chiara: quando l’autorità governativa è limitata, la gente prospera. Quando l’autorità governativa veste l’assurdo mantello del Leviatano, non solo l’uomo ma anche l’autorità governativa perisce. Quando si permette agli individui di godere delle loro scelte e di vivere le le loro vite, tutta la società ne ha beneficio

L'articolo originale: https://fee.org/articles/the-ordered-anarchy-of-playground-games/