Un mutuo da cento miliardi per un anno

Quante volte ci siamo chiesti: come sarebbe bello se lo Stato italiano almeno per un anno non facesse manovre o manovrine, aumentando le tasse, ma potesse permettersi la possibilità di utilizzare un fabbisogno, anche per rimettere in moto (se possibile) l’economia? Recentemente ho riletto una parte della storia economica mondiale, nelle lontane crisi degli inizi del novecento, e sono stato attratto dai NOTGELD (dal tedesco DENARO DI EMERGENZA o di NECESSITA’) emessi, precedentemente, anche da altri stati e mi ha incuriosito perché non c’era più metallo per stampare le monetine, doveva essere usato per fabbricare le armi. Ora, non è che a noi manca il metallo, quello che ci manca è proprio il denaro e dato che solo la BCE può stampare denaro, allora non ci rimane che …

Dal grafico, sottostante, potrete notare come sia grande la necessità da parte dello Stato italiano di avere “tanto” denaro! Ed ecco cosa si evince dal seguente grafico:

Fabbisogno dello stato (aggiornato 3 aprile 2017)

Fonte: Ministero dell’Economia e Ragioneria Generale dello Stato

Fabbisogno cumulato delle amministrazioni centrali 2012-2016 (in milioni di euro)


Nel primo trimestre il fabbisogno dello Stato si attesta a 28,8 miliardi di euro, 2,4 in più del 2016 e 5,5 in più del 2015. La spesa per interessi (dati cumulati fino a febbraio) è in aumento di 1,5 miliardi di euro rispetto al 2016.

Ebbene, il ricorso alla tassazione è d’uopo. Ogni anno i politici desiderano rassicurarci che non ci saranno nuove tasse, ma puntualmente …

Ecco, quindi che mi è venuta questa idea. Ovviamente, avere idee e dare suggerimenti hanno la necessità di essere valutati e se “buoni” applicati. L’unico pensiero che mi è stato suggerito, e non in un orecchio, è stato: “i politici, non tutti ovviamente, sono molto gelosi e permalosi e se la idea, anche se buona, non l’hanno sfornata loro, allora … non vale”. Dal momento che non sono un politico e di idee me ne vengono (fortunatamente) abbastanza spesso, ecco il suggerimento:

UN MUTUO DA CENTO MILIARDI PER UN ANNO

da rimborsare in “comode” rate trimestrali in 20 anni al tasso del 3% (tre per cento) con una rata di 1,666,821,122.07.

Il costo totale del mutuo in 20 anni (capitale + interessi): € 133,345,689,765.27 di cui € 33,345,689,765.27 di interessi pari al 25.0%. Se ben utilizzati, e non devo essere io a farlo (ma potrei anche suggerirlo), utilizzando il moltiplicatore keynesiano, ideato da un altro economista, Richard Khan (1905-1989) il risultato che se ne ricava è il seguente:

1/(1-c), 1/0,20 ed ottenendo il moltiplicatore 5 (cinque) che se usato con la propensione del risparmio in Italia, per l’anno 2016, che è del 9,6% si ottiene 1/0,96 ossia 10,4167 il quale moltiplicato al valore del mutuo dà come risultato una cifra considerevole. (La moltiplicazione, volutamente, è lasciata al lettore).

Giunti a questo punto ci si chiede vale veramente la pena aggiungere debito al debito (superando tutti i parametri consentiti)? Saremo capaci di rimborsarlo!? Una programmazione di spesa in tal senso si può fare? Deve essere considerato semplicemente un atto politico o può essere una traccia per produrre economia reale? Il P.I.L. ne gioverà? Ci saranno ritorni cospicui? Potenzialmente abbiamo la visione globale dell’importanza dell’investimento /debito?

L’idea c’è, la crisi pure … e la capacità, manca solo volontà?