Quando lavoratori a basso salario sono meglio dei robot

Tanto tempo fa, su queste pagine sono stati elencati numerosi benefici dell’automazione e della robotica. La discussione era centrata sul fatto che la meccanizzazione non ci rende poveri, che tentare di tassare le macchine è controproducente. Addirittura l’automazione rende le nostre professioni più sicure, dal momento che possiamo scaricare compiti pericolosi ad una creatura di metallo.

Ad ogni modo, non è sempre il miglior modo di procedere e, via via che l’automazione e i costi effettivi vengono sperimentati in molti ambiti della nostra vita, ci imbattiamo in una crescita dei settori di attività che iniziano ad automatizzare per motivi diversi dall’aumento della produttività o la convenienza dei costi.

L’ultima notizia è che una società chiamata Miso Robotics ha sviluppato una macchina per girare gli hamburger chiamata Flippy. Naturalmente, gli organi di stampa stanno già scrivendo titoli su quanto questa macchina stia sostituendo posti di lavoro. Il punto in questo caso è che questa particolare forma di automazione non è motivata da qualche piano di riduzione dei costi, ma è il risultato di un intervento governativo.

Perché le aziende dovrebbero automatizzare?

Prima di andare ulteriormente avanti, abbiamo bisogno in primo luogo di comprendere dove e come l’automazione funzioni e perché funzioni con efficacia in quelle aree in cui è attualmente praticata. L’automazione richiede una somma significativa di investimento di capitale, che non costituisce una spesa una tantum poiché la strumentazione necessita di essere periodicamente sostituita quando risulta troppo rovinata da meritare di ripararla o troppo vecchia per funzionare con i prodotti correnti. I sistemi automatici richiedono anche costosi manutentori professionisti e strumenti di conversione possono togliere dagli ordini tali costose macchine per ore quando un nuovo prodotto è pronto per la produzione. Perfino lo stesso tenere il passo con gli strumenti costituisce una spesa di capitale gravosa. A causa di tali limiti, l’automazione non risulta appropriata per attività che hanno basso volume e alti livelli di variabilità da prodotto a prodotto. Ha senso costruire uno strumento e produrre 10 milioni di cose stampate a partire da 10 milioni di dollari di stampa automatica poiché il volume può giustificare il prezzo d’acquisto, i costi di finanziamento, il personale che converte gli strumenti, e i costi di mantenimento delle attrezzature. Provare a fare questo lavoro quando si producono 10 articoli metallici per la clientela è sciocco qualora si possa usare una stampa manuale azionata dall’uomo. Questi 10 articoli sarebbero altamente non competitivi confrontati con una macchina azionata da un uomo che segue una grande stampa. Non è infrequente per le aziende imbattersi in difficoltà acquistando sistemi di produzione automatizzati per un prodotto misto che non è adatto alle strumentazioni.

Se il costo unità totale del lavoro umano è inferiore al costo unità totale del sistema automatico, allora l’uso del lavoro umano al posto del sistema automatico risulta appropriato. Altrimenti, il compito dovrebbe venir automatizzato.

Questo è il motivo per cui Flippy e altri tentativi di automazione nell’industria del fast food presentano un paradosso.

Se guardiamo i dati grezzi, troviamo che un locale tipo nel settore fast food muove circa 300 clienti al giorno. Quelle 300 persone non stanno acquistando un singolo prodotto standardizzato. Alcuni ordineranno un hamburger, altri pollo, alcuni un’insalata. Inoltre, questi hambuger variano nelle dimensioni della polpetta, nei tempi di cottura, e nei condimenti. Un locale di hamburger è decisamente il peggior posto per pensare di usare un sistema di produzione automatica, dal momento che funzionerebbe al massimo come una spatola cara.

Quanto meno fino a che non veniamo a sapere che questi tentativi sono guidati primariamente dalle giurisdizioni che hanno imposto un salario minimo di 15$. Ciò a cui stiamo assistendo con questo tentativo mal consigliato volto ad aiutare i lavoratori poveri nell’ottenere salari più alti sta spingendo il costo dei loro profili professionali sufficientemente in alto da giustificare l’investimento in automazione, perfino se tale sistema non è adeguato per quel mercato. Ciò significa che la quota di salario aggiuntivo è più onerosa rispetto al costo associato al capitale di investimento e al calo di vendite dovuto a maggior standardizzazione per permettere alle macchine di funzionare senza che vi sia lavoro aggiuntivo.

Occupati stretti in un angolo: quando l’automazione è soltanto la seconda

In altre parole, Flippy non fu progettato e non è stato lanciato la prima volta perché è un sistema migliore e conveniente, ma perché è la meno dannosa di due opzioni. Le aziende non si stavano precipitando ad acquistare tale apparecchio ad un livello inferiore di retribuzione, e ciò significa che l’automazione di per sé non è superiore al lavoro umano. E’ superiore solamente al lavoro umano a 15$ all’ora. Il costo attuale cade da qualche parte tra il vecchio costo del lavoro e il nuovo salario minimo obbligatorio.

Questo è vero pefino per quei lavori con retribuzioni sopra il salario minimo. Ogni lavoro in America è appesantito da benefit aggiuntivi e tasse, molte delle quali, se non la maggior parte, sono dirette da varie imposizioni del governo. Una delle più estese – quella per le cure mediche – è stata rapidamente assorbita nel costo del lavoro per decenni a causa dell’interferenza dei funzionari del governo. Considerando una stima di 10000$ nell’articolo sopracitato ed anche un generoso taglio del 50% a quanto dovuto all’interferenza del sistema sanitario del governo, questa inflazione sanitaria sottostimata da sola è responsabile di un aumento del 12.5% del costo di assumere qualcuno a 30000$ all’anno. E questo fenomeno non sta rallentando dal momento che le imposizioni governative dell’ Affordable Care Act, chiamato con pessimo nome, continuano ad avere un certo impatto sul mercato. I bersagli più evidenti sono i lavori a basso salario poiché gli effetti delle politiche pubbliche sono, con le parole del movimento progressista, di natura regressiva. E quando i lavori a basso salario spariscono, distruggiamo anche i mattoni della crescita produttiva futura. Il danno reale sarà nel futuro, quando gli adolescenti di oggi, già esclusi dal mercato, si troveranno a vivere da adulti più poveri.

Quello che questo significa è che compiti che non possono essere svolti fuori dal paese, o per la natura del prodotto o a causa dell’aumento di dannose politiche protezioniste, diventeranno bersagli sempre più grandi dell’automazione, anche quando il lavoro di per sé non potrebbe giustificare tale apparecchiatura in un ambiente di libero mercato.

Così se ti trovi sotto pressione dell’automazione, o peggio ancora, ti meravigli perché i giovani di oggi trovano grande difficoltà a trovare anche un lavoretto estivo, forse dovresti rivolgere il tuo sguardo ai parlamentari e ai burocrati che hanno assunto. Le loro imposizioni potrebbero aver reso il tuo lavoro sufficientemente caro da giustificare il ricorso a quella macchina.

L'articolo originale: https://mises.org/blog/when-low-wage-workers-are-better-robots