Il servizio civile per i giovani è una proposta da Stato totalitario (parte terza)

00Gli elementi essenziali del Verordnung über den freiwilligen Arbeitsdienst (Regolamento sul servizio del lavoro volontario) del 16 luglio 1932 caratterizzarono tutta la politica del mercato del lavoro del Terzo Reich: obbligo di fruire del “beneficio” di esercizi fisici e spirituali (art. 1), non-profit non degradante nel mercato del lavoro (art. 2), ruolo delle autorità pubbliche come vettori (art. 3), assenza di una occupazione regolare (art. 4), disposizione centrale dei fondi (art. 5) e preferenza verso i disoccupati di lunga durata quali beneficiari del provvedimento di sostegno e welfare (art. 6).

Secondo tale regolamento il FAD venne aperto soprattutto ai giovani di età compresa tra 18 e 25 anni, i quali furono impiegati nell’ambito delle costruzioni e come guardie forestali, nonché in servizi sociali (quali ad esempio il fabbisogno alimentare dei poveri). I singoli membri aderenti al FAD ricevettero per ogni giorno della settimana, quale Arbeitsdienstpflichtigen, una indennità di 2 Reichsmark per i pasti, l’alloggio e la cura della propria cultura, e 0,30 Reichsmark a settimana per la partecipazione.

La previdenza sociale coprì gli infortuni dei partecipanti e il vettore pubblico dovette assumersi i costi per manodopera, attrezzature e materiali di costruzione. Tra le prime opere pubbliche a cui parteciparono le formazioni del FAD vi fu la pavimentazione della Kaiser Friedrich Platz (oggi Heinrich von Stephan Platz), a Naumburg.

La durata del progetto avrebbe dovuto superare le 20 settimane, nei progetti economicamente di rilievo l’impiego non avrebbe dovuto durare meno di 40 settimane. Il disoccupato dovette partecipare ad almeno 12 settimane di servizio lavorativo, ricevendo buoni da 1,50 Reichsmark quali contrassegni per ogni giorno della settimana.

Ma tale remunerazione avrebbe dovuto essere concessa entro e non oltre i lavori di 40 settimane e solo entro i due anni. Il FAD promosse la formazione intellettuale e morale dei giovani partecipanti al campo di lavoro: sveglia alle 5 del mattino nei giorni feriali, mezz’ora di educazione fisica, incamminandosi alle ore 6:15 verso la zona del lavoro cantando una canzone o un motivetto militare usato anche per spronare a lavorare; dopo un’ora di pausa pranzo, due ore di attività militari.

L’orario di lavoro settimanale divenne complessivamente di 40 ore. Entro la fine di ottobre del 1932, 254.000 volontari furono impiegati nel FAD. Esistevano forme di lavoro obbligatorio nel contratto: Pflichtarbeit, Arbeitsdienst, Landhilfe, Dienstverpflichtung (lavoro obbligatorio, servizio lavorativo, aiuto rurale, coscrizione lavorativa), non permettenti la libera scelta della professione o del lavoro, gestiti dai centri per l’impiego.

A livello pubblico la propaganda del FAD venne promossa facendo riferimento ai termini «lavoro», «campo di lavoro» e «lavoro di volontariato», quali parole chiave per rendere appetibile la partecipazione dei giovani specie durante la Grande Depressione (1929-1932). Come ha rilevato Ralph Raico, non è casuale che l’obiettivo della piena occupazione, postulato da John Maynard Keynes nella Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, fosse tra le principali proposte economiche dello Stato nazista: per spiegare la cosa,

“Keynes indicò come “l’allora governo tedesco (nazista) sarebbe stato più in sintonia con gli effetti delle sue idee sulla creazione di occupazione di opere pubbliche rispetto al governo britannico”. Questa lettura, tuttavia, è in contraddizione con il chiaro significato del testo: non è che i leader nazisti provarono ad essere più in sintonia con una delle proposte particolari di Keynes, ma che, secondo Keynes, la sua teoria “si adatta molto più facilmente alle condizioni di uno Stato totalitario”. […] I pensatori economici nazisti, talvolta, vollero fare riferimenti a Keynes per sostenere le politiche economiche esplicitamente antiliberali del nazionalsocialismo. Otto Wagener, che guidò una ricerca economica nazista prima della presa del potere, diede a Hitler una copia del libro di Keynes sulla moneta in quanto “trattato molto interessante”, trasmettendo la sensazione che l’autore fosse “di gran lunga più avanti rispetto a noi, senza avere sufficiente dimestichezza con noi e il nostro punto di vista” […]. La pubblicazione dell’edizione tedesca della Teoria generale ricevette recensioni critiche da pubblicazioni distanti dalle politiche economiche ufficiali naziste, mentre un apologeta nazista di Heidelberg lo accolse “come una rivendicazione del nazionalsocialismo”. Keynes stesso rimarcò che le autorità tedesche avessero autorizzato la pubblicazione “su carta migliore a un prezzo non molto più alto rispetto al solito”.

I giovani disoccupati entranti nel programma del FAD dovettero subire un’educazione civica e una loro sistemazione in «campi chiusi» al fine di «soddisfare i pensieri educativi del popolo per il servizio di lavoro volontario». Tale servizio lavorativo volontario venne descritto dalla propaganda nazista come «Servizio d’assemblea del popolo e della patria».

Nel luglio del 1934 vennero formate le Reichsarbeitsdienst (abbreviate come RAD), le forze di servizio lavorativo ufficiali di Stato. Fu un amalgama di molte organizzazioni lavorative costituitesi in Germania durante gli anni Venti. Ai loro membri venne richiesto di prestare servizio per diversi progetti civici: di costruzione, in ambito agricolo e militare.

Sicché le strutture e le misure occupazionali socialdemocratiche vennero implementate dal regime nazionalsocialista a partire dal 1935 con l’approvazione della Arbeitsbuchgesetz (Legge per l’occupazione record permanente). Non solo chi in cerca di lavoro, ma anche tutte le professioni furono sistematicamente incluse in una banca dati, e dopo il marzo di quell’anno tutti i diplomati delle scuole superiori furono tenuti a mettersi in contatto con il servizio di consulenza per il lavoro «per la registrazione e l’orientamento professionale».

Il 26 giugno del 1935 le RAD vennero introdotte dalla legge quale organismo di supervisione del FAD. Il servizio di leva civile istituito dalle autorità federali tedesche si fuse con l’organizzazione giovanile fondata dal Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori nel 1926 per accogliere i giovani, a partire dai 10 anni, e prepararli a servire nelle forze armate e divenire buoni cittadini attraverso un sistema di addestramento militare e paramilitare: la Gioventù Hitleriana (Hitler-Jugend).

Tale gruppo politico giovanile fornì a livello ideologico e nazionale un’educazione alle nuove generazioni sui precetti base del nazismo, divenendo un soggetto d’interfaccia tra i giovani e lo Stato-partito, in grado di sostituire anche la famiglia e le altre organizzazioni ricreative ed educative. 

Il servizio di volontariato civile venne regolarizzato a 6 mesi in forma di vormilitärischer, e rappresentò una sorta di collegamento tra la Gioventù Hitleriana e il servizio militare per gli aventi un’età tra i 17 anni e i 25 anni. Tali giovani dovettero esercitarsi «per il servizio d’onore al popolo tedesco» presso gli accampamenti militari organizzati.

Sicché con l’implementazione dei campi di lavoro per i giovani vi fu, di conseguenza, la militarizzazione delle città a livello di arredo urbano. Vennero costruite molte nuove caserme per ospitare i giovani e il 16 marzo 1935 fu introdotta la coscrizione militare, che contribuì notevolmente alla riduzione della disoccupazione giovanile con la possibilità per i ragazzi veterani di poter intraprendere una carriera all’interno di tali istituzioni giovanili naziste e in altre attività dello Stato (ad esempio quale sorvegliante dei campi di concentramento, non differenti per logica funzionale e organizzativa da quelli lavorativi giovanili).

Il Reichsanstalt für Arbeitsvermittlung und Arbeitslosenversicherung introdotto dalla Repubblica di Weimar venne progressivamente privato della sua indipendenza e, infine, nel 1939 si integrò completamente nel Ministero del lavoro del Reich. Ridenominato come l’Arbeitseinsatzbehörde (Agenzia di distribuzione del lavoro) da quel momento si occupò del «collocamento di manodopera in base alle esigenze dell’economia, soprattutto dell’industria degli armamenti».

Guenter Reimann, nel suo libro del 1939, The Vampire Economy, illustra in dettaglio l’economia nazista come una forma di corporativismo redistributivo. A partire dall’inizio del 1940, la logica dei campi di lavoro volontari per civili venne esportata nei territori assoggettati militarmente dal Reich; i distretti e le città delle aree occupate dalle truppe tedesche furono tenute a fornire una quota obbligatoria di lavoratori da inviare in Germania.

Se la quota non fosse stata soddisfatta, le autorità di occupazione avrebbero fatto ricorso ad astuzie, false promesse, e all’uso della forza nei loro sforzi di reclutamento. Così il tanto pubblicizzato status di volontarietà delle ammissioni di civili alla forza lavoro nazista dev’essere del tutto riconsiderato in una prospettiva ben più coercitiva.