Soldi che sbucano dal nulla e cicli economici

Secondo il premio Nobel per l’Economia, Milton Friedman, la radice dei cicli economici è da rintracciare nelle fluttuazioni del tasso di crescita dell’offerta monetaria.

Friedman sostenne che ciò che era necessario per l’eliminazione di questi cicli, era ambire, da parte dei responsabili di politica monetaria, ad una crescita costante dell’offerta di moneta:

“La mia scelta, al momento, sarebbe una regola legale che obbliga l’autorità monetaria a rispettare uno specificato tasso di crescita della quantità di moneta. Per questo scopo, vorrei definire la base monetaria includendo sia la moneta al di fuori delle banche commerciali sia quella sotto forma di depositi bancari. Vorrei specificare che il Sistema federale dovrebbe tenere in considerazione che la quantità di moneta così definita aumenta mese per mese, ed ovviamente, per quanto sia possibile, giorno per giorno, ad un tasso annuale dell’x%, dove la x indica un numero tra 3 e 5. La precisa definizione di moneta adottata e il preciso tasso di crescita scelto fanno meno la differenza rispetto ad una scelta definita di una particolare definizione ed di un particolare tasso di crescita.

Ora, se i cicli economici fossero causati dalle fluttuazioni della crescita della base monetaria allora sarebbe sensato eliminare queste fluttuazioni. In questo modo, la regola della crescita costante di moneta sembra essere il giusto rimedio per eliminare questi cicli.

Noi suggeriamo che ciò che mette in moto questi cicli non siano le fluttuazioni nella crescita dello stock di moneta così come sono, ma le fluttuazioni nella crescita di offerta monetaria generata dal nulla. Dicendo “generata dal nulla” intendiamo moneta che è stata creata dalla banca centrale e poi gonfiata tramite il sistema della riserva frazionaria messo in atto dalle banche commerciali.

Un incremento della massa monetaria generata dal nulla fornisce una struttura per attività non produttive, che consumano ma non aggiungono niente all’insieme della ricchezza reale. La moneta così generata dirige la ricchezza reale da ciò che può generarla ad attività che non la generano affatto, indebolendo, di fatto, il processo di creazione di benessere.

La divergenza capita una volta che i vari individui che sono i primi a ricevere questa moneta di nuova emissione, la scambiano per beni e servizi non contribuendo, però, alla creazione di altri. I generatori di ricchezza che non hanno ricevuto questa moneta nuova di zecca scopriranno che, nonostante più ricchi, nominalmente, possono assicurarsi meno beni e servizi rispetto a prima. (L’incremento dei prezzi di beni e servizi ne è la palese manifestazione).

Mentre l’incremento nel tasso di crescita della moneta stimola attività improduttive, una caduta dello stesso tasso di crescita distrugge queste attività. La loro abilità di spostare la ricchezza reale dalle attività generatrici di benessere è, perciò, estremamente limitata.

C’è da notare che da quando le attività non produttività o speculative non generano alcun tipo di ricchezza, le stesse non riescono ad acquisire alcun bene che gli è necessario senza il supporto di moneta nuova di zecca.

Una volta che la proporzione tra le attività non produttive rispetto al complesso delle attività inizia a crescere, questo tende a mettere pressione sulla profittabilità delle compagnie. Questo, di contro, aumenta la probabilità di un incremento delle attività malevoli nei bilanci bancari. Conseguentemente, il processo di espansione del credito delle banche attraverso il processo della riserva frazionaria (ad esempio, l’aumento dei prestiti creati dal nulla) inizia a rallentare, e questo contribuisce ad indebolire il tasso di crescita della base monetaria.

In un mondo basato sui prestiti creati grazie alla riserva frazionaria, una volta che i fondi prestati vengono ripagati alla banca e la banca non rinnova i prestiti, la moneta scompare. Nel caso di prestiti basati su un sistema non a riserva frazionaria, una volta che la moneta è ripagata dal debitore, questa viene trasferita al creditore originario, e, così, non vi è alcuna variazione nella base monetaria. (Nel caso dei prestiti nel sistema a riserva frazionaria, una volta che il prestato è stato ripagato alla banca, questo scompare dall’economia come se non ci fosse stato alcun creditore a cui i fondi dovevano essere restituiti).

Una caduta del tasso di crescita di moneta creata dal nulla, in questo modo, indebolisce le varie attività non-produttive che sorsero proprio grazie alla moneta bancaria e che furono supportate dal sistema a riserva frazionaria. Questo mette in moto un ciclo economico negativo (recessione).

Abbiamo visto che l’espansione della base monetaria supporta l’emerge di attività non produttive. Così, se la regola dell’offerta di moneta fissa verrà implementate, nel tempo condurrà all’espansione di attività non produttive. (La regola dell’offerta di moneta fissa riguarda ancora l’espansione di moneta creata dal nulla, però ad un tasso di crescita fisso). Questo, come abbiamo dimostrato, andrà ad indebolire coloro che realmente creano benessere, andando così a minare le fondamente dell’economia reale.

Possiamo concludere che la regola monetaria elaborata da Friedman è solo un’altra maniera di manomettere l’economia e, perciò, non può condurre alla stabilità economica.

L’introduzione di un gold standard potrebbe eliminare l’alternanza di cicli d’espansione e di recessione (anche noti con la terminologia boom and bust)? Secondo Friedman ciò che causa questa alternanza dei cicli è la fluttuazione del tasso di crescita della base monetaria. Perciò, secondo questa logica, anche con un sistema di ancoraggio all’oro (gold-standard) ci dovrebbero essere fluttuazioni nel tasso di crescita della base monetaria. Quindi, sempre seguendo l’ideologia di Friedman, l’introduzione di un gold standard non eliminerà l’alternanza dei cicli economici.

È vero che la variabilità nel tasso di crescita della produzione dell’oro potrà creare fluttuazioni nel tasso di crescita della base monetaria. Ma, al contrario, dell’espansione dell’offerta monetaria di moneta fiduciaria, l’incremento dell’offerta di moneta in un sistema ancorato all’oro non risulterà in un scambio di un nulla per un qualcosa. Non risulterà, di certo, nella deviazione di ricchezza dai produttori di ricchezza verso le attività non generatrici di ricchezza.

Il suo essere una commodity, oltre ad essere un mezzo di scambio, l’oro è anche richiesto per vari usi industriali, includendo anche l’utilizzo nella gioielleria. Da questa prospettiva l’oro fa parte dell’insieme della ricchezza reale. Così, quando l’oro viene scambiato per beni e servizi, qualcosa vien scambiato per qualcos’altro.

È importante notare che un incremento della quantità di oro non è un atto di appropriazione indebita o frode. L’incremento della quantità d’oro non produce uno scambio di un niente per un qualcosa.

Al contrario, invece, di stampare note di credito di oro, come ad esempio quelle non coperte al 100% da oro. Questo è un atto di frode, che poi altro non è che l’inflazione stessa. Ciò costruisce una struttura dedita al consumo senza che sia stato creato realmente del benessere. Certificati privi di valori iniziano a dar vita ad una sequenza di scambi avviati dal nulla ma scambiati per qualcosa, che infine conducono a quella ciclicità ricorrente.

Di nuovo, nel caso di incremento nell’offerta di oro, non viene commessa alcun tipo di truffa. Il produttore di oro – la miniera d’oro – ha incrementato la produzione di un bene utile. Perciò in questo scenario non si assiste ad uno scambio di un niente contro un qualcosa. Conseguentemente, noi non abbiamo preoccupazione della formazione di bolle. Un produttore di benessere (basandoci sul fatto che ha prodotto qualcosa di utile) può scambiare ciò che ha prodotto, l’oro, per altri beni. Non ha bisogno di moneta sbucata fuori dal nulla per dirottare la ricchezza reale verso di lui.

Nel caso di un sistema basato su un sistema aureo, un incremento nel tasso di crescita della base monetaria, e cioé un aumento dell’estrazione di oro, non metterebbe in moto tutti quei meccanismi che conducono alla creazione di bolle o di falsi boom economici. Perciò, nella situazione speculare, e cioé in un momento in cui vi è una caduta del tasso di crescita della base monetaria non vi sarà un rallentamento dell’economia – ne alcuna bolla o falsa attività economica si creerà e potrà minacciare di distruggere l’economia.

Abbiamo visto come la scomparsa della moneta creata dal nulla è una delle cause principali delle recessioni economiche. (L’iniezione di questa moneta genera le bolle mentre la scomparsa della stessa le distrugge, e da ciò ne deriva la ciclicità).

In un sistema aureo questo non può succedere. In un sistema aureo pure, senza le banche centrali, la moneta è l’oro. Di conseguenza, la moneta non può scomparire siccome l’oro non puòl scomparire a meno che non venga fisicamente distrutto, che è un’ipotesi alquanto improbabile. Da quanto detto possiamo timidamente concludere, che se non estremizzato, il sistema aureo non crea presupposti per cicli di espansione-recessione.

 

Conclusioni

Il famoso economista Milton Friedman osservò che le fluttuazioni nel tasso di crescita della base monetaria potrebbe essere un importante fattore che sta alla base dei cicli boom-bust. Perciò, lui suggerì che le banche centrali dovrebbero perseguire una politica atta a stabilizzare il tasso di crescita dell’offerta di moneta intorno ad una qualche percentuale e tenerlo intorno a quel target per un tempo indefinito. Friedman pensava che mantenendo il tasso di crescita della base monetaria fisso, l’economia avrebbe seguito un sentiero di crescita economica stabile senza dover affrontare la ciclicità. La regola della moneta di Friedman, comunque, continua a far stampare soldi, e in questo senso, sta ancora contribuendo a generare gli stessi effetti di una qualsiasi politica monetaria tendente ad utilizzare la zecca, e cioè i cicli espansivi e recessivi. Abbiamo dimostrato che ciò che è importante per i cicli economici non è la fluttuazione del tasso di crescita della base monetaria ma bensi la fluttuazione nella crescita della moneta creata dal nulla. Abbiamo inoltre dimostrato che un sistema puramente aureo (o basato su qualche commodity) è immune a queste ciclicità.

L'articolo originale: http://www.cobdencentre.org/2017/05/money-out-of-thin-air-and-economic-cycles/