Moneta complementare ε-₤ira

Chi pensa di trovare qui formule matematiche o modelli di matematica adattati per l’alta finanza deve cambiare idea. L’una cosa di matematica che troverete qui è la moltiplicazione:

x2

LA MONETA VIRTUALE

Un’altra moneta virtuale (cripto moneta) compare all’orizzonte la: VALDEX. In Italia la moneta virtuale, come molte altre, è attiva su piattaforma digitale e, generalmente, è circoscritta alla regione in cui viene emessa; per esempio: la VENETEX, la SARDEX, ecc. Anche i MINIASSEGNI ((leggi anche i NOTGELD) ed i GETTONI TELEFONICI, degli anni 70/80, come i BUONI PASTO di oggi, sono stati considerati moneta complementare. Poi, abbiamo quelle a diffusione nazionale o internazionale come: la WIR svizzera (Wirtschaftsring-Genossenschaft), oppure la LITECOIN o la BITCOIN considerate le più “famose” e sembra che nel mondo ve ne siano circa 4.000. A proposito di BITCOIN è notizia di ieri, 12 maggio 2017, di un attacco con malaware ai computers su ampia scala (pare che i paesi coinvolti siano circa 99 o forse più) e con richiesta di riscatto di 600 bitcoin per ripristinarli. Un giovane inglese di 22 anni (esperto in cyberscurity) con 10,69 dollari acquista un dominio e blocca il virus. Tanto di cappello a questo giovane e, a differenza di quanto scritto e detto da tanti, credo che non sia stato baciato dalla fortuna, ma acquistando quel dominio ha dimostrato di avere intuito, intelligenza e preparazione. Congratulations.

Una piccola parentesi, interessante la moneta Eco-Aspromonte (sponsorizzata dalla Banca Etica e stampata dalla Zecca dello Stato) che, come la “Moneta Deperibile” di Silvius Gesell, ha una scadenza, anche se più lunga, ma la storia di quest’ultima moneta è diversa. Praticamente è una ricerca continua di potere d’acquisto o di credito.

In pratica, non sono altro che: UNITA’ DI CONTO.

Anche l’E.C.U. (European Currency Unit), introdotta nel 1978 dal Consiglio Europeo, calcolata sulla media dei cambi fissi nel 1988 e sostituita con l’introduzione fisica dell’€uro il 1° gennaio 2001, era un’unità di conto.

La domanda che ci si pone è: perché tutte queste monete virtuali?

  • Per le regole?
  • Per una semplice provocazione?
  • Scarsa circolazione monetaria della valuta corrente?
  • La Basilea 2 o 3 per le aziende?
  • Velocizzazione nelle transazioni minuti/giorni, real time?
  • Risparmio sulle transazioni?
  • Anonimato o pseudo-anonimato?
  • Riciclaggio?
  • Speculazione sulle monete?
  • Sicurezza da “prelievi o tassazioni” non desiderate? (leggi prelievi forzati e tassazioni straordinarie dai conti correnti, vedi CIPRO)
  • no banche centrali?
  • Fiducia?

Abbiamo mai pensato che anche uno Stato potrebbe aderire o dotarsi, se non addirittura esserne il protagonista principale, a questa nuova forma di valuta e cioè l’UNITA’ DI CONTO?

In Svizzera circola tranquillamente, parallelamente ed in modo indipendente la sopracitata moneta complementare WIR. Questa “moneta” è nata nel 1934 a seguito della GRANDE DEPRESSIONE del 1929. Ha una lunga storia ed oggi, per la grande diffusione, da cooperativa si è trasformata in banca. Per l’approfondimento Vi rimando ai siti internet che sono veramente interessanti ed esaustivi.

Domanda: perché sentiamo la necessità di far nascere la VALDEX, la SARDEX, VENETEX, ecc.? A mio avviso per una serie di ragioni che hanno comportato:

  • l’avvento della GRANDE RECESSIONE che perdura dal 2008

  • la eccessiva rigidità dell’utilizzo della ragioneria da parte della Commissione Europea

  • troppe regole su tutto (esempio simpatico: come puoi misurare e confrontare le alici con i salmoni dell’oceano? Non ha senso!)

  • calcoli basati su criteri cervellotici che nulla hanno a che vedere con il finanziamento “corretto” per le aziende

  • limitazione e restrizione della circolazione monetaria

  • marziane ristrutturazioni delle costituzioni con inserimenti, nelle stesse, di regolamentazioni impositive e non producenti per il Paese

  • introduzione dell’austerity, produttrice e foriera di limitazione dei consumi

  • tassazioni indiscriminate e mirate a colpire il risparmio, vedi Cipro

  • leggi e regolamenti, vedi anche il “bail in”, mai a favore del consumatore

  • invenzione” di regole al solo scopo di controllare economicamente e finanziariamente i Paesi europei, leggi Fondo di Redenzione (firmato da tutti i Paesi)

  • tempi di realizzazione “capestro” e range impossibili

In un periodo di GRANDE RECESSIONE, come l’attuale, è necessario trovare degli escamotages per uscire da questo “pantano”. Ecco, quindi, che nascono e si diffondono le monete virtuali, soprattutto per esigenze di tipo economico e perché no finanziario.

LA SOLUZIONE PER LE BANCHE

Giustamente ci viene fatto notare che a causa dei continui stress test le banche sono costrette ad accantonare, accumulare riserve e, quindi, il denaro non viene prestato o meglio, viene prestato non nella misura richiesta dal mercato.

Le banche non hanno possibilità di stampare denaro per il sistema, ma possono, se vogliono, alimentare la richieste in modo fittizio, cioè con il DENARO VIRTUALE.

Se si vuole veramente incidere sul territorio è necessario ricorrere al supporto delle aziende (industriali, artigianali, commerciali e di servizio), dei consumatori, meglio ancora se con le loro Associazioni ed anche dei Comuni, delle Province e delle Regioni o degli Enti Pubblici in generale, ecc.

Apriamo una breve parentesi: se viene utilizzato il denaro virtuale nella misura del 50% o più, alla banca sarebbe più facile prestare la differenza magari solo al 25% in €, perché un’azienda meno indebitata da più sicurezza alla banca. Ed anche gli NPL (non performing loans, prestiti non performanti, di difficile o dubbia riscossione) sarebbero in percentuale più ridotti, senza pensare che il “nero” potrebbe riemergere e diventare un dato positivo per le entrate fiscali.

Con questa unità di conto non è necessaria neanche la CAMERA DI COMPENSAZIONE di keynesiana memoria. Uno sviluppo interessante si avrebbe nei rapporti, per le varie transazioni, tra aziende, privati e con la Pubblica Amministrazione, che disporrebbero così del doppio della liquidità.

ε-₤ira

Ecco l’idea e solo a titolo di esempio: creare con le Banche di Credito Cooperativo (BCC), perché più radicate sul territorio, un circuito dove sia presente la ε-₤ira che calcolata e prodotta come unità di conto porterebbe un beneficio non indifferente al territorio (anche alla Nazione) e limiterebbe il ricorso ai prestiti bancari mediamente nell’ordine del 50 per cento o forse più. A mio avviso dovrebbe avere un rapporto 1/1 con l’euro (1 ε-₤ira = 1 €), per non avere oscillazioni di prezzo e speculazioni in generale, e se di un’altra nazione con la propria moneta. A questo punto possiamo dire che i pagamenti potranno essere effettuati in contanti, con bancomat, carte di credito in generale e con altri vari titoli di pagamento. Come accennavo nell’incipit non è necessario riprodurre calcoli matematici, quello che conta è il concetto. La realizzazione e la gestione è compito degli specialisti e, soprattutto, è compito della struttura bancaria fare da trait d’union fra imprese e privati per realizzare il progetto ε-₤ira (farò un particolare riferimento al capitale umano delle banche). Sono convinto che in pochi anni usciremo dal tunnel della crisi.

Nello studiare le monete virtuali mi è venuta anche la tentazione di pensare:

PERCHE’ NON ESTENDERLA A TUTTE LE BANCHE IN ITALIA E PERCHE’ NO ALLO STATO ITALIANO O A TUTTI GLI STATI SINGOLI DELL’EUROPA O DEL MONDO?

Se andate al sito della Banca d’Italia troverete tutte le raccomandazioni che una Banca Centrale può fare, ma leggerete anche che nulla osta per l’emissione di denaro virtuale, cripto moneta, unità di conto …

Un ultimo suggerimento: stabilito che dovrebbero essere le banche ad incaricarsi della gestione, sarebbe interessante che ogni possessore di conto in ε-₤ira fosse dotato di carta di credito in modo da rendere più semplice e veloce qualsiasi transazione. E’ sufficiente dotarsi di una carta del tipo touch e senza password:

  1. perché va bene anche per chi non ha dimestichezza col denaro virtuale o della tecnologia in generale

  2. perché se la rubano diventa utilizzabile solo se ci metti il 50% di moneta circolante e si può sostituire immediatamente

  3. perché se viene smarrita si sostituisce con un’altra.

Semplice no?

BANCHE ITALIANE

Quanto segue è frutto di una attenta analisi ed è stato testato, in via riservata, con funzionari e dirigenti bancari che amichevolmente hanno voluto apportare le loro osservazioni, che sono state puntualmente elaborate e riviste in ogni loro parte. A tutti un sentito GRAZIE.

A titolo puramente simbolico, gli eventuali numeri saranno arrotondati per eccesso/difetto, mi appresto a fornire un esempio:

  1. banche

  2. imprese (industriali, artigiane, commercio, servizio …)

  3. privati

Ogni azienda dovrebbe dotarsi di un P.O.S., se non lo ha, perché il tutto sarà utilizzato con una carta di credito touch.

Ora, i problemi che presentano le aziende, quasi tutte, è il difficile accesso al credito (leggi Basilea 2, 3, …); non dimeno le banche che tendono a tesaurizzare per esigenze di stress test e, dulcis in fundo, le persone che lavorano (o i non occupati, o i cosiddetti senza reddito) vorrebbero fare di più, ma non possono. Ammesso e concesso che tutti siano d’accordo.

  1. BANCHE: gestiranno e forniranno di carte ε-₤ira ad imprese e privati

  2. IMPRESE: potranno chiedere affidamenti in ε-₤ira dell’importo più confacente alle loro esigenze e se vogliono anche di più

  3. PRIVATI: se con busta paga, modello unico o 730 la stessa cifra in ε-₤ira o se lo ritengono opportuno anche più. Anche chi non ha un reddito dimostrabile può usufruirne.

Perché questo no limit? E’ presto detto. Se voglio raddoppiare la circolazione monetaria devo farlo inizialmente pagando gli acquisti al 50% in ε-₤ira e l’altro 50% in uro (questo magari solo per convenzione, ma può essere l’inizio).

Facciamo un esempio a titolo simbolico:

vado a fare la spesa per un importo totale di 100 che pagherò: 50 in e 50 in ε-₤ira con la carta di credito touch.

L’esempio basta per dire che ho raddoppiato la mia capacità di spesa (x2)?

Bene, allora diciamo che mi sono recato in banca ho presentato il mio 730 e mi sono fatto dare lo stesso importo in ε-₤ira. Ho o non ho raddoppiato il capitale?

Stesso discorso vale per le imprese perché, anche loro dotate di carta di credito, pagheranno i fornitori ed incasseranno dai loro clienti il 50% in ε-₤ira ed il 50% in uro. Potranno chiedere una provvista in ε-₤ira per l’importo più a loro consono.

Perché dare di più? Perché il buon senso suggerisce che se devi spendere lo puoi fare solo al 50% in ε-₤ira, mentre l’altro 50%, comunque, è in . Quindi, più di quello che hai in non puoi spenderlo con la ε-₤ira. Ammesso e concesso che si voglia raddoppiare la disponibilità.

Come si evince dalla presentazione, la ε-₤ira non può essere oggetto di accumulo o di risparmio, perché è nata per essere appoggiata all’ e, quindi, non ha senso farne oggetto di accantonamento. Ribadisco che se si rimane senza ε-₤ira il conto viene immediatamente riallineato all’importo richiesto.

Tutto ciò non inficia la regolazione della moneta circolante, potrebbe produrre una lieve inflazione, in quanto la massa raddoppia, la corrispondenza rimane sempre 1/1 e per finire, sicuramente, non genera costi di sostituzione. E’ una UNITA’ DI CONTO!

Un’ultima cosa, il conto in ε-₤ira non genera interessi attivi o passivi!

Il conto in ε-₤ira, all’inizio dell’anno, viene ripristinato, con lo stesso importo dell’anno precedente, automaticamente e se lo si desidera anche prima o per un importo diverso!

Forse, abbinando la ε-₤ira al sistema bancario se ne potrebbe ricavare un po’ di FIDUCIA e chissà, magari qualche banca, con i relativi risparmiatori, verrà salvata.

Non voglio fare l’economista o il monetarista, perché sono titoli che non ho, ma vi lascio immaginare cosa significa per l’economia e per lo Stato.

TIMING: dalla elaborazione fatta utilizzando un grafico Tempo/Impiego, dopo un avvio un po’ incerto, risulta una tracciatura molto accentuata sino a toccare vari breack-even points (punti di rottura o di intersecazione) che fanno scendere i valori della ε-₤ira dal 50%, al 40% … (Riga 2) per poi ridursi, senza forzature, ed in un lasso di tempo ragionevole, a 0,…%, è un fenomeno di riduzione naturale.


Non vorrei che accadesse il contrario; il fattore umano e l’imprevedibilità sono sempre presenti.

IL CAPITALE UMANO

In questo momento i bancari vivono con l’ansia di vedere il proprio nome nella lista degli esuberi. A mio avviso non vedo perché dovremmo disperdere un capitale umano fatto di competenza e professionalità (anche perché sono stati investiti importi notevoli per la loro formazione), ergo, è sufficiente dirottarle per verso la organizzazione per la diffusione della ε-₤ira ed il gioco è fatto.

Un’ultima cosa. Non mi dispiacerebbe vedere realizzata l’adesione di tutte le monete complementari circolanti in questo esperimento, così avremo l’opportunità di agire senza “concorrenza”.

A tutte le persone che hanno letto, magari con attenzione, propongo la realizzazione immediata al fine di uscire dalla GRANDE RECESSIONE, instaurando quello che si chiama rapporto di FIDUCIA.

CONCLUSIONE

I tempi del medio evo dovrebbero essere finiti. In quel periodo, in Italia sono circolate circa 126 monete diverse, fra: regni, stati, principati, ecc.

Per quante potranno essere emesse le varie monete, nel tempo, saremo costretti, prima o poi, a servirci una sola!